11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

martedì 15 agosto 2017

2278


Riconoscendo qual proprio obiettivo quello di irritare il proprio ex-marito, Duva avrebbe potuto riconoscersi più che pienamente soddisfatta da quanto, in tal maniera, ottenuto: un risultato a dir poco esemplare, per ottenere il quale si era dovuta limitare a sfiorare l’argomento Rula Taliqua.
Ciò non di meno, quel gioco, in una certa misura, le si era anche ritorto contro e, di questo, ella non avrebbe potuto in alcun modo considerarsi né soddisfatta, né appagata, né, tantomeno, felice. E, simile contraccolpo, non avrebbe avuto a doversi riconoscere, banalmente, nella placida sfuriata appena occorsa da parte di Lange, evento con il quale ella non avrebbe avuto il benché minimo problema a scendere a patti, nell’aver, del resto, affrontato discussioni decisamente più animate con lui; quanto e piuttosto, a suo discapito, avrebbe avuto a doversi considerare, molto più semplicemente, la passionale animosità proposta da parte dello stesso capitano a tutela della propria attuale sposa, a sua difesa da un semplice, e a suo avviso persino innocente, scherno. Benché, infatti, fosse stata ella stessa la prima ad aprire, obiettivamente, le ostilità, nel riferirsi a Rula quale a una ragazzina di ben misero conto, Duva non si sarebbe attesa, da parte del proprio ex-sposo, tanta fermezza nel proteggerla, quasi, ella stessa, potesse rappresentare per la sua giovane nuova moglie una minaccia. Una reazione forse giusta, o forse eccessiva, quella dell’uomo, che non avrebbe potuto ovviare, suo malgrado, a colpirla e, forse, persino a ferirla, nel verificare quanto, ormai, ritrovandosi eventualmente costretto a scegliere fra l’una e l’altra, questi non avrebbe avuto alcuna esitazione ad abbracciare la causa della propria attuale compagna.
Non che, invero, Duva si sarebbe potuta attendere nulla di diverso, né, ovviamente, avrebbe potuto pretendere nulla di diverso… ma, ciò nonostante, comunque evidenza di una realtà di non indolore accettazione da parte sua, al di là di ogni possibile considerazione sulla reciproca consensualità del loro divorzio.

« Nessuna novità degna di nota, purtroppo. » riferì alfine, dopo essersi schiarita la voce, nell’essersi ritrovata, suo malgrado, per un istante con la gola secca « Mars è ancora al lavoro per riuscire a individuare una soluzione al problema e Midda si è offerta in suo supporto nel caso potesse essergli utile della bassa manovalanza giacché, ovviamente, non può vantare alcuna pregressa esperienza tecnica. » iniziò a elencare, nell’aggiornare il suo capitano nel merito della situazione corrente « Thaare e Ragazzo stavano completando l’inventario delle scorte alimentari e, a quanto ho inteso, Be’Sihl desiderava cercare di rendersi a sua volta utile in tal senso. »
Senza intervenire, Lange accolse in attento silenzio quel rapporto, riabbassando la mano prima sollevata fra loro, a dimostrazione, forse, di un desiderio di distensione.
« Il dottore, dal canto suo, sta completando un similare controllo nella propria infermeria. » continuò ella, con voce quanto più possibile fredda e distaccata « Lys’sh mi sta aspettando per riprendere la verifica dello stato dei container: abbiamo completato il controllo dal primo al quarto e ce ne aspettano altri sette verso poppa. » concluse, avendo in tal censimento, in effetti, già compreso l’intero equipaggio, con la sola eccezione del capitano e, ineluttabilmente, della sua sposa, quest’ultima, allora come abitualmente, non impiegata in alcuna mansione all’interno della Kasta Hamina.
« Bene… » annuì Lange, al termine di quel conciso elenco « Lascia Be’Sihl insieme a Thaare e prendi anche Ragazzo, oltre a Lys’sh, per terminare quanto prima la verifica di tutto il carico. » suggerì o, in effetti, comandò, nel rivolgersi al proprio primo ufficiale nel merito dell’organizzazione dei ruoli « Nell’ipotesi che Mars riesca a trovare una soluzione per tirarci fuori da qui, non possiamo permetterci di giungere a destinazione con della merce rovinata… o questo viaggio sarà stato del tutto vano e ci ritroveremo indebitati oltremisura. » evidenziò, non dimentico di quanto, alla base della loro quotidianità, avesse a doversi riconoscere un’attività di tipo commerciale, così come la loro stessa nave, un cargo di classe Libellula, non avrebbe mancato di rendere più che palese « In caso contrario, quella merce potrebbe comunque rappresentare, per noi, la differenza fra la sopravvivenza o la morte… ragione per la quale, assicurarci che sia tutto in regola nei container, ha da considerarsi un’attività di primaria importanza. »

Duva tacque. E si impegnò con tutta se stessa per mantenere tale laconicità, laddove, proprio malgrado, nulla di quanto Lange aveva asserito in quell’ultima, retorica digressione, avrebbe avuto a doversi considerare per lei qual qualcosa di nuovo, sconosciuto o impensato. Al contrario, la combinazione fra la più totale assenza di contenuti degni di nota, nelle parole da lui pronunciate, e il tono con il quale egli si stava allor impegnando a relazionarsi con lei, avrebbe avuto a doversi riconoscere quantomeno lesivo della sua dignità e della sua persona.
Che Lange stesse agendo in tal maniera senza effettiva cognizione di quanto e di come stesse allor parlando o, difficile stabilire se meglio o peggio ancora, che egli stesse, in tutto ciò, agendo a titolo di rivalsa per quanto da lei prima pronunciato; non avrebbe avuto, obiettivamente, particolare valore né, nell’uno o nell’altro caso, avrebbe potuto deporre a suo favore. Ciò non di meno, purtroppo, alla donna non sarebbero potute essere offerte molte opportunità d’azione, escludendo l’ipotesi volta a scegliere di prenderlo, allora e direttamente, a schiaffi, in termini utili a rammentargli quanto sicuramente il loro matrimonio avrebbe avuto a doversi riconoscere concluso da anni, ma quanto, parimenti, egli non avrebbe potuto permettersi di rivolgersi a lei in simili toni, non avendo, lì, a che fare con un semplice secondo in comando come tanti altri, ma con lei… ella che mai e poi mai avrebbe perdonato chi avesse scelto di rivolgersi al proprio indirizzo con tale arroganza e supposta superiorità.
E, in fondo, Lange non avrebbe potuto far rivalere, sul capo della propria ex-moglie, neppure il proprio grado di capitano, laddove tale avrebbe avuto a doversi riconoscere soltanto in conseguenza a un accordo fra loro, entrambi comproprietari in parti eguali della nave, atto a concedere al primo la responsabilità che, pur, meglio di chiunque altro sarebbe stato in grado di gestire e alla seconda, d’altra parte, la libertà d’azione che ella più avrebbe desiderato possedere, e che, nelle vesti di capitano anziché in quelle di primo ufficiale, non si sarebbe potuta sempre permettere.

« C’è altro…?! » questionò l’uomo, dimostrando la volontà di poter concludere, quanto prima, quel loro breve incontro.

Per un ulteriore istante Duva tacque. E, ancora una volta, si sforzò con tutte le proprie energie per mantenere quel silenzio e per evitare di ringhiargli addosso così come, sicuramente, avrebbe di gran lunga preferito potersi riservare occasione di compiere. Purtroppo per lei, tuttavia, quello non avrebbe potuto considerarsi il momento migliore per sostenere un acceso scontro con l’ex-marito, ragione per la quale mantenersi quieta sarebbe stata, indubbiamente, la soluzione più opportuna per entrambi.
Tuttavia colei che pur avrebbe potuto vantare un elevato livello di pazienza e di autocontrollo in contesti di natura bellica, in situazioni di combattimento e di battaglia, tale da potersi concedere vanto di essere, al pari della sua gemella mancata, un’abile guerriera e una straordinariamente pericolosa duellante, non avrebbe potuto riservarsi egual ragione di merito in questioni più banali… e banali, in particolare, quanto avrebbero potuto essere considerarti i rapporti interpersonali, fossero questi in contesti formali, nei quali un certo livello di diplomazia l’avrebbe sicuramente aiutata a conquistare maggiori risultati, fossero in contesti indubbiamente più informali, qual quello allora in corso.
Così, dopo un fugace momento di mantenuta pace, ella smise di tacere. E si riservò il diritto di esprimersi in maniera quantomeno diretta nei confronti del proprio, un tempo, sposo…

« Sì. C’è altro. » sbottò, sollevandosi di scatto soltanto per potersi concedere di spingere il proprio busto al di sopra della scrivania, a ridurre ai minimi termini la già inesistente distanza fra lei e Lange « Probabilmente ho sbagliato a fare quella battuta gratuita sulla tua mogliettina adorata. Ma tu prova, ancora una volta, a utilizzare certi toni da gran capo con me e, ti giuro su quanto ho di più caro al mondo, che ti strapperò la tua bella barba brizzolata un pelo alla volta… e lo farò nella maniera più lenta e dolorosa possibile. »

(episodio precedentemente pubblicato il 12 gennaio 2015 alle ore 7:20)

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