11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

mercoledì 14 settembre 2011

1337


A
mor, di sì difficile sentenza,

spesso è vissuto qual penitenza.
Non un'emozione per cui godere,
non un momento di vero piacere,
quanto, altresì, complesso percorso
da affrontar con costante rimorso,
per il proprio, umano desiderio
giudicato allora poco serio.

Dannazione, qualcun voglia spiegarmi
per qual motivo io debba castrarmi,
per essere ritenuto sincero
da chi, è chiaro, troppo austero
per ammettere gioia di provare
sentendosi qual dio adorare
da sguardo di fanciulla avvenente
e, suo opposto, non supponente?

Déjà vu.
Perso negli oscuri meandri della propria incoscienza, in un sonno al quale egli non ricordava di essersi abbandonato, Howe venne raggiunto, come già era gli accaduto d'essere in un recente passato, dalla voce della propria compagna, gradevole, e da lui da sempre gradita, sebbene estranea ai consueti canoni, imposti dall'immaginario collettivo attorno all'idea di melodica voce femminile. Ma differenza dell'ultima occasione riservatagli in tal senso, in un contesto del tutto parallelo a quello così nuovamente vissuto per quanto non esplicitamente da lui ricercato o desiderato, non in una qualche ballata più o meno epica, profonda o introspettiva ella sembrava star lì concentrando il proprio impegno vocale, forse nella volontà di essergli vicino, di raggiungerlo malgrado la propria condizione di estraneità alla realtà, o forse, altresì, semplicemente per intrattenersi, per trascorrere il tempo in maniera più vivace che in depresso e depressivo silenzio, quanto, e in termini indubbiamente originali, in una canzonetta: una serie di versi in rima meno sofisticate, meno elaborate, non prive di un proprio significato, e, peraltro, di una trasparente critica verso ogni costume perbenista, e pur, in ciò, neppur desiderose di difendere la memoria di un glorioso evento o, altresì, di riuscire a imporre la propria opinione su alcuno, in termini estremamente più umili, modesti, rispetto agli intenti propri di numerose altre, e più serie, opere.
Una scelta più leggera, quasi spensierata, quella in tal modo impostagli da parte di Midda, che non avrebbe potuto non essere approvata da parte sua, soprattutto nel confronto con il ricordo ancora vivido del dialogo fra lo spirito di un marito defunto e la propria sposa ancor vivente con il quale ella lo aveva accolto al suo precedente risveglio dopo un lungo periodo di buio mentale, tenebra nella quale, invero, egli si era approssimato terribilmente a una prematura, e fortunatamente scampata, morte.

Certo, mi vorrete rimproverare
di non impegnarmi a separare,
di virtute degne ambasciatrici,
da coloro semplici meretrici,
e, in questo, grave danno causare,
l'idea d'ogni donna insultare.
Non come chi, troppo intransigente,
anche a sposa è indifferente!

Perché, così facendo, anche moglie
non può permettersi comuni voglie,
senza esser allora condannata,
e indicata come svergognata:
in questo modo "Amor si onora"
e propria amata non si deplora,
a differenza di quanti, maiali,
vivono quasi fosser animali.

Ma, sono sincero, nulla m'importa
quando a raggiungerla mi esorta,
offrendomi con un sorriso franco
di candida madreperla il fianco.
E fiera, d'approvazione sospira,
forte, alle sue brame m'attira.
E a nient'altro io voglio pensare,
al di là dell'occasione d'amare!

« Brava… » tentò egli di complimentarsi, sincero in tale scelta, con l'interprete di quelle strofe, purtroppo, in un primo istante, puntualmente e prevedibilmente fallendo in tal senso, nel ritrovarsi proprio malgrado afono in conseguenza del lungo silenzio e della propria ancor non superata debolezza fisica « Brava! » ripeté con maggiore enfasi, tossendo leggermente allo scopo di schiarire la propria voce e di risultare sia udibile, sia, addirittura, comprensibile nelle proprie parole.
« Bentornato. » commentò ella, per tutta risposta, interrompendo il proprio canto e muovendosi ad accostarsi a lui, un approssimarsi che lo shar'tiagho riuscì a percepire ancor prima di poter effettivamente osservare, nel mantenere gli occhi chiusi « Sono felice che, almeno questa volta, tu non abbia avuto di che lamentarti nell'udire la mia voce… » osservò subito dopo, offrendo riprova, a propria volta, di non star trascurando l'evidente ripetitività di quella particolare situazione, forse e addirittura da lei persino volontariamente ricercata nella propria nuova occorrenza, a rimediare all'insoddisfazione passata del proprio pubblico, da lui allora completamente rappresentato pur nella propria singolarità.
« Indubbiamente la scelta, questa volta, è stata più azzeccata rispetto all'ultima. » replicò Howe, sorridendo divertito « Però non avrei mai immaginato che tu fossi esperta anche in canzonette… »
« Fortunatamente sono molte le verità a mio riguardo da te completamente ignorate. » puntualizzò la Figlia di Marr'Mahew « In ciò, per lo meno, vi può essere ancora ragione di inaspettata e piacevole sorpresa nel nostro rapporto, nelle occasioni in cui ci troviamo a trascorrere del tempo insieme. »
« Se tu non fossi già impegnata con Be'Sihl, mi piacerebbe pensare che in questo momento tu stia cercando di accattivarti la mia simpatia… » sospirò l'altro, offrendo riferimento al compagno di lei, lì assente e a grande distanza da loro « … considerando, tuttavia, la sua esistenza, non riesco a ovviare a una certa preoccupazione nel merito delle cause per le quali tu ti possa sentire in obbligo di offrirti tanto cordiale verso di me. » incalzò subito dopo, con fare scherzoso malgrado un'indubbia serietà di fondo celata dietro a quelle stesse parole « Dimmi, te ne prego: c'è qualcosa che è meglio che io sappia questa volta, prima di tentare di aprire gli occhi?! »

Un interrogativo che sarebbe dovuto essere giudicato sicuramente bizzarro, se non persino stravagante, quello da lui allora lì formulato, probabilmente sospinto nella propria formulazione da semplice volontà di ludo verbale con lei, se non fosse stato chiaramente posto in riferimento alla spiacevole e tragica sorpresa che lo aveva atteso al proprio ultimo risveglio in quelle singolari condizioni.

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