11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

venerdì 8 settembre 2017

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« … e questo è ciò che è successo. »

A concludere, in tal maniera, un breve resoconto in direzione del proprio capitano fu, seduta non nello stanzino da lui adibito a ufficio, quanto più comodamente nella mensa, il capo della sicurezza della Kasta Hamina, approfittando dell’occasione e del luogo per mostrarsi impegnata, nel contempo di ciò, a sorseggiare una bevanda da lei scoperta soltanto nel corso di quell’ultimo anno e, nel confronto con i benefici emotivi conseguenti alla quale, pur, non avrebbe potuto riservarsi particolare ragione di dubbio: la cioccolata.
In effetti, Midda aveva trovato qual semplicemente delizioso quello strano liquido scuro, amaro quanto sufficiente da non offrirle la nausea al pari di altre bibite effervescenti sovente abusate anche da quasi tutti i membri dell’equipaggio, e reso ancor più estasiante nell’aggiunta di polvere di cannella, tal da alterarne in maniera minimale, e pur sconvolgente, il sapore, definendone la più completa pienezza in termini dei quali, sinceramente, ella sarebbe stata posta in difficoltà a tentarne una qualche definizione. E, con buona pace del suo amato Be’Sihl, in quel momento ovviamente accanto a lei, ad ascoltarne il racconto e a riflettere, accuratamente, sul medesimo, la cioccolata avrebbe rappresentato anche un punto a forte favore della volitiva Thaare, la quale, senza la benché minima possibilità di fraintendimento, avrebbe potuto vantare una straordinaria abilità nel produrre simile bevanda in termini nel confronto con i quali, probabilmente, egli non sarebbe stato in grado di giungere… non, quantomeno, se ella non avesse accettato di condividere, con lui, le proprie conoscenze, i propri segreti. Eventualità, quella, che, tuttavia, allor sarebbe ineluttabilmente apparsa più improbabile persino di una quieta ritirata dei loro nemici e, contemporaneamente, della ripresa in piena operatività delle loro gondole motori, in misura piacevolmente utile a condurli al di fuori di quella spiacevole trappola nella quale, in effetti, non avrebbero potuto escludere di essere caduti.
Laddove, invero, un guasto al loro sistema di propulsione avrebbe potuto essere, malgrado tutto, considerato un evento spiacevolmente fortuito, raro nella propria occorrenza e, ciò non di meno, neppur così improbabile o, addirittura, impossibile; la concorrenza lì avvenuta fra tale sventurato incidente e la comparsa, a bordo della Kasta Hamina, di quelle ancor non meglio definite creature simili a magnose giganti, avrebbe dovuto essere considerata eccessivamente forzata per poter essere egualmente giustificata qual casuale: per carità, non ancor impossibile… ma, indubbiamente, estremamente forzata, al punto tale da non potervi destinare, sì gratuitamente, una qualche occasione di cieca fiducia. Motivo per il quale, chiunque, in quel momento, lì presente per ascoltarla, non avrebbe potuto ovviare a considerare quasi retorica una ineluttabile conclusione…

« Siamo finiti in trappola, quindi. » dichiarò Lange, storcendo le labbra verso il basso e serrando i pugni sul tavolo innanzi a sé, non la propria scrivania, ma la tavola da pranzo attorno alla quale l’intero equipaggio era solito riunirsi nelle occasioni di frugale convivialità « Qualcuno, consapevole della nostra rotta, ha agito con straordinaria precisione nel fermare i nostri motori in quest’angolo dimenticato della galassia, per darci in pasto a quelle creature… qualunque cosa esse siano. »
« Qualcuno con risorse indubbiamente elevate… » osservò il capo meccanico lì egualmente presente, offrendosi con approccio meno irremovibile rispetto al proprio capitano su tale, pur ovvia, conclusione « Riuscire a creare un campo di radiazioni cosmiche tale da sfasare le nostre gondole non è esattamente qualcosa di facile da creare… anzi… se mi posso permettere, non so neppure quanto abbia a potersi considerare fisicamente possibile da creare. » obiettò, non nella volontà di porre in dubbio quanto appena dichiarato dal loro ufficiale comandante, ma, piuttosto, per condividere in maniera quanto più possibile umile e modesta le proprie conoscenze in materia.
« Ciò non di meno, non dobbiamo dimenticarci che abbiamo una nuova avversaria… » replicò il capitano, dando riprova, malgrado il proprio approccio abitualmente conservatore, di essere sceso rapidamente a patti con quel nuovo concetto di realtà offerto loro dalla mera presenza di Midda e Be’Sihl nelle loro vite, con tutte le loro passate esperienze a contraddistinte da divinità e demoni, includendo, in tal annovero, la creatura ipoteticamente annidata all’interno della testa dello stesso ex-locandiere, presentata loro con il nome di Desmair, nonché la madre del medesimo, una sorta di tenebrosa divinità, o qualcosa del genere, introdotta loro con il nome di Anmel Mal Toise, in contrasto alla quale, accanto all’Ucciditrice di Dei, si erano già apertamente schierato nel loro recente passato, ragione per la quale tutt’altro che priva di qualsivoglia motivazione di vendetta a loro stesso discapito ella avrebbe avuto a doversi considerare « … e, per quanto, a oggi, personalmente non abbia avuto ancora riprova tangibile del temibile potere della stessa, non posso, e non voglio ignorare le parole con le quali la qui presente Bontor la descrisse alla nostra attenzione, per convincerci a desistere dall’idea di aiutarla. »
« La regina Anmel… » commentò l’ex-mercenaria, dando dimostrazione di aver ben colto il riferimento così offerto alla sua principale nemica, alla nemesi per porsi all’inseguimento della quale, del resto, aveva accettato di lasciare il proprio mondo sulle ali della fenice « Invero, non vi sono ragioni per escluderla dall’annovero delle possibili ragioni di quanto sta accadendo. »
« Ma neppure per includerla. » volle prendere voce Be’Sihl, intervenendo con tono grave nella questione, non potendo ovviare a provare un certo senso di disagio nell’essere posto a confronto con quel nome, forse in conseguenza al semidio intrappolato nella parte più recondita della sua mente, il solo che, a buon titolo, avrebbe potuto vantare minor simpatia per quella figura femminile anche rispetto alla propria amata, giacché sol per causa della medesima egli si era ritrovato intrappolato per lunghi secoli in una dimensione aliena alla loro, uscendone soltanto il giorno della propria morte… morte a lui condotta certamente per mano del suo stesso padre, il dio Kah, ma altrettanto certamente per volere della sua altra genitrice, Anmel appunto.
« E’ quanto stavo per dire. » acconsentì la medesima Figlia di Marr’Mahew, sorridendo dolcemente verso il proprio compagno a quel suo fugace intervento « Per quanto, infatti, buona parte delle nostre disavventure dello scorso anno si siano poi rivelate qual orchestrate, in maniera più o meno diretta, da parte di Anmel, pericoloso sarebbe attribuirle responsabilità per quanto sta accadendo tanto quanto non riconoscergliene la possibilità. » argomentò, a non far apparire quella propria rettifica qual un improprio tentativo volto a correggere una presa di posizione altrimenti troppo repentina « Per quanto ne possiamo sapere, laddove questo campo di radiazioni cosmiche non avesse a doversi considerare un fenomeno naturale, certamente la nostra comune nemica avrebbe a doversi ritenere la sola in grado di agire in maniera tanto straordinaria… così come giustamente evidenziato dal nostro capitano. » puntualizzò, passando con lo sguardo fra tutti i presenti a quel tavolo, a volerli tutti coinvolgere egualmente nella questione « Ciò non di meno, considerare questo campo di radiazioni cosmiche qual qualcosa di diverso da un evento naturale, in assenza di prove a tal riguardo, sarebbe quantomeno avventato… e ci costringerebbe a dover temere un nemico potenzialmente neppur coinvolto nell’intera faccenda. »
« Senza contare che, e scusate l’interruzione… » prese allor parola Thaare, lì ovviamente presente giacché alcun segreto avrebbe avuto ragione di sussistere a bordo della Kasta Hamina, non in termini generali, non nello specifico di quella loro particolare situazione « … in questo momento, Anmel o non Anmel, a noi cambia abbastanza poco. Sarò solo la cuoca, ma i nostri problemi, per come li vedo io, in questo momento sono soltanto due: i motori da far ripartire, e queste magnose giganti da arrestare, prima che possano prendere il controllo della nave. »
« Ben detto, Thaare! » approvò Mars, annuendo vigorosamente alle parole della donna, felice di poter constatare l’evidenza di un’altra persona giudicata, forse anche impropriamente, a sostegno della propria posizione, in termini che, in effetti, egli non aveva avuto ancora occasione di dichiarare e che pur tali avrebbero avuto a doversi considerare, alla luce di tutte le dissertazioni lì in corso « Alla fin fine, che questa sia o meno una trappola poco importa… l’importante è riuscire a uscirne. » tentò di meglio spiegarsi, cercando, in tal senso, di ricollegare quell’ultimo intervento al precedente.

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