11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

mercoledì 24 settembre 2008

258


N
essuno fra loro, ovviamente, aveva mai avuto particolari pregiudizi nei confronti di Be’Wahr, considerandolo un mercenario come chiunque altro in quel gruppo, sicuramente scelto da lady Lavero a ragion veduta. Nemmeno lo stesso shar’tiagho, al di là del proprio comportamento apparentemente burbero e polemico nei suoi riguardi, si proponeva come discriminante verso il fratello, a cui di certo era assolutamente affezionato, per quanto mai lo avrebbe ammesso. Il biondo possedeva del resto molte qualità ed il fatto che fosse ancora vivo, in un mondo come il loro e mantenendosi attraverso una professione come la loro, risultava comunque indicativo di una qualità di base non presente in tutti coloro altresì caduti sotto l’azione della sua lama per concedergli un simile diritto. Date simili premesse, comunque, difficile per tutti loro in quel momento risultava accettare la proposta di una strategia da parte sua: non come mancanza di fiducia ma, semplicemente, come puro realismo, laddove il giovane non si era mai proposto quale particolarmente dotato nell’analisi e nell’elaborazione dei dati più elementari, caratteristica assolutamente essenziale in un contesto tattico come quello in cui sembrava volersi slanciare in quel momento.

« Scusa… dicevi? » domandò Howe, sbattendo ripetutamente le palpebre verso il compagno.
« Che so come potremmo entrare… » ripeté sorridendo l’altro « Ci ho pensato su e non sembr… »
« Madornale errore. » scosse il capo il primo, coprendosi gli occhi con una mano « Sai che certe cose non dovresti farle… »
« Cosa? » chiese Be’Wahr, aggrottando la fronte senza comprendere.
« Pensare. Non ci sei abituato… non fa bene alla tua salute, lo sai. » replicò sorridendo sornione.
« Come sei spiritoso… »
« Ragazzi. » si impose Carsa, levando le mani a chiedere silenzio « Per favore… potremmo concentrarci sul nostro problema? »
« Se hai un’idea, esponila senza indugi. » intervenne a sua volta Midda, rivolgendosi verso il biondo.
« Qui finisce male… » sospirò il shar’tiagho, sospirando e levando gli occhi al cielo.

Il suo nome era Inste ed ella si presentò quale una giovane ed affascinante donna che, in lacrime, gridando disperata, cercava fuga da una coppia di bruti: le di lei vesti, sopra ad una pelle scura ed, in questo, sensualmente esotica, si mostravano stracciate, in una sdrucita casacca grigia che a malapena riusciva a coprirle il seno ed in luridi pantaloni rossi che ricadevano simili a stracci dai suoi fianchi, sopra a piedi scalzi. Insieme ad un simile vestiario, la pelle sudata ed i lunghi capelli arruffati e sporchi di terra e di erba non avrebbero lasciato dubbi sulla di lei storia, ed in questo ancor meno indugi concedeva il suo sguardo, la sua espressione, assolutamente stravolta, in preda ad un panico totale ed incontenibile.
Nessuno avrebbe mai potuto osservarla e rifiutare l’orrore della violenza da cui stava cercando fuga e, per questo, neppure i giovani soldati poterono restare calmi ed indifferenti: immediatamente l’allarme venne così suonato, richiamando l’attenzione di tutti i loro compagni a riposo e quella dei loro comandanti, nel non poter abbandonare la posizione di guardia assunta senza il rischio conseguente di incorrere in sanzioni severe, punizioni marziali. Per quanto nessun aggressore sembrava essersi spinto a seguirla fino a quel punto tanto sorvegliato, a quella frontiera di salvezza da ella raggiunta, immediatamente il comandante del reggimento ordinò a tre diversi gruppi di ricercare e condurre al proprio giudizio gli animali che avevano osato tanto nei confronti di una creatura così fragile, mentre la giovane vittima, ancora piangendo isterica, venne accompagnata dal cerusico del campo per poter ricevere le eventuali cure necessarie, affiancata e scortata da quattro guardie disposte a sua protezione. Probabilmente entro pochi mesi da quel giorno, qualcuno fra quegli stessi giovani soldati così indignati ora per il solo pensiero di uno stupro ai danni di una persona tanto indifesa si sarebbero a loro volta macchiati di crimini anche peggiori, nel contesto di paradossale imbarbarimento e perdita di ogni forma di onore della guerra: in quel momento, però, nessuno fra loro avrebbe potuto provare un sentimento diverso dalla pietà per ella, nella difesa della nobiltà di valori che dovevano caratterizzare il loro ruolo in tutto il regno di Kofreya.

« Devo ammettere che questa tua idea non è poi stata così sbagliata… » commentò Howe, verso il fratello, nel concedergli un giusto riconoscimento per i propri meriti.

Invero il consenso maliziosamente offerto dal shar’tiagho non si proponeva in virtù dell’apparente riuscita del piano suggerito, quanto in conseguenza di ciò che l’attuazione di una simile strategia aveva richiesto: gli abiti indossati da Carsa nell’improvvisazione di quel momento, nella creazione di quel nuovo personaggio, infatti, altri non erano che gli stessi indossati solitamente da Midda e tale scambio di vesti non solo aveva concesso loro l’occasione tutt’altro che spiacevole di poter ammirare i corpi delle due compagne quasi completamente denudati, ma aveva anche imposto sopra la Figlia di Marr’Mahew una mise estremamente attillata per le sue forme molto più generose rispetto a quelle della compagna, facendo in ciò risaltare, se possibile, sotto i loro occhi l’abbondanza delle sue curve. La casacca di Carsa, con il proprio intreccio di lacci lungo tutto l’addome, si proponeva attorno al corpo della donna guerriero simile ad un corsetto, mentre i pantaloni, decisamente inadatti alle sue gambe ed ai suoi fianchi, soffocavano quelle proporzioni risaltando i di lei glutei come mai era stato loro concesso di poter godere prima d’allora.

« Per Lohr… » invocò sottovoce l’uomo, sollevando gli occhi al cielo e cercando di distrarsi dal corpo della compagna, nel tornare a guardare verso la Biblioteca.
« Calma i tuoi bollenti spiriti, Howe… » suggerì con freddezza glaciale la mercenaria « O ti aiuterò io a ritrovare l’equilibrio interiore. »
« Magari il metodo potrebbe anche essere interessante… » sorrise sornione egli, tornando a volgersi verso di lei.
« Sei la prima persona al mondo che si dichiara interessata a morire. » rispose ella, inarcando il sopracciglio destro.

Per quanto naturalmente, e comprensibilmente, attratto dalla donna, di fronte a quel non velato avvertimento Howe ritornò in silenzio, incassando anche la reazione ovviamente divertita di Be’Wahr per quello scambio di battute: per quanto disteso e complice potesse essere il clima formatosi all’interno del loro gruppo, dopo tante settimane di viaggi e collaborazione, per il mantenimento della sua salute sarebbe stato infatti decisamente proficuo evitare di entrare in contrasto con la loro famosa, o famigerata, compagna, soprattutto in conseguenza di una motivazione tanto blanda. In lui non vi era dubbio in merito al fatto che ella avesse ben compreso le ragioni scherzose che avevano condotto ad una simile battuta, ma insistere in tal senso, soprattutto in un momento comunque delicato come quello in corso, avrebbe potuto portare a conseguenze tutt’altro che divertenti: meglio, eventualmente, rimandare a dopo simili discorsi ed accettare, ora, di godere tacitamente dello spettacolo offertogli.
Dal punto di vista di Midda, tutt’altro che nuova ad esperienze di collaborazione, di lavoro di squadra, quel particolare gruppo non si proponeva per nulla sgradito: al contrario, ella poteva dirsi più che soddisfatta della scelta compiuta da parte di lady Lavero, che si era dimostrata un’abile mecenate, capace di valutare correttamente i propri obiettivi ed i mezzi più adeguati per perseguirli, come del resto aveva intuito fin dal loro primo incontro giudicandola per questo una donna potenzialmente molto pericolosa. L’unico difetto, se tale si poteva considerare, in quella squadra era il rispetto che i suoi compagni le offrivano aprioristicamente: certo ciò che le veniva riconosciuto non era nulla di meno di quanto ella per tutta la vita non avesse fatto in modo di guadagnarsi, ma trovare un tale tributo nei propri collaboratori la poneva spesso a disagio e, peggio, rischiava di diventare potenzialmente lesivo per il corretto successo della loro missione. In risposta ad Howe, ad esempio, ella aveva semplicemente desiderato scherzare ma, purtroppo, la sua fama in tal senso l’aveva preceduta ponendo fine ad ogni confronto.

« Stiamo attenti… » invitò Be’Wahr, intromettendosi fra loro « A breve toccherà a noi… »

5 commenti:

Gwyneed ha detto...

Passo di qua per lasciarti un sorriso ed un abbraccio!

Gwy

Tanabrus ha detto...

Grande piano!

Poi, vabbè, casualmente sembra stia ottenendo anche l'effetto di far muovere i soldati... comunque mi ripeto, grande piano per spiare Midda e Carsa! xD

Gwyneed ha detto...

http://www.profilefantasy.com/pics/weekdays/great_day/0016.jpg

Un Abbraccio

Sean MacMalcom ha detto...

@Gwyneed: grazie! =^.^= Ricambio di cuore!

@Tanny: LOL! :D Tu si che hai compreso il vero piano ideato da Be'Wahr... un genio del male! :D

gwyneed ha detto...

Buona giornata carissimo ^^

Bacione

p.s. Il prossimo mese c'è il capodanno celtico ^__-