11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte

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Si conclude, con l'episodio odierno, la sessantunesima avventura di Midda, dal titolo "Il cerchio si chiude"!
E, come credo sia chiaro già da un po', si conclude con questo episodio anche il secondo arco narrativo della lunga saga della nostra eroina preferita!

In questo, ringraziando tutti gli amici della Kasta Hamina, Midda Bontor lascia le proprie avventure siderali per ritornare al proprio mondo natale, cresciuta, sicuramente, cambiata, certamente, e pur desiderosa di tornare alla dimensione originale della propria quotidianità, e di quella quotidianità che, del resto, l'ha sempre contraddistinta.

A domani, quindi, con l'inizio di qualcosa di un'altra storia!

Sean, 16 marzo 2020

giovedì 29 aprile 2021

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Per Na’Heer, figlio di lord Brote e della principessa Nass’Hya, infine, l’intuizione sopraggiunse nel mentre della prima colazione, un pasto abitualmente consumato in compagnia di proprio padre.
Benché, ovviamente, i molteplici impegni di suo padre Brote, tanto nella sua vita passata, quand’ancora era un lord della città, quanto in quella attuale, e nel proprio ruolo di sostanziale supporto alla Campionessa di Kriarya qual suo reggente, lo costringessero, sovente, a distanziarsi dal proprio unico figlio ed erede, quella della colazione insieme avrebbe avuto a doversi considerare una tradizione irrinunciabile, un momento da trascorrere in reciproca e quieta compagnia che niente e nessuno avrebbe potuto avere diritto di turbare. Il pranzo, la cena, o qualunque altro momento della giornata avrebbero potuto prevedere una loro separazione. Ma non la colazione... la colazione era il loro pasto, il loro momento, e nessuno glielo avrebbe mai potuto negare.
Così, anche in quella mattina, come ormai di consueto, Na’Heer e Brote si erano ritrovati nella sala principale della locanda per fare colazione, seduti a un tavolo in posizione decentrata, onde restare volontariamente in disparte rispetto a qualunque altra possibile presenza. Non che, nell’orario per loro consueto, immediatamente successivo all’alba, avesse a potersi riconoscere una presenza particolarmente rilevante di presenze all’interno di quella sala. Ma alle solite chiacchiere sui reciproci programmi per la giornata, quella mattina Na’Heer aveva voluto sostituire una serie di domande rivolte al padre, onde sperare, in tal maniera, di avere occasione di lasciarsi cogliere da qualche fortunata intuizione al fine di aiutare i propri amici...

« Tu conosci praticamente tutte le avventure che Midda ha vissuto nel corso della sua vita... non è vero?! » interrogò, in tal maniera, il padre, in quella che, per iniziare, avrebbe avuto a dover essere intesa, in effetti, qual una considerazione quasi retorica.
« La maggior parte... sì. » annuì Brote, incuriosito dal senso di quell’interrogativo, là dove, generalmente, Na’Heer non avrebbe avuto a dover essere inteso particolarmente avido di simili storie da parte sua, avendo del resto occasione, come chiunque altro, di sentir parlare già a sufficienza, e tal volta persino a sproposito, nel merito di Midda Bontor da chiunque altro « Ho ancora grandi lacune nel merito del suo periodo stellare... anche perché, sono sincero, ogni qual volta ha provato a parlarmene, ho fatto realmente fatica a comprendere quello che tentava di dirmi. »

Difficoltà evidente, nell’intento di illustrare dettagli nel merito del suo lungo viaggio fra le stelle del firmamento, avrebbe avuto a dover essere intesa doppia per la Figlia di Marr’Mahew: non soltanto riguardo al significato stesso di quanto ella avrebbe voluto illustrare, spesso da lei stessa compreso in maniera pressoché superficiale per poter essere adeguatamente riportato a chi, proprio malgrado, completamente alieno a tutto ciò; ma anche, e ancor peggio, a livello di significante, nell’assenza, dal loro stesso vocabolario, di termini utili a indicare taluni oggetti e concetti, in maniera tale da costringere la stessa donna guerriero, o Duva e Lys’sh, all’occorrenza, a ricorrere a parole appartenenti a un diverso vocabolario, e un vocabolario che, alla loro attenzione, avrebbe avuto a dover essere considerato costituito da suoni privi di senso. Così, parole come idrargirio, plasma e laser, inesistenti nel vocabolario kofreyota, avevano dovuto essere accolte di buon grado come un dato di fatto, ricollegate al proprio significato soltanto in grazia a lunghi giri di parole a confronto con i quali, pur, Brote non avrebbe potuto in fede asserire di aver completamente compreso il tutto.

« E fra tutte le avventure che Midda ha vissuto, qui nel nostro mondo... quale pensi che sia la più assurda...?! » domandò allora Na’Heer, non affrontando il discorso in maniera diretta anche nel confronto con l’evidente difficoltà a poterlo argomentare in qualunque misura.
« Mmm... » esitò l’uomo, sgranando appena gli occhi prima di rotearli con fare pensoso « Questa è una domanda complicata, là dove sarebbe probabilmente più facile riuscire a indicare l’avventura meno assurda da lei vissuta. » scosse il capo, a confronto con un’epopea sempre ben oltre i limiti della normalità, in termini tali per cui, per l’appunto, tutto sarebbe necessariamente apparso assurdo se, altresì, non fosse stato assolutamente vero « Ma forse una delle vicende più assurde da lei vissute è stata quella nel tempio della fenice. »
« Intendi dire la volta in cui salvò H’Anel e M’Eu, quando erano ancora bambini?! » rievocò l’altro, ricordando quella come l’unica avventura di Midda ambientata nel tempo della fenice e, ciò non di meno, ritrovandosi sufficientemente deluso, non ravvisando, almeno nella versione da lui conosciuta di tale vicenda, nulla per cui avere a poterla considerare così assurda.
« No. » sorrise il reggente di Kriarya « Intendo riferirmi alla vicenda successiva... e a quella nel corso della quale ebbe a ritrovarsi a confronto con una mezza dozzina di altre se stessa. » puntualizzò, volgendo per un istante lo sguardo verso il nulla innanzi a sé « Se non rammento male, fra l’altro, quella fu anche la prima volta in cui ella ebbe a confrontarsi con la Progenie della Fenice. » commentò, prima di riportare lo sguardo verso il figlioletto « Considera che all’epoca questa faccenda del multiverso non era propriamente chiara. Né, tantomeno, ci era stata concessa occasione di incontrare Maddie o Rín, a dimostrazione di quanto, effettivamente, esistano altre infinte realtà. »
« Ci sono state alter Midda che hanno viaggiato nel multiverso oltre a Maddie...?! » domandò sorpreso il ragazzo, spiazzato da quella rivelazione e da una rivelazione quantomeno inattesa, non avendo mai sentito prima offrire riferimento a nulla del genere.
« Non esattamente… » precisò l’uomo, stringendosi poi fra le spalle a minimizzare il senso di quanto stava per pronunciare « Non mi chiedere come sia possibile ma, a quanto pare, il tempo della fenice è collocato in una sorta di terra di nessuno fra le dimensioni, in termini tali per cui, lì, è possibile anche avere a incontrare altri se stessi, provenienti da altre realtà, se anch’essi, in quel momento, nei propri mondi, si ritrovano impegnati a muoversi in quello stesso luogo. »
« Non sono certo di comprendere. » ammise con rammarico Na’Heer, posto a confronto con un discorso certamente superiore alle proprie possibilità di apprezzamento.
« Siamo in due allora... » ridacchiò Brote, scuotendo il capo e lasciando ondeggiare la propria fluente chioma argentata « E, detto fra noi, neppure Midda stessa ha ben compreso la dinamica della faccenda. » ammiccò poi, verso di lui con fare complice « In linea di principio, comunque, credo che ricada in quei luoghi-non-luoghi come quell’anticamera dell’aldilà dove ci siamo ritrovati poco tempo fa... o come lo stesso tempo del sogno, nel quale pur non ho mai avuto possibilità di accedere e, sinceramente, non credo di aver neppure desiderio di farlo. »
« ... » si ammutolì il ragazzo, sgranando gli occhi a confronto con le parole utilizzate dal padre... e con quelle parole che, per quanto assurdo, sembravano richiamare direttamente l’infantile ipotesi formulata dalla piccola Eli la sera precedente.

Fu così che, quando quella mattina, Tagae e Liagu, Meri e Nami, nonché Na’Heer e la stessa piccola Eli, ebbero occasione di rincontrarsi, tutti ebbero di che avere a condividere con gli altri le proprie riflessioni, e le proprie riflessioni volte a dare un senso a quanto dichiarato dalla stessa Midda Elisee, la quale non poté che inorgoglirsi, a ragion veduta, per il proprio costruttivo contributo alla questione.
E, ancora, fu così che, dopo quel momento di reciproco aggiornamento, con l’individuazione di ben tre possibilità volte a spiegare l’arcano della sera precedente, essi non ebbero a esitare a cercare Nóirín Mont-d'Orb, nella volontà di confrontarsi direttamente con lei nel merito di tutto ciò, per comprendere quanto simili elucubrazioni avessero a doversi intendere fini a se stesse o, piuttosto, effettivamente utili per il loro obiettivo primario: ritrovare Midda Bontor!

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