11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte

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Si conclude, con l'episodio odierno, la sessantunesima avventura di Midda, dal titolo "Il cerchio si chiude"!
E, come credo sia chiaro già da un po', si conclude con questo episodio anche il secondo arco narrativo della lunga saga della nostra eroina preferita!

In questo, ringraziando tutti gli amici della Kasta Hamina, Midda Bontor lascia le proprie avventure siderali per ritornare al proprio mondo natale, cresciuta, sicuramente, cambiata, certamente, e pur desiderosa di tornare alla dimensione originale della propria quotidianità, e di quella quotidianità che, del resto, l'ha sempre contraddistinta.

A domani, quindi, con l'inizio di qualcosa di un'altra storia!

Sean, 16 marzo 2020

mercoledì 27 aprile 2022

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« Sono proprio curiosa di incontrarlo... » ammise Maddie, osservando il gesto di saluto e la rispettiva risposta « Ho provato a immaginarmelo un po’ sulla base dei vostri racconti, e ho finito per figurarmelo come a metà strada fra doc Brown e Guglielmo da Baskerville. »
« Eviteremo di domandarti chi siano costoro... anche perché tanto, probabilmente, non saremmo in grado di comprendere la risposta. » tagliò corto Howe, con tono ironicamente critico verso di lei, benché, in verità, curioso di comprendere a chi potesse aver paragonato Sha’Maech a partire dai loro racconti « Comunque direi che a breve sarai in grado di verificare tu stessa quanto tu possa aver avuto ragione o meno. »

Benché Maddie fosse ben consapevole che tutti i riferimenti alla cultura pop del proprio pianeta natio avessero necessariamente a smarrirsi nel nulla, non potendosi riservare il benché minimo significato a confronto con una realtà così aliena alla propria, ella non si era mai negata la possibilità di concedersi commenti simili a quello, e utili, in effetti, più che altro a lei stessa, per avere a conservare un minimo di connessione psicologica con il proprio passato, là dove, altrimenti, sarebbe stato davvero troppo facile correre il rischio di smarrire anche se stessa nella folle entropia propria del multiverso.
Certo: da quando Rín l’aveva raggiunta, in maniera del tutto imprevista e inattesa, per quanto indubbiamente apprezzabile, ella aveva riguadagnato l’occasione di condividere, almeno con lei, una comune base culturale alla quale potersi appellare. Ciò non di meno, l’abitudine da lei fatta propria di concedersi, di tanto in tanto, qualche riferimento casuale simile a quello non era stata abbandonata, pur nella quieta consapevolezza di quanto, alla fine, simili citazioni avrebbero avuto ineluttabilmente a cadere nel nulla, esattamente come in quel caso specifico, a meno che i propri interlocutori, incuriositi magari dalle proprie parole, non avessero avuto a domandarle lumi a tal riguardo, ritrovandosi, quindi, ad ascoltare il riassunto di un qualche libro, o di un qualche film, o di un qualche film tratto da un qualche libro, utili a tentare di riuscire a meglio immaginarsi il mondo dal quale ella proveniva, e un mondo che, per suo dire, avrebbe avuto a doversi collocare a metà strada fra il loro e quelli fra i quali Midda e Be’Sihl avevano peregrinato per cinque anni nella propria parentesi siderale, e fra i quali, per un più breve periodo, anch’essi avevano avuto a raggiungerli.

« Meglio così... » sorrise la donna dagli occhi color del ghiaccio e dai capelli color del fuoco, in riferimento a quel rifiuto da parte di Howe sulla possibilità di avere ad approfondire l’identità dei due personaggi da lei citati « ... anche perché faccio sempre una gran confusione nel merito delle linee temporali del secondo film della serie e non sono certa che riuscirei a farvi apprezzare quell’assoluto capolavoro cinematografico! »
« Linee temporali...?! » esitò H’Anel, non trattenendo la curiosità.
« Oh già! » annuì Maddie, sorridendo verso l’amica « Fra l’altro, ora che ci penso, a voi non è mai capitato di viaggiare nel tempo, a oggi...?! »
« Per Lohr... ci manca solo questo! » sbottò Howe, sgranando gli occhi con aria quasi spaventata a confronto con quell’idea « A stento, talvolta, riesco a seguire l’evoluzione degli eventi dei quali siamo protagonisti quando si sviluppano lungo un flusso continuo... non voglio provare a immaginare cosa potrebbe accadere altrimenti. »
« Che succede, Howe...?! » esclamò H’Anel, colta in contropiede da quella reazione dello shar’tiagho, e da quella reazione decisamente insolita rispetto al suo consueto approccio di superiorità a ogni evento, con annessa e gratuita canzonatura a discapito del biondo Be’Wahr « Mi sarei aspettata che tu approcciassi alla questione quasi con sufficienza... »
« Dopo quanto successo negli ultimi tempi, sinceramente, non credo saggio approcciare nulla con sufficienza. » escluse tuttavia l’uomo, scuotendo il capo « Fra la disavventura di Rín e Be’Sihl nel tempo del sogno, quella tua e di Duva nel tempio della fenice, quella di Be’Wahr e di M’Eu nella fortezza di Desmair e quella mia e di Lys’sh nella città della pace, credo proprio di aver saturato ogni margine di tolleranza per le follie razionalmente accettabili da parte mia. E l’ultima cosa che potrei desiderare, in questo momento, è rischiare di finire catapultato in qualche nuova pazzia simile... »
« ... ma tanto lo sai che è esattamente dove andremo a finire se tutto andrà bene. » ridacchiò M’Eu, stringendosi appena fra le spalle, a minimizzare quel forse obbligato sviluppo degli eventi, là dove improbabile sarebbe stato per loro avere a recuperare qualunque cosa Sha’Maech avrebbe potuto loro consigliare di recuperare senza dover affrontare qualche assurda follia « Se no, dov’è il divertimento...?! »
« Voi vi siete lasciati influenzare un po’ troppo da Midda, sapete?! » suggerì Howe, inarcando il sopracciglio destro, con fare critico « Non è che ritrovarsi sempre e comunque a dover combattere contro qualche delirio privo di capo e di coda abbia a doversi necessariamente considerare come “divertente”. Anzi... »

Ogni possibile, ulteriore deriva di quel discorso, tuttavia, ebbe a essere arginata dal termine del loro viaggio, e dal termine del loro viaggio definito dall’arrivo innanzi a Sha’Maech, il quale, come di consueto, ebbe a concedersi una lunga occasione per scrutare, e così studiare, i volti mai a lui precedentemente introdotti, quali quello della stessa Maddie ma non solo, nel non ignorare i due figli di Ma’Vret, il mercenario un tempo noto con il nome di Ebano.

« Salute, Sha’Maech! » esclamò allora Be’Wahr, ancora una volta facendosi interprete di quel saluto dalla valenza collettiva nei riguardi di quell’unico interlocutore « Come stai...?! E’ un piacere ritrovarti! »
« Salute a voi. » replicò l’altro, come di consueto ovviando a lasciar trasparire una qualunque, particolare dimostrazione d’affetto verso di loro, malgrado tutta la loro comune storia passata « Ritengo corretto identificare coloro che vi accompagnano come H’Anel e M’Eu Ilom’An, nonché la “presunta” parente di Midda Bontor, il cui nome non ho ancora avuto occasione di meglio inquadrare: dico correttamente, Be’Wahr Udonn e Howe Ahlk-Ma...?! »

Il fatto che Sha’Maech stesse ammettendo di ignorare il nome di Maddie non avrebbe potuto ovviare a sorprendere tanto Howe quanto Be’Wahr, allo stesso modo di cogliere il sole intento a sorgere a ovest e a tramontare a est.
Una sorpresa, la loro, che non mancò quindi di trasparire in maniera evidente sui loro volti, imponendo loro un necessario momento di silenzio utile ad assimilare quell’evento del tutto inatteso...

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