11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

mercoledì 1 agosto 2018

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« In che senso… “scomparso”? » domando Mach, sciogliendo la propria riserva e intromettendosi nel dialogo, or decisamente incuriosito da quella particolare vicenda e non soltanto dalle forme delle proprie due interlocutrici.
« Nell’unico senso possibile. » osservò Lys’sh, aggrottando la fronte con aria incerta « I suoi compagni hanno fatto ritorno e lui no. » riformulò, a beneficio dell’uomo « Il suo genitore ha provato a raccogliere informazioni a tal riguardo, ma gli amici del figlio si sono chiusi in un silenzio omertoso e i proprietari di questo mondo hanno risolto la questione in grazia a quella liberatoria che tutti noi abbiamo firmato prima di poter atterrare qui. » spiegò, critica nei confronti tanto degli uni, quanto degli altri, in uno sviluppo che, di certo, non avrebbe avuto a potersi fraintendere qual una positiva pubblicità per quel luogo, dopotutto ipoteticamente nato per un fine ludico e, non di certo, per veder un giovane scomparire nel nulla.
« Insomma… non sappiamo neppure se sia vivo o morto, anche se, in effetti, la seconda possibilità sembrerebbe essere la più probabile. » suggerì Rula, scuotendo appena il capo e storcendo le labbra verso il basso « A questo punto, tuttavia, immagino che voi non abbiate sentito parlare di nulla del genere… »
« Non immaginavo che potessero esserci dei simili rischi in questo parco divertimenti. » obiettò Mach, incupendosi appena al confronto del pensiero di un qualche vero pericolo attorno a lui « Cioè… tutto dovrebbe essere soltanto un gioco e nulla più. E il bello di un gioco è proprio che, alla fine, tutto è destinato a rientrare alla normalità. » rifletté ad alta voce, in un pensiero decisamente condivisibile e che pur, evidentemente, non avrebbe avuto a valere per il pianeta della guerra.
« Un mese fa… è tanto tempo. » sospirò Ras’sh, riprendendo voce con fare pensieroso e riportando la questione all’argomento principale « Noi siamo giunti qui da meno di una settimana. E tutto il tempo lo abbiamo speso solo per giungere sino a questa città… » puntualizzò, a esplicitare le ragioni alla base della loro ormai palese, seppur non ancora esplicitamente dichiarata, ignoranza « Mi dispiace. Ma avete fermato il gruppo sbagliato. »
« Non vi preoccupate. Anzi… grazie per non averci sparato contro. » minimizzò la giovane donna umana, scuotendo ancora il capo a non offrire peso alla questione « In fondo sarebbe stata una dimostrazione di eccessiva, e sospetta fortuna che già i primi da noi interrogati a tal riguardo potessero saperci subito offrire informazioni utili. »
« Comunque, e non per smontare le vostre aspettative, non aspettatevi di avere particolare possibilità di fortuna in un simile approccio... » sottolineò l’uomo, intervenendo nuovamente « Come accennava Ras’sh, un mese è tanto tempo. E, ve ne sarete accorte, in questo mondo l’aspettativa di vita, virtualmente parlando, non è elevatissima. Già superare la settimana ha da considerarsi un risultato meritevole… »
« In effetti. » concordo Ras’sh, non potendo che confermare le parole del proprio “animaletto domestico”, per così come da lei stessa presentato « Senza contare che, appunto, tutto questo avrebbe a doversi intendere qual un gioco… e, con tutte le difficoltà proprie di questa simulazione, non credo che qualcuno vorrebbe volontariamente permanere qui per troppo tempo. Anzi. » puntualizzò, parzialmente critica nei riguardi dell’ambiente a sé circostante « Non voglio far segreto di quanto mi abbia a mancare la doccia… e non soltanto per me stessa, non so se mi spiego. » strizzò l’occhio sinistro con fare complice alla volta di Lys’sh, intendendo chiaramente riferirsi agli odori propri delle persone a loro circostanti, odori che, se forse per un umano avrebbero potuto essere spiacevoli ma tollerabili, per un’ofidiana avrebbero avuto a doversi considerare a dir poco nauseabondi.

Lys’sh non poté ovviare a riservarsi una risatina a quell’ammiccamento, nel mentre in cui, più contrariato, Mach storse le labbra verso il basso, scuotendo il capo con aria critica e volgendo lo sguardo verso Rula, in cerca di una umana solidarietà nei propri confronti. Ma Rula, dal canto proprio, non avrebbe potuto che condividere l’osservazione di Ras’sh, se non nella propria critica a discapito dell’odore degli altri, sicuramente in riferimento al proprio bisogno di una doccia, soprattutto nel considerare di essersi fatta fondamentalmente divorare da un’oscena tartaruga gigante, esperienza le tracce della quale le torbide acque del lago non erano state certamente sufficienti a cancellare.

« D’accordo… credo che vi abbiamo già rubato tempo a sufficienza. » concluse Lys’sh, chinando appena il capo a esprimere tutta la propria gratitudine verso gli interlocutori « Giusto per curiosità, se mi posso permettere… voi sembrate meno “esaltati” rispetto a coloro con i quali ci siamo scontrati fino a ora: per quale ragione siete venuti fino a qui?! »
« Se ve lo dicessimo non ci credereste. » scosse il capo Ras’sh, dimostrando di non aversi a dover considerare particolarmente entusiasta all’idea di esprimersi in tal senso.
« Mmm…? » domandò allora Rula, necessariamente incuriosita da una simile premessa, che, anziché smorzare il proprio interesse, altro non avrebbe potuto fare se non alimentarlo.
« Siamo parte di un gruppo di guerrieri specializzati in missioni ad alto rischio, inviati qui dal governo del nostro pianeta per un incarico segreto. » asserì con tono solenne Mach, con apparente orgoglio per simile verità « Oppure siamo semplicemente parte di gruppo di dirigenti di una grossa compagnia nel commercio dell’idrargirio, inviati qui dall’amministratore delegato per una stupida attività volta a migliorare il lavoro di squadra. » soggiunse poi, con aria decisamente meno entusiastica.
« Che cosa…?! » sgranò gli occhi Lys’sh, decisamente incredula a confronto con quella che avrebbe avuto a doversi riconoscere evidentemente qual la realtà dei fatti « Veramente il vostro amministratore delegato crede che una cosa del genere possa servire a qualcosa…?! »
« Così pare. » sospirò Ras’sh, offrendo riprova che, malgrado tutto, anch’ella avrebbe probabilmente preferito la prima interpretazione della realtà, laddove questa avesse avuto occasione di dimostrarsi qual vera « Io avrei francamente preferito una ben diversa sistemazione a tal scopo, tipo un fine settimana in un albergo di lusso nella cinta del quarto pianeta del sistema di Poj’Lahr. Ma il nostro indomito condottiero è appassionato di simulazioni di guerra e, in questo, non ha resistito a imporci questa inutile cavolata… »

Rula non poté ovviare a restare in silenzio innanzi a quella spiegazione, a quella rivelazione, nel timore di aver a risultare involontariamente poco elegante nei propri eventuali commenti. Giacché, in un mondo come quello, in un pianeta come quello, ella avrebbe potuto attendersi di incontrare ogni qual genere di persone, da fanatici guerrafondai a semplici, ricchi e annoiati figli di papà alla ricerca di innocue emozioni… ma, francamente, mai ella avrebbe potuto attendersi di avere a incontrare un gruppo di semplici dirigenti, gente abituata a trascorre il proprio tempo dietro a una scrivania o attorno a un tavolo riunioni, costretta inaspettatamente a reinventarsi qual soldati di ventura, per il semplice capriccio del loro superiore.
Diamine… in loro confronto, probabilmente anch’ella avrebbe avuto più ragioni di essere lì presente, fosse anche e soltanto nell’ottica di tentare di porsi alla prova come guerriera e di dimostrare, in tal senso, il proprio valore, i propri meriti, alle proprie compagne, così come, non a caso, stava pur tentando di fare!

« Comunque, e a questo punto, sono d’obbligo i miei più sinceri complimenti per essere giunti sino a qui! » volle altresì riconoscere loro la sua amica, la sua compagna d’arme, a offrire un pur giusto tributo per il merito da loro così dimostrato « E non soltanto per i nemici che sicuramente vi siete lasciati alle spalle, quanto e piuttosto per non esservi suicidati appena sbarcati… » specificò, non potendosi negare quella nota necessariamente ironica, seppur priva di critica a loro riguardo « … io, al vostro posto, pur di non ritrovarmi costretta a compiere questa pagliacciata, mi sarei sparata immediatamente. »
« Non credere che non ci possiamo aver pensato… » negò Mach, con espressione di palese sconfitta.
« … purtroppo ci ha pensato anche l’amministratore, minacciando ripercussioni per chiunque non avesse preso seriamente questa iniziativa. » concluse Ras’sh, chinando il capo e coprendosi gli occhi con la destra, in segno di imbarazzata vergogna per l’assurda situazione in cui avrebbero avuto a dover essere riconosciuti « Vi prego… non commentate! »

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