11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

venerdì 14 febbraio 2014

Dalla parte di Be'Sihl...


« Hai un attimo da potermi dedicare…?! »
« Tecnicamente no. »
« Tecnicamente…? »
« Devo ancora iniziare a scrivere l’episodio di oggi, sono reduce da un mese terrificante in cui sostanzialmente qualunque cosa sarebbe potuta andare storta è andata storta, e da due fine settimana in cui, a dirla tutta, ho avuto minore occasione di riposarmi che durante il resto della settimana. Quindi… tecnicamente no. »
« … d’accordo. Lasciamo stare. »
« … »

Togliendosi gli occhiali, per massaggiarsi delicatamente gli occhi al di sopra delle palpebre, il cantore sospirò espirando aria dal naso e prestando attenzione a trattenere, fra labbra mantenute ben strette, ogni possibile imprecazione.
Se c’era qualcosa innanzi alla quale non si sarebbe potuto dire capace di negare il proprio benestare, ciò avrebbe avuto a doversi identificare proprio nell’eventualità, tutt’altro che rara così come chiunque altro avrebbe potuto avere a poter supporre, che un proprio “personaggio” gli domandasse un momento di tempo per parlare. Anche perché, considerando il tutt’altro che semplice rapporto esistente fra lui e tutti loro, non avrebbe potuto permettersi di minimizzare, di banalizzare in maniera stolidamente superficiale una simile occasione, a meno di non voler correre il rischio di ritrovarsi, un giorno, sgradevolmente solo, privato persino di quelle figure che, malgrado ogni crisi, ogni problema, ogni frustrazione, ogni dramma e ogni tragedia, non lo avevano mai abbandonato da oltre sei anni, non lo avevano mai lasciato solo anche quando il resto del mondo sembrava volersi impegnare in una sorta di sadica staffetta a tale, unico, sgradevole scopo.
Così, nel risollevare lo sguardo oltre la punta delle proprie dita, e nel volgerlo verso la figura dello shar’tiagho, non poté evitare di rimproverarsi in cuor suo per la pessima risposta appena rivoltagli, la stessa in rispettosa osservazione della quale, allora, si stava allontanando da lui, per poterlo lasciare solo a scrivere, come ogni sera… come ogni sera di quegli ultimi sei, e più, anni.

« Aspetta… » lo richiamò, levando appena una mano « Aspetta un attimo. Torna qui, per favore. E scusami, te ne prego. » asserì, assolutamente sincero « Non voleva essere mia intenzione apparire sgarbato. Né, tantomeno, scacciarti. E’ solo un periodaccio… e uno di quelli che non sembra potere aver fine. »
« … e lo dici a me?! » domandò l’uomo, voltandosi nuovamente verso il cantore e, in ciò, lasciando ondeggiare tutta la propria lunga chioma di capelli intrecciati, in un effetto scenografico degno di una scena al cinema e che, probabilmente, mai avrebbe trovato occasione di uscire al di fuori della carta stampata o, peggio, al di fuori dello schermo di un computer « Ora, sia chiaro. Comprendo benissimo di non essere io il protagonista della storia ma… diamine… ti sei reso conto di che periodo anche io stia attraversando?! Perché tu, più di chiunque altro, dovresti averne evidenza. »
« Accomodati, dai… e dimmi tutto. »
« Dirti tutto…?! » ripeté con incedere incredulo l’altro, storcendo appena le labbra verso il basso « Desideri davvero un sunto completo di tutto ciò che hai scritto di me in questi ultimi anni?... » lo provocò, accogliendo in tal senso l’invito rivoltogli, non soltanto nel sedersi accanto a lui, ma, anche, nel prendere voce, per dire tutto… e proprio tutto « Mentre la donna di cui ero, e sono, innamorato perso gironzolava per il mondo, alternando la visita a vari ex-amanti a un matrimonio con un semidio immortale, il mio ruolo nella sua vita è rimasto per tre lustri confinato a quello di un confidente, tutt’al più buono per qualche sogno erotico ma guai a pensare di trasformare il sogno in realtà. Questo, quantomeno, sino al momento in cui mi sono ritrovato, in rapida sequenza, a piangere sopra al suo cadavere carbonizzato, a combattere con il suo zombie rianimato e, infine, a scoprire quanto tutto ciò altro non fosse stato che un assurdo stratagemma da lei stesso orchestrato, per l’attuazione del quale, fra l’altro, ci ho rimesso anche mezza locanda. »
« Mmm… sì… ricordo qualcosina… » commentò paziente il cantore, cercando di restare serio nel confronto con l’esasperazione di quell’uomo, riconosciuta, in effetti, qual tutt’altro che fine a se stessa.
« Bene… allora ricorderai anche come, scopertala viva, le abbia imposto di prendere una decisione: o con me, o fuori dalla mia vita… e per sempre. Una scelta rischiosa, non lo nego, un azzardo che, per fortuna, mi ha trovato apparentemente vittorioso. » continuò l’uomo, nel riassunto della propria particolare vicenda sentimentale « Apparentemente perché, manco a dirlo, di lì a neppure sei mesi dopo, non soltanto sono stato quasi ucciso da lei, vittima di una serie di allucinazioni impostele dal proprio succitato semidivino sposo, ma, peggio, l’ho vista ancora una volta abbandonarmi. E abbandonarmi, a suo dire, soltanto per il mio bene. » evidenziò, sottolineando con il proprio tono di voce quanto assurda avesse a doversi riconoscere quell’asserzione « Da lì, ho iniziato a inseguirla per un intero regno, fino a quando, ritrovandomi indubbiamente deriso dalla sorte, sono stato catturato e ridotto in schiavitù da un gruppo di mercanti di uomini. Schiavitù dalla quale, paradossalmente, mi è stata offerta libertà accettando di scendere a patti con l’unico essere con il quale non avrei dovuto voler avere nulla a che fare: il semidio di cui sopra. »
« Sì… rammento anche questo dettaglio. » annuì l’altro.
« Ottimo! » proseguì il primo, nel proprio sfogo, qual, ormai, avrebbe avuto a doversi considerare quel resoconto « Perché qualcuno potrebbe pensare che un’alleanza fra me e il marito della mia amata avrebbe avuto a doversi considerare, per quanto perverso, un punto di svolta positivo nel mio rapporto con lei. » suggerì, scuotendo il capo e, in tal senso, già lasciando intuire l’ovvietà di quanto, simile ipotesi, avesse a doversi considerare tremendamente errata « Ma no. Perché, dopo aver appena appena avuto occasione di ritrovare un minimo di rapporto con lei, ho rischiato nuovamente di perderla a causa della sua sorella gemella, di cui, per inciso, ignoravo persino l’esistenza, per salvarla dalle grinfie della quale mi sono dovuto imbarcare in una folle avventura nuovamente in cooperazione con il suo sposo, allora più che mai interessato alla sopravvivenza di sua moglie, non tanto per un qualche affetto nei suoi riguardi, quanto e piuttosto perché riconosciuta qual la sola in grado di poter arrestare la minaccia rappresentata dal ritorno della terrificante strega da cui egli stesso era stato originato, la sua poco adorabile madre il cui spirito, incautamente liberato, inutile a dirlo, dalla mia amata, era riuscito, giustappunto, a trovare alfine un’ottima collocazione all’interno del corpo della medesima gemella, in tal senso sancendo un’accoppiata tanto letale quanto, indubbiamente, vincente. »
« E’ strano sentir elencati tutti questi eventi uno in fila all’altro… » non poté evitare di osservare il cantore, che pur con ognuno di quei fatti avrebbe potuto vantare perfetta confidenza, avendone offerto accurata testimonianza con il proprio impegno quotidiano « … fanno sembrare la storia decisamente complicata. »
« Forse perché, in effetti, è terribilmente complicata! » puntualizzò lo shar’tiagho, non negandosi un certo sarcasmo a margine di quell’affermazione riconosciuta qual del tutto retorica « Comunque sia… pur avendo avuto successo a salvare la mia amata dal proprio fato, inutile a dirlo, mi sono ritrovato a dir poco inquisito per la mia alleanza con il suo sposo. Un’alleanza per estirpare la quale alla radice, ella è ripartita per un nuovo, lungo viaggio solitario, dal quale, apparentemente, è ritornata vedova. E, ancora una volta, dico “apparentemente”, in quanto, sostanzialmente, il semidio si è badato bene dal morire, preferendo trasferire la propria coscienza all’interno della mia testa e del mio corpo, nel pormi, mio malgrado, in una situazione non soltanto particolarmente sgradevole ma, in effetti, estremamente sgradevole. » sbottò, dimostrandosi quanto mai stremato da tutto ciò « Una situazione che, in un primo tempo, è parzialmente emersa proprio nel giorno in cui ella si era addirittura decisa a chiedermi di sposarla, salvo poi, dannazione, scoprirsi tutt’altro che vedova e, in questo, impossibilitata a convolare a nuove nozze con me. E che, poi, in un secondo tempo, è riesplosa, e riesplosa in tutta la propria violenza, nel momento in cui, fra accettare l’eventualità di vederci perdere in occasione dell’ultimo conflitto con la sua gemella, e quella di permettere al semidio di ricorrere ai propri poteri, evocando un esercito di spettri in nostro soccorso in opposizione a un equivalente esercito di zombie, ovviamente ho scelto la secondo possibilità, ciò non di meno conquistandomi soltanto tutta la più decisa sfiducia da parte della mia stessa amata, la quale, pur accettando ancora la mia presenza al suo fianco, non mi ha più permesso neppure l’occasione di un fuggevole bacio da allora… »
« … non che ce ne siano state molte opportunità. »
« Appunto! » sbottò nuovamente, aggrottando la fronte nel non saper, per un istante, in quale misura dover interpretare quelle parole da parte del cantore, apparentemente addirittura di beffa nei suoi confronti e nei confronti del suo personale dramma « Perché, come se tutto ciò non avesse a doversi ritenere sufficiente, la madre del mio nuovo ospite ha pensato bene di cercare scampo fuggendo nei cieli e, in conseguenza a ciò, la mia amata ha pensato altrettanto bene di seguirla. Permettendomi sì di accompagnarla, anche se, credo, più per tenere il suo sposo sotto controllo che perché realmente desiderosa di avermi vicino; salvo poi, un attimo dopo il nostro arrivo in un mondo per me alieno e incomprensibile, riuscire a inimicarsi l’intero sistema giudiziario locale, finendo, ancora una volta, per allontanarsi da me. Volente o no. » concluse, allora riservandosi egli occasione di un sospiro, e di un sospiro a labbra strette per trattenere, a propria volta, una qualche imprecazione « … ti sembra sufficiente?! »
« Mi sembra anche eccessivo… » confermò il cantore, salvo poi stringersi fra le spalle e meglio definire tale gesto proseguendo nel dire « Ma… cosa credi che ci potrei fare io? La questione non dipende da me, lo sai. Credimi. Potessi intervenire, in qualche modo, lo farei. E lo farei ben volentieri, tanto nella tua vita, così come pure nella mia. Ma non ho alcun potere decisionale né nella mia esistenza… né nella tua. Purtroppo. »
« … »

A ruoli invertiti, e al termine di quel lungo sfogo, fu il turno dello shar’tiagho di riservarsi un momento di silenzio, per rielaborare meglio una sentenza pur estremamente semplice, per quanto, allora, di spiacevole accettazione. Una sentenza nel confronto della quale, quel momento d’incontro, fra loro, nulla sarebbe potuto essere se non l’occasione di scambiare due chiacchiere, lamentandosi per la vita, il lavoro… e, come ogni uomo che si possa rispettare, per i propri problemi con le donne.

« Andiamo, dai… ti offro una birra. » sancì, alfine, il cantore, spegnendo lo schermo del proprio computer e levandosi in piedi, per fare strada verso il soggiorno « Sicuramente non è il modo migliore per trascorrere il giorno dedicato agli innamorati… ma non sarà neppure una serata peggiore di altre. »

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