11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

sabato 19 settembre 2009

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« I
prigionieri sono scappati! » si levò immediatamente una voce, a richiamare l'attenzione del campo verso quanto stava avvenendo « Alle armi! Uomini e donne della Confraternita… alle armi! »

Dove pur Midda ed i suoi compagni erano stati attenti a non creare scompiglio con la propria fuga, con l'uccisione delle guardie preposte alla loro sorveglianza ed il trasferimento fino alla tenda del comandante, ruolo in quel momento rappresentato dalla stessa Carsa, infatti, difficile, impossibile sarebbe stato riuscire a celare l'evolversi di quella situazione, nello scontro fra le due mercenarie, nel confronto fra due donne e guerriere di quello stampo.
Ma, proprio nel valore di simile momento, di tale atto, un immediato contrordine non poté che essere innalzato a negare quanto richiesto dalla prima voce, da quell'allarme lanciato con tanta solerzia e inevitabile timore, in sicura conseguenza del primo scontro avvenuto quel giorno fra i pochi mercenari senza padrone e i numerosi membri della Confraternita, nel corso del quale già troppe vittime erano state mietute fra i ranghi dei secondi che sarebbero, altresì, dovuti risultare predominanti, vittoriosi.

« Che nessuno levi la propria arma contro i prigionieri! » gridò Carsa, rialzandosi con un balzo agile in conseguenza del pur violento attacco subito, in quale, per un fuggevole istante, era riuscito a privarla persino della possibilità di respirare « Che nessuno fra voi si intrometta in questa questione! »

I primi uomini e le prime donne della Confraternita già accorsi attorno alla tenda del loro riferimento per quella missione si arrestarono immediatamente, in evidente conseguenza del proprio addestramento, della propria formazione che li aveva abituati a non disobbedire ad un ordine diretto da parte di un proprio superiore, di un proprio comandante. E così, pur frementi nel desiderio di intervenire, nel riportare l'ordine da loro stessi costituito e nel punire quel gruppo di uomini, e quella donna, per il proprio tentativo di fuga, nessuno fra loro volle essere il primo a infrangere un comando esplicito quale quello che Carsa aveva loro impartito, del tutto indifferenti, in quella particolare occasione, al fatto che quest'ultima non appartenesse effettivamente alla loro medesima gerarchia.

« Signora?! » si levò una voce, verso di lei, a richiedere maggiori dettagli, chiarimenti nel merito di un'ingiunzione assolutamente inequivocabile nella propria formulazione.
« E' una questione fra Midda Bontor e me… » definì, allora, Carsa, con serietà priva di possibilità di discussione « Che nessuno fra voi si muova o, peggio, si intrometta fra noi. »

In tale richiesta, nonostante tutti i dubbi, più o meno legittimi, che la Figlia di Marr'Mahew aveva già avuto modo di esprimere nei riguardi dei propri compagni, nel merito di un'effettiva possibilità di libero arbitrio, di controllo personale da parte di lei, ella offrì dimostrazione di quanto, anche per lei, fosse comunque tutt'altro che irrilevante la possibilità così concessale di riservarsi un'occasione di confronto con colei che il fato le aveva posto quale compagna in un'impresa passata.
Difficile sarebbe stato, comunque, comprendere il perché di tale necessità, di simile volontà, dove, in verità, sebbene mercenaria, Carsa aveva scelto di intraprendere vie d'azione ben diverse da quelle proprie dell'ex-compagna, a cui, ad esempio, maggiormente si sarebbero potuti considerare prossime figure quali quelle dei due fratelli. Per questo, dove anche indubbiamente l'eventuale uccisione della stessa da parte sua le avrebbe offerto grande fama, immenso prestigio, simili valori sarebbero poi per lei risultati del tutto inutili, privi di concrete possibilità di utilizzo nel confronto contrattuale con i propri futuri mecenati, nella sola eccezione rappresentata da una qualche sua volontà ad abbandonare i propri metodi, la propria specializzazione nella quale era riuscita, comunque, a ritagliarsi un ruolo di celebrità, per tentare di conquistare un'area totalmente diversa.
Purtroppo, però, a ben poco sarebbe stato utile sprecare tempo per cercare di acquisire consapevolezza nel merito della natura, delle ragioni, delle logiche celate dietro a simile scelta, soprattutto e paradossalmente, dal punto di vista di colei che in quel particolare frangente era, fra tutti, più interessata a ciò, per quanto mantenesse tutto tacitamente nel proprio cuore, non volendo offrire alla propria avversaria alcuna possibilità contro di lei: la stessa Midda Bontor.

« Ottimo colpo, amica mia… » commentò, poi, il comandante temporaneo di quel battaglione della Confraternita, nel tornare a rivolgersi verso la controparte « Ma avresti dovuto attaccare per uccidermi, avendone la possibilità. La tua generosità sarà la tua rovina. »
« Sai perfettamente che se io ti volessi morta, tu già lo saresti. » replicò con freddezza la mercenaria, per poi spostarsi con lo sguardo a ricercare i propri compagni ad assicurarsi nel merito della loro condizione.

Howe, Be'Wahr, Seem e Sha'Maech, per quanto tutt'altro che soddisfatti dalla spiacevole piega assunta da quella situazione, dall'allarme che aveva trasformato l'ipotesi di una quieta ritirata in quella di una nuova e violenta battaglia, si ponevano raggruppati, divisi nella propria attenzione fra il confronto fra le due donne e la massa di possibili avversari posti attorno a loro. E se i due fratelli, ma anche lo scudiero, per quanto quest'ultimo probabilmente non ne avesse ancora una reale confidenza, sarebbero stati comunque in grado di difendersi perfettamente, qualsiasi conclusione sarebbe stata decretata per quell'assurda giostra, allo studioso, al saggio involontariamente ragione di quanto stava occorrendo, sarebbe stato utile pregare gli dei nei quali non offriva eccessiva fiducia per sperare che, in ogni caso, la sua vita sarebbe stata risparmiata in conformità con l'esigenza dichiarata nel merito delle sue conoscenze, delle nozioni da lui possedute, del ruolo che, ancora, avrebbe potuto avere in quella questione.

« Te lo chiedo un'altra volta… un'ultima volta. » tentò di argomentare, riprendendo in direzione della propria avversaria « Rinuncia alla follia di questa missione. Dimentica la fenice. Nuove avventure meritano la nostra attenzione più di quanto mai potrebbe offrire tutto questo, imprese memorabili che potranno ancora vedere i nostri nomi uniti nella gloria di leggende tramandate per l'eternità. »
« E' un tentativo ignobile ed indecoroso quello che stai offrendo in questo momento, per tentare di aver salva la vita… » sentenziò Carsa, sembrando del tutto sorda ad ogni ipotesi offertale da parte della propria interlocutrice, ad ogni alternativa postale innanzi in quel momento.
« Sai che non è così. » negò Midda, scuotendo appena il proprio capo ed incalzando verso di lei, senza pur abbassare la guardia, senza pur concederle possibilità di coglierla alla sprovvista « Chiedilo anche agli altri… chiedilo a Sha'Maech: un immenso tesoro, di inestimabile valore, attende solo di essere riportato alla luce, in questo stesso momento. Una ricchezza nel confronto della quale ogni promessa di ricompensa, riservata da lady Lavero in cambio del completamento di questa tua attuale missione, apparirebbe priva di valore… »

Ma la donna dai lunghi capelli castani non volle concedere un singolo ulteriore istante di attenzione alla propria ex-compagna, sebbene parole simili a quelle proposte verso di lei avrebbero suscitato l'interesse di qualsiasi mercenario, nell'intrinseca natura di tale professione, di simile impegno. Così, Carsa caricò nuovamente in direzione di Midda, lasciando roteare attorno al proprio corpo, quasi fosse priva di peso, la pesante ascia scelta da tempo quale propria arma, propria principale compagna ed amante, la quale, con un semplice contatto, un estemporanea e quasi impercettibile carezza sarebbe stata in grado di definire con assoluta banalità la conclusione di una vita.
E alla Figlia di Marr'Mahew, per quanto sconcertata da tanta indifferenza ad ogni pur allettante proposta, per quanto dispiaciuta da simile comportamento in contrasto ai sentimenti di familiarità che si era forse voluta illudere fossero stati instaurati con quella compagnia così come era sempre stata solita ritrovare negli equipaggi delle navi da lei frequentati nel proprio lontano passato, non fu offerta alternativa rispetto al difendersi, al levare nuovamente la propria spada, nel timore, sempre più concreto, di dover essere presto costretta a non limitare più i propri attacchi, a non frenare più i propri colpi.

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