11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

venerdì 24 agosto 2018

2647


Ma se, a bordo della Kasta Hamina, soprattutto nel corso di quelle ultime settimane, Midda aveva avuto occasione di trovare un appassionato, e a tratti infantile, detrattore in Lange Rolamo, il quale a lei non aveva mancato di imputare la colpa di quanto loro accaduto e del ricatto che tutti loro stavano subendo a opera dell’accusatore dell’omni-governo di Loicare, Pitra Zafral; la totalità del resto del pur compatto equipaggio della nave avrebbe avuto a potersi esprimere in posizioni e opinioni più vicine alla posizione e all’opinione espressa e ribadita, anche recentemente e in termini indubbiamente appassionati, dalla cuoca Thaare. E ciò senza prendere in esame, a margine degli eventi più recenti, quello che avrebbe avuto a dover essere considerato il nocciolo duro delle sostenitrici della donna guerriero.
Nocciolo duro formato, nel dettaglio, proprio dalle due amiche, Duva Nebiria e Har-Lys’sha alle quali, in quel frangente, ella stava tentando di appellarsi al solo scopo di farsi rinchiudere all’interno di quella cella. Nocciolo duro al quale, in tempi estremamente recenti, avrebbe avuto a doversi considerare qual aggiuntasi anche la giovane terza, e attuale, moglie di Lange Rolamo, la bella Rula Taliqua, la quale, nel corso di una recente avventura vissuta con quel trio di amiche, si era vista concedere, a propria insaputa proprio per volontà della stessa Figlia di Marr’Mahew, felice occasione di colmare una mai desiderata distanza nel confronto con l’ex-moglie del proprio attuale sposo, la stessa Duva, e, in tal maniera, di diventare il quarto elemento di quella schiera compatta.
Quarto membro che, ovviamente, non si volle concedere occasione di perdere tempo nel raggiungere le amiche non appena informata di quanto stava accadendo, li sopraggiungendo giusto in tempo per poter assistere alla richiesta formulata dalla donna dagli occhi color ghiaccio nel merito del proprio arto artificiale, e, a essa, rispondere nell’unico modo nel quale, obiettivamente, anche Duva o Lys’sh avrebbero avuto a poter reagire, escludendo categoricamente ogni possibilità in tal senso…

« E’ una follia! » dichiarò, non riservandosi neppure occasione per rivolgere un saluto alle presenti o per cercare di indagare attorno alla questione, già sufficientemente aggiornata nel merito degli eventi tanto da parte di Thaare, quanto da parte di Mars.
« Ossia un altro modo di sostenere quanto ho appena dichiarato. » puntualizzò nuovamente Duva, ritrovandosi ancora un po’ stranita nel non aver più a dover necessariamente cercare occasione di conflitto con Rula, e, ciò non di meno, in quel momento assolutamente in accordo con lei, in termini tali per cui non si sarebbe a lei opposta neppure ove avesse avuto ancora a ritenerla un’avversaria.
« Posso comprendere come la presenza di Desmair abbia a turbarti… e la sua influenza abbia a preoccuparti. Ma reagire in maniera così intransigente, a tuo stesso discapito, probabilmente non è la soluzione migliore. » tentò di meglio argomentare Lys’sh, affrontando la questione con quella moderazione della quale aveva offerto più volte riprova in passato, nel tentare di sostenere la posizione espressa dalle due sorelle d’armi in termini contraddistinti da una minore animosità per tentare di volgere appello al raziocinio della Figlia di Marr’Mahew, ancor prima che al suo stomaco « In fondo, significa cedere al ricatto di Desmair… alla sua violenza e alla sua prepotenza. E, sono certa, che tu non abbia a desiderare offrirgli una simile soddisfazione. »
« Già! » confermò Rula, cogliendo il tentativo promosso dall’ofidiana e tentando di rilanciarlo con ulteriori argomentazioni assimilabili, nel comprendere quanto, effettivamente, tentare di rispondere alla mancanza di assennatezza dell’ex-mercenaria con eguale mancanza di assennatezza, probabilmente, non sarebbe stata la soluzione migliore « E, oltretutto, come credi che potremo affrontare le sfide che ci attenderanno in queste condizioni? Ricordati che l’accusatore attende che gli consegniamo quel tizio, quel Bannihil… e tu, a oggi, sei l’unica, fra tutte noi, ad averci avuto a che fare: cosa dovremmo fare, secondo te? Andare a cercarlo alla cieca, mentre tu resti qui rinchiusa in attesa… di cosa, poi?! Che Desmair si abbia a stancare di darti il tormento…?! »
« Ben detto! » concordò nuovamente Duva, appoggiando ancora una volta l’opinione espressa dalla propria ex-antagonista o, quantomeno, da colei che ella stessa aveva voluto considerare per anni al pari di un’antagonista e la quale, altresì, in lei nulla di meglio avrebbe mai potuto sperare di trovare se non un’amica, laddove, in fondo, alcuna ragione avrebbe potuto rappresentare per loro occasione di divisione, nel condividere certamente un uomo molto importante nelle loro esistenze e, ciò non di meno, nel non aver a rappresentare, l’una per l’altra, occasione di minaccia alcuna, nel rappresentare, nell’incarnare, piuttosto, due momenti diversi della vita di quell’unico, evidentemente molto fortunato, uomo.

Una razionalità, quella promossa e ricercata da Lys’sh, in primo luogo, e da Rula, subito dopo, che la donna guerriero non avrebbe potuto ignorare, e non ebbe allora a ignorare, nel confronto con obiezioni più che condivisibili, innanzi alle quali non si era effettivamente concessa opportunità di riflessione, di analisi, nella propria rabbiosa reazione alla ricomparsa di Desmair nella propria esistenza.
Ma se, in tal invito alla razionalità, in quelle argomentazioni per nulla teoriche e, anzi, squisitamente pratiche, lo scopo delle sue tre interlocutrici avrebbe avuto certamente a doversi intendere qual rivolto a spingerla a desistere dal proprio obiettivo di breve termine, da quel proprio proposito rivolto all’autonomo e autolesionista imprigionamento all’interno di quel container adibito a cella, adibito a prigione; il risultato che, proprio malgrado, ebbero a conseguire, le ebbe a trovare quantomeno insoddisfatte, nell’incontrare, per tutta risposta, un ragionamento altrettanto razionale, e altrettanto condivisibile, da parte della stessa Figlia di Marr’Mahew, atto a sopperire ai loro dubbi e, ancora, a suggerire un piano d’azione decisamente più amplio rispetto a quanto, sino a quel momento, preso in esame.

« Avete ragione. » parve concordare la donna guerriero, annuendo appena in apparente approvazione di quel loro breve discorso « Questa soluzione può essere utile nell’immediato, ma non nel lungo periodo. » ribadì, pur, in quelle parole, lasciando già presagire una conclusione differente da quella sperata da parte delle altre, nel non escludere la correttezza di quell’idea, ma, semplicemente, nel limitarne l’applicabilità temporale « Per questo dovremo agire in maniera differente… e, in particolare, recuperare il mio bracciale dorato, il monile in grazia al quale, prima di quel collare, sono sempre stata protetta dagli inganni propri di Desmair. » sancì con tono convinto.
« Ma lo abbiamo già cercato due anni fa, quando poi siamo state in grado di recuperare la tua spada… e non siamo riusciti a scoprire dove lo possano aver archiviato su Loicare. » volle ricordare Duva, all’epoca presente e partecipe a quell’azione di recupero, un’azione del resto già allora motivata da quella stessa necessità, e dalla necessità, per lei, di liberarsi della possibile influenza antagonista dello sposo, e, purtroppo, per come da lei appena ricordato, un’azione priva di risultati.
« Vuoi sfruttare Pitra Zafral per farti consegnare quel bracciale…? » ipotizzò Lys’sh, aggrottando appena la fronte, nel cercare di cogliere il piano così elaborato dall’amica, pur con qualche riserva nel merito di una simile possibilità, giacché, di certo, l’accusatore non avrebbe loro concesso nulla senza richiedere altro… e alcuno fra loro avrebbe potuto apprezzare l’idea di contrarre un nuovo, ulteriore debito nei suoi riguardi.
« Non credo che ce lo riconsegnerebbe. E, soprattutto, non credo che ce lo riconsegnerebbe in maniera tanto gratuita. » escluse la donna guerriero, scuotendo appena il capo « Ma in questi ultimi due anni, da semplice sconosciuta arrestata quasi per caso, sono sostanzialmente divenuta una specie di celebrità su Loicare… e, in questo, sono certa che, ora, potrà essere più semplice risalire alla collocazione precisa del mio bracciale, ovunque esso abbia a trovarsi. » suggerì, non a torto, nel considerare la sua attuale fama di donna da dieci miliardi di crediti… fama che, dopotutto, avrebbe avuto a dover essere considerata la ragione per i loro attuali problemi.
« … e quindi…. » incalzò Rula, temendo in cuor suo di conoscere già ove quel ragionamento avrebbe avuto ad andare a parare in conclusione.

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