11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

giovedì 28 giugno 2012

1622


R
apidi, dietro la donna guerriero, si precipitarono coloro che a lei avrebbero dovuto essere riconosciuti quali più vicini, soprattutto in momenti di battaglia e di guerra. In ordine: Be'Wahr, Howe, Seem e Be'Sihl. I quali vennero seguiti, con il consenso del loro capitano, da A'Fahr e Ifra, con il medesimo Noal a conclusione di quella strana processione che, invero, avrebbe dovuto prevedere lui qual il primo della fila, e non l'ultimo. Non potendo essere tuttavia riconosciuta Midda Bontor qual reale elemento del suo equipaggio, né i suoi compari altrettanto, difficile sarebbe stato per il comandante della Jol'Ange far valere la propria posizione, soprattutto al di fuori dei confini propri del mare. Così egli non si scompose a quell'apparentemente disordinato avanzare, né avrebbe avuto ragione di farlo anche ove tutto quello non fosse stato accuratamente pianificato dalla stessa mercenaria, la quale aveva addotto ottime ragioni alla propria strategia, tali da non poter essere contraddetta da alcuno fra loro.

« Deponete le armi. » richiese il "sordo", senza particolare impeto o arroganza nei loro confronti e, soprattutto, in quelli della donna innanzi a loro, ora a lui tanto vicina da apparire in tutta la propria beltà qual identica alla loro regina, in ciò suscitando un naturale rispetto non solo in lui, ma in tutti gli uomini e le donne presenti accanto a lui « La nostra signora vi accoglierà a tempo debito. Intanto ha preparato per voi un alloggio nel quale potrete rincontrare i vostri… amici. » annunciò.

E dal momento in cui in quelle parole venne offerta assoluta ragione alle previsioni della stessa Figlia di Marr'Mahew, la quale aveva ben anticipato che Nissa non li avrebbe accolti direttamente ma li avrebbe lasciati per qualche ora a crogiolarsi in una delle sue celle; nulla nel piano da lei ponderato poté trovare ragione di dissenso o di contrasto, tale per cui alcuno, fra i suoi compagni, ebbe modo di esitare a proseguire nei termini accordati. Per tal ragione, nel mentre in cui la mercenaria estrasse con delicatezza la propria spada dal suo fodero, lenta nei propri gesti a non dar spazio a dubbi nel merito di una loro possibile interpretazione, dietro di lei Howe e Be'Wahr approfittarono dell'occasione per dilettarsi nel loro passatempo preferito: il reciproco scherno.

« Vuoi un aiuto a consegnare loro la tua arma, fratellino?! » sorrise lo shar'tiagho, offrendosi in apparenza premuroso nei riguardi del proprio compagno, se non fosse stato che l'arma di Be'Wahr, da tempo immemore, avesse da riconoscersi in una grezza arma con una grossa lama a filo unico, non dissimile da un coltellaccio, portato da lui semplicemente infilato nella cintura.
« No… ce la posso far… » iniziò a rispondere il biondo, salvo rendersi conto, dopo un fugace istante, di come, espressa da parte di Howe, tale premura avesse da riconoscersi quale ragione di scherno « Ehy! Che cosa intendi dire?! »
« Io…?! Ma nulla, ovviamente! » scosse il capo il primo, fingendo assoluta innocenza e ingenuità a quella richiesta « Era solo mio desiderio aiutarti! »
« Certo! Perché io sono così stupido da non riuscire a estrarre il mio pugnale dalla cintola per consegnarlo a questa gente, vero?! » protestò il secondo, storcendo le labbra verso il basso e serrando i pungi di ambo le mani, per l'ira conseguente a quell'ennesimo giuoco a proprio discapito « Avevi promesso che non mi avresti più preso per i fondelli… » ricordò, a cercare di contenere la situazione, prima di esplodere.
« E chi ti sta prendendo per i fondelli?! » sgranò gli occhi Howe, ancora mostrandosi del tutto inconsapevole del possibile significato entro il quale intendere le sue parole « Sei stato tu a dire di essere così stupido… non io! » sorrise sornione, piegando appena il capo di lato.
« Razza di… » sussurrò a denti stretti il muscoloso Be'Wahr, caricando un pugno e volgendolo in direzione del fratello di vita, e del suo naso, in particolar luogo.
Ma lo shar'tiagho non restò in attesa dell'arrivo di quel corpo e, con tutta l'agilità della quale il suo snello fisico era capace, malgrado un'altezza superiore a quella del proprio compagno, riuscì a evitare quell'attacco, scivolando di lato e, nel contempo, schiaffeggiando il compare a qual rimprovero per il proprio tentativo o, forse, per il fallimento del medesimo « Troppo lento, palla di lardo che non sei altro! »
« Smettetela immediatamente voi due! » ordinò la donna guerriero, voltandosi a cercare di comprendere cosa stesse succedendo e subito muovendosi per porsi fra la coppia, per arginare la lite prima che potesse porli nei guai « Vi sembra questo il momento giusto per metter… »

Purtroppo, le sue parole non poterono trovare una naturale conclusione, dal momento in cui, prima che ella potesse terminare il proprio richiamo, un colpo di rovescio partì dal biondo diretto al fratello, mancando clamorosamente l'obiettivo e, meno gradevolmente, intercettando il volto della stessa Midda, postasi sciaguratamente sulla traiettoria di quel pugno. E prima che ella potesse reagire per difendersi a tal involontaria offensiva, o per evadere dalla medesima, il violento attacco dell'uomo la catapultò lontano dal punto in cui si trovava, fino, addirittura, a proiettarla al di fuori dei limiti del molo stesso, nello stretto spazio fra questo e la goletta lì ormeggiata. Un budello nel quale, se non doloroso sarebbe potuto essere ricadere, potenzialmente letale avrebbe potuto rivelarsi lì permanere, ove una sola scossa imprevista delle acque del mare avrebbero potuto lì schiacciarla, senza alcuna seppur vaga speranza di pietà.

« Midda! » esclamarono in coro Be'Sihl, Av'Fahr e Noal, accompagnati in ciò da un « Mia signora! » gridato nel contempo da parte del giovane Seem, suo scudiero.
« Razza di idiota! » rimproverò Howe, schiaffeggiando ora con severità il compagno causa di quell'involontario volo della mercenaria e degli scettri al suo seguito, ma non della sua lama, già saldamente riposta nelle mani del "sordo" « Non riesci a combinarne una giusta! Che sia una! »

Tutti coloro che un attimo prima erano in quieta attesa sul molo, osservando con un certo distacco la scena dove solo uno fra loro doveva essere stato incaricato di un'interazione diretta con i nuovi venuti, accorsero allora sul bordo oltre il quale la donna guerriero era appena caduta, spingendo in tanta enfatica curiosità l'intero equipaggio della Jol'Ange al punto tale da rischiare di far precipitare anche tutti gli altri in quello stretto pertugio. Ma per un lunghissimo istante nessuno fra loro, così come alcuno fra gli altri, fu in grado di cogliere la presenza della donna, nelle acque improvvisamente turbinose di quel lembo di mare. E in tale assenza non poterono mancare preoccupanti, e preoccupate, congetture, quali quella che ella potesse aver colpito con la testa lo scafo della nave, e fosse pertanto precipitata in acqua priva di sensi.
Fortunatamente, prima che il timore potesse tramutarsi in paura, e prima che qualcuno fosse costretto a gettarsi in acqua per tentare di comprendere quale destino potesse aver caratterizzato la combattente più famosa in quell'angolo di mondo, in una grottesca ironia della sorte ove a sconfiggerla si fosse rivelato proprio un gesto così involontario; fu proprio la voce rauca di lei a richiamare l'attenzione di tutti dal lato opposto della goletta, laddove, evidentemente, era risalita a ovviare il rischio di una per nulla apprezzabile compressione…

« Thyres! » esclamò, offrendo a coloro intenti nella sua ricerca la possibilità di un sospiro di sollievo « Per carità fate sparire quei due prima che io possa uscire da qui. Perché, altrimenti, questa volta giuro che li annichilisco! » minacciò, non lasciando possibilità di dubbi sui soggetti oggetto di quelle proprie affermazioni.
« Midda… stai bene?! » prese voce Noal, imponendosi sul brusio che immediatamente si generò lì attorno.
« Sto come potrebbe stare una che sta aspettando di ritrovarsi la faccia pesta e gonfia come mai ha avuto in vita sua. » annunciò ella, rabbiosa « Ci vediamo a riva. » definì poi, quasi a volersi distrarre dal discorso, imponendosi evidentemente di recuperare la quiete perduta « E fatemi trovare una dannata coperta, o prima di mia sorella mia ucciderà la febbre! »

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