11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

lunedì 13 ottobre 2008

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F
acile sarebbe stato per entrambi concludere nella maniera più ovvia quel momento, coprendo la breve distanza che separava le loro labbra, cedendo finalmente a quel desiderio che, probabilmente, non era mai mancato in loro. Purtroppo, però, essi si ritrovarono legati da troppi pensieri, da troppi timori, da troppe incertezze, nell’incognita chiamata futuro a cui permettevano di essere eccessivamente opprimente sul loro presente, al punto tale da rendere quella soluzione così semplice, così naturale, la più complicata da intraprendere.

« Fin dal primo giorno. »

Poche semplici parole pronunciate con un dolce e malinconico sorriso sulle labbra furono quelle che egli le dedicò in risposta, tirandosi lentamente indietro, obbligandosi a non concludere quanto iniziato, come molte volte già aveva fatto in passato. Il gioco, invero, stava rischiando per l’ennesima volta di superare i propri limiti e se ciò fosse avvenuto tutto quello che fino a quel momento avevano faticato a costruire si sarebbe infranto con violenza contro l’impossibilità a mantenere una relazione: certamente egli avrebbe potuto approfittare di quell’attimo fuggevole, di quel momento fugace per cogliere quanto offertogli dal destino, per trovare l’amore fra le di lei braccia, contro le di lei labbra, come chiunque del resto lo avrebbe incitato a fare nel non dimostrarsi tanto stolido da perdere una simile occasione, ma non era quello ciò che egli desiderava. Non voleva accontentarsi di così poco, laddove quel “poco” per molti altri sarebbe stato “tutto”: egli si sentiva egoisticamente legato a lei più di quanto sapeva che gli dei gli avrebbero mai permesso di poter realmente essere ed in virtù di tale sentimento l’idea di accontentarsi non lo attraeva, neppure nella prospettiva di poter comunque, per breve tempo, vedere il rapporto con lei esteso ad un livello superiore. L’amore di una notte, la passione di un momento, non gli era e non gli sarebbe mai mancata in molte altre compagne, in diverse amanti: quello, però, non era ciò che cercava in lei. Con Midda voleva continuare a mirare molto più in alto, a cercare molto di più, ambendo a lei come ad un sogno, forse irrealizzabile o… forse no.

« Sono proprio una cattiva ragazza… »

Sarebbe stata questione di un attimo, un movimento rapido e fugace, quello che ad ella sarebbe stato richiesto per trarre nuovamente a sé l’uomo, per impedirgli quella fuga che lei non desiderava e sapeva perfettamente non essere desiderata neanche da egli: non sarebbe stata la prima volta in cui avrebbe del resto dovuto agire in tal senso con un proprio compagno, prendendo con forza le redini del proprio destino, dimostrando quella capacità decisionale che, forse in conseguenza di una soggezione psicologica conseguente alla di lei fama, li rallentava, li frenava in quel frangente. Ma agire in tal senso che conseguenze avrebbe comportato per lei, in quel preciso momento? Che benefici le avrebbe offerto, con quella specifica persona? Già troppi amanti aveva abbandonato ed avrebbe abbandonato in futuro, già troppi legami fisici e sentimentali aveva visto terminare con il fuoco di una pira funebre, spesso proprio in conseguenza delle sue azioni, delle sue scelte di vita, come era accaduto, ultimo fra tutti, a Salge: aggiungere un nuovo nome alla di lei lista quale significato avrebbe avuto, soprattutto laddove per far ciò avrebbe dovuto perdere un amico, un confidente fedele, una preziosa risorsa, forse l’unica famiglia che, invero, le fosse ormai rimasta in quel mondo folle? Quale egoismo in lei era quello da considerare realmente negativo, quello sbagliato che avrebbe dovuto ignorare: il sentimento che le chiedeva di completare quel bacio, di trarre a sé quell’uomo a cui da troppi anni si era legata e che pur, ancora, non aveva pienamente amato; oppure il sentimento che le bloccava, non volendole far perdere le poche certezze della propria vita che attraverso di lui sapeva di avere?

Dopo un lungo momento di silenzio, fu Be’Sihl a riprendere parola: « Partirai presto? » le chiese, spostandosi per scegliere della frutta da offrirle, nel suo solito desiderio di non farne mai mancare nella dieta della donna almeno fino a quando il potere decisionale in merito ad essa gli fosse stato consentito, come in quei momenti.
« Inevitabilmente… » commentò ella, con tono ora serio « Purtroppo, come ti accennavo, siamo qui solo di passaggio. Ma tornerò non appena la missione sarà conclusa… »
« Ti ho mai detto che non sei assolutamente capace di mentire? » sorrise egli, scuotendo il capo e tornando da lei.
« Cosa intendi? » domandò la mercenaria, aggrottando la fronte nel non riuscire a comprenderlo.
« Sappiamo entrambi che non sei capace di restare tranquilla. » la punzecchiò il locandiere, sornione « Anche ammesso che tu non abbia già in mente un nuovo incarico da accettare al termine di questo, una nuova spericolata avventura da intraprendere alla conclusione dell’attuale, sarà il fato ad importi altre sfide, altre prove, che ti terranno ancora a lungo lontana da qui… »
« Forse… » rispose in maniera criptica « Ma se anche così fosse, comunque, io supererei ogni ostacolo, ogni limite impostomi, per poter fare ritorno, come ho fatto questa volta, come ho fatto ogni volta. »

Pronunciando quelle specifiche parole, Midda valutò di aver ancora compiuto la scelta migliore, di aver nuovamente agito nel perseguire la via più giusta, per quanto comunque egoistica: quella realtà, quel teorema appena enunciato, che volesse ammetterlo nel proprio animo o no, era forse una delle poche sicurezze che era riuscita negli ultimi anni a ricavare per se stessa, forse immeritata, forse per semplice caso, ma a cui sentiva di non voler assolutamente rinunciare. Il ritorno a Kriarya, in quest’ultima attuale occasione, non era stato in conseguenza della conclusione di un incarico, di una missione, ma nel desiderio altresì di poterne condurre una a termine: eppure, anche solo in una sì fugace prospettiva di permanenza, ella aveva sentito il proprio animo colmarsi di serenità all’idea di fare ritorno nella città del peccato, entro le mura in cui alcuna persona comune avrebbe mai voluto superare, e non voleva rinunciare assolutamente a quella sensazione di pace come altrimenti sarebbe avvenuto se avesse rovinato il suo rapporto con Be’Sihl, se avesse compromesso il meraviglioso equilibrio attualmente esistente.

« Dicono che, nonostante il governo kofreyota continui ad offrire assicurazioni sulle vittorie riportate al fronte, la guerra con Y’Shalf inizi a volgere al peggio… » affermò con apparente tranquillità l’uomo, cambiando apparentemente tema di discussione.
« Le voci sulla guerra sono sempre ambigue… » replicò lei, alzando e riabbassando le spalle con noncuranza « Ricordo come, nei mesi in cui anche io vi partecipai, ogni giorno veniva annunciato come il conclusivo, nel bene o nel male. »
« Innegabile è come questa guerra stia perdurando da troppo tempo… » sottolineò il locandiere « Ormai le parti in gioco iniziano ad essere stanche e logore e se da un lato, qualcuno spera per Kofreya in un’alleanza con Gorthia, dall’altro vi è la forte possibilità che Y’Shalf ottenga prima di noi rinforzi maggiori… »
« Non ti ho mai sentito così interessato all’argomento… » sorrise la mercenaria, cercando di minimizzare la questione.
« L’argomento mi interessa in modo del tutto relativo… » negò l’uomo, scuotendo il capo « Se davvero Y’Shalf dovesse avere la meglio, la provincia di Kriarya sarebbe la prima a soccombere e, nonostante tutti i tuoi sforzi per tornare a questa dimora, tutti noi potremmo non essere più al termine delle tue nuove imprese… »

Un istante di silenzio seguì quelle parole, pronunciate con un’amarezza tale nella voce da far pentire la donna guerriero della scelta compiuta, del distacco forzato da egli: non desiderava perderlo in conseguenza delle proprie azioni, ma anche l’idea di una simile conclusione al loro rapporto in tal modo non la entusiasmava.

2 commenti:

tanabrus ha detto...

Purtroppo è ineccepibile la considerazione di Be'Sihl

Sean MacMalcom ha detto...

Già! :(

P.S. Bentrovato! :D