11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

sabato 3 ottobre 2009

631


I
l padrone di casa non si poté negare un certo sollievo in conseguenza dell'affermazione appena proposta dalla donna guerriero, là dove, conoscendola anch'egli di fama, si proponeva certo del fatto che ella non sarebbe venuta meno ad un simile impegno. Per tal ragione, dopo essersi osservato rapidamente attorno ad effettuare, probabilmente, un primo censimento dei danni e, nel contempo, ad individuare un tavolo ancora agibile, si inchinò innanzi al gruppetto mercenario per invitarli ad accomodarsi.

« Sono spiacente per la pessima accoglienza offertavi… » commentò, servilmente, nel rimuovere alcuni corpi esausti o svenuti dal cammino dei tre, per evitare che potessero donare loro ragione di fastidio « Solitamente l'ambiente concesso dalla mia locanda è molto più tranquillo… ma questo temporale ha sorpreso molti viandanti, creando un certo malumore di fondo. »
« Non sono necessarie scuse di sorta. » raccomandò Midda, seguendolo fino al tavolo prescelto e lì prendendo posizione, con movimenti quasi eleganti soprattutto nel confronto con quelli precedentemente offerti ai propri avversari, dotati di molta meno grazia « La situazione si è presentata al di fuori della tua capacità di intervento e, certamente, io non ho contribuito a mantenerla rilassata. »
« Sarebbe possibile bere e mangiare? » si informò, nel mentre, Be'Wahr, evidentemente cedendo ora ad esigenze molto più materiali, pur comuni a tutti loro « Anche noi saremmo da annoverare nel conteggio dei viandanti da te citati. » sottolineò verso il loro anfitrione.
« Ma certamente… » annuì il locandiere, facendo gesto ad un ragazzo alle sue dipendenze di accorrere, al fine di iniziare a condurre una brocca di vino al tavolo, a prevenire tale richiesta.
« Inoltre… staremmo cercando un uomo. » prese parola Howe, evidentemente desiderando non porre in secondo piano la ragione della loro venuta fino a quell'angolo di mondo, nel quale altrimenti non avrebbero avuto ragione di spingersi « Una guida molto esperta della zona della Terra di Nessuno a quanto ci è stato comunicato. »
« Oh… » sussurrò il bonario ospite, stringendo per un momento le labbra ed aggrottando la fronte in chiaro segno di preoccupazione per l'implicito posto in quella richiesta « Stai forse riferendoti a Sanma Bover, mio signore? »
« Lui. » confermò lo shar'tiagho, inarcando un sopracciglio in conseguenza dell'incertezza donatagli da parte del locandiere, in forte contrasto con l'immediata consapevolezza nel merito dell'identità dell'uomo da loro richiesto, nell'averne anticipato senza la minima esitazione il nome « Vi sono problemi a tal riguardo? » chiese, con curiosità e senza alcun minaccia velata in tale sincera questione.
« Non per me. Non per me, certamente. » si premurò a sottolineare, onde evitare l'insorgere di possibili incomprensioni a tal proposito, sebbene il toni adoperati fino a quel momento fossero stati assolutamente sereni « Però… temo che avrete qualche difficoltà a ottenere quanto desiderate… »
« Spiegati meglio. » domandò il biondo, servendosi immediatamente da bere non appena la caraffa fu appoggiata innanzi a loro, insieme a tre boccali in legno « Si pone, forse, fuori dalla nostra possibilità di contatto? »
« Oh… no. Anzi. » scosse il capo il locandiere, dimostrandosi dubbioso sulle parole da utilizzare per rendere al meglio un concetto effettivamente semplice « In verità, anzi, direi che c'è già stato una certa forma di "contatto" fra di voi. Ed è stato, propriamente, il primo a ricercarlo… »
« Thyres… » esclamò la mercenaria, comprendendo il significato di quell'indicazione.

Divertita in conseguenza dell'ironia offerta dal fato, Midda si levò dalla sedia appena occupata per tornare sui propri passi, osservandosi con interesse attorno, a vagliare uno ad uno i corpi a terra per cercare, fra di essi, il sommo poeta che tanto si era impegnato fino a quel momento per decantare le lodi della sua beltà, offrendole dolci epiteti fra cui "vacca" e "cagna".
Per quanto l'attenzione della donna non si fosse concessa in maniera particolarmente accesa nei confronti di quella figura, difficile sarebbe stato non identificarlo, non riconoscerlo, nel vivo contrasto proposto dai suoi abiti, particolarmente eccentrici, in verità, per quella che sarebbe dovuta essere l'immagine di una guida esperta, un uomo abituato a viaggiare in territori inesplorati e a sopravvivere agli stessi. A vestire una pelle chiara, un corpo giovane, probabilmente ancor più rispetto a quelli dei due fratelli suoi compagni di viaggio, con un viso tondeggiante ed imberbe, occhi blu che attualmente si sarebbero proposti qual chiusi, e corti capelli disordinati verso il cielo, utili a renderlo simile ad un istrice, erano stati, infatti, una casacca rosso sangue, braghe verdi giallastre, stivali altrettanto verdi, e, sopra a tutto ciò, un lungo cappotto giallo vivo, ornato da bordi e decorazioni dello stesso colore proposto dal suo sguardo, in una scelta forse tutt'altro che casuale in simile rapporto. Quel cappotto, nella fattispecie, avrebbe potuto richiamare il concetto espresso dalle uniformi degli ufficiali dell'esercito kofreyota, con le proprie particolari frange, con i propri intrinseci ornamenti, ma la presenza di toni tanto intensi, accecanti quasi nel contrasto naturale che formavano gli uni con gli altri, mai si sarebbe potuto associare un simile vestiario ad una qualsivoglia organizzazione militare, regolare o mercenaria che essa fosse. Abiti, pertanto, che sarebbero dovuti essere ritenuti quali esclusivamente derivanti da una sua scelta in tal senso e, in ciò, probabilmente conseguenza in un carattere forte, indipendente, addirittura beffardo, nonché estremamente sicuro di sé, quale del resto era stato quello loro concesso immediatamente in seguito all'avvenuto ingresso nel locale.
Una volta raggiuntolo, ritrovandolo senza particolare impegno sotto i corpi altri due compari altrettanto svenuti, ella lo sollevò di prepotenza da terra, ponendo entrambe le proprie bracciata attorno al suo petto, sotto gli arti superiori del medesimo, per reggerlo in piedi e mostrarlo, in tal modo, al loro attuale interlocutore, nella ricerca di una conferma ormai quasi retorica da parte sua.

« Esattamente… » annuì, nuovamente, l'uomo, offrendo il riscontro da lei ricercato « E' la guida verso la quale avete espresso il vostro interesse. »
« Quando si dice il destino. » sbuffò ella, sorridendo sconsolata « Be'Wahr… per favore, vieni a darmi una mano. Non vorrei acciaccarlo più di quanto non abbia già fatto fino ad ora… »

Sollevato senza fatica dal biondo, e condotto secondo la volontà delle mercenaria fino al loro stesso tavolo, Sanma venne così adagiato su una quarta sedia, non senza un naturale imbarazzo da parte della stessa Figlia di Marr'Mahew per l'epilogo grottesco di quella parentesi, di quella breve disavventura, surreale al punto da risultare quale chiara dimostrazione dell'esistenza degli dei e della loro influenza nelle vicissitudini umane, là dove, altrimenti, tanta paradossale coincidenza non avrebbe potuto trovar ragione d'essere, di proporsi.

« Credi che ci aiuterà, nonostante quanto accaduto? » si espresse Howe, ora condividendo le ragioni di dubbio prima proposte dall'oste, nell'osservare il corpo privo di sensi posto seduto accanto a loro, quasi come se fosse stato un compagno e non, più propriamente, la causa principale dello scontro appena terminato.

Al di là di ogni emozione, di qualsiasi considerazione assolutamente umana e probabilmente giustificata, all'attenzione della donna guerriero era comunque definito l'assunto di come, ormai, i giochi sarebbero dovuti essere considerati da tutti loro addirittura terminati, in quanto, da persone adulte e responsabili quali essi erano, avrebbero dovuto impegnarsi ad abbandonare eventuali contrasti, possibili divergenze alle proprie spalle, per poter guardare insieme e serenamente al domani, all'avventura che li avrebbe presto attesi, uniti da un sentimento comune, da un medesimo fine, tanto elevato ed universale per il quale neppure il loro candidato al ruolo di guida avrebbe di certo avuto di che ridire, stuzzicato nelle corde più profonde del proprio animo da un concetto assolutamente semplice ed incontrovertibile…

« … per riservarsi il diritto ad una parte della montagna d'oro che ci attende, mi sento sufficientemente sicura del fatto che riuscirà a trovare la voglia di offrirci il proprio sostegno. » sorrise, serenamente.

Nessun commento: