11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

mercoledì 23 ottobre 2013

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« Che poi è un po’ quello che mi continuo a ripetere per quanto riguarda quella smorfiosa di Rula… » sorrise, scandendo quelle parole con tutta l’asprezza e il risentimento di cui solo avrebbe potuto essere capace il cuore di una donna tradita, malgrado, con la scelta di porre fine al proprio legame con Lange, non avrebbe avuto più avuto ragione alcuna di esprimersi nel merito delle scelte del proprio ex-marito.
« Chi…?! » mi sforzai, ancora una volta, di apparire ignorante in merito a tutto ciò, benché, pur non rammentando occasione di incontro con il soggetto in questione, nel corso del mio sogno di futuro, avessi ben chiaro in mente a chi ella stesse allora riferendosi.
« Rula Taliqua… la nuova moglie del mio ex-marito. » esplicitò, quasi ringhiando fra i denti quella definizione, salvo, un istante dopo, maturare consapevolezza di quanto stesse allora perdendo in appropriatamente il controllo sulle proprie emozioni, in termini tali per cui troppo facilmente avrebbe potuto rischiare di passare dalla parte del torto, costringendosi, pertanto, a ritornare a un atteggiamento più moderato e, soprattutto, distaccato attorno a un argomento pur particolarmente sensibile « Per carità… nel momento in cui abbiamo deciso di divorziare, ovviamente, ogni impegno fra noi è venuto meno e l’unica cosa che ha continuato ad accomunarci è stata proprio la nostra nave, la Kasta Hamina. Ciò nonostante, ritrovarsi, dopo meno di un lustro, ad assistere al matrimonio di Lange con una ragazzina della metà dei miei anni, non è stato gradevole. » sbottò, in un eccesso di sincerità « Se proprio desiderava portarsi dietro una figlia avrebbe potuto adottarla… non sposarla! »
« Uhm… mi riservo il diritto di mantenere il silenzio. » mi limitai ad affermare nel momento in cui, con uno sguardo, la vidi in attesa di una mia qualche replica a tal riguardo « Scusa ma, a quanto comprendo, la questione è decisamente… spinosa… e piuttosto che esprimermi in maniera superficiale, credo che tacere possa essere la scelta più idonea. »

Breve specchietto illustrativo sulla questione decisamente spinosa di cui sopra. Altrimenti detta: pettegolezzo.
Come ho implicitamente riportato, Lange Rolamo è stato sposato tre volte.
La prima volta, a venticinque anni, con una donna di nome Kasta Hamina, il suo primo, vero e forse unico grande amore. Sciaguratamente, tale matrimonio ha trovato conclusione nei termini più tragici possibili, nel momento in cui Kasta, in attesa del loro primogenito, è rimasta vittima di un terrificante scontro a fuoco fra la nave in cui, all’epoca, serviva Lange come primo ufficiale e due navi di predoni chimere, motivo per il quale, per inciso, il buon capitano non è stato più capace di vedere di buon occhio qualunque non umano.
A trentotto anni circa, mese più, mese meno, non conosco il dettaglio delle date, Lange è convolato a nuove nozze con la focosa Duva, in un’unione celebrata il giorno stesso del varo della nave che entrambi avevano acquistato e sulla quale entrambi, avevano investito il proprio tempo e le proprie risorse per rimetterla in sesto: la Kasta Hamina. Nome sicuramente evocativo e al quale, malgrado il proprio forte carattere, la mia amica non aveva opposto alcun veto… anzi. Non ho ancora avuto da lei una chiara confessione in tal senso, ma sono quasi certa che, addirittura, sia stata proprio Duva a suggerire tale nome, nella speranza che ciò potesse permettere, al proprio amato, di meglio superare il proprio lutto. Dopo sette anni, tuttavia, le apparentemente incolmabili differenze caratteriali fra i due hanno portato alla conclusione di tale unione, in maniera del tutto consensuale e, ove possibile, persino serena.
Questo, ovviamente, fino a quando, a ormai cinquant’anni, vittima di quella che Duva mi ha sempre descritto quale una “crisi di mezza età”, nel confronto con aspettative di vita decisamente più ampie di quelle a cui mai mi sarei potuta considerare abituata; Lange ha perseverato per la terza volta nell’idea di un matrimonio, in tale occasione scegliendo, per l’appunto, la giovanissima Rula, la quale, lungi da me voler essere un giudizio di merito, per la propria età, vent’anni, avrebbe potuto essere più sua figlia che sua moglie.
Fine del breve specchietto illustrativo sulla questione decisamente spinosa. Altrimenti detta: pettegolezzo.
Ora è chiaro perché, personalmente, non avrei potuto evitare di preferire l’idea di tacere allorché lasciarmi coinvolgere in un tal macello, se possibile persino peggiore rispetto alla mia già complicata vicenda personale?!

« Così non vale, però! » protestò Duva, offrendomi un’occhiataccia indubbiamente accusatoria, qual reazione al mio tentativo di mantenere una posizione neutrale sulla faccenda « Io ho commentato senza problemi il morboso triangolo amoroso che si è venuto a creare fra te, tuo marito e il tuo compagno, soprattutto nel momento in cui questi due hanno finito per condividere lo stesso corpo… » mi ricordò, risentita « Se ora tu te ne cavi fuori, mi fai apparire come un’impicciona saccente. E’ questo che vuoi?! »
« Non sia mai! » mi difesi, o, per meglio dire, mi arresi, non levando le mani a contorno di ciò nella necessità di mantenerle, spiacevolmente, ben salde attorno al manico del piccone « E, di certo, non è stata propriamente una scelta saggia, da parte del tuo ex-marito, quella di condurre a bordo della vostra nave una nuova moglie… soprattutto così giovane. »
« Appunto! » annuì, in parte soddisfatta dal mio intervento in suo favore, per quanto non completamente appagata dal medesimo, forse giudicato, ancora, troppo moderato rispetto a quello in cui avrebbe potuto sperare « Cioè… lungi da me l’idea di voler essere additata come bagatto… » bigotta, ennesimo errore di traduzione « … ma quando ti ritrovi più vicina ai quaranta che ai trenta, non è proprio il massimo vedersi rimpiazzata da una cagnetta del genere. » argomentò, arricciando appena le labbra con fare infastidito « A te piacerebbe scoprire che il tuo Be’Sihl se la intende con una ragazzina del genere?! »
Ammetto che la domanda, posta così a bruciapelo, mi costrinse a un momento di silenzio, non tanto nella volontà di non prendere posizione, quanto per riflettere sulla posizione da assumere: « Razionalmente, se Be’Sihl e io dovessimo decidere di lasciarci, so che non dovrei più permettermi di presupporre alcuna libertà nei suoi confronti… » decretai alla fine, con tono meno fermo di quello che avrei preferito rendere mio nello scandire una tale affermazione « … ciò non di meno, a volte temo di essermi comportata in maniera leggermente vendicativa… e non escludo che, questa supposta ragazzina, potrebbe incorrere in qualche spiacevole incidente tale da farle rivedere le proprie posizioni. » ammisi subito dopo, a completamento di tale pensiero, nell’impormi assoluta sincerità in simile analisi.
« Eccola! » esclamò la mia compagna, con tono decisamente più allegro, finalmente e realmente appagata da tale mia affermazione volto a concederle giustificazione morale per il proprio risentimento a discapito della pur innocente Rula.
« Comunque non credere che non abbia anche io degli ex… » specificai, cercando, quantomeno, di salvarmi in contropiede, benché ormai mi fossi inequivocabilmente sbilanciata a favore di un netto risentimento nel confronto con tale prospettiva « E con tutti loro ho sempre conservato ottimi rapporti, anche quando, legittimamente, hanno trovato occasione di farsi una nuova vita con altre compagne e, persino, di avere dei figli da loro. » precisai, in mia difesa, riportando il pensiero a Ebano e ai suoi due figlioli… che, diamine, ormai dovrebbero essere decisamente grandicelli, giusto per non farmi sentire vecchia.
« Mmm… » rifletté Duva, ascoltando quelle mie ulteriori parole e, in ciò, non potendo evitare di riservarsi, a propria volta, un breve istante di riflessiva laconicità, a ponderare in maniera più seria sul proprio possibile comportamento in un tale contesto « Non so… forse sei effettivamente una persona migliore di me. » ipotizzò, poco convinta non tanto di quell’affermazione, ma più che altro di se stessa, giudicandosi in maniera estremamente critica « Pensare che, addirittura, possano avere dei figli non è qualcosa che, credo, potrei sopportare tranquillamente, restando lì a osservarli… »
« Ehy! Ora non esageriamo… » negai, scuotendo il capo con un sorriso divertito « Io non sono rimasta a osservare nessuno! » sottolineai, a scanso di ogni equivoco « Ogni volta che ho lasciato qualcuno, ho cercato di tenere giuste distanze fra noi. Perché altrimenti, sì che neppure io sarei riuscita a sopportare la cosa tranquillamente! » dichiarai, non potendo ovviamente immaginare l’idea di essere costretta a restare partecipe della vita di qualunque dei miei ex in compagnia di un’altra donna, soprattutto negli anni immediatamente successivi alla fine dei nostri rapporti.


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