11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

lunedì 14 agosto 2017

2277


Sempre al secondo ponte, in un’area indubbiamente meno amplia rispetto a quella propria della sala mensa e, anzi, considerabile più prossima a uno stanzino, a uno sgabuzzino, forse al ripostiglio utile per mantenere ordinate le scope, avrebbe allora avuto a doversi riconoscere qual in atto un altro ristretto incontro… tale, allora, sia per il proprio numero di partecipanti, sia, non di meno, per lo spazio in cui esso stava avendo a svolgersi, reso, se possibile, maggiormente ridotto nella propria disponibilità, dalla presenza al centro dello stesso di una compatta, ma pur completa, scrivania. In quello che il capitano della Kasta Hamina soleva considerare il proprio ufficio personale, infatti, si stavano ritrovando a, non esattamente appropriato, intimo confronto lo stesso Lange Rolamo, titolare di quello spazio, e il suo secondo in comando, nonché comproprietaria della medesima nave ed ex-moglie, Duva Nebiria.
Sette anni di matrimonio avevano, infatti, unito i due intestatari della Kasta Hamina, coloro che, insieme, avevano acquistato quella nave, ridotta pressoché a un relitto, e l’avevano completamente riarmata, concedendole una nuova occasione, una nuova vita. Sette anni, i loro, che non avevano mancato di vivere al pieno delle proprie possibilità, emotive e fisiche, e che, tuttavia, alfine li avevano visti prendere di comune accordo la decisione di separarsi, di intraprendere strade diverse, riconoscendo fra loro eccessive incompatibilità caratteriali per poter permettere alla loro unione di restare solida così come, pur, entrambi avevano voluto sperare potesse essere. Sette anni, ancora, che tuttavia e purtroppo, Lange Rolamo, ormai cinquantenne, in preda a quella che Duva non si negava mai occasione di considerare una crisi di mezza età, aveva alfine deciso di rinnegare, dopo meno di un lustro, convolando a nozze con una nuova moglie, una terza moglie, di nome Rula Taliqua, contraddistinta da un’età sostanzialmente dimezzata rispetto a quella della propria ultima sposa, la quale, aggiungendo al danno la beffa, si era ritrovata costretta a tollerarne la presenza a bordo della propria nave… di quella che, allora e comunque, aveva continuato a essere, almeno per metà, anche una sua proprietà.
E se Lange, per ragioni che non avrebbe avuto il dovere di spiegare ad alcuno, aveva deciso di accasarsi nuovamente, e di tenere, al proprio fianco, la nuova e indubbiamente giovane moglie, indifferente all’eventuale torto psicologico che pur il proprio primo ufficiale avrebbe potuto riconoscere di star subendo; Duva aveva fatto tutto il possibile, e anche qualcosa di più, per rendere la vita del proprio ex-marito quantomeno complicata, e quanto mai distante dalla quiete serenità che, forse, egli avrebbe potuto preferire, ricercando sempre nuove occasioni di guai, per sé e per l’intero equipaggio. Proprio in conseguenza a una delle ultime, originali, uscite di Duva, circa un ciclo prima, vi era stata occasione, per la medesima, di godere di un periodo di soggiorno presso un campo di prigionia, e di lavoro, in una miniera di idrargirio; occasione in concomitanza alla quale ella aveva avuto la fortunata possibilità di fare la conoscenza di ben due nuove amiche, due sorelle di ventura con la complicità delle quali aveva riconosciuto immediatamente la possibilità di rendere la vita del suo “capitano” una concreta dannazione: Midda Bontor e Har-Lys’sha.
In Midda, nella fattispecie, Duva aveva incontrato una vera e propria anima gemella, una donna a lei in tutto e per tutto similare, contraddistinta da medesimi gusti, da identiche brame e da un’eguale predisposizione al ricercare nuove sfide, che, nella maggior parte dei casi, si traducevano in disavventure ancor prima che avventure: l’idea, quindi, di poter raddoppiare i guai a discapito del fedifrago ex-marito, non soltanto non avrebbe potuto evitare di sollazzarla ma, ancor più, non avrebbe potuto mancare di entusiasmarla, individuando in quella donna una perfetta risorsa per l’equipaggio della propria nave, squisitamente ottimale, fra l’altro, per coprire un ruolo tattico per il quale, fino ad allora, era stata lei principale riferimento. In Lys’sh, d’altro canto, Duva aveva visto la non meno gustosa occasione di introdurre a bordo un fattore non umano, come quello necessariamente allora rappresentato dalla giovane ofidiana, in una scelta che, da parte sua, avrebbe potuto essere considerata persino crudele: da quando, infatti, Lange aveva perduto la propria prima moglie, la mai dimenticata Kasta Hamina in memoria della quale aveva battezzato la stessa nave, durante uno scontro con una ciurma di chimere pirata; un certo, inconscio grado di razzismo non aveva mancato di impossessarsi del suo cuore, portandolo a pregiudicare negativamente qualsiasi chimera, così come, in maniera dispregiativa, erano abitualmente, e in maniera impropriamente generalista, apostrofati tutti i rappresentanti di qualunque razza non umana nell’universo. Presentarsi nuovamente a bordo della Kasta Hamina, quindi, non soltanto con una propria gemella mancata, ma, ancor più, con un’ofidiana, era stato per il primo ufficiale un vero e proprio colpo da maestro, una mossa audace innanzi alla quale Lange era stato costretto, dagli eventi, a reagire con contegno e autocontrollo, ma per la quale, presto o tardi, ella era certa non avrebbe mancato di presentarle giusto conto…
E se presto o tardi Lange, certamente, avrebbe trovato modo per rifarsi della libertà che Duva si era riservata nell’obbligarlo ad accettare quelle due nuove acquisizioni all’interno del proprio equipaggio; tale occasione non avrebbe avuto a doversi considerare oggetto di quel loro incontro, dal momento in cui, comunque, ben altri problemi non avrebbero potuto che dominare i loro pensieri e le loro attuali preoccupazioni, nel considerare la situazione entro la quale, loro malgrado, si erano tutti venuti a trovare in quell’inatteso campo di radiazioni cosmiche.

« Ti prego, Duva… dimmi che hai qualche buona notizia da offrirmi. » la invitò egli, in attesa del rapporto alla base della condivisione del quale avrebbe avuto a doversi riconoscere l’esigenza stessa di quella rapida riunione di aggiornamento, che pur egli, in cuor suo, temeva non avrebbe portato ad alcun risultato diverso rispetto a quello ottenuto in conseguenza alle precedenti sette riunioni, intercorse fra loro con regolarità ogni due ore, a partire dal momento in cui la Kasta Hamina, sciaguratamente, si era fondamentalmente arenata nel bel mezzo del nulla siderale, a centinaia di anni luce da qualunque sistema abitato conosciuto.
« Rula non è gravida. » rispose prontamente la donna, sorridendo sorniona nel fornire quell’annuncio.
« … come?! » esitò Lange, non comprendendo, nell’immediato di quell’asserzione, in quali termini avere a doverla accogliere, benché non eccessivo avrebbe avuto a dover essere riconosciuto, da parte sua, lo sforzo da compiere per giungere alla giusta interpretazione.
« Attende forse un figlio da te…?! » domandò, per contraltare, Duva, aggrottando appena la fronte nell’osservarlo con fare vagamente inquisitorio, ricercando una conferma nel merito di quanto da lei stessa pocanzi proclamato.
« No. Non che io sappia, quantomeno. » replicò il primo, scuotendo appena il capo e offrendo, con incauta ingenuità, il fianco scoperto all’inevitabile conclusione a cui ella aveva desiderato sin da subito poter giungere, in un intervento che, spontaneo, non avrebbe potuto riuscirle meglio neppure laddove accuratamente pianificato e attentamente ricercato.
« Ecco: questa mi pare essere un’ottima notizia da offrirti! » concluse la seconda, non risparmiando, neppure in quel momento, una frecciatina verbale a discapito di colei che non avrebbe potuto evitare di considerare una propria rivale, benché, obiettivamente, a lei subentrata dopo quasi cinque anni dalla conclusione del loro matrimonio, per così come entrambi l’avevano quietamente sancita « In questo momento, del resto, sarebbe quantomeno sconveniente che la ragazzina, che hai scelto per occupare il mio vecchio posto nel tuo letto, fosse incinta. »
« Primo: non sono affari tuoi. » chiarì, con tono serio, mal tollerando l’irriverenza della propria ex-moglie a discapito della propria attuale sposa, lì neppure presente per potersi difendere in prima persona « Secondo: Rula non è una ragazzina. » soggiunse, evidenziando i punti in elenco nel conteggiarli con le dita della propria destra, sollevata per l’occasione fra loro « Terzo: è mia moglie. Quarto: tu e io abbiamo divorziato ormai da quasi sette anni. » proseguì, non mutando tono in alcuna misura, né, tantomeno, ipotizzando di alleggerirlo, anche a costo di preludere, in tal maniera, a un nuovo e inoppugnabilmente vano litigio con la propria interlocutrice « Quinto e ultimo: non sono, né mai potrebbero divenire, fatti tuoi. » concluse, con tutte le dita della propria mano alfine aperte fra loro, a creare un metaforico muro divisorio per allontanarli più di quanto, fisicamente, non avrebbero potuto permettersi di compiere all’interno di uno spazio tanto ristretto qual quello lì loro concesso « Spero di essere stato chiaro. »

(episodio precedentemente pubblicato il 9 gennaio 2015 alle ore 22:15)

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