11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

martedì 25 marzo 2008

075


L
a donna guerriero percorse con sguardo attento e serio uno ad uno i dodici avversari che aveva di fronte.
Essi non dimostravano ancora intenti offensivi, sicuramente in conseguenza dell’ordine ricevuto dal loro capitano, ma ella non dubitava che essi si sarebbero di certo scatenati di fronte ad un esplicito rifiuto da parte sua ad accompagnarli. Conosceva bene Lehn-Ha e sapeva che egli non avrebbe mai concesso buon viso a cattivo gioco: di certo quei marinai sarebbero stati severamente uniti nel momento in cui si fossero presentati indietro a mani vuote, inviati quali erano in grande numero solo per lei.
Lo scontro, pertanto, appariva inevitabile e per quanto Ja’Nihr potesse essere fiduciosa sulle ridotte capacità degli avversari a causa dell’alcool nei loro corpi, la mercenaria non si voleva concedere il lusso dell’ottimismo: dodici nemici per lei erano sicuramente un semplice allenamento, un diletto in cui impegnare il proprio corpo al pari di un qualsiasi esercizio fisico, ma nonostante questo preferiva risultare eccessivamente pessimista piuttosto che valutare con troppa positività una situazione, rischiando di esserne poi smentita.

« Forse le mie parole non sono risultate chiare. » scandì ad alta voce la donna « Io non desidero farvi del male. Ma se tenterete di ostacolare il mio cammino, nulla tratterrà ulteriormente la mia furia dal levarsi contro di voi. »

Vane, ovviamente, furono quelle richieste, come sottolinearono con le loro azioni due uomini nel momento in cui si distaccarono dal gruppo, scattando verso la mercenaria con braccia tese in avanti per poterla catturare: dall’aspetto brutale, con una corporatura non seconda a quella di Av’Fahr, i due marinai non giunsero neanche a sfiorare il loro obiettivo laddove la cacciatrice si frappose fra essi, lasciando roteare fra le mani una lunga asta di legno di cui nel contempo aveva avuto modo di impossessarsi levandola da sostegno quale era ad un tendone da mercato. Con un movimento simile ad una danza, la donna dalla pelle d’ebano guidò la propria improvvisata arma, non degna della sua consueta lancia ma comunque efficace, a colpire con forza i due avversari, entrambi alle tempie, in rapida successione: due offese tanto immediate ed improvvise che quasi la stessa Midda non fu in grado di seguirne i movimenti e che videro i malcapitati precipitare a terra privi di sensi, come pesanti sacchi di patate.

« Ja’Nihr! » sussultò la mercenaria, osservandola con interesse salvo poi aggiungere « Ti prego… resta da parte. »
« Sbaglio o sono sotto esame? » sorrise l’altra, facendo compiere nuove evoluzioni alla lunga asta prima di ricondurla in posizione di guardia dietro la propria schiena « Comprendo che tu possa dubitare delle mie capacità nel momento in cui in una città piena di gente schiamazzante e semiubriaca io non sia riuscita a distinguere un gruppo di dodici avversari alle nostre spalle… quindi permettimi di rimediare alle mie mancanze, dimostrandoti il mio valore. »

Accettando il tono scherzoso offerto dalla compagna, la donna guerriero si ritrasse per lasciar spazio di manovra alla stessa, sebbene mai avesse pensato di mal giudicarla per le ragioni da lei addotte: lei stessa non si sarebbe mai potuta accorgere di essere seguita all’interno di un ambiente tanto chiassoso se non avesse avuto il sospetto di aver attirato troppo l’attenzione fin dall’interno dell’osteria. E tale sospetto non le sarebbe di certo venuto se non fosse stata abituata a dormire abbracciata ad una spada, con un pugnale sotto il cuscino ed un occhio sempre aperto come il di lei stile di vita l’aveva presto addestrata a fare: per chiunque altro, per chi come la cacciatrice non fosse solito a vedere la propria esistenza costantemente minacciata, la di lei prudenza si sarebbe tradotta unicamente in paranoia, uno stato mentale decisamente pericoloso in cui impegnarsi a vivere la propria quotidianità come purtroppo lei stessa si rendeva perfettamente conto.

« A te l’onore. » acconsentì quindi Midda, indicando con un cenno rotatorio della mano mancina i dieci avversari rimasti « Ma sappi che non ho mai dubitato delle tue capacità… »
« Questo perché sei una persona intelligente che non si ferma alle prime impressioni… » sorrise la compagna.

In quel loro breve dialogo, i marinai dell’equipaggio di Lehn-Ha erano rimasti inizialmente immobili, rendendosi appena conto della semplicità disarmante con cui i loro compagni erano stati vinti: vedendosi, però, subito dopo praticamente ignorati dalle due donne impegnate a discutere tranquillamente in merito a chi toccasse l’onere di liberarsi di essi, i dieci si ripresero, gettandosi a turno con ira ed orgoglio ferito contro colei che si proponeva di tenere loro testa da sola.
In tre furono i primi nel gruppo a giungere fino alla meta, a testa bassa ed a pugni caricati, pronti a riversare violenza contro l’avversaria. Un movimento controllato della donna dalla pelle d’ebano con la propria arma portò a far impattare in un colpo secco la punta piatta dell’asta contro la fronte di uno fra essi, respingendolo all’indietro con la forza della propria stessa enfasi, reazione contrapposta ad azione di eguale potenza. I due compagni di egli, approfittando però dell’istante necessario alla donna per fronteggiare il primo, cercarono di prenderla su due fronti opposti ma ella, per nulla intimorita dalla loro presenza, scartò i pugni a lei diretti abbassandosi improvvisamente in una perfetta spaccata: ritrovandosi così con le gambe allungate a terra nelle stesse ed opposte direzioni da cui erano giunti i due avversari, ad ella risultò necessario solo spingere il proprio corpo in una rotazione repentina sul proprio baricentro per spazzare i piedi degli aggressori, facendoli cadere violentemente terra per poi, immediatamente, colpirli con il bastone all’altezza del collo, bloccandone temporaneamente la respirazione.

« Cinque andati. Ne restano sette. » denotò Midda, incrociando le braccia al petto nel godersi tranquilla quel combattimento in cui, una volta tanto, non si ritrovava coinvolta, ed approfittando del medesimo per poter studiare lo stile di combattimento della compagna.
« Ma hai sempre così tanti ammiratori? » si limitò a commentare la cacciatrice.
« Che ci vuoi fare? » rispose la mercenaria, con aria fintamente annoiata « Dicono tutti che ho degli occhi molto belli… »
« Non ti offendere, ma dubito che siano gli occhi ad attrarre in te… » replicò l’altra, ammiccando.

Dei restanti, uno solo tentò un nuovo immediato attacco contro la cacciatrice, nel momento in cui ella con agilità recuperava in una capriola all’indietro una posizione verticale. Armato di un lungo pugnale, l’uomo parve non voler più cercare, come gli altri prima di lui, di porre semplicemente fuori combattimento l’avversaria, evitando spargimenti di sangue e complicazioni legali conseguenti: al contrario, guidando l’arma verso il di lei ventre in un ampio movimento circolare, egli sottolineò decisi intenti omicidi forse in conseguenza di un’alcolica perdita di inibizioni. Abituata qual era a confrontarsi con i grandi felini delle pianure del nord, confinanti ai deserti, per Ja’Nihr bloccare quell’attacco risultò quasi banale, considerandolo nulla al paragone con l’attacco di una leonessa: deviando pertanto in un colpo secco del proprio bastone l’offesa a lei rivolta e sbilanciando in quel mentre il proprio nemico, ella poté concludere attaccandolo alla base del collo con un movimento deciso del proprio gomito, stordendolo quasi senza impegno.

2 commenti:

tanabrus ha detto...

« Questo perché sei una persona intelligente che non si ferma alle prime impressioni… »

Se non fossi quasi sicuro che l'episodio l'ahi scritto prima di leggere i commenti allo 074, la potrei prendere come un'offesa personale :P


Che dire, la fanciulla ci sa fare. Nel raffigurarmela nella savana a combattere contro un leone armata di lancia, me la sono raffigurata un po' come la Prima Cacciatrice :lol:

Sean MacMalcom ha detto...

Se non ti conoscessi ti chiederei scusa per aver dato tale impressione... ma dato che ti conosco ti dico "Morditi la lingua!". :PPPP

Scherzi a parte, non c'è alcun riferimento velato al tuo commento di ieri: come hai giustamente supposto l'episodio di oggi non è stato estemporaneo a seguito delle tue parole (profetiche), ma pianificato da tempo e scritto da un paio di giorni (come già anche gli episodi per domani e dopo sono già salvati).
La frase della donna da te riportata, in particolare, aveva la doppia funzione di (1) riprendere un filo conduttore presente in molti rapporti personali di Midda con i personaggi comprimari - come già con Be'Sihl, il guercio, i mercenari di Kryaria, Berah, lo stesso Av'Fahr, etc - e (2) offrire una frecciatina agli avversari da parte di Ja'Nihr stessa.

Ti dirò di più: salvo strane ed impreviste illuminazioni sulla via per Damasco (in fondo mi riservo sempre una certa elasticità nello sviluppo della trama per lasciarmi comunque trascinare dall'estemporaneità del momento), non ho previsto di presentare Lehn-Ha in questa avventura al di fuori degli accenni già offerti. L'aver riproposto i suoi marinai durante l'uscita in osteria è stato utile unicamente allo scopo di concedere un momento di svago per Midda ed un'occasione per me di approfondire un altro personaggio dell'equipaggio (Ja'Nihr, appunto!).

Grazie ancora per il tuo tempo ed il tuo commento!!! ^_________^