11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

lunedì 29 settembre 2008

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I
l primo indizio della presenza di qualcuno o qualcosa all’interno del complesso venne offerto a Midda sul calare della sera: dopo aver trascorso l’intero pomeriggio immersa nella ricerca del volume, prendendo al vaglio ogni possibilità nella prima sala esaminata, la donna guerriero si era proposta ed imposta un momento di riposo prima di fare ritorno ai propri compagni, accomodandosi a terra, sedendosi in un angolo. Per quanto l’impegno a lei richiesto in quell’operazione non fosse di certo gravoso come quello di un combattimento, la stanchezza mentale conseguente ai troppi insuccessi nella lunga serie di ritmici controlli, di verifiche su ogni testo potenzialmente interessante, l’aveva lasciata più provata del previsto. Inoltre la polvere, la terra che si era accumulata sul suo corpo le donava una sensazione assolutamente sgradevole, a cui avrebbe posto felicemente rimedio con un bel bagno: purtroppo, però, tale idea si proponeva semplicemente quale fonte di rammarico e tristezza nella consapevolezza di quanto tempo avrebbe dovuto attendere prima che un simile proposito si fosse potuto realizzare, proiettandosi in un futuro sicuramente non prossimo. Nel formulare tali pensieri, la di lei mente corse rapida al ricordo di Kriarya e della sua stanza nella locanda di Be’Sihl, con la tinozza sempre calda e fumante in sua attesa, con un piatto sempre abbondante di buon cibo a lei concesso dalla premura del suo amico shar’tiagho: non le succedeva spesso di soffrire di simili attacchi di nostalgia, ma quando ciò avveniva, si offriva come chiaro e malinconico segnale che da troppo tempo aveva lasciato la Città del Peccato, quel luogo in cui, per quanto potesse essere assurdo ritenerlo, ella aveva trovato quanto di più vicino ad una “casa” potesse avere. Mesi erano passati da quando aveva attraversato per l’ultima volta quella provincia kofreyota, diretta in una missione che aveva erroneamente giudicato rapida e priva di difficoltà: purtroppo, nonostante ricondurre una giovane spaurita alla propria isoletta sita nel nord del continente non fosse apparso nulla di incredibile, in quel periodo ogni genere di eventi si erano affollati davanti a lei, ultimo e non meno importante quella collaborazione forzata con Carsa, Howe e Be’Wahr al servizio di lady Lavero.
Fu proprio nel mentre in cui quel flusso incontrollato di memorie e pensieri l’aveva trascinata a separarsi psicologicamente dal mondo circostante che proprio quello stesso mondo sembrò richiamarla prepotentemente a sé, riconducendola rapidamente e quasi violentemente alla realtà attuale con una forte sensazione di pericolo. Immediatamente ed istintivamente la donna scattò in piedi, sfoderando la propria lama dagli azzurri riflessi e guardandosi attorno, con occhi di ghiaccio nella contrazione delle pupille all’interno delle iridi. Gli istanti parvero eterni in quel frangente, mentre non un solo respiro venne concesso privo di assoluto controllo, nel tentativo di ella di sospingere i propri sensi fino al limite, a cercare di comprendere cosa esattamente le avesse richiesto di porsi in guardia, cosa le avesse donato una simile reazione.

« Chi va là? »

Non contemporaneamente alla Figlia di Marr’Mahew, ma comunque con simili parole, si propose anche Carsa. Avendo concluso a propria volta la fase di ricerca per quella giornata ed essendosi ormai avviata al ritorno verso il campo base, prima che l’oscurità potesse diventare tale da rendere improponibile attraversare quei labirintici corridoi, la donna stava conducendo con sé un libro trovato per caso ma che era certa avrebbe potuto interessare i due compagni del loro gruppo, proponendosi come testo d’istruzione alla lettura ed alla scrittura: ammesso ma non concesso che i due uomini si fossero proposti con sufficiente umiltà da riconoscere i propri limiti, quel volume non eccessivamente ingombrante avrebbe potuto ben presto divenire uno dei loro principali compagni di vita, in un cammino sicuramente non facile ma che con il tempo avrebbe potuto permettere loro di recuperare quanto avevano perduto fino a quel giorno. L’idea di star compiendo un furto all’interno della Biblioteca, quale in effetti esso era, non aveva minimamente sfiorato la mente della mercenaria, laddove mantenere lì rinchiusi quei volumi senza concedere loro uno scopo nell’utilizzo, invero, significava semplicemente sprecarne il potenziale, rifiutarne il valore: molto meglio era pertanto, dal di lei punto di vista, sottrarre quei volumi all’inevitabile decadenza del tempo per rendere la conoscenza contenuta nelle loro pagine impiegabile nell’accrescimento personale di almeno una, o in questo caso due, persone.
Nel percorrere con tali pensieri il proprio cammino, i di lei sensi vennero posti in allarme: ella si sentì come osservata da qualcuno, come spiata da qualche presenza non definita al di lei sguardo. Rapida lasciò appoggiare il volume a terra, per impugnare la propria ascia e farla roteare attorno al corpo, nel reggerla con entrambe le mani allo scopo di bilanciarla in tale movimento: per quanto apparentemente esile potesse sembrare il di lei fisico nel confronto con l’arma, la destrezza da ella dimostrata in tale azione avrebbe concesso invidia a chiunque, in gesti tanto rapidi quanto eleganti tali da farla apparire come giostrante con un giocattolo per bambini piuttosto che con una micidiale lama. Il di lei sguardo, concentrato come il resto dei propri organi sensoriali, si spinse indagatore a prendere al vaglio ogni minimo particolare della realtà a lei circostante, cercando di comprendere cosa potesse essere fuori luogo, cosa avrebbe potuto in qualche misura rappresentare per lei un pericolo.

« C’è qualcuno? »

Senza poter avere la possibilità di sapere che simile domanda era stata posta anche da Carsa, Howe propose quelle parole ad alta voce verso il nulla a lui circostante, verso quelle tenebre crescenti fra i tendaggi di ragnatele che tutto avvolgevano in un pallore mortale. Quasi giunto qual era al punto di ritrovo con i propri compagni, alle orecchie del shar’tiagho era pervenuta una sensazione di spostamento d’aria: non un suono vero e proprio, ma la percezione che qualcosa si fosse mosso laddove non era previsto accadesse. Egli era consapevole di come solo loro quattro fossero presenti in quelle mura, entro i confini della Biblioteca, laddove da decenni alcun uomo poteva piede, spingeva il proprio sguardo e la propria presenza: la polvere sui pavimenti e sugli scaffali, nonché quel fitto intrico di ragnatele, definivano chiaramente come quel territorio fosse tornato ad essere praticamente vergine dopo tanto tempo e come loro fossero stati i primi a tentare di violarlo, ad avventurarsi in quelle vie. Proprio quella situazione, quell’ indiscutibile stato di fatto, non concedeva alcun avallo sulla correttezza delle di lui percezioni, imponendogli di dubitare di sé. Invero, però, se non fosse stata su di lui la stanchezza di una giornata intera a confrontare dei simboli privi di significato ai suoi occhi, nonostante tutte le prove contrarie egli non avrebbe avuto incertezze in merito alla presenza di qualcuno o qualcosa negli spazi che lo circondavano: in quello stato fisico e mentale, purtroppo, non gli restò alternativa che dubitare di sé stesso, di ciò che la sua mente gli aveva suggerito ma che, probabilmente, alla sua stessa mente era limitato.
Scuotendo il capo e rinfoderando la propria spada dorata, Howe riprese ad avanzare, ripromettendosi di riposare quanto prima quella sera a concedere un minimo di tregua alle proprie meningi, prima che oltre a strani suoni potessero suggerirgli allucinazioni più corpose e sgradevoli. Proprio in quanto soli all’interno della Biblioteca, egli non poteva permettersi di lasciarsi dominare dalla paranoia, laddove l’eccessivo timore di ipotetici pericoli attorno a sé sarebbe stata solo dimostrazione di una debolezza indegna di lui.
Liquidando in quel modo ogni timore, egli fu il primo ad arrivare al luogo del ritrovo, venendo raggiunto dopo poco anche da Carsa e da Midda, senza sentire ulteriori ed inesistenti suoni attorno a sé.

« Novità? » domandò la donna guerriero, raggiungendo i due e notando per prima un volume nelle mani della compagna « E’ quello? »
« Purtroppo no… » rispose Carsa, scuotendo il capo « Questo è solo un pensiero per i nostri due amici. A proposito… Be’Wahr? Non è ancora arrivato? » chiese poi, guardandosi attorno.
« Si sarà attardato… » fece spallucce Howe, osservando con curiosità ma stanchezza quanto trasportato dalla donna, in un senso di naturale nausea di fronte al pensiero di un altro libro « Ho paura a chiederlo: di cosa si tratta? »
« Del vostro lasciapassare per un futuro di grandi letture… » sorrise ella, mostrando non senza un pizzico d’orgoglio quel testo, quasi fosse un trofeo conquistato dopo lunghe peripezie.
« Oh, mamma… » commentò l’uomo, coprendosi il volto con la mano destra.

3 commenti:

Tanabrus ha detto...

Uffi, speravo si scoprisse qualcosa sui bibliotecari invisibili... magari Be'Whar è insieme a loro, adesso!

Palakin ha detto...

Certo che Howe, ignoranza al potere! Altro che invocare la mamma, ringrazia! Ronzino!!! :P

Sean MacMalcom ha detto...

@Tanny: direi che la seconda parte della tua ipotesi si ritrova ad essere affrontata nel nuovo episodio... mentre per i "bibliotecari" bisognerà attendere ancora fino a domani! :D

@Palakin: ahahhahahahaha! :D