11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Doh... era da un po' che non aggiornavo le news... e nel frattempo ha fatto in tempo a esserci la conclusione della 50° avventura (Il tempo del sogno), l'inizio e la conclusione della 51° avventura (Giochi di guerra) e l'inizio della 52°... L'uomo incapace a morire.

Buona lettura!... e buone ferie a tutti!

Sean, 16 agosto 2018

martedì 8 aprile 2008

089


A
v’Fahr e Ron-Hun furono sollevati di peso, il primo con più difficoltà del secondo, e condotti dal resto dell’equipaggio all’interno delle due cabine minori, dove avrebbero potuto riposare in attesa di riprendere i sensi: fortunatamente per entrambi, il mezzosangue del continente Hyn non aveva riportato alcuna grave lesione in conseguenza dell’attacco del colosso d’ebano, salvo un’ovvia perdita dei sensi per il quasi soffocamento. Per decisione di Salge, al fratello della vittima non vennero poste catene o altri impedimenti alla libertà di movimento, con il fine di non vanificare eventuali tentativi di dialogo al di lui risveglio: tutti comprendevano perfettamente ed umanamente le ragioni che lo avevano portato a perdere il controllo e nessuno dubitava che lo stesso aggredito non avrebbe avuto alcuna questione da porre in contrasto a tale scelta. Av’Fahr, del resto, non era il solo a soffrire per la morte di Ja’Nihr: nessuno, a bordo della Jol’Ange, avrebbe potuto definirsi meno che innamorato di quella straordinaria donna, piena di vita e voglia di vivere, di energia ed intelligenza, di bellezza e sensualità. Ammirata dagli uomini, invidiata dalle donne, la cacciatrice rappresentava ciò che tutti avrebbero desiderato avere o essere: ed ora, ella giaceva riversa nel proprio sangue al centro del corridoio principale della nave, compianta da tutti coloro che avevano avuto la fortuna ed il privilegio di conoscerla.
Dopo aver fatto allontanare i due contusi dalla scena, il capitano della goletta ordinò a tutti di ritornare ai propri posti, annullando ogni diritto al riposo per ovvie ragioni. Solo a Midda fu richiesto da egli di presenziare al suo fianco, nel momento in cui dovettero svolgere il compito peggiore: l’analisi delle spoglie mortali di Ja’Nihr.

« Non dubito di nessuno nel mio equipaggio… ed ovviamente non desidero porre in discussione assolutamente la lealtà tua o della tua protetta. » esordì l’uomo, rimasto solo con la mercenaria « In questo momento, però, tu sei la sola che desidero coinvolgere in questa tragedia: confido nella tua intelligenza e nella tua esperienza per venire a capo di questo assassinio… e comprendere perché è stata uccisa e, soprattutto, da chi. »
« Preferisci che sia io ad occuparmene perché credi che sia quella meno emotivamente coinvolta in questa vicenda? » domandò la donna, con aria grave.
« Puoi vederla anche in questo modo, se preferisci. » annuì egli « Ora diamoci da fare… »

La donna dalla pelle d’ebano giaceva ancora a terra là dove il fratello l’aveva lasciata, all’interno di una vasta pozza generata dal proprio stesso sangue. Non avevano ancora testimonianze a riguardo, ma era logico supporre che fosse stato lo stesso Av’Fahr a rimuovere l’arma del delitto dal corpo della vittima e, probabilmente, proprio da tale atto era conseguita l’enorme fuoriuscita di linfa: se la spada di Ron-Hun non fosse stata estratta, infatti, data la perfezione della lama e della penetrazione nelle carni della donna, il sangue non si sarebbe riversato sul pavimento in legno della nave, rimanendo tamponato dal metallo stesso dell’arma. Il punto d’ingresso del colpo mortale era chiaramente distinguibile sulla schiena della donna, appena al di sotto della scapola sinistra di lei, mentre l’uscita dello stesso risultava identificabile alla base anteriore del collo, quasi perfettamente centrato nella parte inferiore di esso: un movimento praticamente perfetto, da vero sicario, che aveva visto pertanto la lama penetrare attraverso le costole della vittima per trapassarle in parte i polmoni ed in pieno il cuore, uccidendola all’istante.

« La ferita non offre alcun indizio sull’assassino. » commentò la donna guerriero dopo quella prima analisi, lasciando adagiare nuovamente supino il corpo dell’amica uccisa « Un uccisione come questa è un lavoro tanto raffinato da non poter essere opera di un gesto casuale e l’uomo o la donna che cerchiamo, per il livello di abilità richiesto da questo atto, deve essere per forza un esperto del suo campo. »
« Motivo per cui potrebbe essere sia destrorso sia mancino e ciò non influirebbe nell’efficacia del gesto… » annuì Salge, ritrovandosi d’accordo con ella « Questa non è comunque un’informazione inutile. » aggiunse poi.
« Perché? » domandò la mercenaria, volgendo a lui il volto.
« Solo due persone a bordo di questa nave avrebbero potuto sferrare un simile attacco, sorprendendo fra l’altro i sensi di Ja’N. » rispose egli « Uno è proprio Ron-Hun, ma il suo alibi è fuori da ogni possibilità di dubbio… »
« E l’altro candidato? » incalzò ella.
« Beh… è… era Ja’Nihr stessa. » scosse il capo l’uomo « Ma escluderei questa possibilità per ovvie ragioni. »
« In effetti. » concordò la guerriera « Ed a questo punto, l’unica alternativa valida che ci rimane è solo una… »
« … un clandestino. »

Il silenzio calò fra loro nel prendere coscienza di quell’eventualità: la dimensione della goletta era sicuramente limitata e difficilmente qualcuno avrebbe potuto introdursi a bordo senza essere notato, ma in quell’ipotesi si prendeva in considerazione un sicario abile al punto tale da poter uccidere la cacciatrice cogliendola di sorpresa. Un tale individuo avrebbe potuto trovare modo di salire a bordo durante uno degli scali compiuti ed aspettare il momento giusto per prendere l’iniziativa, restando fino ad allora nascosto in qualche angolo in ombra della stiva, forte del fatto che nessuno ne avrebbe mai potuto sospettare la presenza e, conseguentemente, nessuno lo avrebbe mai potuto individuare.
Prima che il filo di quel ragionamento comune fra le due menti, nonostante il silenzio fra le loro voci, potesse portare il capitano e la mercenaria a decidere sulla successiva azione nella perlustrazione dell’intera nave, la figura di Masva fece capolino dalle scale, osservandoli con aria decisamente scossa: più bianca in viso rispetto alla norma, la giovane offrì un’espressione assolutamente indecifrabile, ma in cui non potevano non intuirsi un atavico terrore in lotta con lo spirito pragmatico richiesto per il ruolo di marinaia, nella necessità di agire rapida e decisa di fronte a qualsiasi pericolo per quanto orrendo.

« Masva… che succede? » domandò immediatamente Salge, con una nota di preoccupazione nella voce nel vederla in un tale stato.
« C’è una cosa che… è meglio veniate a vedere. » rispose la giovane, con tono incerto.

Senza perdere un istante, la coppia lasciò il sottocoperta per risalire sul ponte, precedendo la marinaia nella curiosità e nel timore di ciò che poteva esser successo: davanti a loro, risplendente alle luce del nuovo giorno, una scritta si mostrò sulla rossa vela di trinchetto.

Chi gli dei del mare ha sfidato,
a vita goder non sia lasciato.
Con lei tutti dovranno soffrire,
ormai condannati a perire.

Per mano degli spettri cadranno,
uno ad uno essi morranno.
Non vita può esser risparmiata,
ai compagni cui è affidata.

« Per Tarth… » sussurrò il capitano, di fronte a quella divina sentenza di morte.

2 commenti:

coubert ha detto...

Grande Giove! :o

Quindi è tutta "colpa" di Midda, che ha ucciso l'ippocampo invece che fargli da spuntino?

Vendicative queste divinità marine, però... e anche volendo, adesso l'equipaggio non si può salvare gettando la guerriera in mare.

Brutta situazione...

Sean MacMalcom ha detto...

Ed il peggio è appena iniziato! ;)