11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

lunedì 15 agosto 2011

1307


I
l viaggio verso settentrione si dimostrò, a posteriori, relativamente tranquillo. Per lo meno più di quanto sarebbe potuto essere e di quanto, probabilmente, l'animo vivace di Midda Bontor avrebbe gradito potesse essere.
Abituata, nella propria quotidianità, ad affrontare imprese sempre straordinarie e sempre incredibili, oltre a ogni umano limite e tali da permetterle di esser già considerata al pari di una leggenda vivente, la donna guerriero non avrebbe potuto apprezzare l'eccessiva mitezza di quel tragitto, nel momento in cui né il tempo, né altro avversario mortale o immortale, si schierò nella volontà di rallentarne il passo. Giunti ormai a metà del mese di Khooc, e con esso della stagione autunnale, il tempo atmosferico, infatti, avrebbe potuto riservare diverse sorprese, tali da costringerli a soste impreviste o, persino, a deviazioni del proprio itinerario per così come da lei stabilito in intimo accordo con se stessa, unica a conoscere la loro effettiva destinazione: tuttavia, nel rispettare la tendenza abitualmente temperata di Kofreya, solo un paio di notti di pioggia poterono essere riconosciute quali blandi tentativi di loro contrasto, difficoltà di ben misera portata per chi, qual la mercenaria dagli occhi di ghiaccio, nel corso della propria lunga esistenza si era ritrovata persino costretta a combattere nuda fra la gelida neve d'alta quota. Parimenti, ove pur un qualunque tentativo di saccheggio da parte di stolidi predoni di strada, ladruncoli senza particolare arte capaci, tutt'al più di riservarsi qualche occasione di successo in contrasto a deboli contadini o allevatori, avrebbe potuto offrire una pur minimale possibilità di svago alla coppia, in quel loro pur non breve tragitto alcun tentativo in loro contrasto venne palesato, deludendo nuovamente, anche sotto simile frangente, ogni aspettativa da parte della donna guerriero. A tal riguardo, nel merito di quell'ultimo dettaglio, in verità, ella non poté ovviare di riservare un fugace pensiero all'immagine della terribili colonna guerriera facente riferimento a El'Abeb, predoni e tagliagole senza terra, senza patria alcuna, i quali, ormai in circolazione in quei territori da qualche tempo, avrebbero potuto essere considerati responsabili, nella loro semplice presenza, per quanto accaduto, per quell'improvviso aumento della sicurezza all'interno delle province kofreyote, in conseguenza indiretta di una crescita costante della propria influenza, del proprio potere: una valutazione che, per quanto non folle o priva di qualunque ragion d'essere, non avrebbe potuto considerare a proprio sostegno neppure una particolare riprova, relegandosi, in ciò, nel vasto e fantasioso campo delle supposizioni.
Al di là del tedio per lei potenzialmente derivante in quel viaggio, sì privo di ogni distrazione utile a concederle svago, innegabile per la Figlia di Marr'Mahew sarebbe dovuto essere comunque riconosciuto come, dal proprio personale punto di vista, tutto ciò avesse da essere inteso qual un risvolto positivo, una nota sostanzialmente benevola all'interno di quel viaggio, altresì valutabile qual un'imprevista perdita di tempo, una inattesa deviazione dal proprio impegno già fissato impegno personale in opposizione alla propria stessa sorella Nissa. A seguito, infatti, dell'ultima, spiacevole e ingiuriosa manovra da lei condotta a compimento nel tentativo di screditarla, oltre che di incrementare la tragica sequela di omicidi perpetrati al solo scopo di danneggiare la tanto odiata Midda, quest'ultima aveva deciso di non concedere ulteriore possibilità di tregua alla propria gemella, intenzionata, allora più che mai in passato, a chiudere definitivamente ogni questione rimasta in sospeso con lei.
Proprio per tale ragione ella aveva ricercato contatto con Howe e Be'Wahr, salvo scoprire quanto la propria scelta fosse stata compiuta, nell'esatto contempo, anche dalla stessa Nissa, la quale, agendo a sua imitazione, aveva precedentemente già ucciso una sua cara amica, nonché moglie del suo mecenate, e, allora, aveva evidentemente esteso il proprio interesse anche nella direzione dei due fratelli mercenari, già suoi compagni in passate avventure. Impossibile sarebbe stato comprendere in che misura Nissa, travestita da Midda avrebbe desiderato plagiare i due compari, forse desiderosa solamente di imporre loro prematura morte, forse, e pericoloso escluderlo, bramosa altresì di riuscire a porli in aperto contrasto alla vera Figlia di Marr'Mahew: qualunque potesse comunque essere stata la strategia da lei originariamente pianificata, la comparsa in scena di Midda, da lei probabilmente non più attesa di quanto non fu il reciproco accadimento, aveva vanificato il tutto, lasciandole qual unica via, sola possibilità di riscatto, la strada della violenza. La stessa da lei allora abbracciata nel tentare di uccidere lo shar'tiagho, ferendone irrimediabilmente il braccio e conducendo, in conseguenza di tutto ciò, all'obbligata scelta dell'amputazione per la quale, ora, l'inevitabile sviluppo aveva preso una piega tanto originale.
Nessun imprevisto, così, venne loro imposto nelle mai serene terre di Kofreya, al pari delle avvelenate lande della Terra di Nessuno, permettendo loro di raggiungere, ormai nei primi giorni dell'ultimo mese d'autunno, Tynov, i confini di Gorthia e, con essi, nelle speranze del povero Howe, l'occasione tanto bramata per recuperare il proprio braccio perduto.

« Non che io desideri apparire ingrato… » premesse lo shar'tiagho un pomeriggio come altri, durante una breve sosta a un pozzo per permettere ai loro cavalli di abbeverarsi e a loro stessi di riposare, se pur per un effimero intervallo, la schiena posta a dura prova da tanti giorni di marcia « … dopotutto non capita ogni giorno l'occasione di trascorrere tanto tempo da soli con Midda Bontor e, certamente, questo farà crescere non poco le mie valutazioni sul mercato… » continuò, con un riferimento sornione e malizioso in direzione non della propria quotazione in quanto professionista, ma, chiaramente, in quanto uomo, alludendo a un possibile, e pur lì del tutto inesistente, rapporto intimo fra loro, tale da giustificare in lei un desiderio di isolarsi in sua compagnia « … ma: manca ancora tanto?! »
« Sai… è in momenti come questo che riesco ad apprezzare, in maniera sincera, il reale valore del mio scudiero. » replicò la mercenaria, aprendosi in un ampio sorriso verso di lui, nel mentre in cui, sollevato un secchio ricolmo d'acqua, si spruzzò il volto e le spalle con la stessa, per poi, in maniera più decisa, rovesciarselo direttamente sopra il capo, a ricercare, in assenza di un'assolutamente gradita vasca da bagno, un mezzo per contrastare il crescere costante di terra e polvere sopra la propria pelle « Lui non si lamenta mai per la strada che gli chiedo di compiere accanto a me… né mi domanda mai quanto manchi prima della conclusione. » spiegò, scuotendo la sempre più intricata chioma di neri capelli la quale, neppure in conseguenza di quella doccia imprevista, parve riuscire a riservarsi una parvenza d'ordine.
« Non fatico a crederlo. » aggrottò la fronte egli, volgendole uno sguardo sufficientemente esplicativo a tal riguardo « Quel disgraziato ambisce in maniera tanto ossessiva a poterti accompagnare sempre, comunque e ovunque, che in quelle rare occasioni nelle quali gliene offri l'occasione si ritrova probabilmente a pregare gli dei sperando di prolungare il viaggio quanto più possibile… » osservò con trasparente sarcasmo.
« Tsk… non credo proprio. » negò ella, minimizzando la velata critica così riservatale « Anche perché Seem non ha ancora deciso se credere o meno negli dei. » puntualizzò subito dopo, dando riprova di tutta la propria autoironia nell'accogliere, sostanzialmente, quanto prima rifiutato.
« Lohr… » sospirò Howe, invocando il nome del proprio dio, forse giustappunto per restare in tema, e ricercando affidamento in lui in quella situazione « Se impagabile: spero che tu te ne renda conto. » scandì, in quello che difficilmente sarebbe potuto essere riconosciuto quale un complimento nei suoi confronti.
« Certo che me ne rendo conto: infatti non mi stai pagando per questa bella gita fuori porta… » obiettò Midda, ridacchiando apertamente.
« Tu aiutami a procurarmi questo maledetto braccio nuovo, e poi ti giuro che non avrò pace sino a quando non lo avrò collaudato per strozzare quella cagna di tua sorella. » gli promise egli, suggerendo, in effetti, un proposito già ripetuto quasi quotidianamente.
« … con rispetto parlando. »
« Con rispetto parlando, ovviamente. » annuì l'uomo, alla correzione di lei, scoppiando, poi, a propria volta in una grassa risata, sebbene ricolma di malinconia, sentimento inevitabile in un dialogo qual quello e in condizioni quali le proprie.

Prima che, tuttavia, egli potesse lasciarsi conquistare in maniera eccessiva dal rimpianto per il proprio arto perduto, o dall'ira a discapito di Nissa, purtroppo del tutto inutile in un momento qual il tempo presente e la loro attuale situazione, Midda volle riprendere voce, per offrirgli una speranza concreta in risposta alle sue richieste, alle sue lamentele…

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