Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.
Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!
Scopri subito le Cronache di Midda!
www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
News & Comunicazioni
E siamo a... QUATTROMILA!
Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!
Grazie a tutti!
Sean, 18 giugno 2022
Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!
Grazie a tutti!
Sean, 18 giugno 2022
martedì 3 settembre 2019
3022
Avventura
058 - Insieme
Duva e Rula, infatti, chiudevano la comitiva, lì entrambe preposte ancora una volta a un ruolo tattico, ponendosi in coda alla carovana e dritto innanzi allo sguardo di Lange, costretto, sulla propria slitta, a una posizione inversa rispetto a quella di tutti gli altri membri del gruppo, con la sola eccezione di Rín allor obbligata in termini non dissimili ai suoi. Un’accoppiata un tempo inedita, la loro, e che soltanto un paio di anni prima Midda stessa aveva contribuito a far nascere, con buona pace del buon ex-capitano, nella volontà di colmare le distanze esistenti fra quelle due donne, e, invero, esistenti soltanto a fronte di un mero, stereotipato pregiudizio da parte dell’ex-moglie nei confronti della propria “sostituta”, e un pregiudizio che, una galeotta avventura vissuta insieme, una accanto all’altra, era stato in grado di superare. Non che, invero, fosse stato semplice superare quello scoglio emotivo e psicologico da parte di Duva, né, tantomeno, che fosse stato semplice per Rula riuscire a dimostrarsi qualcosa di più rispetto a una sciacquetta inutile qual, sino ad allora, era stata relegata a essere anche all’interno dell’equipaggio stesso: ma, da quel momento in avanti, nella storia delle due donne aveva avuto occasione di incominciare un nuovo capitolo… e un capitolo destinato soltanto a trasformare quell’antica rivalità in una sincera e salda amicizia. E un’amicizia che, ancora a distanza di due anni, Lange non era propriamente certo di voler approvare, fosse anche e soltanto per quella che, dal suo personale punto di vista, avrebbe avuto a doversi riconoscere qual l’influenza negativa esercitata da Duva nei riguardi di Rula.
« E’ tutta colpa sua, Bontor… lo sa, vero?! » apostrofò Lange nei riguardi del proprio ex-ufficiale tattico, e ora lettighiere, costretto a confrontarsi, nel mentre di quel percorso, con il loro quieto parlottare intervallato, in maniera più o meno regolare, da continue risatine, e risatine che, accompagnandosi a sguardi rivolti nella sua direzione, non avrebbero potuto ovviare a stuzzicare la sua curiosità e, in parte, la sua irritazione, nella certezza di quanto, in quella comunella, egli avesse soltanto a perderci.
« Se intendi riferirti all’attacco subito dalla Kasta Hamina e a tutto quello che ne è conseguito, comprese le tue ferite… temo purtroppo che sia vero. » replicò la donna guerriero, travisando completamente il senso del rimprovero rivoltole dal proprio interlocutore « Non credere che non ci abbia pensato fin da subito: quella dannata taglia che l’omni-governo ha messo sopra le nostre teste, starà sicuramente facendo gola a troppe persone. Ed è tutta colpa della regina Anmel… e, di conseguenza, indirettamente mia. » ammise, non volendo rifiutare l’evidenza propria di quell’ovvia realtà, e quell’ovvia realtà che, dopo già troppi mesi di latitanza e clandestinità, li aveva visti alfine sorpresi nel peggiore dei modi possibili.
« Ma quale taglia e taglia… » scosse il capo l’uomo, storcendo le labbra verso il basso e rifiutando la deriva nella quale ella stava in tal maniera provando a deviare il discorso « … io mi sto riferendo a questa insana alleanza fra mia moglie e la mia ex-moglie! Questa è la sua colpa, Bontor… e accidenti a me quando mi sono fidato di lei e l’ho supportata in questa iniziativa! »
Il primo giorno di cammino, per la carovana così strutturatasi, ebbe a durare all’incirca dieci ore, intervallate da quattro momenti di sosta utili per riposare e consumare un po’ della propria scorta d’acqua, ma niente cibo solido, per così come venne giudicato opportuno essere tenuto per la sera, a non appesantire, inutilmente, il loro cammino. Unica eccezione, in ciò, fu rappresentata dai due pargoli, i quali, per quanto ebbero a tentare di rifiutarsi di comportarsi in maniera diversa dal resto del gruppo, volendo essere trattati alla stregua di chiunque altro, furono praticamente costretti dalla loro genitrice a consumare mezzo pasto a testa durante la loro seconda sosta.
Quando, alfine, dopo dieci lunghe ore, il grande sole sopra le loro teste iniziò a calare all’orizzonte, il gruppo ebbe a votare per fermarsi, laddove se muoversi di giorno, nel calore ustionante di quel deserto, non avrebbe avuto a doversi fraintendere piacevole, certamente proseguire di notte, nell’oscurità e, soprattutto, nel gelo che presto li avrebbe colti, non avrebbe avuto a potersi giudicare particolarmente più entusiasmante.
Con grande spirito di cooperazione, quindi, tre tende da quattro posti l’una vennero allor erette e vennero erette in una ristretta formazione triangolare, che non avrebbe permesso ad alcuno di ritrovarsi isolato rispetto agli altri. E se pur, in verità, ben sei posti letto avrebbero avuto a mancare in un tale conteggio, simile dettaglio non ebbe a disturbare alcuno, nella quieta consapevolezza di non potersi concedere tutti quanti il pur desiderato oblio del sonno, malgrado il perimetro di sensori d’allarme che venne rapidamente collocato attorno al loro estemporaneo campo: per ogni tenda, a turno, in due sarebbero quindi rimasti in veglia, collocati l’uno a un’estremità, l’altro all’altra, in prossimità dei due ingressi, per essere pronti a intervenire al benché minimo segnale d’allarme.
E soltanto al momento del crepuscolo, finalmente, tutti poterono avere occasione di sedersi a terra, in un grande cerchio, e di consumare insieme quel pasto così a lungo rimandato… e rimandato sin dall’arrivo, a bordo della Kasta Hamina, dei loro sei ospiti, ormai divenuti, di buon grado, membri della loro grande famiglia.
« Diciamo che non me l’ero immaginata proprio in questo modo… ma, comunque, è stata una bella serata. » commentò alfine Thaare, accostandosi a Be’Sihl, nel rievocare, quasi nostalgicamente, l’impegno con il quale poche ore prima avevano iniziato a prendere in esame la composizione del menu per il pasto conciliatorio fra i due gruppi, in quella che, tuttavia, sembrava ormai essere quasi un’epoca lontana, benché, a conti fatti, avrebbe avuto a poter essere inteso qual quella medesima mattina.
« Già. » confermò Be’Sihl, annuendo appena, e volgendo uno sguardo a quella nuova realtà che stava così venendo loro offerta, una realtà sicuramente lontana da ogni idea di perfezione, nel considerare i fatti occorsi, a partire dalla distruzione della Kasta Hamina sino ad arrivare a quel loro peregrinare incerto attraverso un deserto sconosciuto, e, ciò non di meno, nel non poter ovviare ad ammirare una realtà comunque contraddistinta da il proprio valore, i propri meriti, soprattutto nella prospettiva delle sfide che avrebbero avuto a essere loro riservate, nell’averli così condotti, in maniera sicuramente movimentata, ad accrescere radicalmente la propria forza offensiva e difensiva, con tanti, nuovi alleati al loro fianco « E’ stata una bella serata… »
Proprio alla luce delle considerazioni che, nel proprio intimo, Be’Sihl ebbe a riservarsi ed, evidentemente, a riservarsi non in maniera particolarmente esclusiva; la divisione nelle tende non ebbe a seguire l’ordine di marcia, né, tantomeno, quelle eventuali e naturali divisioni che avrebbero potuto prevedere i sei ultimi acquisti della loro grande famiglia riuniti all’interno di un'unica tenda, nella necessità, a margine di tutto ciò, di ben distribuire il potenziale tattico all’interno di tutte e tre le tende.
Così, nella prima tenda, oltre a essere alloggiata la famiglia dell’ex-capitano, con Lange e Rula, furono affiancati anche H’Anel e M’Eu, nonché Roro e Ragazzo; nella seconda tenda, oltre a essere alloggiata la famiglia più numerosa, con Midda, Be’Sihl, Tagae e Liagu, fu riservato spazio a Thaare e Lys’sh; mentre nella terza tenda, oltre a esservi destinato il terzo nucleo familiare presente, e quello composto da Maddie e Rín, innanzitutto, ma anche Be’Wahr e, di conseguenza, Howe, non mancò spazio per Mars e Duva; vedendo così distribuite in maniera più o meno eterogenea tanto le persone, quanto il potenziale tattico lì presente all’interno del loro gruppo.
« E’ da una vita che non facevamo più campeggio insieme… » commentò divertita Rín, in direzione della propria gemella, nell’offrire un’alternativa chiave di lettura a quanto lì stava accadendo, e nel sospingere i propri ricordi addirittura ai giorni della loro infanzia, e ai giorni antecedenti a quel tragico incidente a seguito del quale le loro vite erano state stravolte, con la morte di loro madre e la sua disabilità permanente, quella disabilità che l’aveva accompagnata praticamente sino a un paio di anni prima e alla propria prima esperienza all’interno del tempo del sogno « … peccato solo che non ci sia anche papà con noi! »
lunedì 2 settembre 2019
3021
Avventura
058 - Insieme
Ineccepibilmente corretta poté scoprirsi l’analisi del buon Lange, il quale, in un momento tanto critico della propria vita, poté riservarsi almeno la soddisfazione propria dell’assistere a quella mirabile sinergia, e ai suoi effetti più positivi. Effetti che, in meno di un’ora dal loro risveglio all’interno di quello che, ormai, avrebbe avuto a doversi considerare nulla di più di un monumento funebre alla Kasta Hamina, li vide mettersi in cammino in un’ordinata formazione, così come neppure un gruppo militare meglio formato rispetto al loro avrebbe mai avuto occasione di potersi riservare di compiere.
In testa, ad aprire il compatto corteo, avrebbero allor avuto a riconoscersi le competenze navigatorie, e quelle competenze che, in quel deserto, avrebbero avuto a essere individuate nell’accoppiata formata da Be’Sihl e da Ragazzo: l’uno per la propria particolare storia personale, e quella storia personale che, oltre a vederlo vantare etnia shar’tiagha, non diversamente da quanto avrebbe potuto essere proprio anche di Howe, gli avrebbe potuto anche attribuire, a differenza dell’altro, un’intera infanzia e giovinezza vissuta in un regno parzialmente desertico; l’altro per la delega all’impiego, accanto al primo, di un non sgradito sistema di navigazione satellitare ritrovato in uno dei tanti vani dimenticati della Kasta Hamina e, allora, più che utile a permettere loro di stabilire una quieta rotta, attraverso il deserto, per raggiungere nel minor tempo possibile se non la civiltà, quantomeno una zona meno inospitale, un territorio meno avverso e, magari, lungo il percorso, qualche oasi sparsa.
Alle loro spalle, poi, Howe e H’Anel avrebbero rappresentato una prima linea tattica all’interno della loro formazione, utili, per la propria intrinseca professione, a prendere il controllo della situazione a fronte di una qualche evidenza di pericolo. Howe, in particolare, complice anche la grande esperienza maturata, nel corso di un intero decennio, al fianco della Figlia di Marr’Mahew, avrebbe lì avuto a doversi riconoscere sicuramente qual una delle competenze guerriere più importanti all’interno del loro gruppo, ragione per la quale, anche a non permettergli occasione di sentirsi sminuito nel proprio valore, nella propria importanza, non poté che essergli riservata quella posizione alle spalle di Ragazzo. Una posizione che lo vide accompagnato, allorché dal proprio compagno di mille avventure, dalla giovane figlia di Ebano, anch’essa, comunque, complice in molteplici e recenti imprese, sicuramente caratterizzata da minor esperienza rispetto a lui o a Be’Wahr e, ciò non di meno, tutt’altro che priva di propri personali meriti, conquistati in sola grazia al proprio valore sul campo.
Non lontano, comunque, avrebbe avuto a ritrovarsi essere Be’Wahr, piazzato in solitaria nella terza linea, immediatamente alle loro spalle, e lì intento non tanto in un ruolo tattico, quanto e piuttosto delegato, per propria esplicita volontà, al trasporto di Rín, la quale, a dispetto di tutte le proprie proteste, venne giudicata dal medico in condizioni ancor troppo precarie per potersi permettere, almeno nell’immediato, lo sforzo proprio di quell’esodo: forse all’indomani ella avrebbe potuto rinunciare all’imbarazzo proprio dell’occupare una portantina, venendo trascinata di peso sulla fine sabbia del deserto… ma, per il momento, la cosa migliore che avrebbe potuto fare sarebbe stata quella di restare lì sdraiata, in quieta attesa dello sviluppo degli eventi e, soprattutto, del ritorno delle proprie forze, e di quelle forze che, comunque, in buona parte si erano riversate sul pavimento dell’armeria della Kasta Hamina al momento dello spiacevole incidente che l’aveva veduta protagonista.
Alle spalle di Be’Wahr, e praticamente innanzi a Rín, lì necessariamente costretta a una posizione supina e, in ciò, a osservare il mondo in verso opposto a quello proprio del resto della compagnia, avrebbe avuto poi a riconoscersi una quarta linea nuovamente contraddistinta da un certo fattore tattico, e un fattore tattico lì assicurato dalla presenta di Lys’sh e Maddie. Già conosciutesi durante la comune avventura all’interno del tempo del sogno, le due donne avrebbero avuto a dover essere riconosciute qual scevre, l’una nei confronti dell’altra e viceversa, da qualunque genere di pregiudizio negativo, anzi e piuttosto animate da una positiva benevolenza tanto per quanto già vissuto insieme, quanto, e in particolare dal punto di vista dell’ofidiana, per la somiglianza non casuale di Maddie con colei che, per lei, era ormai divenuta ben più di un’amica, praticamente una sorella, e una sorella maggiore accanto alla quale avrebbe lottato con tutte le proprie forze sino all’ultimo respiro. Maddie, poi, pur non potendo vantare particolari esperienze pregresse di rapporti con donne rettili, non avrebbe potuto neppure considerarsi particolarmente critica verso la sua esistenza in quanto tale. Certo, se avesse dovuto prestar ragione a tutte i prodotti televisivi e cinematografici del proprio mondo natale, e in particolare alla fantascienza televisiva dei loro anni Ottanta, probabilmente la sua reazione al cospetto di Lys’sh non sarebbe stata poi troppo diversa da quella di Howe: fortunatamente, però, in tempi più recenti altre donne rettili avevano ricoperto, nello stesso contesto, ruoli decisamente più positivi… e, comunque, obiettivamente, ella avrebbe avuto a potersi giudicare sufficientemente matura da non fraintendere un mero prodotto televisivo o cinematografico con la realtà, e con una realtà decisamente più complessa e sfaccettata di quanto mai alcuno sceneggiatore avrebbe potuto immaginare.
Anche M’Eu, alle loro spalle insieme a Mars, e lì intento con il meccanico a contribuire in maniera assolutamente collaborativa a condurre la slitta principale con gli approvvigionamenti, le tende e tutto il resto del materiale potenzialmente utile alla loro sopravvivenza in quel deserto, non avrebbe avuto a dover essere giudicato qual animato da particolari pregiudizi critici nei confronti di Lys’sh. Pur essendo cresciuto in un mondo dove una donna rettile avrebbe potuto assumere diversi connotati, e nessuno dei quali positivi, così come anche testimoniato da molteplici ballate relative alle battaglie ingaggiate dalla stessa Midda in tal senso, e battaglie puntualmente conclusesi con la morte del mostro; il figlio di Ebano avrebbe avuto a doversi considerare sufficientemente maturo a livello intellettuale, malgrado la propria ancor giovane età, da comprendere quanto quella donna in alcun modo avrebbe avuto a meritare di essere aprioristicamente condannata per il proprio aspetto, sicuramente complice, in tal senso, l’esser nato e cresciuto in una pacifica comunità di esuli volontari dalle follie del proprio mondo natale, e una comunità, in tal senso, costituita da una gran varietà di etnie e tradizioni, all’interno della quale, in effetti, anche l’idea di una donna dalla pelle contraddistinta da vellutate squame verdi non avrebbe avuto a dover essere fraintesa qual sì improponibile. Anzi, di buon grado, con il passare del tempo dal loro arrivo sulla Kasta Hamina sino a quel momento, M’Eu non avrebbe potuto ovviare a ben condividere l’interesse che Mars, anche in quel momento al suo fianco, non avrebbe mai mancato di dimostrare verso la propria compagna di viaggio… e un interesse tutt’altro che contraddistinto da bramosie squisitamente platoniche, per quanto, purtroppo per il buon meccanico, mai ricambiate da parte del soggetto al centro del suo interesse.
Pressoché al centro del convoglio, insieme, avrebbero poi avuto a doversi riconoscere i membri più maturi, per non dire anziani così come pur mai avrebbero tollerato di sentirsi definire, della loro comitiva, subito seguiti dai più giovani: Thaare e Roro e, dietro di loro, Tagae e Liagu. Privi di particolari incarichi, pur potenzialmente pronti, in particolare gli adulti, a ingaggiare battaglia all’occorrenza, avrebbero lì avuto a doversi considerare intenti, più che altro, a lottare contro l’avversità propria di quel territorio desertico, e di un territorio desertico che non avrebbe perdonato loro particolari debolezze o esitazioni. Ragione per la quale, pur senza un impegno formale all’interno di quella carovana, anch’essi non avrebbero avuto, per ragioni d’età tanto in un senso, quanto nell’altro, a doversi fraintendere quali privi di difficoltà. Anzi…
Alle loro spalle, e, in particolare alle spalle dei propri figli, decisa, allora più che mai, a non perderli d’occhio neppure per un fugace istante, essendo già troppo sovente venuta mento ai propri doveri di madre per potersi permettere, in un frangente come quello, di allontanarsi troppo da loro, non avrebbe potuto che essere Midda, la Figlia di Marr’Mahew, l’Ucciditrice di Dei, la Campionessa di Kriarya, la donna da dieci miliardi di crediti, lì allor preposta, per propria stessa iniziativa, al trasporto di Lange. E se Lange, in quel frangente, avrebbe avuto ragione di potersi sentire già sufficientemente disorientato dal ritrovarsi in tal maniera affidato alla premura del proprio ex-capo della sicurezza e, ciò non di meno, di quella donna che pur aveva sempre e continuamente criticato, mai risparmiandole rimprovero o colpa per qualunque evento occorso a seguito del suo arrivo a bordo della propria nave; più che a Midda, alle proprie spalle, egli non avrebbe potuto ovviare a focalizzare tutta la propria attenzione dritto innanzi a sé, e a quella sempre più solidale, e per lui preoccupante, alleanza fra la propria ex-moglie e la propria attuale moglie.
domenica 1 settembre 2019
3020
Avventura
058 - Insieme
« Midda ha assolutamente ragione. » sancì allora Lange, annuendo alle parole del proprio ex-ufficiale tattico, e riconoscendo la correttezza della sua analisi « Ci ho ripensato a lungo… e per quanto, inizialmente, io li abbia creduti dei pirati, nessun pirata avrebbe mai agito in quella maniera, distruggendo una nave mercantile e il suo intero carico senza riservarsi alcun margine di guadagno. » escluse con fermezza, rivedendo quindi le proprie posizioni a tal riguardo « E’ più facile che fossero dei cacciatori di taglie… e dei cacciatori di taglie non si fermeranno di fronte a nulla, fino a quando non avranno evidenza certa della nostra morte, per riscuotere il proprio compenso. »
« Bene… più o meno… » sospirò Maddie, cercando di impegnarsi in un sorriso tirato a margine di quelle nuove informazioni « … a questo punto, come già detto da Midda, sarà utile per noi muoverci a cambiare aria prima che possano raggiungerci e completare quanto hanno iniziato. » asserì, accodandosi in tal maniera alla proposta della propria corrispettiva più matura e, in tal senso, rivolgendo uno sguardo d’intesa in direzione dei propri compagni di ventura affinché, da parte degli stessi, Howe incluso, non vi fossero più ulteriori, e obiettivamente vani, interventi critici a margine di tutto ciò « Però, una volta allontanatici di qui, sarà meglio che qualcuno abbia ad aggiornarci su quanto stia succedendo… perché, non a volermi impegnare in facile vittimismo, nessuno di noi ha ben chiaro in che pasticcio si sia finiti. » concluse, spostando ora la propria attenzione verso la propria gemella, e quella gemella che, troppo facilmente, avrebbe potuto essere intesa qual responsabile per la loro attuale situazione, per così come pur ella non avrebbe avuto piacere venisse colpevolizzata da alcuno.
Fortunatamente per tutti loro, malgrado la precedentemente denunciata assenza di formazione e simulazioni nel merito di procedure d’emergenza, la Kasta Hamina avrebbe avuto a dover essere riconosciuta qual, comunque, una nave ben organizzata nella propria gestione degli spazi, in una scelta sufficientemente obbligata dalle dimensioni ridotte dell’ormai perduta piccola nave di classe libellula. E, in questo, nell’unica porzione loro rimasta, e lì ormai ridotta a un cumulo di rottami, avrebbe avuto a dover essere riconosciuto stipato, in vani un tempo persino dimenticati, ben più di quanto loro necessario per affrontare quella situazione. Soprattutto facendo ricorso, oltre alle proposte proprie di conoscenze avanzate, quali quelle dell’equipaggio della nave, anche a un po’ di sano pragmatismo derivante da un’esperienza di vita contraddistinta da minori comodità, quale quello di Midda, Be’Sihl e tutti i loro conterranei… nel senso più amplio del termine. Così, ponendo in efficace sinergia i due diversi componenti di quella sempre più eterogenea compagnia, ed eterogenea in termini di genere, di etnia, di specie e di provenienza, ogni problema poté essere presto affrontato e risolto, a partire dai più semplici, sino a giungere a quelli più complessi.
Esemplificative, a tal riguardo, furono le soluzioni adottate al problema del vestiario e del cibo. Problema tutt’altro che banale a confronto non soltanto con la situazione nel suo dettaglio, qual quella di un atterraggio d’emergenza su un pianeta sconosciuto, ma, ancor più, con il contesto a loro contorno, e quel contesto inoppugnabilmente e sgradevolmente desertico.
Prendendo spunto dall’esperienza propria di Be’Sihl e Midda nel confrontarsi con terre desertiche, una buona parte delle coperte presenti nei vari alloggi furono rapidamente riadattati ad abiti, e ad abiti quali quelli che, in Shar’Tiagh e non solo, avrebbero accompagnato un qualunque viandante incamminatosi nelle sabbiose vie lontane da quei fiumi che avrebbero avuto a doversi considerare qual il solo retaggio rimasto dell’antica e florida terra shar’tiagha, una terra che, nei tempi correnti, ben poco avrebbe ancor avuto a potersi distinguere dai più inospitali regni desertici centrali: abiti semplici, manti ancor prima che reali abiti, utili, ciò non di meno, a proteggere tanto dal calore del giorno, preservando l’umidità corporea, quanto dal gelo della notte, riscaldando le membra. Un sistema quasi perfetto che, altresì, obiettivamente perfetto ebbe a potersi definire dopo l’aggiunta di un piccolo trucco tecnologico, frutto delle competenze proprie di Roro e dell’abilità tecnica di Mars, che, alimentato da minuscole, ma efficaci, batterie all’idrargirio, si dimostrò utile a catturare, depurare e riciclare la medesima umidità corporea, e a farlo con un minimo margine di spreco, in termini tali da poter loro assicurare una comoda, e tutt’altro che scontata, riserva d’acqua.
A confronto con il problema del cibo, altresì, ebbe a prodigarsi un’inedita squadra formata ovviamente da Thaare ma, accanto a lei, anche da H’Anel e M’Eu, i quali, accanto alla distribuzione di sempre utili scorte di razioni d’emergenza, composte da sgradevoli pasti confezionati e liofilizzati che pur avrebbero loro garantito la copertura del fabbisogno nutrizionale di base, ebbero a suggerire l’aggiunta di cibo essiccato, e di cibo essiccato a partire da quell’estemporanea, e pur apprezzabile, scorta che la cuoca non si era negata occasione di portare seco nel proprio alloggio durante la rapida evacuazione, per ogni eventualità: una premura, quella propria di Thaare, che, in grazia alle tecniche proprie dei due figli di Ebano, e a quelle tecniche da loro utilizzate fra le cime dei monti Rou’Farth sui quali erano nati e cresciuti, ebbero a fornire loro carne, innanzitutto, e frutta, in secondo piano, in termini forse non indispensabili alla sopravvivenza, e pur certamente utili all’umore della compagnia, e a quell’umore che, almeno dal punto di vista alimentare, sarebbe stato meglio non avesse a trovare ragioni di facile turbamento.
« Nel veder ottenere così tanto da così poco, nella collaborazione di tutti, non posso ovviare a sentirmi sgradevolmente inutile… » commentò, con tono sinceramente amareggiato, Rín, osservando ammirata, e pur anche rattristata, i propri compagni di sventura così all’opera, nel mentre in cui, nelle proprie condizioni, null’altro le sarebbe potuto essere allor assegnato se non il supervisionare le condizioni di salute dell’ex-capitano… o, per meglio dire, il tener compagnia all’ex-capitano, a sua volta, proprio malgrado, costretto al risposo « … purtroppo, anche laddove non mi fossi ferita in maniera tanto stupida, e ora non fossi, conseguentemente, tanto debole, non sarei comunque in grado di portarvi via tutti attraverso il tempo del sogno. Non prima di qualche giorno utile a riposarmi. » argomentò, a spiegare la ricorsività propria di quella sventura, e di quella sventura nella sventura, tale da definire, sgradevolmente, proprio quella personale inutilità da lei così denunciata « Ora come ora, francamente, non ho idea di quando sarò nuovamente in grado di viaggiare attraverso le dimensioni. »
« Probabilmente è meglio così. » rispose quietamente Lange, a quello sfogo con lui condiviso, limitandosi a sorridere placidamente al di sotto della propria barba bianca « Non vedi come tutti stanno collaborando in maniera meravigliosamente efficace? Persino quel vostro amico parecchio critico sembra aver finito per far pace con Lys’sh, e ora le sta dando una mano a organizzare i vari trasporti. »
L’amico parecchio critico, ovviamente, altri non avrebbe avuto a dover essere identificato se non in Howe, e in quello stesso Howe che, dopo essersi tanto spiacevolmente espresso a discapito dell’ofidiana della Kasta Hamina, stava effettivamente, in quel preciso momento, finendo di legare insieme a lei alcune scatole di provviste su un’altra slitta non dissimile da quella approntata per il trasporto dello stesso Lange: una cooperazione, la loro, che li stava vedendo, in effetti, lavorare decisamente più a stretto contatto di quanto la stessa Rín non si sarebbe mai potuta attendere da parte di quel brontolone xenofobo qual, sin dal loro primo incontro, egli le aveva offerto ragione d’essere creduto, e che, addirittura, le permise di sorprenderlo intento a scambiare qualche parola scherzosa con la propria nuova complice, così come una risatina proveniente dalla gola dell’ofidiana ebbe poi a confermare.
« Hai visto…? » le domandò l’ex-capitano, stringendosi poi appena fra le spalle, a minimizzare quello che, in verità, avrebbe avuto a doversi riconoscere qual un evento semplicemente straordinario.
« Ma che diavolo…?! » esclamò la donna sua interlocutrice, quasi strabuzzando gli occhi per la sorpresa.
« Non c’è nulla di meglio di una crisi per appianare ogni divergenza. » commentò saggiamente l’uomo, sorridendo con soddisfazione a confronto con tutti ciò « E, per quanto io abbia appena perduto la mia nave, non posso negare come questa crisi abbia a potersi probabilmente ritenersi provvidenziale per tutti noi, a permetterci di superare rapidamente, e nel migliore dei modi possibile, ogni distanza esistente fra le nostre reciproche squadre. »
Iscriviti a:
Post (Atom)