11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

domenica 28 settembre 2008

262


I
n conseguenza di un’idea sufficientemente semplice quanto banale, la condizione di Howe e Be’Wahr poté essere rapidamente superata, permettendo la divisione del gruppo così come inizialmente ipotizzato: al shar’tiagho furono pertanto riservate le stanze a settentrione, al biondo quelle a meridione, a Carsa quelle occidentali ed a Midda quelle orientali. Sicuramente il ritmo con cui le due donne avrebbero potuto analizzare i titoli della marea di volumi loro assegnati sarebbe stato superiore a quello con cui altresì avrebbero potuto agire i loro colleghi maschi, nel momento in cui essi si sarebbero dovuti spingere in un’operazione di confronto continuo fra quanto riportato sui libri e le lettere scritte loro da parte della Figlia di Marr’Mahew su due pezzetti di pergamena: ciò nonostante avrebbero potuto offrire anch’essi il proprio contributo, non gravando sulle compagne e non offrendo eccessivo rallentamento alla missione. Ribadendo l’appuntamento per mezzogiorno, pertanto, il gruppo si separò con tranquillità, indirizzandosi ognuno nella direzione della propria area di competenza.
La polvere e la terra accumulatasi all’interno delle sale non era seconda a quella depositata nel corso del tempo sulla superficie esterna della Biblioteca: se possibile, anzi, essa appariva in volume ancora maggiore, celando ogni cosa sotto uno strato apparentemente impenetrabile. Di certo, un tempo i pavimenti di quelle stanze dovevano apparire splendenti, riccamente decorati ed ornati da complessi mosaici smaltati in forme caotiche e del tutto imprevedibili: in quel momento, invece, sotto ai piedi dei quattro cavalieri si presentava solo una coltre compatta di terriccio sul quale, addirittura, vita vegetale stava cercando di prendere il controllo, iniziando con muschi e licheni per poi spingersi anche a piccoli ciuffi sparsi di erbacce. Continuando per quella via, per il cammino intrapreso, probabilmente con il passare di qualche altro decennio all’interno di quelle sale la natura avrebbe ripreso il controllo perduto con l’edificazione del complesso, ristabilendo il proprio dominio su ogni cosa: in quel giorno di vittoria per le forze primordiali del pianeta, una triste sconfitta sarebbe conseguita per tutte le genti di quelle terre, non solo per Kofreya o Tranith, ma anche per i regni lì confinanti, laddove i tesori lì conservati sarebbero definitivamente andati perduti nell’incuria a cui erano stati condannati. In tale situazione, in effetti, molti volumi, molte pergamene, già presentavano uno spiacevole deterioramento dovuto al tempo ed alla mancanza di attenzione, cui altresì sarebbe dovuta essere loro proposta: il danno culturale che il governo kofreyota stava stupidamente imponendo entro quelle mura, nell’ipotesi di proteggerle da un nemico esterno, si proponeva così di una gravità estrema, che ben presto sarebbe stata destinata a diventare catastrofica in quel particolare e distruttivo crescendo. Oltre alla terra ed al ritorno della vita vegetale, poi, non mancavano anche i segni più che distintivi di una riconquista anche animale in tal senso, sia nella presenza di una moltitudine di insetti e di qualche piccolo mammifero roditore, sia prevalentemente nell’immensa mole di ragnatele lì accumulatesi, ormai tanto fitte, tanto intricate da apparire simili a veri e propri tendaggi. Non molti si offrirono gli spazi sgombri da tali ragnatele, come era casualmente e fortunatamente apparso l’ingresso scelto da Midda per accedere alla Biblioteca e di fronte ad una simile elastica resistenza, ai mercenari non restò altra soluzione al di fuori del ricorso alle armi, per quanto potesse apparire esagerata, nell’aprirsi con le proprie lame il passaggio negli intricati corridoi o, più semplicemente, anche solo l’accesso ai libri riposti nei vari scaffali.

« Per Thyres… » tossì nuovamente la donna guerriero, avanzando a colpi di spada verso levante.

Ogni istante trascorso all’interno di quel complesso spingeva la mente della mercenaria a ritenere quasi impossibile quella loro missione di recupero, per l’enorme quantitativo di materiale lì archiviato: certamente i testi non dovevano essere stati riposti alla rinfusa, ma divisi in nette categorie nelle varie sale e nei vari scaffali all’interno di ogni stanza, tale da permettere un immediato recupero dell’informazione desiderata nei tempi in cui quel luogo era ancora in funzione, ed altrettanto certamente da quell’epoca remota, nessuno doveva aver imposto del disordine sulla Biblioteca. Conoscendo pertanto il sistema di catalogazione dei volumi il recupero del libro sarebbe anche potuto essere sufficientemente semplice: purtroppo, però, a nessuno di loro era dato di sapere il sistema con cui gli antichi, e probabilmente ormai tutti defunti, bibliotecari avevano deciso di gestire quel luogo e, in conseguenza di tale ignoranza, l’unica soluzione ammessa sarebbe dovuta essere quella della ricerca sistematica, del controllo di ogni singolo tomo nella speranza di individuare quello desiderato. I quattro compagni, comunque, erano in minima misura facilitati dalla descrizione ricevuta da parte di Sha’Maech, grazie alla quale forse addirittura la metà dei volumi lì archiviati sarebbero potuti essere scartati a priori non coincidendo in dimensioni e colori: nell’immensità di quanto presente, purtroppo, anche dopo una simile scrematura ancora innumerevoli sarebbero restate le possibilità loro offerte, senza così concedere effettivo aiuto nella risoluzione del problema.
Per ore la Figlia di Marr’Mahew si smarrì all’interno della prima sala da lei scelta, passando sotto al proprio sguardo attento uno ad uno tutti i volumi che corrispondevano alla descrizione da lei posseduta: come del resto prevedibile, alcuno corrispose all’oggetto della loro ricerca e quando il sole si presentò alto nel cielo solo una parete era stata quasi completamente analizzata. Interrompendo così il proprio lavoro, nello scuotersi la polvere di dosso, ella riprese il cammino verso il luogo scelto come campo base, per rincontrarsi con i propri compagni. Fu l’ultima ad arrivare, trovando i tre intenti a rinfrescarsi la gola ed a scambiarsi le prime impressioni.

« Abbiamo cibo sufficiente per una settimana o forse più, considerando anche un razionamento delle scorte… » stava commentando Howe, nel passare la borraccia verso Carsa « Ciò che mi preoccupa, invero, resta l’acqua. »
« Già… » annuì la donna a quell’affermazione, accogliendo l’offerta « Purtroppo già domani potrebbe esaurirsi… e l’ipotesi di uscire e rientrare dalla Biblioteca per rifornirsi non può essere presa in considerazione, nella presenza dell’esercito accampato qui fuori. »
« A mio avviso non dovrebbe esserci questa necessità… » propose Be’Wahr, intervenendo nel discorso « Da qualche parte, all’interno del complesso, deve esserci un pozzo o qualcosa di simile… »
« Concordo. » prese parola Midda, rivelando in ciò la propria sopraggiunta presenza « Ritengo anche io difficile che un edificio di questa complessità e di queste dimensioni non presenti al suo interno almeno un pozzo autonomo. »
« Bentornata! » salutò la compagna, tendendo verso di lei la borraccia dopo essersi abbeverata ad essa « Trovato qualcosa? » domandò con tono retorico, potendo ben vedere come anch’ella stesse tornando a mani vuote.
« Nulla. » scosse il capo la mercenaria, prendendo quanto presentatole e portandolo alle labbra secche « Purtroppo la questione è più complicata di quanto potessimo immaginare… »
« Avremmo dovuto condurre con noi anche Sha’Maech… lui di certo avrebbe saputo dove volgere lo sguardo. » suggerì il biondo, storcendo le labbra.
« Se l’avesse saputo ce l’avrebbe detto subito, spero bene. » negò il shar’tiagho.
« Comunque direi di trascorrere ancora il pomeriggio impegnandoci nella ricerca del testo. Se entro tale tempo ancora non otterremo risultato, domani mattina saranno altri i nostri problemi, nella necessità indispensabile di comprendere se e dove poter trovare il pozzo di cui accennavate ipotesi… » riprese parola Carsa, offrendo il punto della situazione « Risolto il problema dell’acqua, il resto sarà solo questione di tempo. »

Ritrovandosi tutti in comune accordo su tale prospettiva, i quattro così riuniti consumarono un tranquillo pasto a base di carne secca, scambiandosi reciprocamente i pareri su quanto avvenuto nella mattina appena trascorsa e concedendosi, in ciò, un momento di riposo. Dopo meno di un’ora, sazi e dissetati, si salutarono nuovamente, nel rinnovare l’appuntamento per la sera e nell’augurarsi di riuscire a trovare il volume necessario al saggio per tradurre la scitala e, così, permettere loro di raggiungere la corona perduta. Nessuno fra essi, attraversando nuovamente le sale della Biblioteca per ritornare ai propri luoghi di ricerca con calma e serenità, poté accorgersi di una moltitudine di occhi rivolti al loro indirizzo, in sguardi tutt’altro che benevoli nei confronti della loro presenza in quel complesso.

3 commenti:

Tanabrus ha detto...

I bibliotecari esistono ancora!!! :o


Se riescono a non ucciderli e a farseli amici, finiranno in fretta... certo che spettacolo, saranno simili a quelli del Cratere. Nati e vissuti nel complesso bibliotecario...

Gwyneed ha detto...

Ti auguro un meraviglioso inizio di settimana ^^

Bacione

Gwy

Sean MacMalcom ha detto...

@Tanny: err... credo che sia meglio aspettare domani prima di trarre conclusioni... @.@

@Gwy: ricambio con gioia! Un abbraccio!