11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

giovedì 19 giugno 2008

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« A
rresta questa follia, vecchio! » comandò la mercenaria, osservandolo con occhi di ghiaccio in uno sguardo così intenso tale per cui molti temettero che ella potesse arrivare ad uccidere in tanta energia, in simile forza.
« Follia? E’ così che definiresti l’amore di un padre per una figlia? » domandò lord Alidan, scuotendo il capo e ridacchiando sommessamente « Perché meno di tale sentimento è in me, laddove l’età non mi concederebbe altro… almeno per ora. Per me sei come una figlia, Midda Bontor, e con lo stesso orgoglio di un padre seguo ogni tua vicenda, ogni tua azione, gioendo per i tuoi successi e disperandomi per i tuoi dolori. »
« Stai conducendo un ballo con la morte, cane! » esclamò la donna, non potendo evitare di sentire per un momento la propria voce tremare in quelle parole « Come osi pronunciare simili parole? Come osi paragonarti a mio padre? Come osi pensare di poterti disperare per i miei dolori quando tu stesso ne sei stata recente causa? »
« Oh… sì. » annuì egli, conducendo un paio di tremanti passi in avanti, verso di lei, verso il di lei cavallo « Quasi dimenticavo lo spiacevole destino a cui è stato sacrificato quel tuo amante nero, Ebano. Era un buon mercenario prima di mettersi a vivere come un eremita fra le montagne. Per molti anni ha lavorato anche per me. »

Nonostante tutta la propria freddezza, tutto il proprio autocontrollo, la Figlia di Marr’Mahew faticò decisamente nel trattenere la propria ira, la furia omicida che nel proprio cuore sentiva crescere: in quel momento ella avrebbe potuto e voluto estrarre con un gesto semplice la propria lama e scagliarla quasi fosse un giavellotto a trafiggere il cuore immondo di quell’essere abbietto, che in maniera tanto naturale, tanto leggera osava parlare degli omicidi, della strage che aveva commissionato. Ma dovette trattenersi, si costrinse a tenere immobili le mani attorno alle briglie del proprio equino compagno perché, in quel momento, in gioco non era solo la di lei esistenza ma anche quella di tutti i bambini rapiti: dovunque fossero stati nascosti in quel momento, ella poteva considerare certo che egli avesse dato l’ordine di ucciderli laddove la sua vista fosse stata posta in pericolo da una reazione violenta e, probabilmente, solo tale consapevolezza offriva all’uomo lo sprezzo che senza alcun pensiero continuava a concedere verso di lei, sfidando la sorte in tanta noncuranza.

« In effetti non ho mai compreso cosa trovassi in lui: era solo mera attrazione fisica la tua, pura ed incontenibile lussuria, oppure vi era qualche illusione di sentimento? » continuò il mecenate, con sprezzo ed evidente disprezzo « Perché, ti prego, risparmiami concetti come l’amore: sappiamo benissimo entrambi che una come te non può provare amore al di fuori che per il proprio fato, per il pericolo e la morte che quotidianamente sfida, disinteressandosi ad ogni conseguenza delle proprie azioni. »
« Stai farneticando. » sussurrò la donna, mentre nei di lei occhi azzurri le pupille si contrassero a divenire praticamente indistinguibili all’interno dell’iride « Se hai una missione per me, imponila. Ma risparmiami la tua pazzia! »
« Farneticando?! » scoppiò a ridere egli, iniziando poi a tossire per diversi minuti prima di riuscire a ritrovare il corretto ritmo respiratorio « Farneticando io? E, dimmi, mia illuminata figlia della guerra, ti sei mai domandata quali conseguenze ha avuto la tua recente avventura a Kirsnya? Il tuo intervento ha dato il via ad una reazione a catena che ha visto assassinati quasi la metà dei giovani e nobili rampolli della città: si dice uccisi per mano di ignoti e per ragioni ignote, ma credo tu possa ben immaginare chi siano le vittime e le ragioni per le quali le loro vite sono state spezzate, vero? »
« Erano solo un branco di stupratori ed hanno avuto ciò che meritavano. » rispose con freddezza ella, riconquistando la propria quiete a quella notizia che le giunse nuova ed assolutamente gradita, nell’apprendere come le giovani di Konyso’M avessero trovato la vendetta contro i loro aguzzini.
« Questo è il tuo punto di vista. » scosse il capo l’anziano, sorridendo « In tutta questa tua sicurezza, perché non provi ad offrirmi anche qualche ragione per le conseguenze della battaglia che hai condotto nella piana di Kruth? Sei informata, vero, di come la tua assenza dal campo di battaglia ha portato alla morte di quasi tutti i mercenari di Kriarya che a te si erano affiancati? Prova ad illustrarmi la loro colpa, secondo la tua personale visione del mondo e delle sue dinamiche. Ti prego. »
« Sono stati avidi e sciocchi. » sentenziò con immutata glacialità la donna, portando la memoria a focalizzare i ricordi di quei giorni, fra cui l’immagine del guercio tranitha che, purtroppo, aveva preferito gettare la propria vita in una guerra già perduta piuttosto che rinnegare la ricompensa promessa « Un mercenario deve comprendere quando non ha senso continuare a lottare, quando il prezzo pattuito non vale più il costo dell’impresa. »
« Ancora una volta questo è solo il tuo punto di vista sulla questione. » constatò l’uomo, avanzando ancora verso di ella, ormai quasi accostato a lei « Solo un punto di vista umano, mortale e fallibile. Io, per esempio, vedo chiaramente una donna perennemente in fuga, pronta in ogni istante alla morte ma poco confidente con la vita, sua o di chi la circonda. »
Silenzio fu offerto a quelle parole da Midda, ormai nauseata da quell’interlocutore e da quel dialogo, in cui non trovava ragioni di proseguire, in cui non rintracciava alcuna logica ed alcuna motivazione alla di lei convocazione in quel luogo, attraverso il rapimento di vite innocenti.
« Perché non mi parli dei tuoi compagni della Jol’Ange, abbandonati al loro fato dopo la perdita del loro capitano per causa tua? Non dovevi forse impegnarti nelle loro ricerche? » incalzò lord Alidan « Eppure ti ho trovata fra i monti Rou’Farth: credevi che la tempesta potesse aver sospinto la nave fino a quelle vette? Ammetto di non essere un esperto navigatore, ma concedimi di possedere dei dubbi in merito ad una tale eventualità… »

La mercenaria iniziava ormai ad apparire anche all’esterno ciò che già era interiormente, ossia sinceramente stanca di quel vecchio pazzo, di quell’uomo che sembrava aver fatto di lei una ragione d’esistenza, seguendone ogni mossa, conoscendone forse ogni segreto, al punto da renderla oggetto di una vera e propria ossessione.

« E’ per questo che mi hai convocata? E’ per questo che hai ordinato una strage priva di ogni significato? » domandò ella, cercando di mantenere controllato il proprio tono « Hai ucciso uomini e donne privi di colpa solo per elencarmi tutto ciò che non ti soddisfa nel mio modo di agire? O per vantarti di quanto tu sia insano in questo tuo interesse per me? »
« Come puoi giudicare privi di colpa quei morti? » replicò l’uomo, scuotendo il capo e giungendo in quel mentre al termine del proprio lento cammino, portandosi ai piedi del di lei cavallo, vicino ad ella « Non erano forse in maggioranza soldati e mercenari? Non avevano probabilmente tutti, almeno una volta, usato violenza ingiustificata non diversa da quella che hanno ricevuto? Come puoi essere così ipocrita nel tuo giudizio? »
« Libera gli ostaggi. » comandò la donna, a denti stretti, offrendogli in quelle tre semplici parole un ultimatum che non desiderava ammettere contestazioni « Libera gli ostaggi o ti giuro su ogni divinità a te cara che conoscerai gli orrori di una guerra che non puoi immaginare. »
Di fronte a tale reazione, l’anziano cambiò improvvisamente espressione, incupendosi in viso e perdendo il sorriso che lo aveva accompagnato fino a quel momento: « Lo farò, se e solo se tu riuscirai a completare la missione che ho in serbo per te. »
« Esprimiti dunque! » insistette ella, storcendo le labbra verso il basso « Perché la mia pazienza mai è stata portata agli estremi come in questo frangente. »
« Desidero ciò che tu rifuggi e rifiuto ciò che tu brami: cerco la vita e tu, conduttrice di morte, dovrai aiutarmi a raggiungerla, per restituirmi il vigore di un tempo, la forza che l’età mi ha negato. » scandì con lentezza l’uomo, in tono quasi solenne « Voglio un uovo di fenice. E tu me lo porterai! »

6 commenti:

coubert ha detto...

Me gusta, il vecchiaccio!

A parte che per i nobili stuptratori, per il resto sono abbastanza concorde col suo giudizio. E per la Jol'Ange avevo mosso le stesse critiche xD


Solo che spero per lui che l'uovo di fenice conferisca anche invulnerabilità, perchè Midda cercherà in ogni modo di ucciderlo. Mentre lui cercherà di farla sua, una volta abbandonato il bisogno di viagra.

pugliaboy ha detto...

ehi, ti aspetta un premio! ;-)

Anonimo ha detto...

grazie mille per il premio, appena il mio blog la smetterà di essere sotto possessione demoniaca splinderiana, adempirò al relativo post ;)

simone

coubert ha detto...

Te sei pazzo... o frequenti pochi blog. Una delle due xD

Grazie, appena capisco a chi girarlo farò il post :)

Francesca ha detto...

*o* grazie mille!! ne sono davvero onorata! :)

Sean MacMalcom ha detto...

Mamma quanti commenti oggi... O.o

@coubert: a me il vecchiaccio sta abbastanza sulle palle, sono sincero! :P E se non sapessi come va a finire non starei per nulla tranquillo! :D

@pugliaboy: O.o ANCORA??? Ma mi vuoi proprio far sotterrare, vero?

@simone: non ringraziare... è assolutamente meritato!

@coubert: come sopra... e poi lo sai perfettamente che sono pazzo o non mi daresti retta! :P

@francesca: vedi la risposta a simone! E' un riconoscimento ultrasupermeritato! :)