11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

domenica 12 agosto 2018

2635


La prima volta che Midda Namile Bontor, donna da dieci miliardi di crediti, aveva proprio malgrado incontrato Reel Bannihil era stato più di un anno prima, a Thermora, una fra le più importanti città del quarto pianeta del sistema binario di Fodrair.
Inizialmente presentatosi qual suo supposto alleato e ipotetico salvatore, avendola soccorsa quando ella si era ritrovata gravemente ferita in conseguenza a una vile aggressione a opera uomini appartenenti alla temibile Loor’Nos-Kahn, una vasta organizzazione pseudo-militare e criminale interplanetaria in contrasto alla quale si era allora inconsapevolmente posta per la salvezza di Tagae e Liagu, la coppia di orfani da essi trasformati in armi di distruzione di massa che, di lì a breve, avrebbe iniziato a considerare al pari di propri figli, finendo con l’adottarli; Reel si era poi dimostrato un traditore al soldo della stessa Loor’Nos-Kahn, avente il compito di tenerla sotto controllo e di aiutarli, a propria insaputa, a ritrovare i due piccoli fuggiaschi, imponendole di essere vittima del falso convincimento di una loro nuova ricattura e consegnando, in tal maniera, tanto ella, quanto i due pargoli da lei ritrovati, all’organizzazione criminale dalla quale tanto si erano impegnati per tentare di fuggire. Un tradimento, quello proprio dell’uomo dai folti e lunghi capelli castani, dagli occhi di intenso color blu e dal comportamento proprio di chi, in fondo, consapevole del proprio fascino, che pur da lei non venne ovviamente tollerato, e che lo vide, in tal maniera, essere da lei ucciso, ed essere ucciso in maniera freddamente rabbiosa, nel vedersi spezzare l’osso del collo da un movimento netto della sua destra in lucente metallo cromato, quella protesi in grazia alla quale ella avrebbe potuto essere in grado di sollevare persino mille libbre di peso e che non ebbe a provare pietà alcuna per quel viscido verme.
Fu proprio a seguito di quella cattura, e del trasporto della stessa Midda Bontor insieme ai due pargoli sino al Mercato Sotterraneo, laddove avrebbero avuto a dover essere venduti al miglior offerente, che alla donna guerriero dagli occhi color ghiaccio e dai capelli color del fuoco venne così imposto quello straordinario prezzo, dieci miliardi di crediti, tanto quanto un ignoto compratore sarebbe stato disposto a spendere per riservarsi i suoi servigi: servigi che, comunque, non ebbero a essere offerti, giacché, in tale occasione, proprio dallo stesso Reel Bannihil, misteriosamente redivivo, ella venne liberata, in uno sviluppo sicuramente piacevole degli eventi per il quale, tuttavia, non volle ringraziarlo se non con un lungo pugnale infilato a forza nel bel mezzo del suo cuore, nella sola speranza, in tal maniera, di avere una qualche possibilità di liberarsi definitivamente di lui. Speranza, tuttavia, rivelatasi vana, giacché, di lì a breve, egli avrebbe fatto la propria ricomparsa quasi nulla fosse accaduto, ancora una volta offrendosi di aiutarla, e, in tal maniera, di riservarsi possibilità di ammenda per il torto che egli le aveva così spiacevolmente imposto. Alla terza occasione, proprio malgrado, la donna guerriero aveva alfine accettato di concedere all’uomo una possibilità di espiazione, complice l’evidente impossibilità, per lei, di riuscire ad ammazzarlo o, quantomeno, ad ammazzarlo in maniera duratura, in un genere di frustrazione che, da parte propria, ella non aveva più provato dai tempi in cui il proprio mai amato sposo, il semidio immortale Desmair, avrebbe potuto vantare un proprio corpo distinto da quello del suo altresì estremamente amato Be’Sihl, nella mente del quale aveva trovato rifugio la sua malvagia coscienza un attimo prima della propria speranzosamente definitiva morte a opera della violenza dei colpi impostigli dal suo divino genitore Kah.
Con l’aiuto di Reel Bannihil, amico, nemico, e nuovamente amico, Midda Bontor era stata alfine effettivamente in grado di raggiungere i propri figli adottivi, in una sequenza complicata di sviluppi tali per cui, tuttavia, si era poi ritrovata costretta ad abbandonare rapidamente il Mercato Sotterraneo per sfuggire alla Loor’Nos-Kahn, evasione allora concessale da un’insana alleanza con il capitano di una nave pirata, la splendida Lles Vaherz.
Tale, quindi, era stato l’ultimo incontro che ella aveva avuto con Reel Bannihil, la reale natura del medesimo non le era mai stata realmente chiara, non soltanto in riferimento a quella sua ostinata avversione alla morte, quant’anche nel merito del proprio effettivo coinvolgimento con la Loor’Nos-Kahn, della quale era stato palese collaboratore, e, ciò non di meno, altrettanto palese avversario, nella bizzarra alternanza di alleanze che, in tutto ciò, aveva voluto rendere propria. Tale, ancora, era stato l’ultimo incontro che ella avrebbe voluto avere con Reel Bannihil, la fascinosa ambiguità del quale non avrebbe potuto ovviare a irretirla, in termini che, in tutta onestà con se stessa, sino a qualche anno l’avrebbero vista trascorrere ben volentieri qualche ora a letto insieme, e che pur, ora, non avrebbero potuto ovviare a infastidirla, e a infastidirla nella fedeltà che, altresì, ella desiderava tributare al buon Be’Sihl Ahvn-Qa, colui che, a lei, aveva votato tutta la propria esistenza, e che ella, obiettivamente, amava così come mai aveva avuto occasione di amare altri nel corso della propria vita, pur non essendosi fatta mancare, in esso, molteplici amanti.
Proprio malgrado, però, qualcosa era accaduto nelle ultime settimane. E, senza alcuna particolare ragione di entusiasmo da parte sua, ella aveva avuto a dover accettare l’idea che Reel Bannihil potesse tornare a far parte della propria esistenza. Giacché da lui, o, meglio, dalla sua cattura, sarebbe allor dipeso il destino proprio, del proprio amato, dei loro figli, e di tutti i loro amici, l’equipaggio della Kasta Hamina, la nave a bordo della quale, ormai, essi vivevano da più di due anni.
Il suo mai conosciuto acquirente, colui per acquisire la quale si era dimostrato disposto a spendere addirittura dieci miliardi di crediti, infatti, poche settimane prima si era premurato di rivelare la propria identità, e di rivelarla, addirittura, attraverso la voce dell’accusatore Pitra Zafral, uno dei più importanti, e temuti, magistrati del vasto dominio del sistema di Loicare: un intermediario, un ambasciatore, per quella rivelazione, tutt’altro che casuale, giacché, in effetti, a tentare di acquisire al Mercato Sotterraneo la donna guerriero era stato addirittura lo stesso omni-governo di Loicare. E benché Midda Bontor avesse lasciato la tranquillità dei confini del proprio pianeta meno di tre anni prima, o, per come si era soliti indicare da quelle parti, meno di tre cicli prima, la sua squisita attitudine ai guai non le avrebbe negato la possibilità di vantare dei trascorsi anche con lo stesso Pitra Zafral e con la giustizia di Loicare: giacché, proprio a Loicare giunta sulle ali della fenice all’inizio del proprio viaggio fra le stelle, ella aveva avuto immediatamente a venire alle mani con un gruppo di marinai ubriachi, i quali avevano spiacevolmente sottovalutato la pericolosità della prosperosa donna nuda in ciò apparsa improvvisamente innanzi ai loro sguardi, salvo, alfine, comprendere nella maniera più dolorosa possibile il proprio sbaglio.
Purtroppo, laddove nel proprio mondo nulla di tutto quello avrebbe avuto a interessare alcuno, tantomeno un magistrato, la donna dagli occhi color ghiaccio e dai capelli color del fuoco aveva presto avuto occasione di scoprire quanto, proprio malgrado, in pianeti soliti considerarsi civili e tecnologicamente progrediti, e tali da giudicarla, altresì, una violenta barbara ignorante, non sarebbe stato considerato ammissibile per una donna riempire di botte i propri potenziali stupratori, in un senso della giustizia che, dal proprio punto di vista, non avrebbe avuto a doversi riconoscere invero tanto civile. E così, la donna guerriero aveva esordito innanzi agli occhi della giustizia di Loicare nel peggiore dei modi possibili, trovando soltanto motivazione di peggiorare la propria posizione in quella che, subito dopo, ebbe a essere una reazione istintiva a discapito dello stesso Pitra Zafral, e del suo comportamento sempre più imperiosamente aggressivo nei propri confronti. Ragione per la quale, alla fine, ne era uscita con una condanna ai lavori forzati… condanna che, poi, paradossalmente aveva mutato il corso degli eventi soltanto in positivo, nel concederle, in maniera del tutto imprevista e imprevedibile, l’incontro con due donne straordinarie, Duva Nebiria e Har-Lys’sha, destinate a divenire le sue due nuove migliori amiche, sorelle d’arme, e, ancor più, destinate ad affrontare accanto a lei numerose, nuove avventure fra quelle infinite distese siderali.
Il ritorno di Pitra Zafral nella propria vita, tuttavia, non aveva soltanto e improvvisamente riportato al presente eventi passati, ma anche, e ancor più, imposto su di lei e sulle sue amiche, sulla sua famiglia, e sull’intero equipaggio della Kasta Hamina, uno sgradevole ricatto. E un ricatto volto ad assicurare la loro collaborazione o il loro ritorno, e questa volta per sempre, ai lavori forzati, in un crescendo di accuse, non tutte ingiustificate, che nel frattempo si erano aggiunte alle loro fedine penali.
E così, proprio l’omni-governo di Loicare avrebbe avuto a doversi considerare, paradossalmente, il nuovo mecenate di colei che, per gran parte della propria vita, aveva vissuto come mercenaria. E, nel proprio ruolo di mecenate, proprio l’omni-governo di Loicare aveva richiesto loro di rintracciare e di catturare l’uomo apparentemente incapace a morire… Reel Bannihil.

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