11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

lunedì 15 settembre 2008

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S
econdo quanto scoperto nelle indagini condotte da Howe e Be’Wahr, la famiglia in fuga risultava composta da sette elementi: un marito, sua moglie, due figlie femmine, un figlio maschio minore, l’anziano padre della moglie e l’anziana madre del marito. Un nucleo completo, pertanto, che vedeva ogni generazione rappresentata al suo interno essere o essere stata coinvolta presso la residenza dei Veling in una posizione di asservimento: l’anziano suocero, infatti, era stato per anni servitore presso quella dimora, esonerato solo per la propria età, mentre il padre e la maggiore fra le figlie ancora erano, fino a quel giorno per lo meno, impiegati alle dipendenze del nobile, il primo come servo e la seconda come ancella. Forse dal padre o, più probabilmente, dallo spirito giovane, ed in questo ribelle, della figlia era nato il desiderio di riscatto sociale attraverso il furto del medaglione, nell’occasione assolutamente unica loro offerta per ricominciare insieme una nuova vita in una nazione diversa dalla loro, un regno in cui tutti a nessuno potesse essere preclusa la qualifica di membri della società e non semplice forza lavoro alla base della medesima. Nelle due vie possibili di fuga loro offerte, i monti oppure il mare, la seconda appariva quale la più improbabile, dato il pessimo rapporto della società gorthese con l’infinita distesa d’acqua: invero, però, proprio tale soluzione era quella che molto probabilmente era scelta dai fuggitivi, laddove proprio in una delle cittadelle portuali sulla costa viveva la famiglia discendente da un fratello ormai defunto della madre del capofamiglia, cugini con i quali i rapporti forse non risultavano effettivamente stretti ma che, comunque, non avrebbero negato loro aiuto in nome del sangue che li accomunava.
Sulla base di tali informazioni, pertanto, i quattro cavalieri avevano diretto i propri cavalli verso ponente, verso la costa in un cammino che speravano li avrebbe condotti ai fuggiaschi prima che essi potessero avere possibilità di far perdere le proprie tracce. Fortunatamente per i mercenari, per quanto considerata vicino al mare, la capitale si ergeva ad almeno una giornata di cammino a piedi dalla costa, proprio in conseguenza del timore rivolto a quel dominio così lontano dal creato del dio Unico: nel valutare la velocità che le loro prede avrebbero potuto mantenere e nel considerare l’età avanzata di due membri di quella famiglia, che avrebbero obbligatoriamente rallentato il gruppo, i predatori avevano pertanto ancora la possibilità di recuperare il ritardo accumulato nell’inseguimento, così da non concedere loro alcuno scampo. Nello sprone offerto ai cavalli lanciati in una corsa degna di una battuta di caccia, fu proprio la coppia maschile della squadra ad aprir la strada alle compagne, possedendo la conoscenza sulla via da perseguire, sulla direzione da intraprendere: Midda e Carsa, semplicemente, si posero sulla loro scia, seguendo i loro passi con silenzio e costanza.
In poche ore all’orizzonte si delineò più chiaramente la sagoma dei nuovi insediamenti gorthesi, di quelle cittadelle così necessarie a mantenere un contatto commerciale con il resto del mondo eppure così poco considerate, quasi odiate, dal regno a cui appartenevano, considerandole non di più di un atto dovuto. In verità, proprio in conseguenza di simile pregiudizio, in tali luoghi l’integralismo religioso nell’adorazione del dio Unico riusciva a non offrirsi in maniera tanto pressante, impositiva nella vita quotidiana degli abitanti, laddove solo i ceti minori accettavano di vivere a così stretto contatto con un elemento sì ostile ed essi non avevano reale ragione di appellarsi a regole unicamente volte a proprio discapito, che a loro non avrebbero mai potuto offrire futuro in Gorthia: dove pertanto avrebbero dovuto essere raggruppati i paria della società, le stesse leggi sociali venivano meno, permettendo di ritrovare una vita leggermente migliore, pur sempre sottomessa ai principi del regno e della fede nel Fuoco Eterno.

« Se non li ritroveremo quanto prima, dovremo dirigerci all’abitazione dei loro parenti. » avvisò Howe, gettando una voce verso le donne « Dubito che possano già aver trovato un passaggio via nave verso Kofreya… e se non sono ospitati nella casa della loro famiglia, di certo lì avremo informazione su dove raggiungerli. »

La proposta formulata dovette presto tradursi in realtà, laddove nel loro cammino non si propose alcun gruppo familiare in fuga: come sarebbe stato comunque prevedibile, i loro inseguiti dovevano aver già raggiunto la meta prefissa, probabilmente viaggiando anche di notte per evitare il rischio di essere raggiunti, catturati e, sicuramente, uccisi dalle guardie di Garl’Ohr come punizione per il crimine compiuto. I quattro cavalieri, pertanto, si diressero a loro volta verso l’indirizzo ottenuto, arrestando i propri cavalli a distanza di sicurezza dall’abitazione in questione: avvicinarsi troppo, infatti, avrebbe comportato il rischio di porre in allarme gli inquilini, permettendo loro di organizzarsi per una qualche resistenza o per la fuga, laddove altresì un’azione rapida e coordinata avrebbe evitato tutto questo. L’edificio si presentava rispettoso dello stile gorthese, proponendosi su base quadrata e priva di particolari fronzoli, ergendosi però, a differenza di quelli riservati ai ceti poveri nella distante capitale, di un piano verso il cielo: già solo da simile dettaglio era evidente come il tenore di vita lungo la costa si presentasse migliore rispetto all’interno per quella fascia della popolazione, nel momento in cui una costruzione di quel livello non sarebbe stata altrimenti loro concessa ancor prima per ragioni dogmatiche che per questioni economiche.
Senza la necessità di esprimersi a parole, limitando tutto a pochi cenni delle mani ed a chiari sguardi, i quattro si separarono in due coppie, vedendo Howe e Be’Wahr dirigersi verso il retro dell’edificio, mentre a Carsa e Midda fu riservato il fronte: bassi e felpati furono condotti i loro passi in quell’avvicinamento, nella speranza di non essere notati nonostante la luce del giorno ormai ricadesse sopra le loro teste. Poche erano le persone che, del resto, circolavano in quella via e, nel notare le armi impugnate dai mercenari, nessuna fra esse fu interessata ad approfondire la conoscenza in merito alle mosse lì condotte, preferendo alla propria curiosità l’esigenza di conservare la propria salute. La coppia maschile, così, mosse la propria presenza fino ad uno dei due ingressi nel mentre in cui la coppia femminile si dispose sull’altro e lì giunti, quasi contemporaneamente seppur impossibilitati a comunicare direttamente e per questo a coordinarsi, sia Carsa sia Howe scandirono con le dita della mano mancina il tempo. Partendo da cinque fino a chiudere il pugno, i due imposero in tale atto il via all’azione, ritrovando Midda su un lato e Be’Wahr su quello opposto a sfondare le soglie in legno con un calcio, entrando poi rapidamente all’interno dell’edificio seguiti a ruota dai compagni, allo scopo di prendere rapidamente possesso della zona.
L’interno della costruzione, come già le sue dimensioni lasciavano intendere, non si proponeva come un unico locale, dividendosi altresì per merito di tre pareti a creare due stanze, un ripostiglio ed un corridoio, nel quale una ripida scalinata avrebbe permesso l’accesso al piano superiore. Due giovani donne si presentarono di fronte alla coppia maschile di mercenari, iniziando a gridare terrorizzate a quell’incursione, mentre con tono forte veniva loro intimato il silenzio: senza esitazione, Howe offrì alle stesse due schiaffi, ad imporre su di esse la quiete per poi estrarre due lacci di cuoio allo scopo di legarne i polsi dietro la schiena. Contemporaneamente a ciò, la coppia femminile prese possesso del fronte anteriore, gettandosi su un gruppo di tre bambini: essi reagirono non diversamente dalle donne sul retro, iniziando a gridare spaventati e cercando la fuga. Solo uno ebbe successo in questo, raggiungendo le scale prima che Carsa potesse catturarlo: agli altri due, invece, fu riservato lo stesso destino degli altri prigionieri, ritrovandosi con i polsi bloccati.

« Che succede? » gridò una voce maschile dall’alto, posta evidentemente in allarme dalle urla e dal pargolo fuggito « Chi siete? Cosa volete da noi? »

Ricongiuntisi di fronte alla salita verso il piano superiore, i mercenari mantennero il silenzio nel dividersi nuovamente i compiti in quell’evoluzione della situazione: ormai la loro presenza era stata rivelata e la loro posizione compromessa, imponendo così la necessità di una risoluzione rapida, ad evitare di complicare ulteriormente la questione. I due uomini vennero pertanto posti a guardia delle due uscite, mentre alla Figlia di Marr’Mahew fu dato l’incarico di ascendere verso il piano superiore, lasciando Carsa come supporto alla base delle scale: in tutti loro risultava ormai chiaro come nessuno dei fuggitivi avrebbe potuto lasciare quell’edificio o il prezzo per una tale leggerezza sarebbe potuta anche essere la perdita definitiva del medaglione e, con esso, di ogni speranza di portare a compimento la propria missione.

2 commenti:

Tanabrus ha detto...

efficienti e rapidi... speriamo almeno serva a qualcosa e siano realmente lì!

(anche se... non potrebbe essere che stanno seemplicemente per venderlo a Lady Lavero? E' l'unica che si è interessata al medaglione, no?)

Sean MacMalcom ha detto...

Sì sì :D in effetti era la sola ad essere interessata!