11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

giovedì 9 agosto 2012

1664


La tragica storia di
Carsa Anloch,
principessa di Y'Shalf


Tragedia in cinque Atti
di Sha'Maech Al-Lisaen


Personaggi:

Mu'Sah, principe y'shalfico e padre di Carsa
Ah'Lashia, sua consorte e madre di Carsa
Ah'Reshia, figlia del principe poi conosciuta come Carsa Anloch
Reja, sua nutrice
Kona, sua figlia e sorella di latte di Carsa
Sha'Maech, mentore di Carsa e consigliere del principe
Mu'Reh, fratello del principe e zio di Carsa
Mu'Rehin, suo figlio e capo delle guardie
Midda Bontor, famosa mercenaria tranitha/kofreyota
Vari servitori della famiglia.
Villani y'shalfichi.
Banditi mes'eriani.

Scena: Il palazzo della famiglia Ul-Geheran, nella città di Y'Lehan, a oriente di Y'Shalf

Atto I

Scena I

(Sia il palco lasciato disadorno, affinché alcun elemento distragga il pubblico dagli eventi narrati. Le scene, in tutta l'opera, dovranno essere definite nella loro complessità dalla voce degli attori e da null'altro, o quasi, affinché possa essere l'interpretazione degli uni, unita alla fantasia degli altri, a completare il quadro.)
(Entrino, da sinistra, Reja e Sha'Maech, scelti fra gli attori della compagnia quali i più maturi, tali da ispirare, immediatamente, un senso di fiducia e di venerando rispetto, quasi fossero i due anziani genitori di chiunque presente in sala. Vestano abiti modesti ma ben tenuti, tali da apparire qual membri del volgo seppur ricoprenti incarichi di corte, tali da rendere necessario il loro aspetto ben curato. Sia il loro andare quello di due persone in un cortile, con passi tranquilli, non animati dalla necessità di ottemperare a un incarico, quanto, e piuttosto, nella volontà di godersi un momento di requie.)
Reja – Così è, ti dico. Credimi, Sha'Maech. I principi stanno attraversando il periodo più cupo della loro storia. O per lo meno della loro storia da quando io servo in questo palazzo. (Agitando le braccia.)
Sha'Maech – Ma tu servi in questo palazzo da quando i vecchi principi, predecessori degli attuali, lo elessero a loro dimora, Reja. Prima come ancella, ora come nutrice.
(Conversino continuando a camminare attraverso il palco, quasi in tondo, prestando attenzione a scandire le proprie battute solo quando rivolti verso il pubblico.)
Reja – Appunto per questo ti dico che stanno attraversando il periodo più cupo della loro storia.
Sha'Maech – Tendi sempre a esagerare. E a vedere problemi anche ove non vi siano.
Reja – E tu tendi sempre a ignorare quel che non ti fa comodo conoscere. Escludendo i problemi anche ove, invece, vi sono.
Sha'Maech – Io non escludo i problemi. (Replica piccato.) Io cerco, semplicemente, di dare il giusto peso a ogni questione. Senza trasformare ogni evento in un dramma, e ogni incertezza in una tragedia.
Reja – Quindi la tensione che, ogni giorno, cresce nel principe è per te priva di peso. Così come privo di peso è il fatto che a stento, ormai, egli e la principessa, sua consorte, riescano ad avere un dialogo.
Sha'Maech – I principi hanno vissuto il loro rapporto sempre come l'etichetta loro domanda. (Tono composto ed estremamente formale.) Mai hanno pubblicizzato le questioni di natura privata. Né hanno fatto pesare su alcuno i loro problemi.
Reja – Certo. (Profondo annuire, ai limiti del grottesco.) Quindi il fatto che dai festeggiamenti per il decimo anno delle loro unica figlia entrambi abbiano deciso di dormire in stanze separate, ha da considerarsi una scelta non solo corretta, ma anche ammirabile. Comprendo.
Sha'Maech – Se i principi hanno deciso di seguire temporaneamente questa soluzione, per l'armonia comune, non sarà certamente mia o tua prerogativa quella di sollevare dubbi in tal senso.
Reja – Sha'Maech. Sei un brav'uomo e, probabilmente, se fossi più giovane non avrei dubbi all'idea di crogiolarmi in gloria alla tua compagnia. Però quando vuoi sei anche l'uomo più testardo e odioso del mondo, al punto tale da desiderare di poter avere qualcosa da tirarti dietro a portata di mano.
Sha'Maech – Uhm… (Aria dubbiosa. Malgrado tutto il proprio sapere, gli sfugge l'ovvio celato dietro quell'affermazione.)
Reja – Ti rendi conto, vero, che la tua "temporaneità" si sta prolungando ormai da quattro anni? E che, in questa scelta atta a preservare l'"armonia comune", la povera Ah'Reshia si è improvvisamente ritrovata priva di una famiglia?! Perché è questo che è successo.
Sha'Maech – Non dire scempiaggini, Reja. La principessa Ah'Reshia, che tutto ha da definirsi tranne che povera, ha goduto dell'affetto dei propri cari molto più a lungo di qualunque altra giovane aristocratica d'Y'Shalf. (Cerca di difendere la propria posizione, pur consapevole di essere ormai in aperto torto.) E il distacco in questo modo impostole dai suoi genitori ha da esser riconosciuto sol qual positivo per la sua formazione. E' prossima a essere in età da marito. Ed è giusto che abbandoni il grembo materno, o le gambe del padre, per una vita da adulta, quale ormai più le si conface.
Reja – Ohhh… Sha'Maech. (Esclama, grida quasi, portata allo sfinimento dall'ottusità dell'interlocutore.) Io non so quale torto ti possano aver mai arrecato tua madre, o tuo padre, per averti spinto a questa stupida presa di posizione. Ma ti posso assicurare, in quanto madre, che io ci sarò sempre per la mia Kona. Sino a quando ella vorrà e dopo ancora. E soffro a veder la mia Ah'Reshia, sì perché è anche un poco mia, avendola io allattata al seno con lo stesso amore rivolto verso mia figlia, (Imita l'azione di cullare una bimba fra le braccia.) struggersi alla ricerca dell'approvazione di un padre a lei del tutto indifferente. E dell'affetto di una madre che teme di compiere un gesto errato, innanzi agli occhi del marito, nello stringerla a sé.
Sha'Maech – Se vuoi un consiglio d'amico, mia cara Reja, non confondere mai i confini di un incarico lavorativo con quelli della tua vita. Perché nel momento in cui questo avverrà, se già non è occorso, solo cocenti delusioni si potranno profilare all'orizzonte, innanzi a te.
Reja – Ma smettila! (Lo schiaffeggia alla base del collo, dietro la testa, con un gesto non delicato.) Ti atteggi tanto a uomo duro e distaccato, ma lo vedo bene con che occhi guardi anche tu la nostra giovane principessa. Se per me è una seconda figlia, accanto a Kona, per te è la prole che hai sempre desiderato e che non hai mai osato ricercare per te, preferendo passare dall'accademia di Y’Rafah, all'insegnamento qual tutore in questa famiglia, senza neppure concederti il tempo di pensare ad altro.
Sha'Maech – Sbagli. T'inganni. Per me Ah'Reshia è solo un'allieva. E il mio rapporto con lei è assolutamente professionale, qual il mio ruolo m'impone. (Gonfia il petto e solleva la fronte, colto sul vivo più di quanto non potrebbe gradire d'essere.)
Reja – Certo. E io sono la sultana di Y'Shalf, come la mia fantasia m'impone. (Gli fa verso.) Per carità. Sarai pur un uomo di scienza, e mai potrò confrontarmi alla pari con tutta la tua cultura. Ma, al di là di questo, con tutte le tue leggi e con tutte le tue formule, sarai soltanto sciocco a sperare di dissimulare i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti proprio con me.
Sha'Maech – Reja! Un po' di contegno, per carità! (Rimprovera, con voce quasi strozzata per l'imbarazzo.)
Reja – Ti hanno mai detto che quando ti alteri inizi a starnazzare come un pollo? (Sorridendo.)
Sha'Maech – Ma come ti premetti…?!
Reja – Basta con questa farsa! (Rimprovera di rimando, con tono più moderato.) Sappiamo benissimo che stravedi per quella ragazza e non vedo ragione per cui tu debba nasconderlo con tanta ostinazione. Non ti sto accusando di averla molestata o chissà che…!
Sha'Maech – Vorrei ben sperare! (Protesta.) Ci mancherebbe solo questo!
Reja – Dai. Ora non fare l'offeso. Non ho detto nulla di male… anzi. Il fatto che tu possa provare affetto sincero per quella sfortunata creatura ti conferma qual appartenente alla razza umana, a dispetto di ogni tuo tentativo per rifiutare tale associazione.
(I due mantengono qualche istante di silenzio, l'una dando all'altro il tempo di riflettere sulle proprie parole e, soprattutto, sui suoi sentimenti, per così come analizzati. In questo Sha'Maech si separi dalla donna, continuando a camminare, ma in verso opposto a quello dell'altra, a dimostrare una propria temporanea dissociazione da lei.)
(In un paio di occasioni distinte, Sha'Maech accenni due tentativi di ripresa del dialogo, salvo poi interrompersi, scuotere il capo come a liberarsi di un'idea errata, e riprendere a camminare con lo sguardo disperso nel nulla, cercando un'argomentazione da offrire in replica a quella di Reja.)
Reja – Ci sei ancora o ti ho completamente perso?
(Nessuna risposta immediata da parte dell'uomo.)
Reja – D'accordo. Ti ho perso.
Sha'Maech – Cielo… quanto parli, donna!
Reja – Donna?!
Sha'Maech – Non lo sei, forse?! (Sorride, saccente.)
Reja – Certo che lo sono, uomo. E sono anche in procinto di mandarti a…
Sha'Maech – (Interrompendola.) Hai ragione.
Reja – Come?! (Spiazzata.)
Sha'Maech – Hai ragione. (Levando entrambe le mani in segno di resa.) Ma se ti aspetti che trascorra il resto della giornata a ribadirlo… ti sbagli di grosso.

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