11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

mercoledì 16 luglio 2008

188


« N
on averne a male, ma i miei gusti sono differenti. » commentò Midda, aggrottando la fronte a quelle parole, a quel desiderio così ambiguamente presentato « E comunque non sei il mio tipo… » aggiunse in un ovvio intento di scherno verso la nobildonna laddove aveva ovviamente compreso il reale significato della di lei richiesta.
« Stupida, irriverente e presuntuosa. » rispose stizzita l’altra, storcendo le labbra verso il basso come se, nonostante altri fossero i di lei intenti, quel rifiuto l’avesse lasciata indisposta, l’avesse contrariata ed offesa nel di lei amor proprio « Se quel genere di attenzioni ti fossero da me rivolte avresti da esserne solo orgogliosa. »
« Degna sorella di tuo fratello, a quanto pare. » ironizzò con amarezza la mercenaria, nel rilevare quell’evidente tara familiare che sembrava accomunarli « Anche egli volgeva queste considerazioni verso tutte le donne che piegava ai propri voleri, alle proprie violenze, al proprio sadismo. E per questo è morto, straziato dalle sue stesse vittime, distrutto da coloro che aveva dominato con assoluta fierezza di sé, colmo della propria empia personalità. »

A quelle parole, per le quali la donna guerriero si sarebbe attesa una reazione infuriata, uno scatto di violenza sfogato in uno schiaffo o in un altro atto fisico ai suoi danni, lady Lavero reagì in maniera del tutto opposta, esplodendo in una sonora risata, ricca di gusto, di divertimento, di puro e malato piacere: gettando la testa all’indietro, mostrando un lungo e pallido collo, la giovane fece risuonare fortemente quel segno della propria gioia, della propria felicità fra le pareti in pietra della stanza, quasi folle in tanto trasporto.
La mercenaria, a tale spettacolo, restò assolutamente immobile, osservando con serietà, con freddezza assoluta la donna ferma di fronte a lei: se solo avesse voluto avrebbe posto fine alla vita di quella giovane senza particolari difficoltà, senza alcun indugio, laddove molti mezzi le sarebbero stati comunque concessi per tale scopo in nell’occasione di quell’incontro solitario fra loro, nonostante le catene ne bloccassero i movimenti di braccia e di gambe, legandole alla di lei vita. Ma come anche lady Lavero aveva chiaramente previsto, nella conoscenza delle abitudini della propria controparte, ella non avrebbe mai posto fine ad una vita senza ricavarne un benefico reale e nulla, in quel momento, avrebbe reso non vana tale morte: al contrario, una di lei azione offensiva avrebbe potuto delineare come più problematica l’attuazione dei piani che aveva in mente, delle strategie nelle quali, in effetti, la nobildonna avrebbe potuto giocare un ruolo di riguardo, più o meno consapevolmente.

« Mi piace il tuo stile, Midda Bontor! » esclamò la sorella di lord Sarnico, riprendendosi dal prolungato istante di divertimento per tornare a rivolgerle parola « Sono rare le donne come te e, personalmente, non posso che apprezzare tutto questo, non posso che approvare il tuo modo di fare, di pensare, di agire. Ed è per questo che ti desidero al mio servizio, che voglio poter avere tanta preziosa abilità alle mie dipendenze. »
« Forse ti è sfuggito un particolare, mia cara. » rispose la donna, inarcando il sopracciglio sinistro e sollevando appena i propri polsi verso di lei, come a voler sottolineare la presenza dei legami di metallo che ne bloccavano i movimenti « Non sono qui per mia spontanea iniziativa, per mia libera scelta. Al contrario. »

La mercenaria, in simili parole, mentì in modo più che naturale, celando gli intenti personali che, invece, l’avevano realmente e volontariamente condotta a porsi in quella condizione, a lasciarsi individuare e catturare dopo aver addirittura dovuto attendere una settimana prima dell’arrivo dell’esercito, prima che qualcuno decidesse di mobilitarsi contro di lei. Ma, in quel gioco in cui desiderava coinvolgere la propria ospite, la candidata mecenate che le si offriva innanzi, doveva dimostrarsi quale vittima delle circostanze, e non quale abile manovratrice nelle medesime, con la speranza di non fallire in un simile obiettivo, di non svelare i propri interessi nel coinvolgere una nuova attrice nella propria sceneggiatura in un ruolo totalmente inedito e non previsto.

« Per i servigi che mi hai reso, nella morte di mio fratello, dovrei ricompensarti e di certo non richiedere la tua punizione. » rispose lady Lavero, sorridendo tranquilla « Non temere: ogni colpa ti potrà essere condonata in virtù della fedeltà che deciderai di concedermi. E non mi riferisco solo alle imputazioni più recenti, quanto piuttosto a quelle più antiche, quelle per cui già hai avuto modo di subire delle amputazioni, se non erro. » sottolineo in un sadico gioco di assonanze.

La posizione della donna all’interno dei rapporti politici di Kirsnya doveva evidentemente essere più che rilevante laddove una simile promessa non fosse stata vana: sebbene ai nobili fosse garantita un’influenza nel potere giudiziario all’interno dei confini di quella provincia, la lunga serie di precedenti che pendeva sul capo di Midda le sarebbero valse non una sola ma almeno una dozzina di condanne a morte per ritenere soddisfatta la sete di vendetta di quella città, di tale legislazione tanto ferma, forte e decisa nel voler punire chiunque fosse considerato reo, in un’arbitraria considerazione di colpevolezza fino a prova contraria.

« Mi spiace, ma ho già un progettino in mente e non credo di potermi riservare del tempo per te. » rispose altrettanto tranquilla e sorridente la mercenaria, scuotendo poi il capo « Però dammi tempo sei mesi e dovrei forse riuscire a ritagliare un intervallo per privarti di un po’ delle tue ricchezze… ammesso che la tua proposta mi attragga. »
« Oh… sì… » commentò l’altra, mostrando una lunga fila di denti bianchi in una smorfia di sadica felicità non diversa da quella che solitamente aveva ornato in passato il volto del suo ultimo familiare morto « Vedrai che questa impresa attrarrà il tuo interesse, riuscirà a stuzzicare la tua attenzione. »

Quiete e sincere erano state le parole di Midda in risposta all’offerta fattale: per quanto lady Lavero fosse potenzialmente anche peggiore del fratello, nulla in ciò avrebbe potuto portare ad un veto diretto da parte della mercenaria, abituata del resto a svolgere incarichi tutt’altro che umanitari per mecenati ben lontani dall’essere dei benefattori della società, primo fra tutti lord Brote di Kriarya, uno fra i suoi migliori datori di lavoro. Laddove la missione che ella avrebbe potuto offrirle fosse riuscita a provocare la sua fantasia, fosse riuscita realmente a coinvolgere la di lei curiosità, nel concederle anche ed ovviamente un adeguato compenso in aggiunta al mantenimento di quanto appena affermato, la donna guerriero avrebbe sicuramente accettato di buon grado di servirla. Purtroppo per la nobildonna, questa volta prestando fede a ciò che effettivamente aveva dichiarato senza dissimulazioni ed inganni, i di lei interessi erano in quel momento rivolti ad una questione rimasta in sospeso, nel desiderio di potersi concentrare su un lavoro lasciato a metà mesi prima e su un impegno morale che doveva e voleva concludere prima di permettersi coinvolgimenti in altre questioni.

« Non essere sciocca, Midda Bontor. » riprese la nobildonna, osservandola con fermezza, con serietà « Io rappresento per te la sola via di salvezza da una fine certa alla quale ti sei condannata con le tue stesse mani, tornando entro queste terre. Non ho idea, e non mi interessa averne, di quali siano i tuoi potenziali impegni, ma se non accetterai la mia proposta il tuo unico appuntamento sarà quello con i tuoi dei. »
« Ma la mia morte sarebbe una perdita per te, laddove tanto desideri i miei servigi. » sottolineò la donna guerriero, in un sorriso sornione.

Le mani della sorella di lord Sarnico si strinsero con forza, in quel momento, attorno all’elsa della lama appartenuta al fratello, in un evidenza di nervosismo da parte di ella per simili parole, per una visione purtroppo realistica della realtà. Dentro di sé non poteva evitare di rimproverarsi per aver giocato male le proprie carte, per aver lasciato subito intendere alla mercenaria il proprio interessamento: forse, se così non fosse stato, avrebbe avuto più spazio di discussione con ella, forse avrebbe avuto più possibilità di dialogo, più peso sui di lei. O almeno in tal modo si illudeva, non comprendendo di seguire alla perfezione un copione già scritto per lei dalla propria “vittima”.

« E’ corretto ciò che dici. » commentò poi, in un sussurro quasi inudibile « Ma è anche vero che vi sono punizioni ben più terribili della morte, alle quali potrei destinarti in attesa di un cambiamento nei tuoi pensieri, di una dimostrazione da parte tua di maggiore raziocinio… »

2 commenti:

coubert ha detto...

Uhm.. quindi Midda avrebbe aspettato che i soldati si degnassero di catturarla, per qualche suo contorto piano.

Ma sente l'urgenza (bwahahahahah!) di andare a cercare i compagni dispersi.



Mah, un po' tardino... e se l'è presa con moooolta calma... e sopratutto, se aveva questa smania non si sarebbe fatta notare... sigh! Che amica degenere... :P

Sean MacMalcom ha detto...

Non giudicarla! ;)

Sta seguendo un piano ben preciso per arrivare ai suoi obiettivi. E se la cattura è parte del piano.....