11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

domenica 13 novembre 2011

1397


I
n tal frangente, probabilmente, necessario avrebbe potuto essere ritenuto necessario un istante di silenzio fra le due donne, a concedere al confronto verbale fra loro occorso di essere adeguatamente elaborato da parte di Tahara e, in ciò, a permetterle di maturare una posizione da lei giudicata qual corretta fra l'accettare i termini dell'accordo così come proposti da parte della regina oppure, più gravosamente, rifiutarli e accettare quanto da tal rifiuto sarebbe necessariamente conseguito. Tale laconica parentesi, per lo meno, si sarebbe indubbiamente proposta nel confronto fra un qualunque marinaio e un qualunque capitano o figura assimilabile, ove posti in una situazione parallela a quella lì creatasi: diversamente, però, tutto ciò non avrebbe avuto ragion d'esistere in un contesto quale il loro, in un contesto piratesco, ove, comunque, la vita scorreva necessariamente a un ritmo più veloce e un solo istante di esitazione, una semplice incertezza, anche in un contesto apparentemente sereno qual quello allora offerto alla donna dalla pelle color della terra e dai lunghi capelli disposti in un'unica treccia, avrebbe potuto costarle troppo caro.
Alcuna pausa, alcun pur comprensibile temporeggiamento, pertanto, coinvolse la pirata innanzi all'offerta appena scandita dalla voce della propria sovrana, colei innanzi all'idea della quale aveva dichiarato, tempo prima, che non si sarebbe mai sottomessa e innanzi alla presenza della quale, ancora, desiderava mantenere fede al proprio impegno, al proprio libero arbitrio…

« Con tutto il dovuto rispetto, mia signora e regina, se questi sono i termini del mio incarico, preferisco di gran lunga correre il rischio di dovermi guadagnare la sopravvivenza da questo viaggio spillando il sangue dalle vene di tutti i presenti a bordo, piuttosto che piegarmi a un tale ricatto, a una simile minaccia. » proferì ella, con consueta fierezza nelle proprie parole, espressione di uno spirito indomito che non avrebbe accettato di essere domato.
« Il tuo orgoglio è tanto smisurato da spingerti a ribellarti a me piuttosto che accettare l'idea di permanere al mio fianco?! » replicò Nissa, quasi ringhiando quelle parole in un evidente e forte coinvolgimento emotivo, ove l'idea stessa di quel tradimento non avrebbe potuto evitare di richiamarle prepotentemente alla memoria il ricordo di un altro e ancor più grave rifiuto, quello che Midda, ancora bambina, le aveva riservato, abiurando a un proprio triplice giuramento e abbandonandola, malgrado tutto l'affetto verso di lei riversato.
« Il mio orgoglio è tanto smisurato da spingermi a ribellarti a te piuttosto che accettare l'idea di essere un semplice balocco all'interno della tua personale collezione, Nissa! » contestò Tahara, arricciando le labbra a scoprire, fra esse, i bianchi denti lì sotto celati, cangianti nel confronto con la tonalità scura della sua stessa pelle « E' vero che ho degli affetti, che ho instaurato dei legami a bordo della Knikei'R… ma è anche vero che non sono stupida e che l'opportunità di ascendere a un ruolo tanto importante, non venendo meno ad alcuno dei rapporti già creati con i miei compagni, potrebbe solamente essere apprezzato e gradito da parte mia. » specificò, a rendere esplicita la propria personale posizione « Tuttavia, se è tuo pensiero che io sia disposta ad accettare questo qual conseguenza di una qualche intimidazione psicologica, di termini minacciosi quali quelli da te usati… hai sbagliato persona. »
La regina tacque in conseguenza di quelle ultime asserzioni, offrendo alle stesse la propria attenzione e pur, ancora, non lasciando scemare la tensione tanto rapidamente sorta in lei nel confronto del sentore di un nuovo tradimento, di un nuovo abbandono da una figura pur tanto simile, per spirito e modo d'agire, alla propria gemella perduta.
« Credevo che ormai fosse chiaro, Nissa, che in me potrai trovare la prima fra tutte le tue alleate, la più fedele fra le tue complici, disposta a gettare la propria vita e il proprio futuro fra le fauci di un ippocampo, di un dragone di mare o di qualunque altro stramaledettissimo mostro che il fato vorrà porci innanzi. » proseguì la pirata, esprimendo nel proprio tono di voce, in effetti, un parallelo e personale sentimento di tradimento per i termini a lei riservati da parte dell'interlocutrice « Sono disposta a seguire te e i tuoi ordini in capo al mondo e ritorno… fosse anche sino alla fucina del monte Gorleheist per dichiarare guerra allo stesso dio Gorl! Ma sono disposta a farlo qual tua pari. Non qual tua subalterna, tua subordinata, tua suddita al pari di tutti questi dannati pendagli da forca di cui ti sei circondata a oggi… »

Un attacco verbale estremamente violento, quello lì rivolto non solamente alla regina di Rogautt, ma, ancor più, a tutti i membri dell'equipaggio della Mera Namile e al suo capitano in primo luogo, in conseguenza al quale estremamente dubbio avrebbe dovuto considerarsi il possibile destino della donna lì dichiarante, non escludendo l'eventualità secondo la quale, effettivamente, ella si sarebbe ritrovata costretta ad aprirsi una via di fuga, a guadagnarsi un'opportunità di salvezza, ricercandola nel sangue di tutti i propri alleati, o, almeno, tali in origine. Un attacco verbale estremamente violento in immediata replica al quale, ancora una volta, solo una parentesi di silenzio sarebbe stata probabilmente prevedibile e accettabile qual possibile sviluppo, nel concedere a tutti i presenti, Nissa Bontor per prima, di comprendere in quale effettiva direzione avrebbero preferito condurre i propri passi in conseguenza a tanta animosità lì loro riservata, in quali modi ricercare la morte della loro interlocutrice a soddisfazione dell'offesa loro destinata. Un attacco verbale estremamente violento che, tuttavia, parve esprimere nelle proprie stesse formulazioni, nelle proprie tanto esplicite ragioni, esattamente quanto la stessa monarca di tutti i pirati in quei mari del sud avrebbe potuto apprezzare sentire rivolgersi, così come, in maniera invero imprevedibile, e certamente non prevista da parte della stessa Tahara, venne dichiarato in un suo improvviso e aperto sorriso, atto a dissipare completamente ogni cupa ombra precedentemente mostratasi sul suo volto, a espressione della sua contrarietà per quanto temuto, per quanto ritenuto da lei inizialmente specificato.

« Molto bene… » approvò la donna, a confermare verbalmente quanto già reso palese dalla propria espressione, in un sentimento estremamente diverso da quello vissuto solo pochi istanti prima « Direi che con questa tua presa di posizione hai appena dimostrato in maniera inequivocabile quanto tu sia perfetta per il ruolo che ti ho promesso, per il posto di comando che ti ho offerto. » annunciò con indubbia soddisfazione.

Per chi estraneo al carattere della regina di Rogautt, nel porsi in tal confronto vittima della sua semplice fama, della sua nomea, e, in ciò, di uno stereotipo comportamentale ancor prima che di un'effettiva confidenza con il suo effettivo spirito, il suo intimo animo, banale sarebbe lì stato esaltare le lodi della medesima sovrana al pensiero di come, in tutto il proprio discorso, in quel dialogo così sviluppatosi e conclusosi, da parte sua vi fosse stata solo la volontà di porre alla prova la propria interlocutrice, cercando di comprenderne la reale natura prima di permetterle di surgere a un ruolo tanto importante al suo servizio, un incarico al quale mai avrebbe voluto destinare qualcuno immeritevole, privo di reale possibilità di fiducia.
In verità, al di là di ogni falsa supposizione, le emozioni vissute da Nissa Bontor in quegli ultimi istanti si erano proposte assolutamente sincere nel proprio incedere, in un'evoluzione estremamente umana qual pur non tutti avrebbero potuto attribuirle in maniera tanto ovvia, nel porsi soggiogati dal suo carisma, dalla sua straordinaria forza che, molto spesso, la mostrava quale prossima a una sorta di entità sovrannaturale per quanto, personalmente, ella si impegnasse a ribadire, continuamente, la propria natura mortale, non volendo essere posta a su un piano equivalente a quello della sorella, della Figlia di Marr'Mahew, così come ella sembrava amare farsi chiamare. E proprio in conseguenza di tali umane emozioni, di sinceri sentimenti trasparentemente dimostrati non solo nelle proprie parole, ma ancor più sul proprio volto, nei propri occhi, ella aveva prima temuto l'eventualità di un tradimento da parte di colei che pur sperava di poter considerare qual amica, salvo, subito dopo, non poter fare altro che apprezzare, in lei, non solo un'inconfutabile onestà intellettuale, quant'anche una fermezza di posizioni e un'ammirevole fedeltà verso i propri ex-compagni e, piacevole a evidenziarsi, verso di lei, così come le sue ultime parole si erano impegnate a voler sottolineare, evidenziare al di là di ogni possibile dubbio.

« Accetta l'incarico, Tahara… » insistette con un sincero sorriso, ora tendendo, verso di lei, entrambe le proprie mani, in un gesto di saluto carico di fiducia verso di lei, quale quello che sarebbe potuto essere offerto solo a un amico intimo, a un fratello o a una sorella nelle mani del quale poter affidare la propria vita a e il proprio futuro « Accetta l'incarico e sii al mio fianco. Insieme ai tuoi compagni, insieme a chi tu desideri… ma, comunque, al mio fianco. »

Nessun commento: