11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

martedì 19 giugno 2018

2582


Come già pocanzi, Rula comprese allora di non potersi concedere il lusso della menzogna, giacché, se soltanto lì avesse mentito, e se ciò fosse stato da lei compreso, da lei colto, tutto ciò avrebbe semplicemente condotto a conseguenze peggiori di quelle proprie della verità. E così, a prescindere da quanto simile scelta avrebbe potuto riservarsi i propri rischi, le proprie possibilità di errore, ella preferì ovviare a qualunque falsa ipocrisia, a qualunque artefatto perbenismo, e limitarsi a parlare, a parlare sinceramente, esprimendo la propria posizione, il proprio pensiero, per così come dalla stessa ofidiana prima descritto qual requisito indispensabile fra vere amiche: vere amiche che, certamente, elle non avrebbero potuto lì vantare di essere, ma che, speranzosamente, dopo quell’avventura, dopo quelle vicende, avrebbero anche potuto sperare di divenire…

« Non ti conoscevo. E non ho fatto nulla per conoscerti, limitandomi a dar retta a chi mi ha consigliato di mantenere le distanze da te, da voi tutte in generale e da te in particolare, nel timore di quanto avrebbe potuto avvenire. E, in ciò, ho commesso un errore. » dichiarò pertanto, non negando le proprie responsabilità in quanto accaduto, nelle scelte delle quali non si era negata occasione di essere complice e, in ciò, non meno colpevole rispetto a chi malamente l’aveva consigliata « Sì. Ho avuto paura di te. Ho avuto paura di te nel vederti così umana, se mi passi il termine… e, al contempo, così diversa da tutto ciò che avrebbe potuto essere espresso come umanità. » ammise, con un lieve annuire « Ma oggi, quando hai preso le mie difese, prima, e quando finalmente mi sono concessa la possibilità di avere un dialogo con te, poi, tutta l’ignoranza propria del mio pregiudizio si è andata a infrangere in maniera violenta contro la realtà dei fatti… e contro l’evidenza di quanto sia stato stupido da parte mia avere timore di te per la tua umanità. Perché, a prescindere dalla tua specie di appartenenza, a prescindere dal colore della tua pelle o dalle forme del tuo volto, tu sei comunque una persona, una donna come me… con tutte le tue emozioni, tutti i tuoi dubbi, tutte le tue straordinarie qualità, probabilmente… sicuramente persino migliori di quanto io non potrei mai vantare di possedere. » argomentò, tutto d’un fiato, non cercando di dimostrare razionalità in quanto stava così spiegando, in quanto stava così sostenendo, quanto, e piuttosto, tutta la propria emotività, un’emotività in grazia alla quale l’onestà di quel pensiero, la sincerità di quelle parole, non avrebbe potuta essere posta in dubbio « Sì. Ho avuto paura di te. Ma oggi, ora, non ne ho più. Perché il pregiudizio è stato dissolto in grazia al giudizio… e, a confronto con questo giudizio, soltanto una sciocca, soltanto un’idiota, potrebbe avere paura di te in quanto ofidiana. Soltanto una sciocca, soltanto un’idiota, potrebbe non innamorarsi della tua bellezza, e della tua bellezza interiore ed esteriore. E, con tutti i difetti che sicuramente possiedo, credimi, vorrei evitare di considerarmi una sciocca o un’idiota! »

Un lungo monologo, quello con il quale Rula ebbe a rispondere a Lys’sh, che non venne da lei ignorato, che non venne da lei accolto con superficialità, limitandosi magari all’ascolto delle prime parole, delle prime sentenze e, con esse, di quelle dichiarazioni negative, ma che venne recepito per intero, e che venne valutato in tutte le sue parti, in tutti i suoi aspetti, offrendole certamente molto su cui riflettere, molto su cui soffermarsi a ponderare. Perché se pur quella giovane aveva sbagliato nel pregiudicarla, nel decidere di offrire ascolto a infondati pettegolezzi volti a considerarla un rischio solo in quanto chimera; quella stessa giovane aveva allor deciso non soltanto di ammettere il proprio sbaglio, ma, anche, di rivedere in maniera molto meno superficiale di quanto chiunque si sarebbe potuto attendere da lei la propria posizione, in un’analisi, in un giudizio che, a sua volta, non avrebbe potuto che far emergere l’eguale colpa inversa, l’eguale errore che Lys’sh aveva compiuto nei riguardi di Rula, concedendosi, suo pari, di dar retta a delle voci su di lei, ai pettegolezzi, ai pregiudizi propri di Duva nei confronti della nuova sposa del suo ex-marito, e atti a descriverla, a definirla come una poco di buono, un bel visetto privo di ogni qualità e utile soltanto a sollazzare gli istinti sessuali del capitano, senza, in ciò, riservarsi realmente occasione di conoscerla, di aprire un dialogo con lei.
Tale avrebbe avuto a doversi riconoscere l’orrore proprio del pregiudizio: la possibilità di esprimersi in molteplici forme diverse, in molteplici modi diversi, sovente così subdoli, e così quotidianamente diffusi, da non permettere ad alcuno di riconoscerli… non, almeno, nell’immediato. E se il pregiudizio razziale, la paura dimostrata da Rula nei riguardi di Lys’sh in quanto ofidiana, avrebbe avuto sicuramente a risultare un argomento più profondo, più incisivo, in quanto tema alla base di fin troppe guerre, di fin troppe stragi compiute in difesa dell’umanità contro la minaccia delle chimere; parimenti ogni altra forma di pregiudizio, come quello del quale Lys’sh non avrebbe potuto negarsi d’aver vissuto nei riguardi di Rula, limitandosi ad accettare per vere le voci a suo riguardo senza, in ciò, concedersi possibilità di maturare un propria valutazione a tal riguardo, avrebbe avuto a doversi considerare non meno pericoloso, non meno violento e, in questo, non meno condannabile rispetto all’altro. Ragione per la quale, dopo quella lunga argomentazione da parte della giovane umana, fu il turno dell’ofidiana a esprimersi, e a esprimersi in termini utili ad ammettere le proprie colpe e a proporre le proprie scuse…

« Non ti conoscevo. E non ho fatto nulla per conoscerti, limitandomi a dar retta a chi mi ha consigliato di mantenere le distanze da te. » premesse, riproponendole le medesime parole appena udite, non tanto per scimmiottarla, quanto e piuttosto per renderle omaggio, e per offrire una più chiara evidenza della reciproca colpa, della reciproca responsabilità in quanto accaduto « Mi eri stata descritta come una ragazzina sciocca, vanesia e arrivista, il cui unico interesse avrebbe avuto a doversi riconoscere quello di comportarsi come una sorta di reginetta della nave, priva d’ogni carisma e forte, soltanto, della capacità di soddisfare le fantasie più perverse del nostro capitano. E, forse senza neppure rendermene conto, ho accettato tale valutazione, ho accolto qual mio simile pregiudizio, rendendomene complice. » ammise, con tono contrito, dispiaciuto, nel dichiararsi, allora, alla stregua di coloro che pur, rabbiosamente, aveva sino a quel momento condannato, alla luce di quanto compiuto a proprio discapito, in proprio contrasto « Ma oggi, quando ti ho vista tanto crudelmente osteggiata da Duva, accusata di colpe inesistenti, criticata per mancanze mai occorse, mi sono resa conto di quanto si sbagliasse, decidendo di reagire, e di reagire contro di lei, per tentare impedirle di continuare a infierire a tuo discapito. Tuttavia, soltanto ora, soltanto sentendoti parlare in questo modo, e riconoscendomi sorpresa per la profondità delle tue parole, di quanto hai appena dichiarato, non ho potuto ovviare a pormi a sincero confronto con il pregiudizio a tua condanna intrinseco nel mio animo, e un pregiudizio non motivato dalla tua natura umana, in opposizione alla mia, quanto e peggio soltanto dal rancore di chi, avendo chiaramente personali questioni in sospeso con il proprio ex-marito, mi ha coinvolto nelle proprie gelosie, rendendomi complice di un’azione discriminatoria a tuo riguardo. E, mia colpa, non ho fatto nulla per impedirmi di essere complice… non ho fatto nulla per conoscerti e per maturare, autonomamente, una mia idea a tal riguardo. » scosse il capo, rammaricata per tale propria mancanza, e una mancanza che, per due anni, le aveva negato la possibilità di avere un’amica in più a bordo della Kasta Hamina, e un’amica probabilmente non meno straordinaria, nel proprio cuore, nel proprio animo, rispetto a Midda o Duva « Sì… mi sono tanto scandalizzata per quanto compiuto da te e da Lange a mio discapito, nel mentre in cui, tuttavia, non mi riservavo occasione di agire diversamente a vostro… a tuo discapito. E di questo non posso che dispiacermi. E invocare, sinceramente, una qualche possibilità di perdono da parte tua. » concluse, in ciò andandosi ad accomodare accanto a lei, e accanto a lei sedendosi, per cercare, in un gesto fisico, di palesare quella reciproca, conquistata vicinanza emotiva, intellettuale e spirituale.

Una vicinanza a cui, allora, Rula Taliqua non si sottrasse. E per quanto le parole appena udite avrebbero potuto, in lei, far crescere rabbia e rancore per quanto accaduto, per tutto ciò che era successo e che l’aveva vista descrivere in termini decisamente poco lusinghieri; in quel momento, in quella situazione, comprovando nuovamente una straordinaria maturità, e un cuore decisamente più grande di quanto le avrebbero mai attribuito, ella si limitò semplicemente a gettarsi contro quella nuova amica, per poterla abbracciare con sincero affetto e una malcelata lacrima di gioia.

Nessun commento: