11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

lunedì 11 luglio 2011

1272


C
ompletata la discesa di una scalinata più consueta rispetto a quella lungo la quale si erano ritrovati a essere impegnati i loro non noti competitori, Howe e Midda ebbero modo di verificare quanto le supposizioni compiute da parte dello shar'tiagho, nel merito di quella bizzarra torretta, non avrebbero dovuto essere ritenute sì improprie, fini a se stesse, qual avrebbero potuto apparire, dal momento in cui, effettivamente, attraverso la scelta di quella particolare via i due parvero riuscire a ottenere accesso diretto agli spazi più interni del tempio, superando eventuali annessi collaterali, quali quelli entro i quali il biondo e la sua compagna erano stati costretti a vagare nel contempo, e giungendo in maniera rapida e protetta quella che non poté non essere riconosciuta quale un'area adibita al culto della divinità: non un ambiente principale, qual subito fu chiaro nelle sue dimensioni troppo ritrette, troppo modeste, per poter essere ipotizzato qual tale, e pur, sicuramente, zona attigua a esso, un tempo adibito presumibilmente al ruolo di sacrario e destinato ad ospitare, in ciò, la vestizione dei cerimonieri a riparo dallo sguardo del pubblico dei fedeli. E di tutto ciò che cinquecento anni prima quell'intera sezione doveva essere stata, con le proprie eventuali ricchezze, con i propri arredi, con il mobilio e gli ornamenti che dovevano averla caratterizzata, poco o nulla era alfine lì rimasto, vittima del terribile scempio non proprio del semplice trascorrere del tempo, delle stagioni, anni, decenni e secoli, quanto, e ancor peggio, delle battaglie che, entro quella medesima area, dovevano essere tragicamente occorse, nonché dei saccheggi che tutto quanto lì un tempo presente dovevano aver ingiustamente negato.
Così, innanzi agli sguardi dei due, dell'uomo e della donna sua accompagnatrice, a tal ruolo ridotta per effetto di una sua esplicita decisione in tal senso, non venne riservato lo splendore che, indubbiamente, in un'epoca lontana, doveva aver caratterizzato quegli spazi più minori, e non per questo tutt'altro che sacri, quanto, piuttosto e peggio, la desolazione di quanto dei predoni non diversi da ciò che anch'essi avrebbero potuto essere riconosciuti in quello stesso momento, avevano lì lasciato alle proprie spalle, qual risultato del proprio blasfemo passaggio…

« Non nel desiderio di intromettermi in maniera inopportuna in una questione che non ha da riguardarmi e che mi impegnerò a evitare in ogni modo possa farlo… » premesse la mercenaria, prendendo, nondimeno voce in direzione del proprio naturale, e unico, interlocutore in quel frangente « … ma le vostre fonti hanno da essere giudicate affidabili? » questionò, con non scarso dubbio a simile proposito « Cioè… guardati un poco attorno. »
« Non comprendo cosa tu voglia intendere. » mentì l'altro, spudoratamente, scuotendo il capo e fingendo di non riuscire a cogliere il significato dell'interrogativo propostogli, probabilmente non desiderando prendere razionalmente in esame l'eventualità di un proprio errore di base, tale da vanificare l'intera missione accettata qual propria, tanto da lui, quanto dal suo fratello d'arme e di vita « Non colgo nulla di insolito in tutto questo… » insistette, aggrottando la fronte e costringendosi, in ciò, a ignorare quanto pur imposto al suo sguardo.
« D'accordo. Giochiamo questa partita con le tue regole, se è quello che vuoi… » approvò la donna, levando le mani in segno di immediata resa e chinando il capo, nel contempo, a definire quanto non avesse desiderio di opporsi alle sue pur assurde posizioni « … ma poi, quando ti ritroverai di nuovo sprofondato all'interno di un pavimento, non ti venire a lamentare con me, attribuendomi la colpa di ogni tuo male. » si concesse occasione di puntualizzare, non portandogli rancore per quanto occorso pocanzi, ma non, per tal ragione, desiderosa di farsi nuovamente insultare in maniera del tutto gratuita da parte sua.

Una sentenza, quella da lei allora emessa, che riuscì, evidentemente, a far leva sull'uomo, e forse sul suo senso di colpa per gli eventi precedenti, in maniera sufficiente da spingerlo a rivedere quanto appena asserito e, con tono forzatamente più umile, più moderato, a rivolgersi a lei in termini più appropriati e onesti di quanto non avesse allora compiuto.

« Ti domando scusa. » esordì, a garantirsi una possibilità di ulteriore relazione con lei, conscio di qunato sarebbe stato sciocco, da parte sua, inimicarsi senza ragione alcuna una combattente di tanto indubbio valore, non conseguente semplicemente alle pur numerose ballate scandite attorno al suo nome, quanto, e maggiormente, all'esperienza diretta da lui maturata in sua compagnia « Questa mattina devo evidentemente essermi svegliato di cattivo umore… »
« Solo questa mattina? » ironizzò Midda, sorridendo con fare sornione, e dimostrando, in quella propria volontà di scherno, la propria ancor non compromessa disponibilità al dialogo con lui « Quindi vuoi dire che in tutte le altre occasioni sei stato così idiota per vera e propria vocazione, ancor prima che per semplice ispirazione passeggera?! »
« Me lo merito. » annuì Howe, accettando la sua beffa e misurandola entro i più corretti termini qual segnale di positiva distensione fra loro.
« Assolutamente! » confermò ella, per poi indirizzare un piccolo bacio pacificatorio verso di lui, ovviamente solo simulando l'atto senza cercare contatto alcuno con il medesimo.
« Per tornare alla tua domanda… » riprese egli, recuperando la questione rimasta pertanto in sospeso fra loro « Le informazioni attorno a questa missione, in verità, sono state raccolte dal nostro mecenate, il quale si è dichiarato certo di come, malgrado le tragiche sorti di questo sito, la reliquia di suo interesse abbia da esser considerata qual ancora protetta entro queste stesse mura, nel non essere mai stata citata in alcun resoconto di quanto accadde qui cinquecento anni fa… e nel non essere mai successivamente apparsa in circolazione presso alcuno dei consueti circuiti, né, tantomeno, nelle collezioni private di qualche altro signore. »

Nel volergli riconoscere un certo, necessario grado di rispetto, di riservatezza e di autonomia, la Figlia di Marr'Mahew, per quanto ancor completamente inconsapevole tanto nel merito dell'identità del mecenate a cui il suo compagno di ventura potesse star offrendo allora riferimento, quanto a riguardo dell'effettiva natura della reliquia nella ricerca della quale gli si stava lì impegnando, ovviò a esprimere pur naturali curiosità in tal senso, esattamente come compiuto sino a quel momento. Ciò nonostante, a fronte di quelle parole, ella non poté trascurare un'osservazione di natura prevedibilmente scherzosa, se pur, come quasi sempre da parte sua, facente riferimento a un tema tutt'altro che sciocco, a una questione ben lontana dal poter essere giudicata priva di fondamento alcuno.

« Non che io voglia apparire qual pessimista o, ancor meno, polemica o poco collaborativa innanzi a tutto questo… ma… » si umettò le labbra nello scandire tali parole, a voler evidenziare, o forse anche solo simulare, una propria esitazione, una propria incertezza nella scelta delle parole più opportune per esprimere il proprio dubbio nel merito di quella questione altresì ritenibile già definita, conclusa, terminata in grazia dell'ultima affermazione del proprio interlocutore « … ma sono sicura che tu sia consapevole come, abitualmente, risulti incredibilmente complesso poter valutare qual credibile o meno, affidabile o meno, una notizia di solo cinque giorni prima. E in questo caso in particolare, stiamo facendo riferimento a eventi occorsi cinque secoli fa… » formulò ella, aggrottando poi la fronte a rafforzare l'espressione di incertezza già resa propria nei toni e nei termini così adottati.
« Questo senza dimenticare, poi, come molti mecenati preferiscano evitare particolare pubblicità nel merito dell'esatta composizione delle proprie collezioni… » soggiunse, prima ancora che l'altro potesse replicare, a esprimere, in tal modo, necessaria incertezza anche a riguardo della seconda tesi da lui prima addotta a sostegno della propria ipotesi, della solidità delle proprie fonti « Giusto per fare un esempio, fra tutti i tesori che, in questi ultimi tre lustri, ho recuperato per lord Brote, una parte tutt'altro che minoritaria è stata a lui condotta senza grandi celebrazioni a promuovere il mio successo. Ragione per la quale, un giorno, qualcuno potrebbe persino supporre come essi abbiano da essere ancor recuperati, per quanto, in effetti, siano ben custoditi, protetti, in un luogo del tutto diverso da quello suggerito da qualunque fonte ufficiale… »

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