11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte

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Si conclude, con l'episodio odierno, la sessantunesima avventura di Midda, dal titolo "Il cerchio si chiude"!
E, come credo sia chiaro già da un po', si conclude con questo episodio anche il secondo arco narrativo della lunga saga della nostra eroina preferita!

In questo, ringraziando tutti gli amici della Kasta Hamina, Midda Bontor lascia le proprie avventure siderali per ritornare al proprio mondo natale, cresciuta, sicuramente, cambiata, certamente, e pur desiderosa di tornare alla dimensione originale della propria quotidianità, e di quella quotidianità che, del resto, l'ha sempre contraddistinta.

A domani, quindi, con l'inizio di qualcosa di un'altra storia!

Sean, 16 marzo 2020

sabato 14 maggio 2022

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« Giusto per capire: facendo finta abbia a esistere questa ferrovia a cui ti riferisci... quanto tempo potrebbe permettere di risparmiare rispetto a un viaggio a cavallo?! » domandò la figlia di Ebano, offrendo voce alla propria curiosità, anche in considerazione del tempo da dover occupare in qualche maniera.
« Difficile esserne sicuri così su due piedi… » scosse il capo l’altra « Francamente non ho idea della velocità alla quale potrebbero essere in grado di sospingere una locomotiva a vapore. Tuttavia, credo che un cavallo viaggi in media fra i quindici e i venti chilometri all’ora. E anche nell’ipotesi in cui il treno non avesse a superare i cinquanta chilometri all’ora, avremmo comunque un risparmio di circa due terzi del tempo. Senza considerare che un treno, a differenza di un cavallo, non ha necessità di riposare nelle tratte più lunghe… »
« Chilometro…?! » esitò H’Anel, non conoscendo quella che intuiva essere un’unità di misura e un’unità di misura riferita alle distanze « Quanto è un chilometro…?! »
« Sì, scusa… è che sono cresciuta con il sistema metrico decimale e nella mia mente ancora ragiono con quelle unità di misure. » si giustificò Maddie, non desiderando di certo disorientare la propria interlocutrice con il proprio discorso, ma, semplicemente, ritrovandosi ancora più a proprio agio a pensare alle distanze in chilometri, ai pesi in chili, e al valore delle cose in euro, ancor prima che riferirsi a miglia, libbre e… oro « Se non sbaglio a stimare, un chilometro dovrebbe equivalere a poco meno di due miglia. » dichiarò, sbagliando completamente la conversione nel star in verità pensando esattamente al contrario di quanto ebbe coì a erroneamente a dichiarare.
« Quindi mi stai dicendo che il treno che Midda desidera costruire potrebbe viaggiare addirittura a cento miglia orarie…?! » domandò, affidandosi alla conversione suggeritale e proponendo una cifra evidentemente esagerata, o, quantomeno, esagerata nelle aspettative proprie di quel mondo e di una tecnologia ancora tutta da definire.
« Premesso che da dove vengo io i treni ad alta velocità arrivavano tranquillamente a più di centocinquanta miglia orarie, e in altre parti del mondo so che potevano toccare senza problemi le duecentocinquanta miglia orarie… e forse anche qualcosa di più, credo che tu abbia fatto un piccolo errore di calcolo. » puntualizzò quindi la donna dagli occhi color del ghiaccio e dai capelli color del fuoco « Quello che ti stavo dicendo è che il treno che Midda ha in mente potrebbe viaggiare addirittura oltre le venticinque miglia orarie. »
« Ma hai detto che un chilometro sono poco meno di due miglia. » obiettò H’Anel, non trovandosi nella correzione in quella maniera riservatale dalla propria interlocutrice.
« D’accordo… allora ho detto una cavolata. » ridacchiò Maddie, scuotendo il capo « In realtà è esattamente all’incontrario: un chilometro equivale a poco più di mezzo miglio. » si corresse, non priva di un certo imbarazzo per la confusione in tal maniera suscitata.
« Ah, ecco! » replicò l’altra, unendosi alla risatina di lei « Non conoscerò di certo il chilometro, o altre strane misure del tuo mondo natio ma, di certo, so ancora fare dei calcoli semplici come quelli necessari per moltiplicare per due o dividere per due… » precisò la giovane avventuriera, non priva di una certa autoironia nel merito della propria pur più che giustificabile ignoranza nel merito delle convenzioni proprie della realtà originale della propria amica e interlocutrice.
« Evidentemente sono io che ho dimenticato come si raddoppia o si divide a metà. » sancì l’altra, levando le mani in segno di resa « Ed è un bene, quindi, che tecnicamente non sia una mercenaria… o rischierei di trovarmi senza un soldo. » ammise, non priva di autocritica per l’errore compiuto, e un errore, comunque, in buonafede, dovuto a una semplice distrazione piuttosto che alla propria ignoranza nel merito dei concetti più elementari della matematica.
« Se ti servono lezioni su come andare al rialzo… beh… chiedi pure a Midda! » intervenne la voce di Howe, sopraggiungendo dalla parte anteriore del carro, ove era seduto alla guida dello stesso « Ha sempre avuto la straordinaria capacità di iniziare un’avventura pattuendo una cifra, e di chiuderla avendo a domandare almeno cinque o sei volte tanto. »
« Se tuttavia ogni volta l’hanno comunque pagata, evidentemente ne valeva la pena. » sorrise sorniona Maddie, non potendo ovviare a provare un certo orgoglio per tutto ciò, benché non la riguardasse direttamente ma riguardasse un’altra Midda… l’altra Midda, autoctona in quel mondo.

Dando così sfogo a un disordinato flusso di coscienza figlio non di un solo intelletto, ma, addirittura, di tre, contando come attori principali soltanto Maddie, H’Anel e Howe, quel dialogo ebbe a proseguire verso direzioni ben distanti da quella da cui aveva avuto inizio, in relazione al discorso del treno e delle sue potenzialità. Del resto, e al di là di qualunque ipotetico calcolo, giusto o sbagliato che fosse, appariva ormai chiaro come il treno, o, quantomeno, l’idea propria del treno, avesse necessariamente a battere il cavallo, in termini tali da ben giustificare l’interesse espresso da parte della Figlia di Marr’Mahew in quella direzione.
Del resto, Midda stessa, nella propria parentesi siderale, aveva avuto occasione di beneficiare in prima persona dell’utilità di mezzi assimilabili, anche e soltanto a livello urbano, dove, comunque, le dimensioni proprie delle città di quei mondi lontani avrebbero avuto a far apparire semplicemente ridicole quelle proprie di una pur importante capitale come Kriarya. E se, su scala così amplia, quei mezzi di locomozione si ritrovavano ad avere una ragion d’essere anche in predilezione a mezzi ancora più incredibili, come i veicoli antigravitazionali, di indubbio interesse sarebbe stato tentare di applicarne una qualche primitiva versione anche nel loro mondo, ad abbattere quelle distanze che, ove affrontate a piedi o a cavallo, avrebbero comunque avuto ad apparire indubbiamente onerose.

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