11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte

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Si conclude, con l'episodio odierno, la sessantunesima avventura di Midda, dal titolo "Il cerchio si chiude"!
E, come credo sia chiaro già da un po', si conclude con questo episodio anche il secondo arco narrativo della lunga saga della nostra eroina preferita!

In questo, ringraziando tutti gli amici della Kasta Hamina, Midda Bontor lascia le proprie avventure siderali per ritornare al proprio mondo natale, cresciuta, sicuramente, cambiata, certamente, e pur desiderosa di tornare alla dimensione originale della propria quotidianità, e di quella quotidianità che, del resto, l'ha sempre contraddistinta.

A domani, quindi, con l'inizio di qualcosa di un'altra storia!

Sean, 16 marzo 2020

domenica 27 dicembre 2020

3503

 

Il divertito ciarlare nel quale le tre donne si stavano così lasciando coinvolgere, sicuramente, e ancora una volta, per contrastare l’altrimenti crescente ansia a confronto con l’apparentemente incolmabile distanza dal loro obiettivo ebbe a interrompersi di colpo nel momento in cui all’orizzonte ebbero finalmente a intuire la presenza di un gruppo di persone. E non un gruppo qualsiasi, quanto e piuttosto una moltitudine, in marcia verso una non ancor meglio compresa destinazione. Una moltitudine che, in un primo momento, ebbe a proporsi qual una leggerissima sfumatura colorata in lontananza, ma che, ben presto, nell’accorciarsi delle distanze fra loro, non poté che iniziare ad apparire per quanto effettivamente era: una folla interminabile di persone, migliaia e migliaia, decine di migliaia, in ciondolante e silenzioso movimento, in un immagine che, sotto molti aspetti, non avrebbe avuto a potersi fraintendere particolarmente diversa da quella propria di un branco di zombie.

« Eccoli! » esclamò quindi la Figlia di Marr’Mahew, additando innanzi a loro « Li abbiamo raggiunti, finalmente! »
« E abbiamo raggiunto anche il nostro malevolo pifferaio... » confermò Lys’sh, nell’udire già, anche a quella distanza, la musica di un flauto, o di un altro, assimilabile, strumento a fiato « Lo senti anche tu, Lora?! »
« Sì. E’ lui. O lei. » confermò la feriniana, potendo a sua volta vantare un udito molto più sensibile rispetto a quello di Midda Bontor e di qualunque altro umano « Però... aspettate. » soggiunse subito dopo, a sollevare l’evidenza di un dubbio « Se Lys’sh e io siamo rimaste indifferenti al suono del flauto perché non umane... tu, Midda, non rischi ora di finire, a tua volta, vittima di quella malia ipnotica? O di qualunque altra cosa essa sia...?! »

Un’obiezione non priva di senso, quella così scandita da Lora, nella propria inconsapevolezza nel merito della tutt’altro che normale umanità propria della Portatrice di Luce e dell’Oscura Mietitrice, che pur non avrebbe avuto a dover essere banalizzata nella propria risposta, né in un qualunque genere di riflessione a tal riguardo da parte della medesima donna guerriero erede della regina Anmel Mal Toise. Anche perché, ancora, ella non avrebbe potuto esprimere la benché minima consapevolezza nel merito del perché della propria esclusione da quella stregoneria, se effettivamente conseguente a una scelta volontaria da parte dell’incantatore a suo discapito, o se, piuttosto, reale conseguenza del retaggio proprio della precedente portatrice della corona, e di quella corona che ella, molti anni prima, aveva conquistato a prezzo della propria stessa vita.
Ove, infatti, la sua immunità fosse derivata dai propri ancor non meglio compresi poteri, Midda Bontor non avrebbe corso rischio alcuno ad avvicinarsi a quella folla, e, soprattutto, a quella musica, a prescindere da tutto. Ove, tuttavia, la sua esclusione da quell’annovero di scomparsi fosse derivata, semplicemente, da una scelta volontaria dell’incantatore o dell’incantatrice di turno, ella avrebbe potuto, altresì, ritrovarsi a essere trascinata a propria volta in quella malia o, peggio, avrebbe potuto esporsi, pericolosamente, a qualcosa di peggio, concepito a sua unica ed esclusiva avversione.

« Non ha tutti i torti... » annuì Lys’sh, storcendo appena gli angoli della bocca verso il basso, in una smorfia di disappunto « Finché non sapremo qualcosa di più nel merito di quanto sta accadendo, in quanto umana tu potresti ritrovarti pericolosamente esposta all’influenza di quella musica. »
« E quindi...? Quale sarebbe la vostra proposta...? » aggrottò appena la fronte la Figlia di Marr’Mahew, scuotendo il capo « Mi state chiedendo di incrociare le braccia e mantenermi a debita distanza lasciando che siate voi a rischiare la pelle contro la mia gemella...?! »
« Premesso che, almeno in riferimento alla sottoscritta, non vi è pelle, o pelliccia, da rischiare... » suggerì Lora, non senza una certa ironia a sottolineare la propria eterna dannazione che pur, in tali frangenti, avrebbe avuto a poter essere intesa un vantaggio « ... ma, attualmente, non abbiamo neppure una qualche effettiva motivazione per escludere che si possa trattare di chiunque altro che non sia necessariamente quella folle genocida di Nissa Bontor. »
« Non abbiamo neppure una qualche effettiva motivazione per escludere che si possa trattare di lei. » scosse il capo Midda, per nulla desiderosa di vedersi tagliata fuori « E se ha posto mani su un qualche artefatto utile a dar vita a tutto questo... nulla può escludere che possa anche possedere qualcosa in grado di annientare persino una ritornata come te! » sottolineò, con pragmatico pessimismo « Non dimenticarti che in questo mondo, pur non esistendo tecnologia utile a produrre armi al plasma, esistono comunque molte forme di stregoneria utili a fare persino di peggio e... »

Per un istante la Figlia di Marr’Mahew si bloccò nel proprio incedere verbale, nel mentre in cui le sue pupille si ingigantirono e, poi, si compressero all’interno delle sue azzurre iridi, a dimostrare quanto la sua mente stesse ragionando attorno a un pensiero, e a un pensiero evidentemente importante.
Ovviamente, nel mentre di quella cavalcata, né Lys’sh né Lora poterono rendersi conto del movimento delle sue pupille all’interno delle sue iridi. Ciò non di meno, però, entrambe non poterono che notare la palese interruzione della sua frase, e quella palese interruzione che ebbe a prolungarsi per qualche istante più del dovuto per poter essere trascurata o banalizzata nel proprio significato.

« Che accade...?! » domandò quindi l’ofidiana, per cercare di comprendere il senso di quel momento di smarrimento da parte dell’amica, e da parte dell’amica in quel particolarmente critico.

Nel contempo della propria replica a Lora, la mente di Midda Bontor aveva avuto occasione di viaggiare per qualche brevissimo, ma interminabile, istante dietro ai propri pensieri, partendo dall’idea di quanto, proprio malgrado, neppur un ritornata avrebbe potuto considerarsi al sicuro se la magia fosse stata tirata in ballo, per così come, del resto, tutto stava sottintendendo essere accaduto. Già anche e soltanto in quello stesso caso specifico, banalmente, si aveva avuto dimostrazione, per mezzo di quanto accaduto a Korl Jenn’gs, che l’essere non morto e non vivo non avrebbe avuto a negargli occasione di restare vittima di quella melodia incantata... figurarsi, quindi, avere a confrontarsi con altre e più terribili stregonerie. E a tal riguardo, dopotutto, l’esperienza propria della Figlia di Marr’Mahew avrebbe a dover essere considerata una fra le più significative in quello o in altri mondi: nessuno, come lei, aveva ricercato in giro per buona parte del continente artefatti stregati d’ogni natura, reliquie incantate d’ogni tipo, e quant’altro, ritrovandosi a doversi confrontare, di volta in volta, con l’impossibile.
Quante volte ella aveva rischiato la propria vita, e forse molto altro ancora, nel recuperare i più disparati oggetti incantati in giro per il proprio mondo...? Pietre magiche, armi incantate, monili stregati o maledetti, sovente posseduti dai peggiori individui che, in grazia al loro possesso, avevano conquistato la propria fugace occasione di divinità, salvo, alfine, essere da lei sconfitti, da lei abbattuti, per ricadere nell’oblio nel mentre in cui tutti quei tesori venivano condotti altrove, venivano riportati in quel di Kriarya, affidati alle sicure mani di lord Brote, il suo mecenate, un uomo che in molti avrebbero definito un delinquente e che, ciò non di meno, avrebbe avuto a dover essere riconosciuto qual contraddistinto da un’integrità seconda a nessuno, nel non aver mai cercato di sfruttare simili oggetti per proprio tornaconto: se soltanto egli avesse voluto, dopotutto, in possesso di così tanta varietà di magie e incantesimi, egli avrebbe potuto quietamente imporsi non soltanto sull’intera Kriarya, ma anche su Kofreya e, forse, sull’intero continente di Qahr, senza che alcuno, forse neppure lei, potesse pensare di fermarlo. Ma egli non aveva mai voluto agire in tal senso, accontentandosi, semplicemente, del possesso di tali tesori sospinto da un interesse quasi collezionistico ancor prima che materialistico a lor riguardo. E così facendo, con la sua complicità, egli aveva accumulato una delle più grandi raccolte di oggetti stregati, reliquie magiche e quant’altro che mai avrebbe potuto essere concepita.

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