11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

mercoledì 15 agosto 2012

1670


Scena IV

(Entrino, contemporaneamente, Ah'Reshia e Mu'Rehin da destra, e Reja da sinistra.)
(Sia il contesto quello dello stesso cortile nel quale, all'inizio dell'atto, si sono mossi Reja e Sha'Maech, ancora senza addobbi utili a visualizzarne l'aspetto. Sarà sempre la recitazione degli attori a lasciar intendere il contesto nel quale operano.)
(Le spalle di Ah'Reshia siano ancora circondate dal braccio destro di Mu'Rehin, a sua protezione. Il volto di Reja appaia chiaramente preoccupato: il suono del corno ha messo tutti in allarme, la nutrice per prima. E quando ha intravisto i due scendere da cavallo e il giovane uomo stringersi alla sua piccola Ah'Reshia, ha temuto che le fosse accaduto qualcosa di brutto, anche ove, fortunatamente, non appare ferita.)
Reja – Bontà divina! (Esclama, levando entrambe le mani al cielo per invocare in maniera più efficace l'intervento degli dei a suo supporto.) Mu'Rehin… cosa è accaduto a tua cugina?! (Domanda direttamente al capo delle guardie, ignorando temporaneamente la presenza di Ah'Reshia, nel giudicarla forse troppo scossa per poter prendere voce in maniera autonoma.)
Ah'Reshia – Comunque… io sono qui. (Commenta, con tono moderato, dimostrando una certa irritazione nell'essere trattata con guanti di velluto, e considerata una damigella da salvare, laddove, sola, ha ucciso ben tre uomini, e non prova, per questo, rimorso alcuno.)
Mu'Rehin – Un gruppo di rivoltosi… cinque per l'esattezza. (Risponde, ignorando l'intervento della cugina, nel rivolgersi direttamente verso la nutrice.) Per grazia celeste erano così disorganizzati da essere arrivati a sgozzarsi a vicenda prima del nostro arrivo. E Ah'Reshia si è solo spaventata, senza subire, in lode agli dei tutti, danno fisico alcuno. (Sospira, sinceramente convinto di quanto ha appena asserito.) Se penso a quello che sarebbe potuto avvenire se solo non fossimo sopraggiunti in tempo…
Ah'Reshia – Come?! (Sgrana gli occhi, non riuscendo a credere che quella sia stata l'interpretazione offerta dal cugino in merito a quanto avvenuto, a quanto da lei compiuto.)
Reja – Sia lode a tuo padre per averti messo al mondo, mio caro Mu'Rehin! (Inneggia, stringendosi ai due giovani in uno stretto abbraccio carico d'affetto sincero.) Non fosse stato per te, oggi, avrei perduto colei che per me è come una figlia!
Ah'Reshia – Ma… io ho fatto tutto da sola. (Tenta di protestare, non venendo ancora ascoltata.)
Mu'Rehin – Per la mia amata cugina sarei pronto a sacrificare la mia vita, Reja… dovresti saperlo. (Quasi protesta, in reazione alle parole della nutrice, che sembrano aver voluto porre in dubbio l'ovvio.) Mia colpa è averle permesso di allontanarsi sola nella foresta, inseguendo una stupida lepre. (Puntualizza, chinando ora lo sguardo con aria contrita.) Ma stai certa che non succederà più! (Si ripromette e le promette, portandosi il pugno destro al cuore, nel liberare, in tal modo, Ah'Reshia dal suo abbraccio.)
Ah'Reshia – Ehy…?! (Incrocia le braccia al petto imbronciata.) Volete capire che sono qui?! Non potete parlare di me come di un… non mi viene neppur in mente cosa! (Protesta, alzando la voce.)
Reja – Sono certa che saprai agire sempre al meglio per lei… (Annuisce, sinceramente fiduciosa nelle capacità del giovane capo delle guardie di palazzo.)
Ah'Reshia – Allora?! (Grida, per attirare a sé l'attenzione, come, sino a ora non è riuscita a fare.) Vi rendete conto che state parlando di me come se non ci fossi? Ma io sono qui, dannazione!
Mu'Rehin – Perdonala… è scossa e si intende facilmente. (Giustifica la violenta reazione della cugina innanzi allo sguardo di Reja, che, teme, potrebbe restare ferita da tanta enfasi.)
Ah'Reshia – Ma che scossa e scossa di Shar'Tiagh! (Protesta, scuotendo il capo con vigore.) Mi spiace rendervi edotti del fatto che quei tre villani non si sono sgozzati a vicenda così come vi piacerebbe credere…
Reja – Povera cara… ha bisogno di riposo. Sta quasi delirando… (Sospira, cercando di abbracciare Ah'Reshia per guidarla sino a un letto in cui giacere.)
Ah'Reshia – … sono stata io a ucciderli! (Grida ancora, sottraendosi all'abbraccio della nutrice, non desiderando essere trattata da bambina.) Avete capito?! Sono stata io a ucciderli! A uno ho aperto il torace, all'altro ho tagliato la gola! E all'ultimo ho fatto un bel buco in pancia! Non avevo alcuna necessità di essere soccorsa, maledizione!
Reja – Ma... cara… (Sussurra, non accettando quanto lei sta dicendo.)
Mu'Rehin – Non sai quello che stai dicendo, cugina… (Cerca di tranquillizzarla, temendo che stia uscendo di testa.) Li ho visti, sai? Non è possibile che sia stata tu a ucciderli. Non sai come si uccide un uomo.
Ah'Reshia – Dei! (Grida, quasi bestemmia, per lo stress che le sta venendo imposto.) Se non fossi mio cugino, ora ti mostrerei volentieri come si uccide un uomo… accidenti!
(Un momento di imbarazzato silenzio si impone sul trio. Ah'Reshia appaia chiaramente furiosa nell'essere trattata come una demente. Mu'Rehin appaia chiaramente a disagio per le violente parole pronunciate dalla cugina. E Reja appaia chiaramente incerta sul valore da attribuire a ogni affermazione appena udita dai due giovani, non volendo offrir torto a Mu'Rehin ma offrendosi sufficientemente confidente con Ah'Reshia da non poter accettare l'eventualità nella quale ella si stia inventando tutto.)
(Interrompa il silenzio l'ingresso di Mu'Reh, padre di Mu'Rehin e zio di Ah'Reshia. Sia scelto nella compagnia qual poco più giovane rispetto a Mu'Sah, al quale è riservato il ruolo di fratello maggiore, possibilmente affine al figlio per colore dei capelli, degli occhi o per corporatura e atteggiamento, e vesta abiti eleganti e preziosi almeno pari a quelli del primo attore, ove il ceto sociale abbia da intendersi di egual valore. Entri dalla sinistra del palco, medesima direzione da cui è pocanzi sopraggiunta Reja.)
Mu-Reh – Nipote! (Esclama, giungendo a lei, con aria in parte preoccupata, in parte orgogliosa.) Ho appena saputo quanto è successo e sono corso qui in cortile per esprimerti tutto il mio più profondo rammarico per la mancanza di tuo cugino, mio figlio, per non aver previsto tale sviluppo, obliando al medesimo prima della sua occorrenza! (Spiega, con aria sinceramente intristita dalla mancanza del figlio.)
(Sul punto di esplodere, Ah'Reshia cerca di ritrovare un minimo di controllo su di sé nel momento dell'ingresso dello zio, decidendo di sfruttare tale evento per diminuire la schiera di avversari psicologici allora lì offertile.)
Ah'Reshia – Mu-Rehin ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per prevenire quanto è accaduto, prima, e per salvarmi, poi. (Spiega.) Non averne a male con lui, caro zio, quanto piuttosto con me, che, priva di coscienza, ho fatto di tutto per allontanarmi dalla protezione che solo lui e da tutte le sue guardie avrebbero potuto offrirmi. (Dissimula le proprie reali emozioni, nella sola volontà di restare quanto prima libera dall'assedio impostole dal cugino e, ora, pericolosamente, anche dallo zio.)
Mu-Reh – La tua sventatezza non può giustificare in alcun modo la colpa di mio figlio. (Commenta serio, scuotendo il capo a escludere la possibilità di minimizzare il ruolo di Mu-Rehin nella faccenda.) Ciò nonostante non posso che essere lieto di vederti in ottima salute, neppur spaventata per il pericolo che hai corso. Il sangue di noi Ul-Geheran scorre prepotente anche nelle tue vene, nipote adorata, e questa ne è chiara riprova.
Ah'Reshia – Ti ringrazio, zio. Le tue parole per me sono solo motivo d'orgoglio e di vanto… (China il capo ella, apparendo, finalmente, remissiva innanzi alle parole di qualcuno, così come non stava riuscendo a essere davanti a Reja o Mu-Rehin.)
Mu-Reh – Andiamo, figlio mio… (Invita, pertanto, il proprio erede a seguirlo.) Sono certo che ora mia nipote, tua cugina, desideri riposare per la prova che il fato le ha richiesto di affrontare. Lasciamola alle cure della sua nutrice, affinché, quali donne, possano confrontarsi senza l'imbarazzo che per loro potrebbe indubbiamente derivare dalla nostra presenza.
Mu-Rehin – Sì, padre. (Annuisce ubbidiente, non volendo porsi in discussione con la figura paterna, per quanto, ancora, chiaramente poco convinto dal comportamento di Ah'Reshia.)
Ah'Reshia – A più tardi, zio. Cugino. (China il capo in segno di rispetto verso di loro, salutandoli come il proprio ruolo le richiede.)
(Escono Mu-Reh e Mu-Rehin alla sinistra del palco, diretti verso il palazzo.)

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