Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.
Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!
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E siamo a... QUATTROMILA!
Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!
Grazie a tutti!
Sean, 18 giugno 2022
Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!
Grazie a tutti!
Sean, 18 giugno 2022
martedì 12 settembre 2017
2306
Avventura
046 - Il viaggio continua
« Per cortesia, fammi capire di preciso come è andata: Be’Sihl ha ipotizzato di coinvolgere tuo marito nella questione; insieme avete escluso questa ipotesi; tu hai proposto di proseguire sola, per evitare di mettere chiunque altro in difficoltà; ti è stata negata simile opportunità da parte del capitano; Be’Sihl ha fatto il mio nome; e tu hai acconsentito, scegliendo tuttavia di spingerci qui non tanto alla ricerca della possibilità di liberarci, in qualche modo, di quelle creature, quanto e piuttosto di arrischiare le vite di entrambe a tentare di catturarne una viva… » riassunse Lys’sh, aggrottando la fronte e riuscendo a risultare estremamente espressiva anche secondo dei canoni umani nel manifesto dubbio a riguardo della proposta così emersa, molto più di quanto chiunque, probabilmente, si sarebbe potuto attendere da parte di un’ofidiana priva di labbra, naso o orecchie, e dotata, altresì, di un’epidermide contraddistinta da minuscole scaglie vellutate in varie tonalità di verde, sovente brillante « … ho inteso correttamente? »
« Detto così non suona esattamente come una scelta particolarmente ponderata… » tentò di minimizzare Midda, storcendo appena le proprie carnose labbra verso il basso, a riprova di quanto poco sicura avrebbe avuto a potersi considerare nel merito di quell’iniziativa, nel confronto con la quale, pertanto, estremamente semplice sarebbe stato per chiunque, e soprattutto per una sua amica al pari della giovane, porla in difficoltà, addirittura in crisi, nel sollevare una qualunque obiezione a una proposta tanto palesemente raffazzonata.
« Non è questo… » scosse il capo l’ofidiana, a escludere una qualunque critica nel merito dell’idea di impegnarsi nella cattura di una di quelle magnose giganti, proposito probabilmente non particolarmente salubre e, ciò non di meno, comprensibile e condivisibile nelle proprie ragioni « Più che altro non so se ritenermi indispettita nei tuoi confronti, per il fatto che per un momento sei davvero arrivata a ipotizzare di tagliarmi fuori da questa storia… o arrivare a considerarmi offesa nei riguardi del tuo compagno, per il fatto che, dovendo scegliere una vittima sacrificale per l’occasione, ha pensato bene di fare il mio nome! » esplicitò, facendo risuonare la sua voce più ironica che realmente critica nei loro riguardi, laddove, in quel momento, null’altro che semplice scherzo, gioco, scherno avrebbe avuto a doversi considerare presente ad animarla, al di là delle argomentazioni in tal maniera addotte.
« A difesa di Be’Sihl posso solo dire che, conoscendomi come mi conosce lui, egli sa bene che il posto più sicuro dell’universo, quando le cose di fanno complicate, abbia a dover essere considerato proprio quello accanto a me… » provò a replicare l’altra, in una presa di posizione che avrebbe potuto essere facilmente giudicata qual animata da una terrificante mancanza di modestia, di umiltà da parte sua, e che, tuttavia, altro non avrebbe avuto a doversi tradurre, ancora una volta, in una risposta non meno ironica rispetto all’osservazione dalla quale era derivata, nell’aver ben colto i toni della propria amica e nell’aver deciso di seguirne l’esempio « In questo, pertanto, più che ritenerti una vittima sacrificale, potresti riconoscerti, magari, qual un’eletta, contraddistinta dalla miglior possibilità di sopravvivenza a qualunque cosa dovrà mai accadere! »
« Quindi posso escludere l’eventualità di sentirmi offesa nei confronti del tuo compagno… » semplificò Lys’sh, facendo riferimento al proprio ultimo dilemma, per così come condiviso con la propria interlocutrice « ... e concentrarmi, esclusivamente, sul ritenermi indispettita nei tuoi riguardi, per aver cercato di escludermi da questa faccenda! » ricordò, a segnare un ottimo punto in quella sfida a due, in quel duello verbale in corso fra loro, e animato, non più e non meno, che dalla semplice volontà di trovare occasione di distrazione dal contesto nel quale, ancora una volta, si stavano venendo a ritrovare, in un circolo vizioso che, entro certi versi, stava iniziando ad apparire persino ridicolo nella propria occorrenza.
Tale scambio di battute, infatti, stava trovando una propria ragion d’essere nel risultare qual riempitivo dell’ennesima passeggiata da entrambe iniziata lungo la smisurata coda di container agganciati alla nave, la seconda, in quella specifica direzione, per la Figlia di Marr’Mahew e già la quarta per la propria compagna di ventura… terza che sarebbe salita rapidamente a quinta se solo fossero stati conteggiati anche i rientri necessariamente conseguenti a ogni impegno esplorativo in quel particolare verso.
Se anche, infatti, l’occasione rappresentata dal trovarsi per la prima volta a percorrere quei lunghi, lunghissimi corridoi ricolmi di ogni genere di mercanzia ordinatamente inscatolata e ancorata ai vari scaffali, non aveva mancato di essere inteso, da parte dell’ofidiana, qual un’esperienza contraddistinta da un suo fascino, da un proprio sapor d’esplorazione e d’avventura; il ritrovarsi, per la quinta volta, nel giro di poche ore, a ripercorrere quella via non avrebbe più potuto coinvolgere emotivamente la giovane, così come, obiettivamente, difficile sarebbe stato per chiunque, posto nell’eguale situazione, individuare una qualsivoglia motivazione per la quale esaltarsi. E così, anche e solo per vincere la noia, quel nuovo tragitto, quel nuovo viaggio non manco di essere promosso, da parte di Lys’sh, all’insegna di un momento di svago, utile a distrarre la mente e a evitare di rischiare di iniziare a perdere il senno all’interno di quell’incredibilmente ripetitivo e monotono paesaggio.
Una distrazione, quella così implicitamente promossa dall’ofidiana, che non sarebbe mai stata rifiutata da parte dell’Ucciditrice di Dei, fosse anche e soltanto per una questione di coerenza, e di coerenza con se stessa; giacché, al di là della loro corrente situazione di potenziale pericolo, raramente in passato ella si era mai permessa di affrontare anche il peggiore fra i propri avversari, anche la più difficile fra tutte le proprie sfide, senza in ciò cercare, sovente attraverso ironia e sarcasmo, di sdrammatizzare la situazione, di distrarre in maniera costruttiva la propria mente, senza, in ciò, correre il rischio di ritrovarsi vittima di facili errori ma, al contrario, proprio per ovviare a quell’eccessiva concentrazione a fronte della quale, necessariamente, l’errore sarebbe allor sopraggiunto o, in sua assenza, un possibile esaurimento nervoso. Laddove, quindi, Lys’sh volle impegnarsi in tal direzione, nulla mai avrebbe potuto esserle rimproverato dalla propria compagna, non nella consapevolezza di quanto, comunque, ella sarebbe certamente rimasta adeguatamente all’erta, egualmente in allarme, al fine di non ritrovarsi spiacevolmente vittima di qualche nuova aggressione…
« Non è che io abbia proprio cercato di escluderti dalla faccenda… » tentò, quindi e scherzosamente, di difendersi da quell’accusa, con un sorriso volutamente imbarazzato di fronte alla medesima « Diciamo che, dal mio personale punto di vista, sarebbe stato meglio che qualcuno veramente capace, un’abile guerriero, fosse rimasto nel corpo della nave, pronto ad agire e ad agire in difesa del resto dell’equipaggio nel momento in cui, sfortunatamente, qualcosa mi fosse accaduto. » cercò di argomentare, suggerendo una chiave di lettura in favore della propria sorella d’arme.
« Sei consapevole che stai solo peggiorando la tua situazione in questo modo?! » non riuscì a trattenersi dal ridacchiare quest’ultima, scuotendo appena il capo « Hai appena dichiarato che il posto più sicuro nell’universo è quello al tuo fianco e, un attimo dopo, hai suggerito l’eventualità di una tua sconfitta: due affermazioni decisamente in contrasto, non trovi…?! » sorrise, di quel particolare sorriso che Midda aveva imparato a intuire su quel viso così alieno e pur, obiettivamente, anche contraddistinto da una straordinaria bellezza, laddove si fosse imparato a conoscerlo, ad apprezzarlo, così come le era stata concessa opportunità di compiere nell’ultimo anno.
« Siete tutte così dannatamente perspicaci voialtre ofidiane?! » replicò, con finta stizza la donna guerriero, accigliandosi verso di lei con espressione che sarebbe voluta apparire incollerita, benché, a stento, si propose in grado di non risultare, altresì, estremamente divertita dal ritrovarsi in tal maniera posta sotto scacco psicologico da parte della propria interlocutrice « Inizio a comprendere perché l’universo intero vi consideri malvagie… » ironizzò, in quella che forse avrebbe potuto essere considerata mancanza di tatto nell’affrontare in maniera tanto leggera un argomento così importante qual quello del razzismo inter specie, ma che, ne era certa, non sarebbe stato frainteso in alcun modo dall’altra.
lunedì 11 settembre 2017
2305
Avventura
046 - Il viaggio continua
« Andrò sola… » annunciò l’ex-mercenaria, non tradendo, in tal maniera, le aspettative del suo compagno, non mancando di confermare, con quelle parole, quanto da lui previsto in quella conclusione forse scontata e nel merito della quale, ciò non di meno, egli non avrebbe potuto ovviare a dimostrarsi peraltro sorpreso nel confronto con la ben diversa iniziativa iniziale, quella nella quale ella aveva accettato di lasciarsi accompagnare dalle proprie due nuove amiche… iniziativa nello spiacevole esito della quale, almeno in riferimento al primo ufficiale della Kasta Hamina, ogni motivazione utile a giustificare quell’esito avrebbe avuto facile occasione di comprova « E prima che qualcuno possa sollevare obiezioni, vorrei ricordare a tutti i presenti, e non, quanto Duva abbia a dover essere riconosciuta qual una combattente incredibilmente abile e straordinariamente esperta… motivazione per la quale, con ogni rispetto necessario, non credo che alcun altro possa candidarsi in sua sostituzione. Anzi. »
E se, nel difendere la propria scelta, ella non volle mancare di addurre una dichiarazione indubbiamente razionale, motivazioni logicamente difendibili, a dimostrazione di quanto, il suo intento, non sarebbe dovuto essere frainteso qual animato da una qualche estemporanea emotività, venendo riconosciuta più qual una reazione di pancia ancor più che una scelta compiuta con la testa; qualcuno fra i presenti volle riservarsi egualmente il diritto di risponderle… e di risponderle in termini egualmente razionali, parimenti logici, e pur volti a negarle l’occasione di tentare un nuovo approccio in solitario contro quegli avversari.
« Concedimi di ricoprire il mio ruolo di ufficiale al comando di questa nave e, in ciò, di sollevare un’obiezione, al di là di quanto da te asserito. » ebbe a volersi concedere Lange, con tono che non volle dissimulare l’ironia posta dietro a quella particolare scelta di parole, non volto a voler semplicemente e gratuitamente ricordare il proprio ruolo di capitano, quanto e piuttosto a evidenziare quanto, se solo egli avesse voluto imporre la propria volontà non avrebbe neppure consentito quella riunione né, di certo, avrebbe permesso a tutti loro di esprimere con totale libertà le proprie idee; consapevolezza a confronto con la quale, tuttavia, la sua opinione non avrebbe avuto parimenti a essere ignorata o, addirittura, censurata ancor prima d’essere espressa, laddove, comunque, e a prescindere dal suo approccio apparentemente democratico, lì a bordo non avrebbe avuto a dover essere riconosciuta alcuna democrazia, pena, altrimenti, la loro ineluttabile disfatta, laddove allorché agire come membra di un unico corpo, gli uomini e le donne di quell’equipaggio, fra loro così diversi per origini, per storie personali, per esperienze, lasciati privi di qualunque direzione comune avrebbero necessariamente intrapreso vie troppo alternative per poter raggiungere un qualunque, reale risultato « Che Duva sia la combattente incredibilmente abile e straordinariamente esperta da te descritta è fuori da ogni ombra di dubbio e, anzi, con ogni rispetto necessario, credo che forse potrebbe persino eguagliare con te… al di là delle differenze nei vostri passati percorsi personali. » suggerì, dimostrando in ciò, tutta la più sincera stima per la propria ex-moglie, al di là di quanti mal di testa avrebbe potuto abitualmente procurargli la predisposizione della medesima a porsi nei guai « E, proprio per questo, non posso avallare l’idea di vederti affrontare sola questa sfida… non perché non abbia fiducia nelle tue possibilità di successo, quanto e piuttosto perché, laddove succedesse qualcosa, qualunque cosa, non voglio che, questa volta, non ci sia nessuno pronto a riportarti indietro, a permettere la stessa ritirata che tu hai pur garantito a lei. »
« Lys’sh. » intervenne, allora, Be’Sihl, decidendo di rompere il silenzio votato in precedenza, giacché il capitano aveva in tal maniera aperto spontaneamente, e involontariamente, strada, a quanto pur egli aveva già deciso di arrivare a proporre, pur posticipandone l’eventualità al momento in cui gli sarebbe stata concessa migliore occasione di essere ascoltato « E’ stato merito suo, dopotutto, se abbiamo scoperto la presenza di questi intrusi a bordo… e, pur ancora giovane, ha vissuto praticamente la propria intera esistenza fra i fuochi della guerra, forgiandosi in essi. » puntualizzò, volendo offrire a sua volta riprova di quanto, quel proprio intervento, non avesse a doversi giudicare più improvvisato o contraddistinto da minor fondamento rispetto a quelli a lui antecedenti « Questo trascurando quanto la sua natura ofidiana le garantisca quelle capacità a dir poco straordinarie con le quali tutti noi abbiamo avuto molteplici opportunità di riprova in questi mesi insieme. »
Stringendo appena le labbra con fare palesemente contrariato, la donna dagli occhi color del ghiaccio e dai corti capelli color del fuoco ebbe allora a osservare alternativamente il capitano e il proprio amato, non sapendo a quale fra i due volgere con maggiore intensità il proprio sguardo di disappunto, per quel duplice, e quasi coordinato, intervento, volto a costringerla a condurre ancora con sé una delle proprie amiche ad affrontare quelle creature, con il rischio che, dopo Duva, anche Lys’sh potesse uscirne ferita o, peggio, uccisa. Ciò non di meno, e sforzandosi, ancora una volta, di dimostrarsi obiettiva nelle proprie scelte, che pur, al di là di ogni sforzo in senso contrario, avrebbero avuto a doversi comunque considerare animate dall’emotività e, in ciò, dall’affetto provato per entrambe le donne con le quali aveva condiviso il suo primo anno di vita al di fuori del proprio mondo, indubbiamente i membri più importanti, dal suo personale punto di vista, della nuova famiglia nella quale aveva trovato occasione di collocazione così lontana dal proprio pianeta e da tutto ciò che, altrimenti, ella avrebbe potuto considerare qual casa; non riuscì a giudicarsi in grado di contestare alcuna di quelle argomentazioni.
Così, forse e persino pentendosi di aver rifiutato l’eventualità di un intervento di Desmair, con l’aiuto del quale, probabilmente, la questione sarebbe stata risolta in minor tempo e con minori rischi; ella non poté che sospirare, levando gli occhi al soffitto sopra la propria testa, in segno di chiara resa…
« E Lys’sh sia… » acconsentì, non a cuor leggero, nel riconoscersi legata a quella giovane quasi come a una sorella minore, e in questo indubbiamente animata dalla volontà di preservarla da ogni male; non perché ella non avrebbe saputo difendersi, quanto e piuttosto per un concreto e spontaneo istinto di protezione, che qualcuno avrebbe potuto definire persino materno « Ma, questa volta, dovremo cambiare approccio, giacché attaccare a testa bassa quelle creature si è già dimostrata una scelta a dir poco discutibile e solo un folle reitererebbe ciecamente lo stesso comportamento attendendosi risultati differenti. » dichiarò, ignorando in maniera forse eccessivamente spudorata quanto, se solo fosse stata sola, ella avrebbe allor agito esattamente in tal direzione, provando e riprovando ad attaccarli fino a quando non fosse riuscita a sconfiggerli o non fosse morta nel tentativo, in una tecnica forse non propriamente elaborata ma che, almeno sino a quel giorno, era sempre stata in grado di fornire i propri frutti nel corso della sua vita.
« Questa frase l’ho già sentita da qualche parte… » osservò Thaare, cercando di fare mente locale sull’autore di una simile citazione o parafrasi e, comunque, sorridendo con soddisfazione nel trovarsi assolutamente d’accordo con essa.
« Hai già qualche idea…? » incalzò Mars, incuriosito dalla possibilità di poter testimoniare ai processi mentali di una donna come l’Ucciditrice di Dei, nell’ascolto degli aneddoti della vita della quale si sarebbe potuta scrivere un’epopea fantastica qual mai, nell’intero universo, avrebbe potuto esistere.
E che, in tal frangente, l’idea che ella ebbe a proporre avesse a doversi considerare frutto di una tattica del tutto improvvisata allorché di una strategia ben definita, di una mossa priva di passato o futuro allorché di un piano più ad ampio spettro, poco in verità avrebbe avuto alfine valore. Soprattutto laddove, ancora una volta, quanto ella ebbe a proporre non poté che considerarsi la soluzione più ovvia in grazia alla quale cercare di evadere dal budello metaforico nel quale, loro malgrado, erano piombati.
« Dobbiamo catturarne un esemplare… » dichiarò, con assoluta fermezza d’intenti.
domenica 10 settembre 2017
2304
Avventura
046 - Il viaggio continua
« Nessuna, capitano. » scosse il capo Midda, riservandosi l’occasione di rispondere per prima a quell’invito, a offrire chiara riprova del proprio allineamento con il loro comandante e, in ciò, a escludere qualunque fraintendimento in senso contrario.
« Neanche c’è bisogno di dirlo. » confermò, dal canto proprio, Mars, sinceramente d’accordo con quell’uomo che già da alcuni anni aveva accettato di seguire per rispetto e ammirazione, e che, allora, sperava avrebbe avuto ancora occasione di seguire per parecchi anni a venire, nel medesimo rispetto e nella medesima ammirazione che mai sarebbero stati posti in dubbio neppur da qualche argomentazione rivolta a un diverso indirizzo rispetto al suo, qual pur, in quel frangente, neppur stava realmente accadendo.
« Per quello che posso essere utile… sarò lieto di poterlo essere. » annuì Be’Sihl, non traendosi indietro di fronte a quanto lì stava accadendo e, anzi, volendosi in tal senso proporre qual parte dell’eventuale nuovo gruppo d’assalto che sarebbe stato allor creato in opposizione alle creature che avevano infestato i container della nave e contro le quali avrebbero avuto a dover agire, chiaramente, in tempi celeri o, per così come aveva lasciato inequivocabilmente intendere la sua amata, presto sarebbero giunti anche al corpo principale e, da lì, troppo facile si sarebbe allor potuta dimostrare la rovinosa caduta di ognuno di loro, sotto l’attacco di esseri decisamente temibili « E, anzi… se ritenete che possa essere utile che io abbia a cedere il passo al mio coinquilino psichico, per quanto probabilmente e comprensibilmente l’idea non possa esaltare alcuno, ritenetemi quietamente concorde. » soggiunse allora, a riprova di tutte le proprie migliori intenzioni, anche nel confronto con l’eventualità di ritrovarsi a dover rinunciare estemporaneamente al controllo del proprio corpo per concederlo a Desmair, così come dopotutto già accaduto, nel corso i più recenti eventi relativi alla sua liberazione dalla prigionia nella quale l’aveva costretto Anmel Mal Toise « Mi spiace ammetterlo, o forse non proprio… ma si è dimostrato sicuramente più confidente di me con l’arte della guerra. »
Fatta eccezione per Midda e Lys’sh, che con il particolare connubio rappresentato dalla coscienza di Desmair a controllo del corpo di Be’Sihl avevano avuto recente occasione di porsi a diretto confronto; in verità nessun altro a bordo della Kasta Hamina aveva avuto concreta possibilità di conoscere Desmair e, sebbene alcuno si sarebbe mai permesso di porre in dubbio le parole delle stesse Midda o Lys’sh, o anche di Be’Sihl, nel tentativo di ridurre quella questione a mera fola, non così semplice sarebbe stato per quei marinai riuscire a scendere a patti con l’idea dell’esistenza dello spirito di un semidio immortale intrappolato all’interno della mente di quel semplice uomo, e lì, allora, contenuto solo per effetto di un tecnologico collare inibitore, utile a impedirgli possibilità di controllo su quello stesso corpo o, anche, di comunicazione con l’esterno, con le legioni di spettri che a lui avrebbero altresì fatto riferimento e attraverso le quali avrebbe potuto combattere intere guerre, se solo ne avesse avuto diletto. Per questa ragione, quindi, fatta eccezione per la stessa Figlia di Marr’Mahew, la sola lì presente che avrebbe potuto vantare una reale confidenza con quel mondo tanto straordinario quanto, a suo modo, distante da quella più materialistica visione della realtà, per così come propria di quella loro nuova quotidianità; nessuno, non Mars, non Thaare, non tantomeno il capitano Rolamo, avrebbero potuto riconoscersi qual realmente in grado di discernere il senso di quelle parole e, soprattutto, le conseguenze che, da una simile scelta, sarebbero potute derivare, non soltanto per lo stesso Be’Sihl ma, ancor più, per tutti loro.
Ad anticipare, quindi, l’opinione di chiunque e, soprattutto, a prevenire l’eventualità di troppo facili consensi a favore di quell’ipotesi altresì drammatica, l’Ucciditrice di Dei decise di prendere nuovamente voce per prima nella questione, animata in ciò dal desiderio di ovviare a tornare a parlare con il proprio sposo e, soprattutto, a doversi spiacevolmente ricordare quanto, allora, il proprio mai amato sposo fosse ancor vivo, o qualcosa di simile, all’interno del corpo del proprio altresì adorato Be’Sihl… in quella che, se solo ella avesse creduto all’esistenza della sorte, non avrebbe potuto ovviare a considerare qual la più beffarda ironia della medesima a suo discapito.
« Premesso che, per quanto ho avuto passata possibilità di verificare, amor mio, anche la tua esperienza in combattimento non avrebbe a doversi banalizzare qual priva di valore… » introdusse, e non con intento affettuosamente consolatorio, ma con reale convincimento, realmente convinta di quanto allora stava esprimendo « … mi permetto di osservare quanto, in questo momento, i nostri guai possano essere già considerati sufficienti senza, a essi, aggiungere anche l’incognita rappresentata dal tuo sgradito ospite. » sancì, sorridendo verso il proprio amato « Quindi… a meno che non vi siano ragionevoli motivazioni in senso contrario, personalmente voterei affinché egli abbia a restare ben relegato laddove si trova in questo momento. Non voglio negare che sia una risorsa… ma, certamente, una risorsa da tenere qual ultima possibilità, dopo aver escluso qualunque altra soluzione. »
« … non mi sento di darti toro. » annuì lo stesso Be’Sihl, del resto non particolarmente convinto della bontà della propria proposta, benché, in quella loro attuale situazione, non si sarebbe riuscito a sentire a posto con la propria coscienza, con il proprio cuore e il proprio animo, se solo non si fosse espresso a tal riguardo « Anzi. »
« L’importante è che vi sia accordo fra voi… » si limitò a commentare, a margine della questione, il capitano Rolamo, ben consapevole di non potersi permettere alcuna presa di posizione nel merito di un argomento da lui francamente ignorato e che, sotto un certo punto di vista, avrebbe serenamente preferito potesse continuare a restare tale, provando un innato, e giustificabile, timore nei confronti di quanto ben riconosciuto qual a lui estremamente più alieno di quanto non avrebbe potuto essere qualunque chimera o qualunque magnosa gigante « Non nego, in tutta onestà, di non essere ancora riuscito a comprendere buona parte delle vicende che vi hanno condotto fino a questa nave… ma, d’altro canto, non è guardando al passato, alla strada che percorsa, che sono solito giudicare le persone, quanto e piuttosto alle scelte che decidono di compiere nel tempo presente. » sottolineò, nel non voler vedere banalizzato il proprio voto di fiducia a loro favore « Quindi, e come ho già detto, l’importante è che vi sia accordo fra voi. E che, comunque, vi possa essere occasione di comprendere in qual maniera liberarci da questa infestazione, di qualunque natura essa sia… » ribadì, nel desidero di riportare l’attenzione comune al problema dell’abbordaggio da loro subito e del fatto che, almeno per il momento, non sembravano essere stati in grado di riservarsi particolare successo in loro opposizione.
Un punto, quello espresso dal capitano, che non avrebbe potuto ovviare a trovare l’ovvio favore del suo ufficiale tattico, giacché ella stessa, per prima, avrebbe avuto piacere a poter trovare una maniera per localizzarli e per neutralizzarli, prima che qualcun altro, oltre a Duva, potesse finirvi coinvolto. E proprio nel pensiero della propria amica, nonché primo ufficiale della Kasta Hamina ed ex-moglie del capitano, ferita, speranzosamente in maniera non grave, durante il loro primo tentativo di incursione contro quegli avversari; nonché complice lo spirito dell’avventuriera mai sopito in lei, lo stesso che, per anni, decenni addirittura, l’aveva spinta ad attraversare, solitaria, ogni terra del proprio mondo in cerca di nuove sfide, e di nuovi avversari, con i quali porsi alla prova; la Figlia di Marr’Mahew non avrebbe potuto ovviare a individuare, qual sola possibilità, qual unica evoluzione possibile, quella volta a riconoscerla da sola in sfida contro quelle creature, non per una qualche vocazione votata al martirio, quanto e piuttosto nella volontà di poter essere realmente libera da qualunque freno, da qualunque inibizione, qual quelle che pur non avrebbero evitato di coglierla laddove, al suo fianco, fosse stato presente qualcuno per cui preoccuparsi, per la sopravvivenza del quale, o della quale, avere di che temere.
Una linea di pensiero non particolarmente originale, quella in tal modo da lei seguita, che non avrebbe potuto ovviare a essere intuita anche dal suo amato Be’Sihl, il quale, tuttavia, in quel momento ebbe a preferire mantenere il silenzio, nel porsi proprio malgrado più che consapevole di quanto, già in altre occasioni, egli fosse stato proprio quel qualcuno per cui ella aveva avuto di che preoccuparsi…
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