11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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E siamo a... QUATTROMILA!

Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!

Grazie a tutti!

Sean, 18 giugno 2022

sabato 6 novembre 2021

3816

 

L’arrivo di Howe e di Lys’sh, ovviamente, non poté passare inosservato. E non tanto per l’invasione di non morti da loro provocata nella volontà di creare un diversivo dietro il quale avere a poter celare il proprio operato, né, tantomeno, per l’attacco in contrasto a Loho, il quale, comunque e come previsto, ebbe a riprendersi senza il benché minimo problema, quanto e piuttosto per la loro semplice presenza in quel luogo, là dove non avrebbero avuto a dover essere e là dove, obiettivamente, difficile sarebbe stato tollerarli per la Progenie della Fenice. E se pur, in conseguenza all’intermediazione imposta dalla Figlia di Marr’Mahew, la loro presenza avrebbe avuto a dover essere riconosciuta qual tollerata, difficile sarebbe stato avere a poterli considerare graditi ospiti qual, del resto, neppure la stessa Midda Bontor avrebbe avuto a potersi illudere di essere giudicata dai padroni di casa.
Ciò non di meno, poco dopo il loro arrivo, e i necessari chiarimenti con la donna guerriero, una nuova, piccola delegazione della Progenie ebbe a raggiungerli, ed ebbe a raggiungerli per rivolgere loro un invito formale a unirsi a un momento conviviale in compagnia dei loro capi. Invito a confronto con il quale, ovviamente, scortese sarebbe stato allor sottrarsi...

« Non è che tenteranno di avvelenarci...?! » suggerì Howe in un sommesso sussurro verso la propria amata, tutt’altro che disposto a offrire quieta fiducia ai loro anfitrioni.
« Difficile riuscire ad avvelenare un’ofidiana... » scosse il capo la giovane donna rettile, desiderando rassicurare il proprio compagno d’arme e di letto « L’olfatto è forse uno dei sensi più sviluppati che possiedo, e vi fosse la benché minima traccia di adulterazione in quanto ci sarà offerto, non mi sfuggirà di certo. »
« Mi domando come abbia fatto a sopravvivere prima di conoscerti! » commentò a metà fra il serio e il faceto l’uomo, non negandosi l’occasione di riservarle un fuggevole bacio, complice l’ormai svelato segreto in assenza del quale non avrebbe più avuto ragione a negarsi una simile possibilità innanzi alla presenza di Midda Bontor.
« Ma guardateli... » sorrise la Figlia di Marr’Mahew, cogliendo quello scambio di tenerezze fra di loro e non potendo fare a meno di approvarlo, con sincera soddisfazione a confronto con tanta palese felicità fra due propri cari amici « Chi avrebbe mai immaginato che un burbero come te potesse trasformarsi in questo modo...?! » domandò retoricamente, in direzione di Howe.
« Io non sono mai stato burbero! » protestò egli, accigliandosi a confronto con tale accusa.
« Ah no...?! » ridacchiò la donna dagli occhi color del ghiaccio e dai capelli color del fuoco « Ah, scusa... sarà un altro Howe, allora, quello che ricordavo. »
« ... e questa è esattamente la ragione per la quale avevamo preferito non dire nulla del nostro rapporto... » sospirò Lys’sh a margine di quello scambio di battutine fra i due, roteando gli occhi con l’aria rassegnata di chi, purtroppo, nulla di diverso avrebbe avuto ad attendersi.
« E aspetta solo che lo sappiano anche gli altri! » ironizzò Midda, ammiccando verso di lei « Duva non ti darà tregua... e credo proprio che Be’Wahr scoppierà a ridere da qui al resto dei suoi giorni nel scoprire quanto tenero sa essere il proprio fratellone. »

L’indifferenza così dimostrata dai tre a confronto con la propria scorta, e con quella scorta che ebbe a guidarli fino al luogo dell’incontro con i capi della Progenie della Fenice che avevano voluto in tal maniera invitarli a pranzo, non poté che sorprendere gli uomini e le donne di quell’organizzazione di fanatici, i quali, obiettivamente, si sarebbero attesi un comportamento diverso da parte di quei tre, e di quei tre che, del resto, non avevano potuto che immaginare qual l’incarnazione stessa del male, nel rappresentare, in fondo, tutto ciò in contrasto a cui, da sempre, loro, i loro padri, e i padri dei loro padri ancor prima, si erano impegnati a contrastare. Avere occasione di ritrovarsi a confronto con tre persone assolutamente normali, intente a ridere, a scherzare, e a schernirsi a vicenda come tre comuni amici, non avrebbe potuto che disorientarli, sollevando qualche comprensibile dubbio nel merito di quanto, pur, atteso, e di quanto atteso in termini ben diversi da tutto ciò.
Per loro fortuna, comunque, la presenza di un mostro fra quelle schiere, qual pur non avrebbe potuto che essere giudicata la dolce Lys’sh, non avrebbe potuto paradossalmente mancare di restituire alla questione un senso di normalità. E di normalità nel permettere, comunque, di riconoscere quei tre come evidenza di qualcosa di sbagliato e di empio, qual, in fondo, sbagliata ed empia era la stessa Anmel Mal Toise.
A margine di tutto ciò, comunque, il disorientamento così imposto loro da tutto quello non mancò, ovviamente, di essere colto dalla stessa Ucciditrice di Dei, la quale, riprendendo parola verso i loro stessi accompagnatori, non si lasciò sfuggire l’opportunità di porre l’accento sulla questione...

« Vi spiazza scoprirci in fondo qual delle persone comuni...?! » sorrise sorniona verso una donna parte della loro scorta, e una donna sul viso della quale aveva ben letto un momento di sconcerto innanzi a quel loro fugace siparietto.
« ... come?! » esitò questa, sbarrando per un istante lo sguardo e poi, ciò non di meno, cercando di riacquistare un certo contegno.
« Lo capisco, stai tranquilla. » la rassicurò Midda, stringendosi appena fra le spalle « Del resto anche io ero convinta che voialtri foste tutti soltanto un gruppo di esaltati integralisti, privi di qualunque genere di sentimento. Dopotutto è la cosa più normale da fare in guerra: demonizzare l’antagonista al fine di non riservarsi scrupolo alcuno a ucciderlo, non appena l’occasione lo consente. » argomentò, giustificando quietamente quel reciproco errore di valutazione « “Noi” siamo sempre i “buoni”, gli “altri” sono sempre i “cattivi”... e tutto va bene così. Perché la violenza compiuta dai “cattivi” è intrinseca della loro stessa natura... mentre la violenza propria dei “buoni” finisce per essere necessariamente giustificata dal dover contrastare i “cattivi”... e ogni coscienza è appagata. »
« Belle parole... » commentò un’altra donna della loro scorta, storcendo tuttavia le labbra a dimostrare quanto, al di là di ciò che aveva così positivamente dichiarato, non avrebbe avuto a dover essere fraintesa alcuna approvazione a confronto con tutto quello « Una squisita retorica utile a porre tutti su un solo piano, facendo finta di non essere dalla parte del torto quando, invece, si è entrati in possesso del potere utile a distruggere un intero mondo con la semplicità propria di uno starnuto...! »
« Sei consapevole che se davvero Midda fosse il mostro che descrivi, probabilmente tu saresti già morta per aver soltanto provato a criticarla...?! » intervenne quindi Lys’sh, tutt’altro che entusiasta a confronto con l’ottusità così dimostrata da quell’interlocutrice.
« ... disse la gorgone. » scosse il capo la medesima, banalizzando il valore di quell’intervento.
« E’ un’ofidiana, non una gorgone! » protestò allora Howe, storcendo le labbra a confronto con il tono dispregiativo così rivolto a discapito della donna da lui amata « Se fosse una gorgone, a quest’ora sareste tutti delle statue di pietra, idioti che non siete altro. »
« ... disse l’uomo che amoreggiava con la gorgone. »

A Midda non poté che preoccupare tutto quello, ritrovandosi, per inciso, a imporsi ragione di che tacere a confronto con ciò. Non poté che preoccupare nel constatare quanto la fragile tregua psicologica che pur, a fatica, era riuscita a mantenersi sino a quel momento, complice anche la sua totale remissività e l’isolamento nel quale si era volontariamente rinchiusa, era stata in tal maniera decisamente turbata dall’arrivo dei suoi amici, e di quegli amici la cui sola e semplice esistenza in vita non avrebbe potuto che essere interpretata da parte della Progenie della Fenice qual una minaccia.
Tuttavia, se per difendere se stessa ella non avrebbe avuto a riservarsi ragione alcuna a lottare, per difendere i propri amici, la propria famiglia non soltanto ella avrebbe avuto a essere pronta a lottare, ma, anche e ancor più, a sterminare chiunque in quella base sotterranea avesse avuto a esprimersi in senso contrario.

venerdì 5 novembre 2021

3815

 

« Esattamente. Proprio così. » annuì Midda, a conferma di quelle parole, e di quelle parole che, frutto della mera deduzione di Lys’sh, avrebbero avuto a ricalcare, quietamente, anche l’analisi da lei compiuta qualche giorno prima « Tuttavia, e per l’appunto, questa Progenie della Fenice non è formata dagli stessi uomini che millenni fa sono stati in grado di intrappolare il potere di Anmel nella corona perduta, ragione per la quale avere a ripetere la cosa con me non avrebbe avuto a potersi giudicare nulla di così banale a compiersi, in misura tale da necessitare accollarsi il rischio di dovermi trattenere qui, e trattenere qui in vita, almeno per il tempo loro utile a ricostruire il processo impiegato all’epoca, attraverso i propri scritti. »
« Un’ottima occasione per telare… mi pare. » puntualizzò Howe, restando fedele alla propria idea iniziale, e quell’idea che non avrebbe avuto a prevedere alcuna possibilità di collaborazione fra loro.
« Oppure un’ottima occasione per provare a collaborare con loro, e sperare di trovare un modo per separare Midda da Anmel, e restituirle, in ciò, la propria vita. » replicò l’ofidiana, anticipando di poco la medesima replica che avrebbe avuto allor a offrire la stessa Midda se soltanto ella non avesse preso parola tanto prontamente « In questa maniera tutti potrebbero essere contenti: la Progenie della Fenice, tornando a contenere il potere della regina per così come è stato per secoli; e la nostra amica ritrovando la propria libertà da una tanto oscura minaccia imposta su di sé e sul proprio avvenire, in un modo o nell’altro. »

Nata e cresciuta in un mondo nel quale negromanzia e stregoneria avrebbero avuto a doversi considerare parte stessa della realtà quotidiana, benché da tutti comprensibilmente considerati in maniera negativa, un’aberrazione in contrasto alle leggi proprie di natura, al volere degli dei e, peggio ancora, l’occasione perfetta per individui dall’animo corrotto per imporre sui più i propri capricci; per la Figlia di Marr’Mahew, negromanti e stregoni avrebbero avuto a dover essere riconosciuti, da sempre, quali veri e propri nemici naturali, in termini tali per cui innumerevoli, in effetti, avrebbero avuto a doversi riconoscere coloro contro i quali ella si era ritrovata costretta a schierarsi nel corso della propria avventurosa esistenza, in epoca persino antecedente alla propria carriera mercenaria.
A confronto con ciò, e con un giudizio obbligatoriamente negativo nel merito di ogni forma di magia, l’essersi ritrovata a ereditare i poteri divini della Portatrice di Luce e dell’Oscura Mietitrice non avrebbe potuto essere frainteso in alcun modo qual motivo di gioia per la stessa donna guerriero, la quale, obiettivamente, avrebbe di gran lunga preferito avere occasione di continuare a vivere serenamente il corso della propria vita senza alcuna complicazione del genere, e senza il timore, andando a dormire, di ritrovarsi a creare involontariamente una qualche nuova stirpe di mostri assassini, così come, pur involontariamente, era accaduto con i ritornati. Ovviamente, nel momento in cui ella aveva accettato tutto ciò, le circostanze avevano reso pressoché necessario agire in tal maniera. Ma se pur, in tal frangente, ella non avrebbe potuto che essere convinta della propria scelta, fosse anche e soltanto per avere l’occasione di contrastare una minaccia di egual portata, chiusa quella terrificante parentesi con i Progenitori ella non avrebbe potuto che avere di che pentirsi della scelta compiuta, e della scelta compiuta pur con una quieta convinzione iniziale.
Impossibile, quindi, sarebbe stato per la Figlia di Marr’Mahew non avere a essere semplicemente entusiasta a confronto con la prospettiva di riuscire a liberarsi di quei poteri, di quell’eredità, e di quell’eredità maledetta. Anche a costo, in tal senso, di avere a dover scendere a patti con degli antichi antagonisti qual pur, nel corso della sua vita, e di quegli ultimi anni della sua vita in particolare, i membri della Progenie della Fenice avevano comprovato in più di un’occasione di aver a dover essere intesi.

« E, giusto perché io sono una persona malfidente, come fai a essere sicura del fatto che, effettivamente, i tuoi nuovi “alleati” stiano lavorando a tal scopo e non al proprio intento originario…?! » domandò Howe, non del tutto a torto a confronto con tale prospettiva, e tale ragionevolissima prospettiva « Cioè… fossi in loro, anche io ti avrei detto “Sì, sì… certo: facciamo così!” giusto per tenerti buona, salvo poi proseguire per la mia strada, e quella strada che so essere comunque sicura per conseguire comunque il mio obiettivo. »
« Anche questo è vero… » annuì Lys’sh, non trovando ragioni, ora, per negare assennatezza all’obiezione così formulata dal proprio amato « Dopotutto stiamo parlando di gente chiaramente spregiudicata, qual solo ha dimostrato di essere nel proporsi pronta a sterminare la popolazione di un’intera capitale soltanto per giungere a te. »

Quell’osservazione, indubbiamente banale nella propria formulazione, non avrebbe avuto a doversi fraintendere qual ragione di sorpresa a confronto con il giudizio della medesima Ucciditrice di Dei, la quale, obiettivamente, aveva preso in considerazione anche una simile opportunità.
Tuttavia, dopo aver preso in considerazione una simile opportunità, ella non aveva trovato ragione per desistere dal proprio improvvisato piano, e da quella tattica che, in un modo o nell’altro, avrebbe permesso al mondo di liberarsi della minaccia rappresentata dal potere di Anmel Mal Toise… una minaccia che, francamente, ella non avrebbe avuto a doversi intendere in alcuna maniera felice di incarnare.

« In considerazione del fatto che, comunque dovesse andare, il potere della Portatrice di Luce e, ancor meglio, quello dell’Oscura Mietitrice, comunque andranno a sparire; il fatto che esista la possibilità che io non abbia a sopravvivere non può essere fraintesa, razionalmente, qual una ragione utile a escludere questa soluzione. » comunicò quindi, con quieta franchezza, rivolgendosi ai propri compagni d’arme e amici, alla propria famiglia lì presente accanto a lei « Siamo tornati da poco in questo mondo, eppure credo di aver già fatto danno sufficiente da qui al resto dei miei anni e anche molto oltre… »
« … e, quindi, ecco che ancora una volta torniamo allo spirito di sacrificio che ti contraddistingue, senza alcun ben minimo interesse per i sentimenti o i desideri delle persone che ti vogliono bene. » protestò Lys’sh, decisamente insoddisfatta da quell’ultima nota stonata, in assenza della quale, altresì, il discorso sarebbe risultato decisamente più interessante e convincente.

Midda sorrise senza aggiungere altro a tal riguardo. In fondo non avrebbe avuto senso negare la verità così indicata dalle parole della sorella, e di quella sorella che, inoppugnabilmente, l’aveva ben inquadrata. Meglio di quanto, forse, ella non avrebbe preferito essere, soprattutto a confronto con una situazione come quella.
Pur non avendo, quindi, nulla da aggiungere a quel discorso, un altro argomento non avrebbe potuto che suscitare il suo interesse. Una cosa pocanzi sfuggita, sicuramente in maniera involontaria, dalla bocca dell’amica: una verità da lei a lungo taciuta e che, in quel momento, senza accorgersene, era stata così presentata in tutta la sua più tenera genuinità. Una tenera genuinità a confronto con la quale ella non avrebbe voluto certamente apparire né critica né canzonatoria, ritrovandosi, anzi, obiettivamente felice per loro, e, ciò non di meno, non potendo neppure negarsi completamente qualunque espressione di sincero interesse, là dove, altrimenti, sarebbe apparsa troppo indifferente nei riguardi di coloro i quali, pur, rappresentavano una parte importante della sua famiglia e della sua vita.

« Cambiando tema… » premesse pertanto, con un sorriso or improvvisamente malizioso « Da quanto tempo andate a letto insieme, quindi, voi due?! »

Un istante di silenzio ebbe così a piombare fra loro, nel mentre in cui l’imbarazzo conseguente quella domanda, e di quella domanda così diretta, non poté che disorientare tanto Howe quanto Lys’sh come alcuna sconvolgente rivelazione sino a quel momento era stata in grado di fare.

E quando alfine la giovane ofidiana si concesse di prendere voce, non poté che domandare, con aria necessariamente colpevole: « … come lo hai capito?! »

giovedì 4 novembre 2021

3814

 

« In effetti, anche per me non è stato semplice né immediato comprendere la situazione. » ammise l’Ucciditrice di Dei, riprendendo a parlare, per così come invitata a fare « Fate conto che, nell’arrendermi loro, ero convinta mi avrebbero immediatamente ucciso. Ragione per la quale non ha potuto ovviare a sorprendermi ritrovarmi semplicemente trasportata, attraverso un qualche genere di stregoneria, sino a questo luogo, e qui deposta viva e vegeta, tanto cosciente di me quanto del tutto inconsapevole di dove potessi essere realmente finita. »
« Classica mossa da stupido cattivone... » commentò Lys’sh, aggrottando la fronte con aria quasi divertita a confronto con tutto ciò, e con quell’imbarazzante stereotipo « Anche perché se l’antagonista si limitasse a uccidere immediatamente il protagonista, la storia avrebbe a terminare in un istante. E a nessuno avrebbe minimamente a interessare... »
« Beninteso che, in questo caso, non stiamo parlando di un qualche romanzo o lungometraggio, quanto e piuttosto della mia vita, in effetti anche io non mancai di ironizzare a tal riguardo nello scoprirmi ancora in vita, con buona pace di ogni razionalità. » replicò allora Midda, puntualizzando quel dettaglio forse scontato e, ciò non di meno, importante, nell’evidenziare quanto nulla di tutto ciò avesse a doversi fraintendere qual un’opera di fantasia, quanto e piuttosto la propria stessa vita « Però poi ebbi a comprendere il senso della cosa... e, questo, necessariamente, cambiò ogni carta in tavola, anche e soprattutto dal mio punto di vista. »
« D’accordo... ora mi sto francamente perdendo. » la interruppe l’uomo, in sincera difficoltà nell’intuire a quale particolare conclusione ella potesse essere giunta a confronto con l’evidenza dell’essere ancora in vita, e dell’essere ancora in vita pur prigioniera della Progenie della Fenice « Potresti venire incontro alle mie chiaramente ridotte capacità di comprensione e spiegarmi le cose così come potresti farlo in favore di mio fratello Be’Wahr...?! » domandò, tentando di dissimulare i propri limiti nel scaricare, come di consueto, tutta la questione sul proprio amico di sempre, benché in quel momento neppure lì presente.
« Lys’sh...?! » si appellò allora la Figlia di Marr’Mahew verso l’amica, a comprendere se anch’ella fosse desiderosa di ricevere direttamente la soluzione o se, piuttosto, volesse provare a giungere, a propria volta, alla conclusione alla quale anche lei era arrivata.

Nel ben conoscere, infatti, tanto quell’amica, quant’anche l’allora assente Duva Nebiria, Midda non avrebbe potuto che essere sicura del fatto che entrambe avrebbero avuto di gran lunga a preferire l’idea di arrivare a tale consapevolezza in sola grazia alle proprie forze, non per una qualche agonistica rivalità nei suoi confronti, quanto e piuttosto per il mero interesse deduttivo, che in Lys’sh, ancor più che nell’altra, avrebbe avuto a doversi intendere particolarmente marcato. Dopotutto, fra le ragioni per le quali fra loro si era sviluppata immediata simpatia, non avrebbe avuto a poter essere negata una comune predilezione per trovare la migliore soluzione ai problemi peggiori, alle situazioni più critiche, nella misura tale per cui, in fondo, anche andarsi a cacciare nei guai altro non avrebbe avuto a dover essere inteso se non qual un modo per procacciarsi nuove sfide a confronto con le quali porsi alla prova.
Motivo per il quale, quindi, prima ancora di avere a svelare la soluzione, ella non avrebbe mai voluto negare all’amica la possibilità di provare a giungere in maniera autonoma a un qualche risultato, se non, direttamente, alla soluzione corretta di quell’enigma.

« Per la dea! » esclamò dopo un istante di silenzio la giovane ofidiana, sbarrando gli occhi per l’evidente sorpresa innanzi a quella comprensione, e quasi scattando in piedi, in una reazione fisica incontrollata e del tutto priva, comunque, di un concreto fine « Davvero credi che possano farcela...?! »
« La prendo come una domanda retorica, o sarei costretta a credere che tu mi possa ritenere idiota nell’essere stata altrimenti qui tranquilla tranquilla per tutto questo tempo, no...?! » sorrise allora la Figlia di Marr’Mahew, più che fiera del fatto che Lys’sh fosse arrivata autonomamente a tale verità, e a tale, tutt’altro che banale, verità « Del resto, chi meglio di loro...? »
« Eh, sì. » annuì Lys’sh, tornando a sedersi in maniera quasi imbarazzata sul letto da lei così occupato « Ma c’è davvero da fidarsi...?! »
« Alla fine sarebbe la soluzione migliore per entrambe le parti. » replicò Midda, stringendosi appena fra le spalle « E per mia fortuna, sembrano averlo capito anche i capi della Progenie, giacché, per l’appunto, si stanno impegnando a trovare un modo per tradurre l’idea in azione. »
« Diamine... » commentò l’altra, ancora decisamente disorientata da tutto ciò « In effetti, con il senno di poi, la cosa ha assolutamente senso. Ma fino a oggi non ci è passato neppure per l’anticamera del cervello l’idea di una tale possibilità. »

Nel contempo di simile, e vivace, scambio di battute fra le due donne, Howe si ritrovò a seguire il botta e risposta con la stessa attenzione con la quale avrebbe potuto dedicarsi a seguire un duello fra spadaccini, cercando di capire il razionale dietro a ogni stoccata e, ciò non di meno, ritrovandosi costretto a scoprirsi sempre due passi indietro rispetto all’evoluzione di tale schermaglia.
E così, prima che la situazione potesse del tutto sfuggirgli di mano, egli si ritrovò costretto a interrompere le elucubrazioni delle due donne, denunciando nuovamente la propria situazione di chiara difficoltà a star dietro alla vivacità dei loro discorsi...

« Allora! » protestò, sbuffando sonoramente « La smettete di prendermi in giro fingendo di essere perfettamente allineate l’una con l’altra, quasi soltanto io fossi l’idiota incapace a comprendere un’ovvietà tanto evidente?! »

Midda e Lys’sh, ovviamente, non poterono che zittirsi di colpo a confronto con quel rimprovero. E, dopo essersi scambiate uno sguardo di possibile imbarazzo, entrambe non poterono che scoppiare sonoramente a ridere in risposta alla reazione così fatta propria dal povero Howe, in evidente difficoltà.

« Dai... riprendi da capo. E questa volta niente interruzioni... » sentenziò la giovane ofidiana, invitando l’amica a ricominciare il discorso interrotto e interrotto in conseguenza a quella propria, piccola, parentesi.
« Eh no! » insistette l’uomo, ora quasi indispettito « Se davvero hai capito qualcosa, a questo punto spiegamelo tu! Altrimenti continuerò a credere che la vostra sia stata soltanto una messinscena volta a canzonarmi... »
« Come vuoi, amore... come vuoi. » ridacchiò Lys’sh, annuendo quieta a confronto con il guanto di sfida da lui in tal modo gettatole contro « Partiamo dal presupposto che il nemico della Progenie della Fenice, da sempre, è Anmel Mal Toise. E che Midda è entrata a far parte dell’interesse della Progenie soltanto nel momento in cui, proprio malgrado, si è ritrovata a esserne erede. Per quale possibile ragione la Progenie, avendo messo le mani su Midda, potrebbe aver deciso di non ucciderla all’istante, soprattutto nel ben considerare il rischio che ella potesse, altresì, avere a decidere di opporsi loro...? Semplicemente perché ucciderla non avrebbe risolto il problema, ma lo avrebbe trasferito altrove. »
« Trasferito altrove...?! » esitò Howe, inarcando un sopracciglio a confronto con quelle parole.
« Già: morta Midda, il potere di Anmel si sarebbe ritrovato, nuovamente, senza un ospite... e sappiamo molto bene quanto possa essere pericoloso tale potere in libertà. » riprese l’altra, offrendo implicito riferimento non soltanto ai danni provocati da Anmel Mal Toise prima della fusione con Midda, ma anche ai danni che, ancora, stava continuando a provocare l’altra Anmel Mal Toise, l’unica, per fortuna, ancora in circolazione in quel piano di realtà « Meglio, quindi, per la Progenie della Fenice, ricorrere allo stesso espediente già adoperato in passato contro l’originale Anmel: intrappolare il suo potere all’interno di un oggetto a lei legato... e celare tale oggetto per qualche altro migliaio di anni. »