11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

sabato 24 dicembre 2011

1435


« N
on riesci a dormire, Be'S?! » lo apostrofò ella, vedendolo sopraggiungere e ben sapendo come quello sarebbe dovuto essere il suo turno di riposo, nella formulazione di quella domanda abbreviando il suo nome così come si era concessa già occasione di abituarsi a compiere, non nella volontà di mancargli di rispetto, quanto, e piuttosto, di riconoscergli una posizione di maggiore familiarità nella propria vita e, soprattutto, nella propria famiglia, nell'equipaggio della Jol'Ange « Ancora i soliti incubi? » si informò, avendo già avuto occasione passata, così come chiunque altro a bordo della goletta, di confrontarsi con lui nel merito della sua inquietante e ricorrente esperienza onirica notturna, quella che spesso lo portava a svegliarsi gridando il nome della propria amata.
« No. Anche se, probabilmente, sarebbe stato meglio fosse effettivamente così… » nego egli, storcendo le labbra verso il basso con incedere di sincera disapprovazione per se stesso e per la propria apparente incapacità a un sereno riposo, sebbene conscio come, in quella particolare occasione, responsabile per l'interruzione del suo sonno non fosse stato realmente un incubo, quanto, piuttosto, un'esperienza di natura ben diversa « Credo… sono certo, in effetti… di avere avuto un altro sogno. Un altro come quello che già mi ha condotto a voi. » suggerì, a introdurre in maniera quieta l'argomento in questione, pur non potendo, ovviamente, negare l'evidenza dell'ansia per lui derivante da tutto ciò.
« Uhm… » si limitò a commentare la donna, in quel momento sostanzialmente ricoprente il ruolo di capitano in conseguenza all'assenza, dal ponte, di Noal « Parlamene. » lo invitò poi, senza lasciar trasparire, in simile esortazione, particolare frenesia per l'annuncio rivoltole, né, al tempo stesso, particolare disinteresse verso il medesimo, saggiamente rifiutando di prendere una qualunque posizione a tal riguardo sino al momento in cui non fosse stata chiarita l'effettiva portata di simili nuove, ove realmente si fossero dimostrate tali.

Avendo ampiamente previsto tale reazione, tanto da parte di Berah, così come da quella di Noal, entrambi, sino a quel giorno, dimostratisi quali estremamente pragmatici nelle proprie valutazioni, nelle proprie espressioni; Be'Sihl non si volle concedere occasione di scoramento, non considerando quella scelta, nella propria interlocutrice, qual necessario segnale di preventiva condanna verso qualunque argomento le avrebbe saputo sottoporre, quanto, piuttosto, di semplice e legittima ricerca dei fatti ancor prima della formulazione di qualunque sentenza, positiva o negativa che essa potesse essere. In tal senso, in grazia a tale decisione volta all'acquisizione di tutti gli elementi utili prima di qualunque elaborazione attorno a tali dati, al contrario, Berah risultò agli occhi incredibilmente simile alla propria amata Midda, al punto da negare qualunque ragione di sorpresa nel confronto con il pensiero di come Salge Tresand, in tempi passati, potesse aver ricercato in lei una nuova compagna dopo l'abbandono della propria originale amica e complice: fra le due donne, in verità, salvo indubbie differenze fisiche, non molte sarebbero potute essere riconosciute le differenze caratteriali… non, per lo meno, a un primo contatto, a un primo superficiale rapporto, in conseguenza al quale, ove anche eventuali anomalie fossero state riscontrate, difficilmente sarebbero potute essere tanto disapprovate da spingere un qualunque maschio adulto disimpegnato, già infatuato di Midda, a rifiutare l'idea di una relazione duratura con Berah.
Condizione quella così dichiarata, maschio adulto disimpegnato, che per sua fortuna non lo avrebbe potuto allora coinvolgere, ove ogni suo pensiero, ogni suo interesse, ogni sua fantasia erano rivolte verso un'unica, esplicita direzione, dalla quale non avrebbero avuto né volontà, né ragioni per distogliersi.

« Forse anche Noal potrebbe essere interessato a sentire quanto ho da dire… » suggerì, prima di riprendere il discorso, a non voler escludere dal proprio annuncio colui che, in fondo, per primo si era espresso a favore della possibilità di una collaborazione fra loro.
« Noal in questo momento è con Hui-Wen… e credo che tu possa ben immaginare come preferisca non essere disturbato. » sorrise con fare malizioso l'altra, non facendo mistero nel merito di quell'intima relazione fra il capitano e uno dei loro ultimi acquisti, verità dopotutto, più che nota a bordo della Jol'Ange e gestita con non minor rispetto di quella che, un tempo, era stata la relazione fra lei stessa e Salge « Inizia a parlarne con me e, poi, vedremo se sarà il caso di coinvolgerlo. » gli suggerì, confermando, ancora, quella caratteristica predisposizione d'animo già sottolineata pocanzi.
« Midda… Midda ha tentato la fuga dalla nave di Nissa… dalla Mera Namile, per quanto ella ne ignori ancora il nome. » annunciò pertanto, definendo finalmente le ragioni proprie dell'urgenza di quel confronto verbale, per così come da lui ricercato « Era drogata, e resa debole da un prolungato digiuno. Ciò nonostante è riuscita a liberarsi, a uccidere diversi pirati, e a gettarsi in mare, nella speranza di potersi allontanare da quella dannata galera. » elencò, non riassumendo, in effetti, le informazioni in suo possesso ma riportandole nella loro integrità, ove Desmair, come di consueto, non si era sforzato nel concedergli dettaglio alcuno.
« Ammesso che sia vera, questa è una buona notizia… » sorrise Berah, ancora mantenendosi quieta nel dialogo con lui, non distogliendo la propria attenzione, nel contempo, dal mantenimento della rotta, nel confronto con un mare, in quella particolare giornata, lievemente agitato « Questo, infatti, significherebbe non solo che ella è ancora in vita, ma che non è ancora arrivata a destinazione e, soprattutto, che non è ancora stata completamente piegata, malgrado tutto ciò che possono averle fatto. » esplicitò, forse a voler, in tal modo, non solamente offrire chiarificazione sulle proprie ultime parole ma, ancor più, concedere al proprio interlocutore una ragione di speranza, di positività, quanto mai necessaria per lui in quel momento.
« Sì… è vero. » annuì Be'Sihl, costretto in quelle parole a doversi ricordare come, in effetti, agli occhi dei propri compagni di viaggio egli non avrebbe dovuto avere quelle garanzie che, altresì, Desmair non gli aveva mai rifiutato a ogni loro incontro, non lasciandogli libertà di fantasticare incubi sul possibile fato a cui la propria amata potesse essere stata destinata « Hai perfettamente ragione… »
« E… quindi?! » lo incalzò ella, alla ricerca della conclusione di quella sua narrazione, compresa qual tutt'altro che terminata « E' riuscita a farcela? »
« No. » negò il locandiere, focalizzando nuovamente la propria attenzione sul tempo presente e su quel loro dialogo, dal quale, per un istante, si era psicologicamente allontanato « E' stata nuovamente catturata, con delle reti da pesca. »
« Comprendo… » annuì la donna, non negandosi un certo sentimento di delusione a quella notizia, per quanto, in effetti, non avesse avuto particolari ragioni per sperare in un esito diverso « E' ancora viva, comunque… non è vero? »
« Viva sì, ma prigioniera. » puntualizzò l'altro.
« Prigioniera della stessa nave che stiamo inseguendo alla massima velocità che il vento ci concede… razionando al massimo l'acqua per ridurre al minimo l'esigenza di scali in porto. » specificò la prima, con un lieve sorriso, non dissimile, forse, da quello che una madre avrebbe rivolto a un proprio figlioletto nell'illustrargli un aspetto della realtà da lui prima trascurato, sebbene invero la differenza di età fra loro fosse in suo esplicito sfavore.
« Non essere accondiscendente, te ne prego… » si oppose egli, sentendosi quasi deriso da quel suo comportamento e, tuttavia, comprendendo, tardivamente, le ragioni per le quali solo verso un simile esito avrebbe potuto evolvere quello stesso dialogo.
« Non desidero esserla, Be'S… ma cerca di comprendere la mia posizione. » sospirò Berah, comprendendo perfettamente il pur legittimo stato d'animo per lui proprio, e, ciò nonostante, non potendo esimersi da quell'asserzione, da quella presa di posizione apparentemente impietosa « Se quanto tu mi stai dicendo corrispondesse al vero, e non sto obiettando a tal riguardo, io non potrei che essere felice nell'avere conferma di quanto, nonostante tutto, ella sia ancora viva. »
« Ma non ci è data possibilità di fare nulla di più rispetto a quanto già non stiamo facendo… » annuì l'uomo, a offrire trasparenza di aver, proprio malgrado, ben misurato la questione e la totale inutilità della medesima nel confronto con il loro attuale impegno.
« Esatto. » confermò la donna, sollevando la propria mancina dal timone della nave all'unico scopo di ricercare contatto con la spalla destra del proprio interlocutore « Motivo per il quale è senza dubbio meglio lasciare Noal e Hui tranquilli nella loro intimità, così come tu e io, probabilmente, saremmo ben lieti di poter fare se ancora ce ne fosse concessa l'occasione… »

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