11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Con l'episodio 2925, inizia oggi una nuova avventura della nostra serie regolare, la cinquantasettesima, dal titolo "Un bagliore di speranza"!

Questa avventura, oltre a ricollegarsi a "Il tempo del sogno", tornerà, nella propria ambientazione iniziale e in diversi, necessari riferimenti, alla seconda avventura della serie
"Reimaging Midda".
Ergo, per chi dovesse avere piacere ad approfondire i retroscena, l'invito non può che essere a recuperare "Camminando sui vetri rotti".

Per tutti gli altri, come di consueto... buona lettura!

Sean, 29 maggio 2019

mercoledì 27 febbraio 2019

2834


« Probabilmente potrei rischiare di apparire imprudente nel dire quanto sto per dire… ma… » riprese voce egli, sorridendo verso di lei « … se domani mi trovassi ancora a passare da queste parti, intorno alle tre meno un quarto, potrei magari sperare di avere una nuova occasione per incontrarti?! »

Che la risposta più corretta, per molteplici e ragionevolissime motivazioni, da offrire a una simile domanda, a un tale interrogativo, sarebbe stata “No, mi dispiace.”, Maddie ne era perfettamente consapevole.
Forse, in quella richiesta, in quell’ipotesi, Basel non intendeva effettivamente sottintendere a chissà qual genere di romantico proposito, desiderando, semplicemente, trascorrere ancora del tempo insieme all’autrice, per chiacchierare con lei, per confrontarsi con lei sulle proprie storie, sulle sfumature più sottili dei propri racconti. Ciò non di meno, a prescindere da quale potesse essere l’interesse di Basel, ella non avrebbe potuto ignorare quanto, da parte propria, quell’ultima ora trascorsa in sua compagnia non avesse fatto altro che accrescere, in lei, il desiderio di ottenere altro tempo insieme a lui, altre occasioni di relazione con quell’uomo e con quell’uomo che, anche laddove non avesse a doversi fraintendere per il Be’Sihl da lei amato, certamente non avrebbe potuto ovviare a suscitare, nel suo cuore, quell’innegabile turbine di emozioni. E quel turbine di emozioni nell’ascolto del quale ben poco, o nulla, di positivo sarebbe mai potuto derivare per lei, giunta a quel particolare momento della propria esistenza.
Ciò non di meno, che la risposta più corretta sarebbe stata “No, mi dispiace.”, al cuore di Maddie non riuscì proprio ad andare giù. E con buona pace di qualunque razionale consapevolezza, la risposta della donna non mancò di essere entusiasticamente positiva, in termini che, fosse anche e soltanto per rispetto verso Desmond, non avrebbe dovuto concedersi occasione di riservarsi… non per le ragioni che, innegabilmente, la stavano allor ispirando.

Fu così che, accanto ai vari impegni della donna, il giorno dopo, il successivo e quello seguente ancora, iniziò ad affiancarsi anche quell’innocente appuntamento con Basel, su quella particolare panchina di quel particolare parco, ogni giorno alle tre meno un quarto, l’orario a cui ella si era rivolta a lui in quella prima giornata, arrivando anche a saltare ben due incontri con Jacqueline, praticamente contemporanei, argomentando a propria difesa scuse abbastanza patetiche, soltanto per concedersi quelle occasioni.
E più il tempo passava, più ella non avrebbe potuto ovviare a desiderare altro se non giungere al domani solo per avere una nuova occasione di fugace incontro con quell’uomo, e quell’uomo con il quale, per carità, altro non ebbe a fare se non chiacchierare in merito ai propri libri, ai propri racconti, e, ciò non di meno, quell’uomo che, nel confronto con il suo cuore, avrebbe avuto a dover sicuramente preoccupare il buon Desmond, se soltanto egli avesse avuto consapevolezza di quanto stesse accadendo. Perché se mai, in quei giorni, nel corso di quegli incontri, un solo e semplice contatto fisico ebbe a intercorrere fra i due, a eccezione di quell’unica stretta di mano con la quale si erano inizialmente ripresentati e salutati, il cuore di Maddie avrebbe avuto allora a doversi riconoscere più coinvolto di quanto non avrebbe potuto altrimenti essere anche nel caso di appassionati abbracci o focosi baci, qual pur mai ella neppure ebbe a osare ipotizzare, più per imbarazzo che per una qualche, concreta mancanza di desiderio.
Il quarto giorno, quando pur Maddie avrebbe desiderato riconfermare quel loro appuntamento, quel loro momento di incontro, null’altro bramando a compendio della propria giornata, ella si ritrovò proprio malgrado a fare i conti con la consapevolezza della contemporaneità di quell’eventuale appuntamento con altri eventi, e con altri eventi che, il giorno seguente, a differenza degli incontri con Jacqueline, non avrebbe potuto tanto quietamente rimandare. In particolare, ella dovette allora ritrovarsi a confronto con il sopraggiungere del fine settimana, e del fine settimana nel quale non avrebbe potuto certamente ignorare il buon Desmond solo per avere la possibilità di trascorrere del tempo con un altro uomo, e, soprattutto, con il sabato pomeriggio abitualmente dedicato ai propri nipoti, in compagnia dei quali era solita riservarsi la possibilità di qualche piccola “avventura” per le vie o, meglio ancora, per i musei della città.
Così, sebbene ella non avrebbe desiderato altro che poter riconfermare quell’appuntamento anche per il giorno seguente, nel momento in cui Basel non ebbe a domandarle nulla, forse dando già per implicita simile occorrenza, forse e piuttosto ipotizzando quanto, nel fine settimana, ella avrebbe avuto necessariamente altre questioni a cui dedicare la propria attenzione, Maddie, per tutta risposta, non ebbe a proporre nulla, vedendo il loro commiato, occorrere in termini più generici rispetto al solito e, ciò non di meno, ipoteticamente rivolti a un nuovo momento di incontro, a una nuova occasione di appuntamento fra loro la settimana seguente. Certo: con un po’ più di coraggio, e di onestà con se stessa, Maddie avrebbe anche potuto approfittare dell’occasione o per concludere, definitivamente, quegli incontri, o, al contrario, per definire in maniera esplicita quanto, il lunedì seguente, ella sarebbe stata nuovamente lì ad attenderlo, a sperare di incontrarlo nuovamente, così come accaduto nel corso di quei giorni. Ma la parola “coraggio”, tanto consueta nel vocabolario di Midda, non avrebbe avuto a doversi fraintendere altrettanto presente in quello di Maddie, e, soprattutto nel corso di quell’ultima settimana, anche l’idea di “onestà con se stessa” avrebbe dovuto riconoscersi con buona pace accantonata, a garantirle quelle possibilità di incontri che pur il suo cuore reclamava a gran voce e nel confronto con i quali, tuttavia, la sua mente rifiutava di elaborare un qualunque genere di significato.

« Zia! Zia! » l’accolsero i due pargoli, nel momento in cui la videro uscire dalla metropolitana, nella fermata vicino all’ingresso alla loro abitazione in centro città.
« Bambini! » sorrise ella, improvvisamente proiettata, a confronto con i loro amati visetti in un mondo completamente diverso, e in un mondo nel quale, improvvisamente, anche Basel, così come Desmond, o chiunque altro, avrebbero perduto necessariamente di significato, lasciando esistere soltanto lei e quei due pargoli adorati « Pronti per un altro pomeriggio insieme alla vostra zietta preferita…?! » domandò, correndo verso di loro con braccia aperte, per accoglierli a sé.

In tal modo ebbe inizio il sabato di Maddie. E in tal modo ogni pensiero che l’aveva dominata negli ultimi cinque giorni, così come in quella stessa mattinata, ebbe a scomparire, qual lieve rugiada ai primi caldi raggi di una nuova alba.
Forse qualcuno avrebbe potuto criticarla di eccessiva incoerenza, nei propri pensieri, nei propri sentimenti e nelle proprie azioni, ma, a differenza di qualunque possibile personaggio delle proprie storie, pur non scevri da incoerenze e difetti, Maddie non avrebbe dovuto essere equivocata in altro modo se non qual una persona comune, e una persona comune che, come sovente accade, ritrovandosi divisa fra diverse vite, e una vita come zia di due adorati nipoti, e una vita come compagna di un meraviglioso, e forse immeritato, uomo, e una vita come donna confusa nel merito delle proprie emozioni per l’arrivo, nella sua quotidianità, di colui che, in termini letterali, avrebbe avuto a dover essere riconosciuto qual l’uomo dei suoi sogni, non avrebbe potuto ovviare a tentare di separare psicologicamente simili diversi aspetti della propria quotidianità, in termini tali che l’uno non avesse a disturbare l’altro… o peggio, a distruggerlo. In ciò, quindi, a confronto con Santiago e Lourdes, Maddie non sarebbe più stata la compagna di Desmond, né l’interessata nuova amica di Basel, ma, semplicemente e soltanto, la zia di quei due bambini, e quei due bambini che non avrebbe potuto ovviare ad amare quasi fossero i propri: non, quantomeno, laddove una parte del suo cuore non avrebbe potuto ovviare a riconoscerli, ancora ed effettivamente, qual i propri, mai dimentico di quando a quei volti ella avrebbe avuto a dover essere considerata solita associare i nomi di Tagae e Liagu.

« Sì! Sì! Andiamo! » esplosero entrambi di gioia, già pronti a mettersi in cammino accanto a lei, nel mentre in cui, alle loro spalle, Rín tentava vanamente di rivolgere un saluto alla gemella, coperta, tuttavia, dalle grida entusiastiche dei due pargoli.

Nessun commento: