11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2925, inizia oggi una nuova avventura della nostra serie regolare, la cinquantasettesima, dal titolo "Un bagliore di speranza"!

Questa avventura, oltre a ricollegarsi a "Il tempo del sogno", tornerà, nella propria ambientazione iniziale e in diversi, necessari riferimenti, alla seconda avventura della serie
"Reimaging Midda".
Ergo, per chi dovesse avere piacere ad approfondire i retroscena, l'invito non può che essere a recuperare "Camminando sui vetri rotti".

Per tutti gli altri, come di consueto... buona lettura!

Sean, 29 maggio 2019

mercoledì 10 aprile 2019

2876


All’esterno dell’edificio, di quell’alta torre di metallo e vetro all’interno della quale aveva il proprio domicilio l’accusatore Pitra Zafral, intente in un ruolo di sorveglianza avrebbero avuto a dover essere riconosciute due antiche rivali che, in quegli ultimi mesi, avevano avuto occasione di scoprire, anche grazie all’aiuto di Midda e di Lys’sh, un piacevole rapporto di amicizia e complicità: Duva Nebiria e Rula Taliqua.
Rispettivamente la seconda e la terza, nonché attuale, moglie del capitano Lange Rolamo, per quelle due donne, costrette a vivere a stretto contatto a bordo della medesima nave stellare, il rapportarsi l’una all’altra non era mai stato così ovvio, così banale, come altresì avrebbe avuto a dover essere, e avrebbe avuto a dover essere, in particolare, nella bontà d’animo propria del cuore della giovane Rula e nella quieta accettazione da parte di Duva di quanto, in effetti, la medesima non avrebbe avuto a dover essere giudicata colpevole di nulla nella propria unione con Lange… anzi. Considerando quanto la fine del loro matrimonio avesse avuto a occorrere per una scelta condivisa, e una scelta conseguente all’incapacità dello stesso Lange di superare, realmente, la perdita della prima moglie, Kasta, Duva non avrebbe dovuto ovviare a provare un certo senso di compassione in direzione della propria “sostituta”, nell’aver a dover essere quietamente consapevole di quanto, quella giovane donna, bella, intelligente e indubbiamente audace, avrebbe sicuramente meritato qualcosa di meglio di quel vecchio barbuto del proprio ex-marito. Purtroppo, la fanciullesca timidezza dell’una, e la sarcastica aggressività dell’altra, e rispettivamente di Rula e di Duva, non avevano consentito alcuna base di relazione fra loro, in misura tale per cui, purtroppo, per lunghi anni le due donne si erano rapportate verbalmente entro gli stretti limiti del necessario e, obiettivamente, mai in argomenti diversi da questioni di mero lavoro.
Fortunatamente, in grazia a un’insperata e mai ricercata occasione di confronto, e un’occasione di confronto tutt’altro che casuale, nell’aversi a dover riconoscere qual conseguenza di un preciso intento al fine di riunificarle a opera della stessa Midda Bontor, più di un ciclo prima Duva e Rula avevano avuto la possibilità di superare i confini entro i quali si erano mantenute emotivamente segregate, psicologicamente distanti, al solo scopo di scoprire di avere più cose in comune di quante, invero, in contrasto e, in tal senso, di non aver a dover sprecare il proprio tempo in una futile inimicizia laddove, al contrario, avrebbero potuto reciprocamente porre le basi per una solida amicizia. Una nuova e frizzante amicizia, la loro, che, nel corso di quegli ultimi mesi, e di quegli ultimi mesi nei quali si erano dovute impegnare insieme in diverse avventure e disavventure, in conseguenza al coma nel quale era drammaticamente ricaduta Midda, e all’allontanamento dalla Kasta Hamina di Lys’sh, nel suo impegno al seguito di Be’Sihl al fine inseguire un qualche più o meno salubre proposito di vendetta, aveva trovato occasione di crescere e di consolidarsi. E di consolidarsi in termini tali per cui, ormai, ancor più che due supposte rivali entrambe avrebbero avuto a doversi riconoscere qual simili a due sorelle... con buona pace per lo stesso Lange, il quale, in conseguenza a tutto ciò, non ebbe altra possibilità che osservare inerme la propria attuale sposa intraprendere una pericolosa deriva in direzione di quel, da sempre criticato, stile di vita proprio della sua ex-moglie, nonché comproprietaria della loro nave mercantile di classe libellula.
Nel dover, quindi, dividersi in coppie per quell’ennesima missione, e quella missione tutt’altro che priva di rischi o di pericoli, in quel del cuore della stessa Loicare e in sfida al medesimo accusatore che tanto si era impegnato, da più di un anno, a rovinare la loro esistenza quotidiana, nel costringere tutti loro a vivere da latitanti in clandestinità; quasi obbligate avrebbero avuto a doversi riconoscere le formazioni presenti in giuoco, e quelle stesse formazioni consolidatesi nel corso di quell’ultimo ciclo. Così, ancora una volta, Lys’sh ebbe a schierarsi al fianco di Be’Sihl, e Rula accanto alla propria amica Duva, nel solo scopo di massimizzare la possibilità di reciproca intesa e, di conseguenza, a minimizzare, speranzosamente, ogni rischio di insuccesso.

« Come credi stia andando…? » domandò Rula, rivolgendo uno sguardo verso l’alto, verso la torre al di sopra di loro, quasi, in tal maniera, potesse sperare di cogliere evidenza nel merito dello sviluppo della situazione, sebbene, ovviamente, impossibile sarebbe stato da lì cogliere qualunque cosa, fatta eccezione per l’eventualità nella quale la Figlia di Marr’Mahew potesse decidere di appendere il loro supposto futuro alleato fuori da una finestra « E’ già passato un po’ di tempo da quando sono saliti. »
« Stai tranquilla… » minimizzò Duva, per tutta risposta, stringendosi appena fra le spalle e banalizzando in tal maniera ogni possibile ragione d’ansia da parte della propria interlocutrice, laddove non avrebbe avuto senso, per lei, avere a riservarsi una tale occasione di ansia… non, quantomeno, nel non desiderare riconoscere fiducia alcuna alla loro compagna, e a quella guerriera straordinaria e impavida che, obiettivamente, era Midda Bontor « Abbiamo affrontato molto di peggio in passato. Vedrai che andrà tutto bene. » tentò di tranquillizzarla, con un lieve sorriso quasi divertito al pensiero di quante disavventure avesse avuto già occasione di accumulare nel corso di così pochi cicli insieme a Lys’sh e, soprattutto, alla sua gemella spirituale dagli occhi color ghiaccio « Oltretutto, questa volta, a darci manforte, possiamo anche fare affidamento su Be’Sihl… che, a detta della nostra splendida amica ofidiana, ha dimostrato di essere decisamente impetuoso quando ci tratta di menare le mani. »
« Già… » annuì la prima, aggrottando la fronte con rinnovato stupore a quel pensiero, e a quel pensiero nel confronto con il quale ancora non avrebbe saputo scendere a patti, abituata a considerare l’ex-locandiere qual un uomo buono, dall’animo mite e dai modi garbati « … ancora mi viene difficile a crederci. » commentò, stringendo appena le labbra con fare pensieroso « E’ strano immaginare che sia stato capace di compiere tutto ciò di cui Lys’sh ci ha parlato. Forse, addirittura, persino un po’ inquietante… »
« … inquietante?! » esitò l’altra, non riuscendo a cogliere il senso preciso di quell’ultima affermazione « In che senso…?! »
« Beh. Il pensiero di quanto una persona possa scoprirsi essere diversa da quello che tutti possono essere abituati a credere che sia… » commentò Rula, scuotendo appena il capo « Per carità, posso comprendere lo sconvolgimento emotivo conseguente a quanto accaduto a Midda, nel timore di averla persa per sempre… ma da qui a diventare una sorta di sadico maniaco omicida, beh… ce ne passa! »
« C’è anche da considerare, probabilmente, il fatto che tutti noi potremmo aver sbagliato a ritenere Be’Sihl una persona fondamentalmente pacifica. » suggerì Duva, sorridendo con incedere quieto nell’argomento, ben accettando di chiacchierare a tal riguardo più per ingannare il tempo che per un qualche, personale, sconvolgimento all’idea che il compagno della propria amica non avesse a doversi fraintendere qual semplicemente un simpatico ex-locandiere, or rimasto fondamentalmente privo di identità, nell’aver abbandonato il proprio ruolo, e il proprio intero mondo, solo per amore, e per seguire, innamorato, il cammino di Midda attraverso le stelle « Non voglio dire che per stare al fianco di una donna come la nostra comune compagna d’armi, nonché amica, si debba per forza essere un pazzo assassino… ma, obiettivamente, anche il pensiero che egli potesse essere soltanto un pacifico villano dedito a coltivare la propria vigna, se mi permetti la romantica immagine, avrebbe avuto a doversi riconoscere sin da subito qual irreale. E non tanto per lui, quanto e piuttosto per poter scendere a patti, comunque, con lo stile di vita proprio di una guerriera come Midda. »
« Mmm… » rifletté per un istante la sua interlocutrice, per poi concedersi un sorrisetto divertito a confronto con un’idea, forse maliziosa, che l’aveva allor appena colta « Non è che in questo discorso stai mettendoci anche un po’ del tuo, amica mia…?! » suggerì, strizzando l’occhio sinistro con fare complice « Non per dire… ma qualcuno che non è mai stato in grado di scendere a patti con il tuo stile di vita, potrei sbagliarmi, ma dovrebbe essere proprio Lange. » dichiarò, parlando senza imbarazzi del proprio sposo nonché ex-marito dell’amica, per così come, del resto, non avrebbero avuto a potervene essere, nella loro comune convivenza a bordo della stessa nave.
« In effetti… » annuì l’altra, non potendo ovviare a ridacchiare appena all’idea « … e, nonostante tutti i suoi sforzi per cercare una nuova moglie più tranquilla di me, eccoti qui, ora, in cerca di guai insieme a tutti noi. » non si negò occasione di evidenziare quanto, allora, avrebbe avuto a doversi riconoscere qual la proverbiale ironia della sorte « Chissà… forse, sotto sotto, anche quel vecchio burbero nasconde un “inquietante” lato di sé che ancora non conosciamo… » suggerì, riprendendo quelle sue parole, per così come prima rivolte in direzione dello shar’tiagho.

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