11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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E siamo a... QUATTROMILA!

Cioè... tecnicamente saremmo anche a molti di più (4.240) nel considerare anche le tre avventure del ciclo Reimaging Midda e tutti gli speciali. Ma conteggiamo solo i numeri della "serie regolare" e, ciò nonostante, arrivamento all'incredibile traguardo di QUATTROMILA pubblicazioni quotidiane!

Grazie a tutti!

Sean, 18 giugno 2022

domenica 8 maggio 2022

3973

 

« Mi pare una cosa laboriosa e complicata... » rifletté Sha’Maech, aggrottando appena la fronte e provando a immaginare l’impegno che un simile lavoro avrebbe potuto richiedere da parte del miniaturista in questione « E a cosa serve questo... cartone animatto...?! »
« Animato. » corresse nuovamente Maddie, con un quieto sorriso « In verità... non è che abbia una propria peculiare utilità: è solo uno strumento per raccontare una storia. » suggerì, cercando di illustrare al meglio il concetto « E’ un modo per tradurre un’idea, una fantasia, in qualcosa che chiunque possa vedere... anche per quanto assurda e totalmente irrealistica. » soggiunse, stringendosi appena fra le spalle « Anche il pubblico finale può essere estremamente variegato: dai bambini più piccoli, passando per quelli più grandicelli, per gli adolescenti e arrivando alfine anche agli adulti. Ovviamente a seconda del pubblico, la storia e il disegno variano, per venire incontro alle diverse esigenze e aspettative. »
« In altre parole è un’alternativa al cantastorie...? » ipotizzò l’altro, cercando di tirare le somme nel merito del discorso da lei proposto.
« Eh, sì. Diciamo di sì. » confermò ella, riconoscendo corretto quel parallelismo « In fondo il desiderio di fondo è lo stesso, così come l’esigenza da soddisfare: quella di raccontare, e di ascoltare, una storia. »
« ... affascinante. » riconobbe Sha’Maech, sinceramente incuriosito dall’idea di quei cartoni animati e, soprattutto, da una società così tecnicamente evoluta da rendere realtà qualcosa del genere « E giusto un’ultima curiosità e poi la smetto, parola... » soggiunse, cogliendo lo sguardo critico da parte di Howe nei riguardi di quella deriva e di quella deriva altresì ingiustificabile nel confronto con la situazione corrente e con la necessità di avere a rintracciare quanto prima Be’Sihl « Quanti disegni sono necessari, normalmente, per permettere a questo cartone animato di... funzionare? »
« Non vorrei sbagliarmi, ma dovrebbero essere almeno ventiquattro disegni al secondo. » dichiarò l’altra, salvo poi rammentarsi di quanto, in effetti, il secondo non fosse un’unità di misura riconosciuta in quella realtà, e in una realtà che, in assenza di un mezzo preciso per misurare il tempo, non avrebbe potuto scendere al di sotto delle frazioni principali dell’ora senza rinunciare a ogni cognizione di causa « Il secondo equivale a un sessantesimo di minuto. E il minuto equivale a un sessantesimo di ora. » illustrò, a chiudere in maniera adeguatamente completa quella parentesi.

A Sha’Maech fu necessario qualche istante per riuscire a ricondurre la questione entro i giusti numeri. E quando il calcolo fu compiuto, il risultato non mancò di impressionarlo, facendogli sbarrare gli occhi in termini tali che sembrarono sul punto di cascare fuori dalle proprie orbite...

« Stai dicendo che per un quarto d’ora di cartone animato occorrono ventunomila e seicento disegni...?! » esclamò, decisamente spiazzato da tutto ciò « E’ folle! »
« Un po’... » annuì ella, stringendosi appena fra le spalle e non sapendo cos’altro poter commentare a margine di tale calcolo e del relativo commento, e di quel commento che, dopotutto, avrebbe potuto riservarsi le proprie ragioni.

In una realtà dominata da ben diversi fabbisogni rispetto a quella per lei natia, Maddie lo comprendeva, l’idea di ventunomila e seicento disegni per realizzare pochi minuti di animazione avrebbe avuto a dover essere intesa qual priva di qualunque senso, soprattutto nell’ottica di andare, in ciò, a rimpiazzare il lavoro del cantastorie, e un lavoro che, in tal proporzione, non avrebbe potuto essere in alcuna misura posto in dubbio da tale diversa tecnica.
Perché mai, del resto, qualcuno avrebbe dovuto prendere in considerazione la possibilità di porre in essere tutto il lavoro necessario per realizzare una tale, monumentale opera per raccontare soltanto un quarto d’ora di storia, e un quarto d’ora che, attraverso la voce di un bardo, avrebbe potuto essere molto più comodamente coperto, senza eguale sforzo né impegno...?!
No: in quella società l’idea stessa di un cartone animato non avrebbe potuto che risultare folle. Così come folle non avrebbe potuto che risultare la maggior parte delle altre inutili futilità di cui, nel suo mondo natale, non si sarebbe potuto fare a meno per alcuna ragione. Dopotutto, in quella realtà, la ricerca della soddisfazione dei bisogni delle persone avrebbe avuto a dover concernere, in primo luogo, quella dei bisogni basilari. Ragione per la quale tutto il superfluo non avrebbe mai potuto ovviare a essere riconosciuto, appunto, in quanto tale: superfluo. Non che nel suo mondo natale il superfluo avesse a essere agognato da chiunque: anche lì, purtroppo, molte persone non avrebbero saputo neppure come avere a soddisfare bisogni basilari come acqua, cibo e salute, in termini tali per cui, con buona pace di ogni impeto consumista, a nessuno di loro avrebbe avuto a importare quale sarebbe stata trasmessa la nuova stagione di una qualunque serie animata o quando sarebbe mai stato rilasciato il nuovo capitolo di un qualsivoglia videogioco.

« Comunque sia... e per tornare in tema, una delle nostre versioni della storia è quella che una donna molto bella, una regina, possedeva questo specchio incantato a cui era solita domandare chi avesse a dover essere riconosciuta qual la più bella del suo regno. E lo specchio, in genere, le concedeva soddisfazione confermandole che proprio lei avesse a dover essere considerata la più bella. Almeno fino a quando, un infausto giorno, non indica una giovinetta innocente che, per tal ragione, si ritrova a essere al centro delle brame assassine della stessa regina... » riassunse Maddie, sforzandosi di tornare in argomento e, in ciò, riprendendo la questione rimasta in sospeso prima di quella dissertazione sui cartoni animati.
« In linea di principio è effettivamente simile alla nostra ballata relativa alla regina Degimirl. » confermò H’Anel, avendo ormai ricordato alla perfezione i dettagli della questione « Attraverso il proprio specchio, Degimirl può controllare la propria rivale e inizia ad agire in maniera tale da tentare, ripetutamente, di condurla alla morte in modi sempre più atroci, per quanto, ogni volta, l’altra ne abbia a uscire sempre e miracolosamente indenne. »
« D’accordo... questa parte della storia a noi manca. » osservò la donna dai capelli color del fuoco e dagli occhi color del ghiaccio « Ma sul resto direi che ci troviamo sufficientemente allineati. » sancì, cercando di non scoppiare a ridere all’idea di doversi porre alla ricerca dello specchio della regina cattiva di Biancaneve.

sabato 7 maggio 2022

3972

 

« Trovato! » esclamò la voce del sapiente, raggiungendo tutti e tutti ridestando improvvisamente dal proprio riposo, in maniera così improvvisa e inattesa che, addirittura, Howe e M’Eu ebbero a ruzzolare a terra, entrambi privati del precario equilibrio distintamente raggiunto « Quello che vi serve è lo specchio di Degimirl. » asserì poi, non privo di una chiara soddisfazione, tornando a loro con un grosso tomo fra le mani.

In conseguenza del brusco risveglio, per un istante nessuno dei cinque avrebbe potuto dirsi effettivamente conscio di cosa stesse succedendo e del perché di tutto ciò, spiacevolmente disorientati dalla situazione come chiunque, del resto, al posto loro, avrebbe avuto a essere.
Un senso di disorientamento, il loro, che tuttavia non ebbe a perdurare a lungo e che li vide, rapidamente, recuperare contatto con la realtà, riuscendo non soltanto a identificare nuovamente ove fossero e chi stesse loro parlando, ma anche, e ancor più importante, perché fossero effettivamente lì.

« Lo specchio di Degimirl...? » esitò H’Anel, stropicciandosi poi gli occhi e trattenendo a stento uno sbadiglio, nel mentre in cui ebbe a distendere i muscoli della schiena, intorpiditi dalla scomoda posizione in cui, ognuno di loro, necessariamente, aveva finito per ritrovarsi « Perché questo nome non mi suona nuovo...?! »
« Non è il nome della strega regina protagonista di una vecchia ba-ahhh-llata...? » ipotizzò Be’Wahr, reagendo in maniera non dissimile dalla propria compagna d’arme ma, diversamente da lei, ovviando a sforzarsi di trattenere lo sbadiglio, con il quale ebbe quasi a slogarsi la mandibola.
« Lei. » confermò Sha’Maech, piombando in mezzo a loro solo per postare il grande tomo su un basso tavolino al centro della stanza, aperto su una pagina riccamente illustrata accanto a una pagina altresì popolata da un fitto testo, scritto con piccoli caratteri ordinati.

Allungandosi incuriosita per poter sbirciare meglio il libro così loro offerto dal vecchio saggio, Maddie ebbe a ritrovarsi al cospetto di quella che avrebbe potuto essere quietamente un’illustrazione tratta da una qualche edizione di pregio della fiaba di Biancaneve, con questa donna dotata tanto di grande bellezza, e lì meravigliosamente ritratta, quanto di una certa, palese empietà, posta in piedi innanzi a un piccolo specchio il quale, allorché restituire la sua immagine speculare, le stava presentando un’altra se stessa, e una se stessa intenta allora a parlarle.

« “Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella di tutto il reame...?!” » non si trattenne allora dal commentare, con un sorriso divertito a confronto con quel bizzarro parallelismo con il proprio mondo natale, non il primo offertole e, ciò non di meno, evento neppur così consueto dal non meritare di essere enfatizzato nella propria occorrenza.
« Per Lohr... la tua donna è uscita di testa, fratello. » suggerì Howe in direzione di Be’Wahr, a confronto con le parole così scandite da Maddie, e parole che non avrebbero potuto riservarsi alcun significato dal proprio personale punto di vista « Per carità: prima o poi sarebbe necessariamente dovuto accadere... ma speravo, francamente, che riuscisse a durare più a lungo. » soggiunse, a palese dimostrazione di quanto il suo intento fosse allor assolutamente scherzoso nei riguardi della loro amica e compagna d’arme.
« Scusatemi. » replicò la donna dai capelli rossi come il fuoco e dagli occhi azzurri come il ghiaccio « E’ che questa immagine mi ha ricordato una fiaba del mio mondo natale. »
« Affascinante parallelismo fra universi distinti. » osservò quindi Sha’Maech, certamente incuriosito da tutto ciò, così come, del resto, non avrebbe potuto ovviare a essere incuriosito, in generale, da lei « Hai voglia di raccontarmi qualcosa di più a tal riguardo...?! »
« Oh... accidenti! » commentò Maddie, ritraendosi appena, quasi in imbarazzo di fronte a quella richiesta, e a quella richiesta che non avrebbe potuto mancare di trovarla ingiustificabilmente impreparata « Qui ci vorrebbe proprio mia sorella Rín... anche perché io, francamente, ricordo giustappunto poco e male la storia del cartone animato. » dichiarò, non trovando un modo opportuno per tradurre nella lingua kofreyota il termine “cartone animato” e, in tale senso, scandendolo nella propria lingua madre.
« Il... carrone annimato?! » ripeté l’altro, piegando appena il capo di lato nel cercare di soppesare il senso di quelle parole, e di quelle parole che, tuttavia, non avrebbero potuto risuonare in alcun modo comprensibili dal suo punto di vista.
« Cartone animato... » scandì meglio Maddie, affinché, quantomeno, il significante potesse essere compreso « Per Thyres... e ora come ti spiego che cosa sia un cartone animato...?! » si domandò, appellandosi alla dea dei mari in maniera non diversa dalla propria corrispettiva autoctona o, in effetti, dalla propria maestra d’arme, la prima Midda Bontor che aveva avuto occasione di incontrare ancora nel proprio mondo, assimilando quasi per osmosi quell’intercalare, benché, in effetti, non avesse a professare una qualche fede in particolare, né verso di lei, né verso altre divinità « Puoi immaginarlo come un disegno che si muove. »
« Opera di stregoneria, quindi...? » esitò Sha’Maech, non avendo ovviamente a riservarsi alcun genere di aspettativa a confronto con una tale eventualità, nell’aver già inquadrato quanto quella donna avesse a doversi riconoscere quanto di più lontano possibile da qualunque concetto di stregoneria, almeno per così come proprio di quella loro realtà.
« Assolutamente no. » negò ella, confermando in tal senso quanto atteso dall’interlocutore « E’ opera di ingegno tecnico, e nasce da proporre in rapida sequenza tante immagini distinte e fra loro pressoché identiche se non per qualche minuscolo dettaglio, e qualche dettaglio utile da rendere, nell’accumulo di immagini, il senso di un movimento, o l’evolversi di un’espressione, o quant’altro si voglia.  » tentò di spiegare, cercando di rendere la questione il più semplice possibile « Pensa di avere un cerchietto disegnato su una pagina di un libro e sulla pagina successiva lo stesso cerchietto spostato soltanto di pochissimo verso il basso. E in quella dopo ancora di nuovo e un po’ più in basso. Immagina di avere un libro intero con questo cerchietto sempre più in basso, fino a scomparire addirittura oltre il bordo inferiore della pagina. E poi immagina di sfogliare rapidamente il libro, fissando le pagine in continuo movimento: quello che il tuo cervello finirebbe per vedere non è un cerchietto in una data posizione, ma un cerchietto che si muove verso il basso, fino a scomparire addirittura oltre il bordo inferiore della pagina! »

mercoledì 4 maggio 2022

3971

 

« Ti riferisci al giorno in cui coloro i quali sono stati uccisi da Midda Bontor sono tornati indietro...?! » domandò Sha’Maech, aggrottando appena la fronte a dimostrare quanto fosse già informato a tal riguardo, al di là dell’implicita critica in senso contrario così appena rivoltagli « Grande affare... davvero: in passato, prima che voi lo radeste al suolo, erano stati i reali di Kofreya a dichiararne l’inaccessibilità e a condannare i suoi inestimabili tesori all’oblio, facendo presidiare l’edificio dalle proprie guardie; e ora sono, direttamente, quei mostri ritornati indietro dal regno dei morti ad assicurarsi che nessuno abbia a violarne il perimetro. Sempre ammesso che, comunque, quell’edificio abbia ancora a contenere i volumi che un tempo gli erano propri, là dove, comunque, ben poco ha a che vedere con quanto era un tempo! »
« Oh... non ti va mai bene nulla, però! » sospirò lo shar’tiagho, cercando di ironizzare a tal riguardo, benché, proprio malgrado, ben consapevole di quanto ben poco potesse esservi ragione di facile ironia « Comunque sia... e non divagando troppo dall’argomento centrale, lo spirito della regina Anmel Mal Toise ha rapito Be’Sihl, il compagno di Midda, e lo ha condotto da qualche parte nel mondo o, per lo meno, così vogliamo sperare. » proseguì, cercando di introdurre ora l’argomento per il quale erano giunti sino a lì « Abbiamo bisogno di qualcosa che ci aiuti a rintracciarlo... non è che tu, nella tua vasta conoscenza, hai mai avuto a sentir parlare di qualcosa di utile a tal scopo...?! »
« ... » esitò allora il sapiente, restando per un istante disorientato da quelle parole e dall’enorme mole di domande che avrebbe potuto conseguire alle stesse « Non saprei. E’ una richiesta molto generica... lasciatemi pensare un attimo. »
« Prenditi tutto il tempo di cui necessiti, Sha’Maech. » lo invitò Be’Wahr, non desiderando in alcuna maniera imporre pressioni di sorta al loro interlocutore, nel ben intendere quanto la richiesta da loro così presentata non avesse a potersi fraintendere in alcun modo qual banale.

E Sha’Maech, in effetti, si prese tutto il tempo di cui ebbe a necessitare, dimentico improvvisamente della propria offerta di ospitalità verso i cinque peregrini nel concentrarsi soltanto sulla loro richiesta e, probabilmente, nel passare in rassegna la propria smisurata conoscenza per tentare di ricordare se e quanto potesse aver avuto a udire un riferimento a qualcosa di adeguato alla loro richiesta.
Così, nel mentre in cui quel vecchio bislacco si ritrovò a girovagare per la propria affollata dimora, estraendo volumi a destra e a manca, consultandoli rapidamente e, puntualmente, scartandoli, ai cinque cavalieri non poté essere offerta altra possibilità se non quella di attendere e, nel contempo di ciò, di servirsi autonomamente, non trovando vino ma, per lo meno, individuando una brocca d’acqua e un paio di bicchieri in grazia ai quali avere possibilità di liberarsi la gola dalla polvere accumulata nelle lunghe ore trascorse a cavallo.
Maddie, ovviamente, non avrebbe potuto negarsi incommensurabile curiosità nei riguardi di quei tomi. Proprio malgrado, però, la sua conoscenza dell’alfabeto locale avrebbe avuto a doversi intendere ancora decisamente elementare, in termini tali per cui a stento ella era in grado di tradurre anche e soltanto le scritte talvolta presenti lungo i bordi di tali volumi, a identificarne il contenuto. In effetti, benché con la lingua orale non avesse avuto particolari difficoltà di relazione, con quella scritta la questione avrebbe avuto a doversi riconoscere molto diversa, in conseguenza di un alfabeto, per l’appunto, completamente alieno a quello da lei adoperato nel proprio mondo natale e un alfabeto che, soltanto dopo un po’ di tempo, aveva compreso essere su base sillabica, e atto a offrire quanto necessario per la combinazione di tutte le consonanti lì presenti con almeno una decina di quelle che ella avrebbe definito vocali, benché contraddistinte da diversi accenti tonici alcuni dei quali per lei del tutto estranei alla propria possibilità di comprensione. Così, costretta proprio malgrado a non poter trovare soddisfazione alcuna alla propria curiosità, ella si limitò a occupare il tempo sforzandosi di tradurre qualcuno di quei titoli, e cercando, di volta in volta, occasione di conferma dai propri compagni di viaggio.

« E’ proprio un bel tipo, questo Sha’Maech... » sussurrò a un certo punto H’Anel, osservandolo muoversi freneticamente avanti e indietro, come un colibrì intento a muoversi freneticamente da un fiore all’altro in cerca di maggiore nutrimento « ... non esageravate nel descriverlo. Anzi... »
« E’ un po’ eccentrico. Ma è comunque il migliore nel suo campo... e, in ciò, ha da considerarsi la migliore speranza che potremmo mai avere per ritrovare Be’Sihl ovunque quella dannata possa averlo portato! » argomentò Howe, dimostrando smisurata fiducia nei confronti di Sha’Maech, e di quell’uomo la cui smisurata conoscenza, già in passato, si era dimostrata la chiave di volta per uscire da stalli eguali se non peggiori rispetto a quello attuale.

Giunse il crepuscolo, e nel mentre in cui all’interno di quella dimora alcune lampade a olio ebbero a essere accese, per garantire al sapiente di proseguire nella propria ricerca, i cinque si ritrovarono ad arrangiare un qualcosa per cena, che potesse risultare più sostanziale rispetto alla carne secca con la quale si erano nutriti negli ultimi giorni di viaggio. E conclusa la cena, impossibilitati a contribuire in maniera positiva a quella ricerca, finirono semplicemente con l’addormentarsi lì dove erano, quasi ipnotizzati dal continuo andirivieni del loro anfitrione e, comunque, indubbiamente stanchi per la comunque lunga e faticosa giornata.
Un sonno, il loro, che tuttavia non ebbe occasione di accompagnarli fino al mattino seguente, là dove, in piena notte, e in un orario non meglio definibile per alcuno fra loro, un gridolino di soddisfazione ebbe a coglierli di sorpresa e a costringerli a un repentino risveglio, a confronto con l’evidenza del completamento di quell’impegnativa ricerca da parte di Sha’Maech.