11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

lunedì 27 agosto 2018

2650


« Ehilà… » salutò allegramente Mars, facendo capolino in mensa e lì trovando, impegnati a consumare i rispettivi pasti, e ad ascoltare le ultime notizie da parte di Thaare, Ragazzo e Roro… i quali, in effetti, avrebbero avuto più a doversi considerare intenti ad ascoltare le ultime notizie allorché a consumare i relativi pasti « … mmm… » soggiunse subito dopo, incupendosi appena alla vista della serietà dipinta sul volto del giovane mozzo nel seguire le parole pronunciate sottovoce da parte della cuoca.
« Eccolo qui. » indicò la stessa Thaare, con un cenno del capo al suo stesso indirizzo « Chiedete a lui i dettagli tecnici della cosa… quello che vi posso dire io è solo che, se non avessimo saputo già da tempo di quel dannato demone che risiede all’interno del buon Be’Sihl, poche ore fa avrei certamente creduto che Midda avesse perso qualche rotella, nel vederla parlare e inveire verso il vuoto assoluto. » dichiarò, offrendo un lieve cenno di diniego del capo, a esprimere tutta la propria compassione per quanto accaduto.

Nell’offrire la propria testimonianza sui fatti precedentemente occorsi in quella stessa mensa, la corpulenta cuoca dalla bruna carnagione non avrebbe avuto a voler imputare alcuna colpa ai protagonisti degli stessi, non potendo, anzi, evitare di provare una certa simpatia, e forse persino un certo affetto, all’indirizzo di Midda e Be’Sihl, e della loro bella famigliola. Ciò non di meno, però, ella non avrebbe potuto neppur ovviare a far emergere tutta la stranezza della situazione, e di una situazione a fronte della quale, in fondo, tutti loro, ella stessa, il meccanico, il medico e il mozzo, avrebbero avuto a doversi considerare costretti ad agire, e ad agire solo per mera fiducia nei riguardi della Figlia di Marr’Mahew e dei pochi che avevano avuto realmente occasione di avere a confrontarsi con quell’essere chiamato Desmair, nel merito dell’esistenza del quale, invero, la maggior parte di loro non avevano avuto alcuna possibilità di interazione… fortunatamente o sfortunatamente che ciò avrebbe avuto a doversi intendere, al confronto con il soggetto in questione.
E se immediatamente chiaro ebbe a essere per Mars il prevedibilissimo tema in oggetto, tutt’altro che chiacchiereccia ebbe a doversi considerare la sua reazione al medesimo, non perché, per proprio carattere, non avesse ad apprezzare un po’ di sana ciancia, quanto e piuttosto perché quel tema aveva finito per divenire quasi una sgradita ossessione per lui, in conseguenza agli ultimi sviluppi occorsi…

« Ah… parlate di questo. » sospirò il meccanico, il quale in quelle ultime ore non aveva fatto altro che essere costretto ad affrontare tale argomento, nel ricevere, in ordine sparso, la visita di Rula, quella di Duva e di Lys’sh, e, infine, quella dello stesso capitano Rolamo, il quale fra tutti avrebbe avuto a doversi considerare paradossalmente qual il più insoddisfatto della piega presa dagli eventi, tutti animati soltanto dalla volontà di meglio comprendere per quale ragione il collare di Be’Sihl avesse interrotto il proprio funzionamento e Midda si fosse ritrovata costretta a scendere nuovamente a confronto con il suo demone personale… e non in senso metaforico « Vi prego… non possiamo spettegolare di altro?! Mi è venuto un certo senso di nausea nel ritrovarmi costretto a continuare a ripetere le stesse cose a mille persone diverse… »
« Se lo desideri, poi passa un attimo da me e vedrò di darti qualche tisana utile allo scopo. » suggerì pacatamente Roro, osservando con aria a metà fra il serio e il faceto il giovane interlocutore, nel celare malamente una risatina al di sotto dei propri lunghi baffi « Ma, per intanto, vedi di aggiornarci… che se dobbiamo avere a che fare con un clima di crescente tensione fra i vertici dell’equipaggio, è meglio essere informati quanto più possibile del perché. » incalzò, dimostrando un evidente senso pratico, o, quantomeno, riuscendo a mistificare eventuale curiosità personale, e mera volontà di ciarle, dietro a quanto avrebbe avuto a dover essere intesa qual una sorta di scelta strategica.

Comprendendo di non poter fare altro che cedere a quella richiesta, laddove in alternativa l’anziano dottore non gli avrebbe concesso alcuna possibilità di requie, Mars si riservò un profondo sospiro prima di riproporre anche a quel pubblico quanto già separatamente dichiarato innanzi all’altra metà di equipaggio, sperando, in ciò, di aver finalmente concluso il giro e di non aver più a dover ritornare, nuovamente, sulla questione.
E così, non senza molta pazienza e ancor più autocontrollo, il tecnico della Kasta Hamina ebbe a illuminare gli astanti dei risultati delle proprie analisi attorno al collare di Be’Sihl. Risultati, purtroppo, tutt’altro che positivi o utili alla questione e, anzi, contraddistinti spiacevolmente da una quieta impossibilità ad agire in qualunque direzione, in misura tale da giustificare, purtroppo, la decisione assunta dalla donna guerriero e tale da spingerla a rinchiudersi in una gabbia, per così come, da più parti, gli era giunta conferma ella avesse deciso di compiere…

« Cavolo… » commentò Ragazzo, dopo aver ascoltato con seria attenzione anche quel suo resoconto, non riservandosi prima di quel momento alcuna possibilità di intervento nel non voler offrire alcun genere di disturbo alla questione « … è… un bel problema. » sancì, in quella che avrebbe avuto a dover essere intesa qual un’eufemistica interpretazione della questione e, ciò non di meno, un’interpretazione sufficientemente completa.
« Già. » confermò Mars, annuendo appena « Senza contare che, a quanto pare, per minimizzare la possibilità di rischi di offensive da parte di Desmair a nostro discapito, Midda ha deciso che affronterà da sola la questione per la quale l’accusatore Pitra Zafral ha posto sotto sequestro la Kasta Hamina e tutti noi… nel mentre in cui, a Loicare, una squadra comandata da Duva cercherà di recuperare il monile dorato che, un tempo, le garantiva una sorta di immunità dai poteri di quell’essere. »
« Demoni intrappolati nei corpi delle persone… visioni di morte… bracciali magici… e chissà quanto altro ancora. » riepilogò Thaare, storcendo appena le labbra « Da quando siamo finiti a vivere in un accidenti di racconto fantastico…?! » domandò, non potendo ovviare a dimostrare una certa polemica e, ciò non di meno, non volendo risultare accusativa a discapito di alcuno, nel non voler certo rivolgere colpa in direzione né di Midda, né di Be’Sihl, né di alcun altro, al contrario della condotta sino a quel momento resa propria dal loro indomito comandante.
« E non dimentichiamoci della fenice… o di quella regina malvagia attorno alla quale tutta questa storia ha trovato il proprio fondamento. » suggerì Roro, accarezzandosi lentamente la lunga e appuntita barbetta presente all’estremità del suo mento, con fare contemplativo « Una questione estremamente complicata a fronte delle regole del gioco della quale, purtroppo, alcuno di noi può considerarsi confidente… »

Già: alcuno di loro avrebbe potuto considerarsi confidente con le regole di quel gioco.
Perché, paradossalmente, benché anche per Midda non fosse stato immediato riuscire ad abituarsi alle dinamiche proprie di quella nuova e più amplia concezione della realtà, con la sua scienza e la sua tecnologia, con le sue protesi meccaniche e le sue navi stellari, con le sue armi energetiche e con tutti i dispositivi elettronici a controllo e gestione della vita quotidiana di ognuno di loro; quell’influenza non avrebbe avuto a doversi fraintendere qual manifestatasi in una singola direzione, e in quella più evidente e predominante direzione. Anzi, allo stesso modo in cui la loro quotidianità era precipitata nella vita di Midda e Be’Sihl, parimenti una parte del loro mondo, di quella loro realtà primitiva e, ciò non di meno, contraddistinta da non meglio comprensibili forze mistiche, non aveva fatto a meno di precipitare nelle vite di tutti loro, influenzandole. All’inizio forse in misura minimale, quasi impercettibile. E, ciò non di meno, giorno dopo giorno, mese dopo mese, ciclo dopo ciclo, iniziando a far sentire sempre in misura maggiore la propria presenza, sino a giungere a momenti come quello per loro attuale a fronte del quale, proprio malgrado, la quotidianità propria della Figlia di Marr’Mahew avrebbe finito con il sovrapporsi in maniera predominante a quella per tutti loro da sempre nota, e da sempre considerata qual la sola esistente.
Così illuminato dalle parole di Roro, e da quella ovvia ma non banale constatazione, fu allora il turno di Ragazzo di avere occasione di esprimere la propria opinione sulla questione e, soprattutto, la propria idea su come avere ad affrontarla…

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