11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

martedì 14 agosto 2012

1669


(Ah'Reshia, attraverso la mimica del proprio corpo e del proprio viso, dimostri di essere combattuta fra due diverse emozioni. Su un fronte, nel ritrovarsi posta in trappola, è in lei il terrore più sfrenato, al pensiero di quanto male potrebbe esserle dedicato da quei facinorosi villani. Sul fronte opposto, sempre nel trovarsi posta in trappola, è in lei l'eccitazione della sfida, nella consapevolezza di potersi finalmente porre alla prova come le sue eroine, come Midda Bontor.)
(Nel contempo di ciò, i villani continuino a discutere nel merito di quanto udito, o forse no.)
Terzo villano – Non mi è parso di udire alcun rumore… (Nega, scuotendo il capo e pur guardandosi attorno, con circospezione, nell'allungare innanzi a sé il proprio forcone, rischiando addirittura di colpire, involontariamente, il deretano del Secondo villano.)
Secondo villano – Idiota! Stai attento! (Protesta, colpendo il forcone con la propria ascia, per allontanarlo da sé.) Un'altra fesseria simile e, ti giuro, che il principe e le sue guardie saranno l'ultimo dei tuoi problemi!
Quinto villano – Ve ne volete stare zitti, dannazione?! (Sussurra, o, per lo meno, cerca di farlo, in realtà parlando a tono normale nella foga del momento.) Se vi fosse qualcuno, qui attorno, a questo punto avrebbe certezza della nostra posizione… e, che io sappia, non è quello che vogliamo.
Secondo villano – No… non è quello che vogliamo. (Conferma, abbassando la voce e lo sguardo, ora pentito per essersi lasciato trascinare dalle proprie emozioni.) Il nostro scopo è quello di catturare la principessina, e il suo unico cugino. (Si costringe a ricordare, ripetendo a malincuore quanto non desiderava più sentire.)
(A queste nuove parole atte a definire l'impegno di questa piccola compagnia, vinca in Ah'Reshia il desiderio di combattere. Così, prima che qualunque altra voce possa essere levata da parte del gruppo, si alzi ella stessa con l'arco teso, e schiocchi immediatamente una freccia, mirando erroneamente più in alto rispetto alle teste di chiunque dei presenti.)
Ah'Reshia – Se credete che la principessina si lascerà catturare da voi, zotici villani, siete molto più stolidi di quanto potreste pensare di essere. (Annuncia ad alta voce, con fierezza, desiderosa di imitare la propria eroina prediletta.) Voi non avete idea di quanto vasto sia l'onore e il valore di noi Ul-Geheran… e, che gli dei mi siano testimoni, mai lo saprete, perché oggi perirete per mia mano!
(Nel mentre in cui i villani si posizionano in guardia, per difendersi da lei, per quanto non abbiano ancora realizzato la reale entità della minaccia a loro rivolta; ella getti l'arco e la faretra a terra, ed estragga un corto pugnale dalla propria cintola, un coltello più utile a scuoiare la selvaggina che a combattere una battaglia. E, malgrado la disparità, per un momento appaia tutto in netto sfavore dei rivoltosi, lasciando apparire la prima attrice qual dominante su tutti loro solo con la propria figura.)
(Dopo un istante di attonita serietà, tuttavia, scoppino i cinque figuranti in una grassa risata, assolutamente divertiti dall'idea che quella ragazzina possa competere con loro.)
Quarto villano – E io che mi ero anche spaventato… (Ridendo sguaiatamente.) Tanta preoccupazione per una ragazzina che si crede grande guerriera. (Continuando a ridere.) Dei… non credo a quanto sta accadendo. E' troppo divertente!
Primo villano – Ragazzina! Prenderti così non è divertente… (Ride, scuotendo il capo.) Prova a scappare, forza! Ti diamo un poco di vantaggio... (La invita ad allontanarsi, per deriderla con maggiore incisività.)
(A dispetto delle parole a lei rivolte, salti Ah'Reshia in avanti e, con un montante deciso, uccida il Primo villano, qual giusta ricompensa per la sua ironia. Il figurante non ponga eccessiva enfasi nella propria morte: il colpo deve essere semplice e deciso, così come la caduta dell'uomo a terra, tale da non porre eccessiva attenzione su un'uccisione altresì priva di valore ai fini della storia.)
Terzo villano – Ma… cos…?!
(Prima che il Terzo villano possa finire di parlare, balzi nuovamente Ah'Reshia, ora verso di lui, per un tondo roverso, diretto alla gola dell'uomo. Come già per il compagno, anche questo figurante si limiti a portare le mani alla gola con espressione sorpresa, prima di piombare qual peso morto al suolo, senza richiedere particolare attenzione.)
Secondo villano – Dannazione! (Esclama, sorpreso e spaventato.) La gattina ha le unghie affilate! (Cerca di ironizzare, per quanto la morte di due dei suoi compagni lo abbia sinceramente colpito.)
(Proprio il Secondo villano cerchi una rivalsa sulla fanciulla, roteando la propria ascia verso la sua testa. Ora, ad animarlo, è il desiderio di vendicare i propri pari, del tutto dimentico dei propositi di cattura inizialmente resi propri.)
(Spingendosi all'indietro, Ah'Reshia mantenga i piedi ben saldi a terra nel mentre in cui il resto del suo corpo, dalle ginocchia in su, si porti parallelo al suolo, negandosi, in ciò, alla traiettoria dell'ascia. E prima che il Secondo villano possa rendersi conto di quanto successo, ella si rialzi con un movimento deciso ed elegante, andando ad affondare con forza il proprio pugnale nel suo stomaco. Muoia, così, anch'egli, con un gemito di sorpresa ma, senza, ancora una volta, particolare enfasi.)
Quarto villano – Dei! (Sgrana gli occhi, ora addirittura terrorizzato dalla semplicità con cui quella donna, forse bambina, è riuscita a eliminare più di metà del loro gruppo.) Tutto questo non è possibile! (Esclama, tentando di negare l'evidenza dei fatti, la realtà per così come loro offerta.)
Quinto villano – E' possibile invece! (Obietta, non meno confuso rispetto al proprio compagno e pur, allora, capace di evidenziare un particolare che a tutti loro, un istante prima, era sfuggito.) Osserva la sua pelle, osserva i suoi occhi, osserva le sue forme, osserva i suoi movimenti. E' lei!
Quarto villano – Lei?! (Scuote il capo, comprendendo l'implicito suggeritogli e, pur, non accettandolo.) Non può essere. Lei è morta quattordici anni fa, con i suoi genitori!
Quinto villano – Il suo corpo non è mai stato ritrovato. E la sua pelle è quella di sua madre. I suoi occhi sono quelli di suo padre… (Indica, dimentico di ogni proposito aggressivo nei suoi riguardi.)
Quarto villano – Per la gloria della mia dea prediletta! E' vero! (Conferma, ancora più sorpreso di quanto già non potesse essere.) Anche le sue forme sono quelle di sua madre, per quanto ancora immature! E i suoi movimenti sono quelli di suo padre! (Osserva a propria volta, ricollegandosi alle parole del proprio unico camerata sopravvissuto.) Ma se così fosse…
(Ah'Reshia resti in silenzio nel contempo di quel breve scambio di parole e, attenta, ne ascolti l'evoluzione, tentando di comprendere di cosa, i suoi avversari, possano star parlando. Restando in guardia, attende di poter arrivare a un punto fermo in quel confronto. Ma i due uomini non sembrano volerle concedere soddisfazione, limitandosi alla fine a osservarla e basta… senza un ulteriore cenno di spiegazione nei suoi riguardi, né, tantomeno, una qualche brama di aggressività.)
Ah'Reshia – Si può sapere di cosa state blaterando?! (Interviene dopo qualche istante di silenzio, sforzandosi di restare obiettiva e concentrata, nel non voler concedere a quei due potenziali antagonisti il vantaggio di una qualche sorpresa nei suoi riguardi.) La pelle è mia, come gli occhi. Le forme sono le mie, come i movimenti. (Puntualizza, quasi contrariata da quel paragone con non sa meglio chi.) Cosa è accaduto quattordici anni fa? (Insiste, incuriosita da quella particolare datazione, facente apparentemente riferimento alla propria stessa data di nascita.)
Quinto villano – Mia signora! (Esclama, ora gettando ai suoi piedi il proprio forcone e genuflettendosi, per invocare il suo perdono.) Noi non potevamo sapere che fossi tu. Credimi… non potevamo saperlo!
(Anche il Quarto villano offra, a imitazione del proprio compagno, il dovuto rispetto verso di lei, abbandonando la propria scure e, con essa, ogni velleità guerriera.)
Ah'Reshia – Io… non capisco! (Ammette, scuotendo il capo e, ora, concedendosi appena un momento di distrazione, sufficiente a farle abbassare la guardia.)
(Proprio allora, però, si oda il suono di un corno ed entrino in scena, tanto da destra, quanto da sinistra, diversi uomini armati di tutto punto, e subito assaltino i due villani loro così offerti con troppa imprudenza. Altri due cadaveri si aggiungano ai primi e, subito dopo la loro morte, sotto lo sguardo stupito di Ah'Reshia, entri da sinistra suo cugino Mu'Rehin, di poco più grande di lei. Sia la sua carnagione in tono con gli altri membri della famiglia e in evidente contrasto con quella della cugina, che pur a tale differenza non sembra aver mai offerto peso.)
Mu'Rehin – Sia lode a tutti gli dei per avermi permesso di raggiungerti in tempo, cugina! (Esclama, con trasparente preoccupazione per lei, precipitandosi ad abbracciarla.) Non oso immaginare cosa sarebbe potuto avvenire se questi bruti ti avessero vinta!
Ah'Reshia – Mu'R… (Tenta di opporsi, salvo venire immediatamente zittita.)
Mu'Rehin – A dopo le spiegazioni. (La redarguisca.) Ora è meglio rientrare a palazzo, prima che altri di questi zotici possano ipotizzare un'aggressione a tuo discapito. Andiamo, presto! (La inciti, non dandole neppure il tempo di raccogliere il proprio arco e la propria faretra prima di trascinarla via dallo stesso fronte da cui è appena entrato, abbracciandole le spalle con il proprio arto destro.)
(Escano in ordine Mu'Rehin e Ah'Reshia, seguiti dalle altre guardie, che raccolgono le armi e i cadaveri, trasportandoli anch'essi verso la sinistra del palco.)

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