11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

lunedì 9 luglio 2018

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Non di rado, Lys’sh e Rula incontrarono, lungo il proprio cammino, diversi gruppi di altri giocatori, di altri concorrenti di quell’assurdo carosello, già battuti, già sconfitti, con i quali non avrebbero avuto possibilità di parlare, e nel confronto con la semplice presenza dei quali, ciò non di meno, avrebbe avuto a dover essere considerata sufficientemente chiara l’azione delle loro altre due compagne, di Duva e di Midda. Per quanto, infatti, separatesi dalle medesime, ineluttabile sarebbe stato per loro ripercorrerne i passi, e ripercorrerli, in particolare, in direzione del  comune obiettivo. E sebbene, molto probabilmente, il cammino da loro reso proprio non avrebbe avuto a dover essere riconosciuto qual identico e sovrapponibile a quello delle altre, ineluttabilmente avrebbe avuto a dover essere considerato affine e, in ciò, atto a destinarle a cogliere i segni del loro passaggio, della loro azione nel circondario.

« Non c’è che dire… » commentò Rula, dopo che, addirittura, ebbero a doversi fermare nel confronto con il passaggio di un gruppo di una quarantina di persone, fra umani e non, tutti di sesso maschile e tutti quietamente destinati ad abbandonare quel pianeta, nell’evidenza della sconfitta per loro resa viva e palese dal rosso bagliore dei propri braccialetti « Le nostre compagne non si stanno negando occasione per divertirsi da queste parti… » evidenziò, con la fronte aggrottata nello stupore della quantità degli avversari da queste sconfitti, tale da rendere le loro personali vittorie ben misero risultato nel confronto con la virtuale mattanza altresì da esse compiuta.
« Mmm… » esitò tuttavia Lys’sh, soppesando quell’analisi e quanto da essa suggerito, nel non riuscire a ritrovarsi completamente concorde con la medesima, nell’avere a intendere, piuttosto, una realtà diversa « A costo di sbagliarmi, credo invece che stiano iniziando ad annoiarsi. » corresse, incerta nel confronto con quell’ipotesi di coinvolgimento positivo da parte delle amiche dalle quali si erano allontanate « Per loro, tutto questo non credo abbia a poter rappresentare, neppur vagamente, l’idea di una sfida, quanto e piuttosto una ragione di profondo tedio… e tedio nel confronto con troppe persone che della guerra stanno rendendo un semplice giuoco, senza averla mai vissuta, senza averla mai affrontata. »
« … persone come me? » ironizzò, non senza anche una certa autoironia, la giovane controparte, ben consapevole del proprio livello, e dell’impossibilità a porsi a confronto con tutte loro, un’impossibilità che nessuno sforzo, nessun impegno, avrebbe potuto vagamente colmare.
« No… figurati! » escluse l’ofidiana, scuotendo appena il capo « A confronto con la maggior parte di queste persone, probabilmente, tu hai a poterti considerare una guerriera di indubbio prestigio. » sorrise Lys’sh, in parole che non avrebbero voluto in alcun modo svilire ulteriormente tutti i loro potenziali antagonisti, quanto e piuttosto risaltare il valore proprio di Rula, per così come ebbe meglio a sottolineare di lì a breve « Per quanto tu possa non avere fiducia nelle tue stesse capacità, vorrei ricordarti che, sino a oggi, hai sempre collaborato in maniera attiva e proattiva in ogni avventura nella quale ci siamo ritrovate coinvolte dal nostro arrivo sulla Kasta Hamina… » intendendo riferirsi, in quell’aggettivo possessivo, a se stessa e a Midda, fra le ultime aggiunte all’equipaggio della nave di classe libellula « … anche quando c’era da combattere, armi in pugno, per liberare Be’Sihl su Loicare, se ben rammenti. »
« Ma… » tentò di negare Rula, non cogliendo particolari ragioni di lode per se stessa o per il proprio contributo, salvo essere, in tal senso, nuovamente contraddetta dall’interlocutrice.
« Niente “ma”: è così! » sorrise questa, strizzando l’occhio sinistro con fare complice « Credi davvero che io potrei mai parlare per il gusto di farlo…?! Non sto cercando di lodarti in maniera gratuita o immeritata… quello che dico, lo credo veramente! » sancì, non desiderando ripetersi ulteriormente a tal riguardo « E che tu possa accettarlo o meno, il tuo contributo alla squadra, all’equipaggio della Kasta Hamina, è meritevole quanto quello di qualunque altro membro… »
« Ciò non di meno, non sono certamente una guerriera al vostro pari. » asserì, non negandosi l’occasione di precisare, ben conoscendo i propri limiti e le proprie difficoltà.
« … che c’entra?! » scosse il capo Lys’sh, non negando il senso di quell’affermazione, quanto e piuttosto il suo effettivo valore nel discorso « Non sei neppure un medico come il caro vecchio Roro, un meccanico come il baldanzoso Mars, o una cuoca come la bravissima Thaare… ma non mi pare che tu abbia a farti crucci per questo, no?! » osservò, citando altri tre membri dell’equipaggio, rispettivamente il medico di bordo, il meccanico e la cuoca, i cui ruoli avrebbero avuto a dover essere riconosciuti non meno meritevoli di valore rispetto a quelli di chiunque altro lì a bordo, inclusi gli stessi Lange Rolamo o Duva Nebiria, i proprietari della nave, i quali, senza il proprio equipaggio, non avrebbero comunque potuto far molto.
« … è diverso. » tentò di obiettare Rula, non senza una certa confusione a tal riguardo.
« Diverso in cosa…?! » replicò, tuttavia, l’ofidiana, insistendo a tal riguardo, nel non volerle concedere ragione alcuna in quel discorso, non per farle torto quanto, e piuttosto, per non permetterle di far torto a se stessa, con la propria mancanza di fiducia nelle proprie potenzialità.

Solo il silenzio ebbe a seguire quella domanda, nell’impossibilità, per la giovane Rula, a trovare argomentazioni utili alle quali aggrapparsi.
E se, allora, Lys’sh avrebbe avuto a doversi considerare più che soddisfatta da quel silenzio, e dall’implicito consenso in esso celato, ella non volle permettere al discorso di cadere nel vuoto in quel modo, senza, in questo, garantire all’altra una qualche occasione di intimo chiarimento con se stessa nel merito di un argomento tanto sensibile…

« Sai… non sono esattamente una terapeuta, né tantomeno una barista, ma concedimi ugualmente la possibilità di condividere un’osservazione. » sorrise Lys’sh, in quell’espressione straordinariamente solare che, chiunque, conoscendola, avrebbe potuto ricondurre a un sorriso, anche in assenza, sul suo viso, di labbra utili a renderlo assimilabile al concetto umano di sorriso « Io credo che, ritrovandoti per tanto tempo ad ascoltare Duva ripetere che il tuo unico ruolo a bordo della Kasta Hamina avesse a doversi intendere qual quello di concubina del tuo sposo, complice la tua modestia e, probabilmente, la tua insicurezza, tu abbia finito con il credere realmente a tale opinione, iniziando a considerarla reale, veritiera, per quanto semplice conseguenza della gelosia di un’ex-moglie per la nuova compagna del proprio ex-marito. » ipotizzò, infilando la propria destra sotto il braccio sinistro di lei e, in questo, tirandola appena a sé, per proseguire, a braccetto, il loro comune cammino in discesa lungo quel nuovo versante delle montagne ormai quasi completamente superate, e lasciate alle loro spalle « Un errore madornale… se mi permetti la critica. »
« Ciò non di meno, è vero che a bordo io non ho un vero e proprio ruolo… » tentò di obiettare Rula, ancora una volta vittima di quel pregiudizio ormai profondamente attecchito nella sua mente.
« Neppure Ragazzo lo ha. E neppure Be’Sihl o io ne abbiamo uno… » insistette l’altra, scuotendo appena il capo e continuando a sorridere « … e quindi? E’ forse il ruolo che ti definisce? O, piuttosto, sono le tue azioni a farlo…?! »
« … è che io non voglio essere soltanto l’ultima moglie del capitano… »
« E allora non esserlo. » incalzò Lys’sh, minimizzando ogni possibile dramma attorno a ciò, stringendosi appena nelle spalle e continuando, ciò non di meno, a stringere il braccio di lei a sé « Tu sei la sola che può definire te stessa… non posso, e non devo, esserlo io, non può, e non deve, esserlo Midda, Duva, Lange… o alcun altro. » affermò, con assoluta convinzione a tal riguardo, trasparente e chiaramente percepibile nelle sue parole « Decidi chi vuoi essere… e siilo fino in fondo, non guardando in faccia a nessuno! Perché questa è la tua vita… e soltanto tu hai a poter decidere come viverla, tanto nel bene, quanto nel male. » concluse, non negandosi una certa soddisfazione per le parole appena pronunciate, atte a farla apparire decisamente più saggia di quanto non avrebbe creduto di poter essere.

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