11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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E con 2900 episodi di serie regolare, inizia oggi la grande corsa verso il mitico appuntamento del numero 3000!

Nota di costume: considerando tutti gli speciali e le tre storie sotto l'etichetta "Reimaging Midda", in verità, saremmo già al 3137... ma non importa!)

Sean, 4 maggio 2019

giovedì 3 gennaio 2019

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Nei lunghi pomeriggi propri della gestione di una locanda, quando fra l’ora di pranzo e quella di cena, riordinate le stanze, ben poco altro sarebbe rimasto a riempire il suo tempo, non era mai mancata occasione a Be’Sihl di occupare il proprio tempo con il gioco, e con il gioco d’azzardo. In questo, oltre a essere diventato particolarmente bravo a preservare intatte le proprie finanze, ben comprendendo quando poter rilanciare e quando, al contrario, sarebbe stato per lui più utile fermarsi, lo shar’tiagho non aveva potuto ovviare a imparare anche a mentire, e a mentire spudoratamente, controllando qualunque microscopica espressione del proprio volto, così come qualunque eventuale possibilità di inflessione della propria voce, per spingere le controparti a ritenere che egli non avesse in mano carte interessanti nel momento in cui, al contrario, avrebbe potuto chiudere facilmente la partita e, viceversa, per spingere le controparti a ritenere che egli avesse in mano carte utili a chiudere la giocata nel momento in cui, al contrario, egli avrebbe dovuto soltanto ritirarsi, prima di ricevere una sonora, e metaforica, legnata. Abilità apparentemente inutile, la sua, e della quale non avrebbe potuto far vanto nei confronti di alcuno, che pur, al contrario, in quell’occasione ebbe a dimostrarsi quantomeno fondamentale a non lasciar emergere l’improvviso moto di entusiasmo che, dal profondo del proprio cuore, egli non avrebbe potuto ovviare a provare, e a provare nei riguardi di quella situazione, e di quella situazione improvvisamente, e inaspettatamente, declinatasi a loro favore.
Proprio nel momento in cui, ormai, ogni speranza avrebbe avuto a doversi considerare perduta, infatti, quella coppia di scagnozzi aveva deciso di fare la propria apparizione per confermare quanto, altresì, il loro piano stesse dando i propri frutti, e quei lunghi giorni di peregrinaggio per le vie peggiori di quella città non avesse avuto a doversi fraintendere qual del tutto inutile. Al contrario: tutto sembrava star configurandosi esattamente per così come sperato, per così come desiderato.
Facendo propria la miglior faccia da giuoco che avrebbe mai potuto vantare, Be’Sihl non offrì allora evidenza di quanto, allorché sorpreso da quello sviluppo, altro egli non avrebbe avuto a doversi riconoscere se non quietamente soddisfatto per la situazione così come venutasi a creare, una situazione nella quale non avrebbe avuto a doversi considerare vittima delle circostanze, quanto e piuttosto artefice delle stesse, insieme, ovviamente, a Lys’sh, la sua compagna d’arme, la sua complice, in quel momento, in quel frangente, impegnata a non palesare alcun genere di soddisfazione qual, necessariamente, non avrebbe potuto essere propria, soprattutto a confronto con l’alternativa da lui già pianificata e da lei già ampliamente e ripetutamente condannata.

« Il fatto che abbiate compiuto delle ricerche a nostro riguardo non depone esattamente a vostro favore… » aggrottò la fronte Lys’sh, scuotendo il capo « Anzi… potrebbe semplicemente far sorgere il sospetto che siate una coppia di cacciatori di taglie, desiderosi di portarsi a casa la nostra pelle. » puntualizzò ella, a palesare una certa diffidenza nel confronto con quella coppia, e quella diffidenza che, del resto, avrebbe dovuto essere giudicata quantomeno naturale, corretta, auspicabile innanzi alla comparsa di due perfetti estranei eccessivamente preparati a proprio riguardo, e di due perfetti estranei desiderosi, allora, di condurli seco, verso una qualche meta non meglio definita, mossi dall’insana promessa di riservarsi, in ciò, una qualche non meglio definita volontà di supporto solidale nei loro riguardi.
« Se fossimo due cacciatori di taglie, non vi saremmo venuti incontro in maniera così spudorata… non vi pare? » suggerì l’uomo loro interlocutore, inarcando un sopracciglio « Vi avremmo teso una trappola e non vi avremmo concesso neppure l’occasione di porvi il dubbio nel merito di quanto stesse accadendo. »
« Avreste potuto provarci… e, in questo, avreste potuto concludere le vostre esistenze mortali in maniera estremamente dolorosa. » intervenne Be’Sihl, riservandosi occasione per prendere voce, per la prima volta, nella questione, desiderando dimostrare tutta la propria mancanza di apprezzamento nel confronto con determinati toni facilmente fraintendibili qual sarcastici a loro potenziale discapito « Meglio, quindi, provare ad attirarci in trappola in questa maniera, lasciandovi intendere qual nostri potenziali alleati, allorché rendere subito evidente il vostro antagonismo. »

Per quanto, nei loro accordi, egli avrebbe dovuto ovviare a prendere voce, soprattutto nel confronto con quegli interlocutori contraddistinti da un potenziale, maggiore interesse nei riguardi della loro ricerca, del loro fine ultimo, Lys’sh non ebbe ragione di disapprovare, in quel frangente, l’occasione di dialogo che egli aveva voluto rendere propria con quell’affermazione, essendosi, dopotutto, egli impegnato a dire soltanto il minimo indispensabile, e il minimo indispensabile per definire alla perfezione la propria posizione e il proprio ruolo, per così come, in effetti, del mero silenzio avrebbe potuto finire con il risultare sospetto.
Ciò non di meno, a voler rispettare i ruoli predefiniti, ella non mancò di riprendere in mano la conduzione di quel dialogo, pur nulla negando di quanto appena dichiarato dal compagno…

« Quello che il mio amico sta suggerendovi di fare, è di trovare delle argomentazioni migliori per convincerci… perché, in caso contrario, l’unica cosa intelligente che potrete fare sarà quella di levarvi di torno, finché ancora siete in tempo per farlo sulle vostre gambe. » dichiarò, sostenendo pienamente la posizione assunta da Be’Sihl e, in effetti, persino aggravandola nei propri toni, in quella minaccia formulata in maniera meno velata rispetto a quanto non avesse avuto premura di compiere lo stesso shar’tiagho.
« Calma… calma… » riprese parola, e controllo della situazione, la tauriana, scuotendo l’enorme capo bovino, ornato da corte corna, e cercando di stemperare il crescendo della situazione, prima che potesse declinare in maniera ingestibile « Vi prego di perdonare il mio collega: sono consapevole di quanto, molto spesso, risulti terribilmente indisponente, ma vi assicuro che, da parte nostra, non vi vuole essere alcun desiderio di aggressione a vostro discapito. » tentò di argomentare, seppur priva di possibili riprove a sostegno di tale posizione « Facciamo così: noi ora ci leviamo di torno, così da evitare di pressarvi eccessivamente. Se poi, oggi, o domani, ve ne capita occasione, provate a documentarvi nel merito del nostro capo: lo chiamano Lo Sfregiato, benché il suo nome sia Zibi Torpa. In questo modo anche voi avrete l’occasione di raccogliere qualche informazione nel merito del vostro interlocutore… e, quando poi desidererete ricontattarci, utilizzate pure il mio contatto personale. » definì, estraendo da una tasca della propria giacca un piccolo rettangolo di cartoncino sottile, un biglietto da visita, offrendolo verso l’ofidiana accompagnato da un sorriso « Siamo veramente interessati… e non soltanto a quello che avete da vendere, ma anche a voi due. » ribadì, non desiderando banalizzare in alcun modo l’importanza di quell’incontro o dell’instaurazione di un qualche rapporto professionale fra loro, al di là di quella giustificabile sfiducia da parte degli stessi a loro discapito.
E, per quanto, Lys’sh non mancò di accogliere quel biglietto da visita, sforzandosi di celare ogni emozione nel confronto con il nome di colui per raggiungere il quale sino a lì si erano sospinti ella si limitò a rispondere, con tono sufficientemente neutro: « Lo Sfregiato...? D’accordo. Non vi promettiamo nulla, ma faremo le nostre ricerche e, nel caso, vi ricontatteremo. »
« Ottimo. » concluse la tauriana, chinando appena il capo in segno di saluto prima di voltarsi e di iniziare ad allontanarsi, seguita, a breve distanza, dal proprio compagno umano, il quale, in verità, non tentò minimamente di celare una certa insoddisfazione nel confronto con quella conclusione e, in effetti, con quella mancanza di una qualche, reale conclusione.

Rimasti soli, su quel marciapiede affollato di indifferenti persone in movimento nell’inseguire, ognuna, le proprie vite e i propri scopi, Be’Sihl si avvicinò maggiormente a Lys’sh per gettare uno sguardo al biglietto da visita consegnatole, quel piccolo rettangolo di cartoncino bianco che, nella propria semplicità, avrebbe avuto per loro un valore inestimabile, rappresentando la chiave d’accesso al loro obiettivo finale: non Lo Sfregiato, quanto e piuttosto lo stesso Desmair.

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