11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

giovedì 6 marzo 2008

056


N
ell’evidenza dell’imprevista piega presa dallo scontro, nell’accampamento della Confraternita la tensione crebbe fra gli animi dei guerrieri. Coloro che non erano ancora stati allertati vennero presto richiamati alle armi, mentre le tre colonne di mercenari già pronte alla battaglia non riuscirono ad essere trattenute, gettandosi in avanti in soccorso ai propri compagni. La situazione avrebbe così presto visto gli equilibri ribaltarsi, ponendo i guerrieri di Kriarya accerchiati ed in minoranza numerica: laddove in quella prima azione essi erano infatti riusciti a mantenere quasi intatto il proprio numero a discapito di quello avversario praticamente ridotto allo stremo, di fronte all’arrivo dei rinforzi si sarebbero trovati chiusi in trappola se Midda non avesse avuto la premura di prevedere tale evoluzione e predisporre la controffensiva ancor prima dell’attacco iniziale, con abilità degna di una giocatrice esperta di chaturaji. Nel momento in cui le tre colonne nemiche, gettate in corsa verso il teatro della battaglia, si ritrovarono oltre la metà della distanza che divideva il loro campo base dal loro stesso obiettivo, due contemporanee grida di guerra distolsero la loro attenzione, spiazzando i membri della Confraternita in un nuovo ed inatteso colpo di scena. Come emergendo dal terreno stesso, a meno di una trentina di piedi rispetto alla posizione da essi raggiunta, si rivelarono su entrambi i fronti laterali due nuovi gruppi di mercenari armati e pronti alla lotta, in corsa contro di loro per intercettarli e falciarli nella potenza della morsa così nuovamente creatasi.
La donna guerriero non poté evitare di concedersi un lieve sorriso di soddisfazione di fronte allo scompiglio dei propri nemici, dove nel caos della battaglia non era in grado di offrire le proprie classiche frecciatine psicologicamente liberatorie per lei e sgradite ai di lei avversari. Attirando con il proprio plateale ingresso in scena l’attenzione della Confraternita sull’avanzata del gruppo comandato da lei stessa, infatti, Midda aveva contemporaneamente fatto procedere altri sessanta guerrieri, divisi in due schieramenti, ad inoltrarsi discretamente all’interno della piana di Kruth, muovendosi strisciando per terra nell’effimero ma utile velo protettivo offerto dall’erba verde della medesima. Sperare di non farsi notare in quella radura, pur muovendosi rasoterra, sarebbe stato segno di stoltezza in condizioni normali: laddove, però, ogni sguardo avversario era attratto verso il gruppo principale, in un ora evidente specchio per allodole, quella tattica si era dimostrata vincente, offrendo i frutti sperati.
Non più di ottanta mercenari di Kriarya, così, erano stati schierati all’interno del campo di battaglia, a contrastare le forze della Confraternita ritrovatesi a poter conteggiare poco più di una sessantina di combattenti. La proporzione numerica, nuovamente, volgeva a favore dell’improvvisata armata della città del peccato, insieme alla conquista di una posizione strategica rispetto agli avversari.
Le sorti della battaglia erano ancora in gioco.

« Il tuo amico shar’tiagho non approverebbe tutto questo… » esclamò la voce del tranitha, giungendo alle spalle della donna guerriero.
« E tu non dirglielo… » rispose ella, sferrando un pugno contro un’avversaria prima che questa potesse abbassare la propria arma levata contro di lei.
« Stai chiedendomi di mentirgli? » domandò l’uomo, con simulato ed esagerato stupore a tale proposta « Il mio animo è troppo puro per macchiarsi di un tale atto… »
« Sicuro? Non sono convinta che il tizio a cui hai appena distrutto una spalla creda fermamente alla purezza del tuo animo. » replicò ella con sarcasmo, riferendosi ad un mercenario della Confraternita appena caduto sotto i colpi del guercio.
« Sai qual è il tuo principale problema? » intervenne egli, intercettando un avversario diretto contro di lei ed attaccandolo con violenza.
« L’essere troppo affascinante? » sorrise sorniona la donna, sinceramente felice di trovare in quel discorso un po’ di sfogo mentale dallo stress della battaglia in corso, troppo silenziosa per i di lei gusti.
« No… » negò il tranitha, sollevando di peso il proprio nemico per gettarlo come un proiettile umano contro altri avversari « Focalizzarti sempre sui particolari: perché considerare dettagli inutili come il massacro in corso rispetto al dis… »
« Ti vengono spontanee queste stupidate o ci pensi anche? » lo bloccò ella, trattenendosi dal ridere per il tono adoperato dal compagno, continuando a combattere la propria battaglia.
« Ritengo sia un talento naturale… » rispose egli, dimostrando di essere in grado di non prendersi troppo seriamente.

I caduti, da ambo le fazioni, rendevano ormai rosso il terreno prima verdeggiante d’erba, in un ammasso contorto di carne e viscere da cui troppi lamenti si levavano, in nome del predominio politico sulla capitale. La donna guerriero non era sufficientemente ipocrita da potersi ingannare citando alti ideali di libertà e di pace in quello scontro forsennato: sebbene una certa libertà fosse comunque in gioco, ossia quella dei mercenari indipendenti come era anche lei stessa, sapeva bene che l’unica ragione chiave di quel conflitto era solo il desiderio di potere dei vari signori di Kriarya, gli stessi che in quel momento dall’alto delle rispettive torri probabilmente erano impegnati nel tentativo di scrutare l’orizzonte cercando indizi e proponendosi ipotesi alternative sulla conclusione della battaglia in corso. Senza quell’assurda ricerca di supremazia, forse la Confraternita non sarebbe giunta fino a lì e, di certo, loro non avrebbero avuto ragioni per attaccarla in maniera tanto diretta.
Ella, comunque, non cessava di ricordare a se stessa l’unica ragione per cui si era spinta alla piana di Kruth, l’unica motivazione che muoveva la di lei mano contro i corpi dei propri avversari. E non appena un istante di quiete e di silenzio ritornò a dominare nel teatro dello scontro, con la morte di ogni elemento della Confraternita lì giunto e quella di quasi la metà dei mercenari della capitale già svelati agli avversari, la donna guerriero non poté evitare un tentativo di porre fine a quell’inutile carneficina.

« Membri della Confraternita del Tramonto! » pronunciò ad alta voce, per richiamare l’attenzione delle nuove truppe già schierate e pronte a rinnovare l’attacco « Membri della Confraternita! Il mio nome è Midda Bontor! »

Tutti i di lei compagni d’arme si volsero a guardarla, non attendendo quella mossa, non sapendo come reagire alla stessa, restando in attesa però fiduciosi che colei che fino a quel momento aveva permesso loro di dimostrarsi superiori sugli avversari non avrebbe agito se non per il successo della loro missione, per il conseguimento della vittoria in quella battaglia.

« Il mio nome è Midda Bontor! » ripeté, cercando di aumentare il tono di voce, per evitare che le di lei parole potessero non essere udite « E questo nome sarà l’ultima cosa che udirete se non accetterete di restituire la libertà alla mia protetta, a colei che avete rapito indegnamente per permettere al vostro signore di ricattarmi! »

2 commenti:

Oniriter ha detto...

Ottimo ottimo.
Ovviamente non ho letto questo capitolo, sono sul finire della Città del Peccato (cap. 23)
Commento qua per dire che sino ad ora è una piacevole lettura, io che i fantasy non li mastico così tanto per giunta!
L'affresco che crei tassello dopo tassello è affascinante. Bravo!

Sean MacMalcom ha detto...

Ti ringrazio di cuore per il tuo fin troppo generoso commento e per la tua pazienza nella lettura! ^_^"""
Troppo buono!!!! ^_________^