11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

giovedì 21 agosto 2008

224


L
a donna che si era proposta di fronte alla mercenaria la entusiasmo decisamente meno della presenza attesa dei cerberi, i quali, per quanto orride creature, sarebbero stati preferiti a quella figura imprevista e sconosciuta della quale nulla sapeva ma che, nel conoscere il di lei nome, già di troppe informazioni era evidentemente al corrente.

« Chi sei? » domandò la Figlia di Marr’Mahew « Come mi conosci? »

Superato il primo iniziale momento di smarrimento a causa della sorpresa, il tono della voce di Midda tornò ad essere freddo e controllato, mentre le di lei membra si tesero con forza nel non abbandonare la postura aggressiva ed, anzi, nel prepararsi all’eventualità di un nuovo scontro, non più in opposizione a creature a lei potenzialmente superiori ma a semplici umani.

« Il mio nome è Carsa. » si presentò la sconosciuta a quella richiesta, tendendo verso di ella entrambe le braccia in segno di saluto, a dimostrazione dell’assoluta fiducia che desiderava offrire verso la propria interlocutrice nonostante l’evidente ostilità ricevuta « Ti stavamo aspettando e non nego che sia un piacere ed un onore incontrarti… »

La mercenaria socchiuse appena gli occhi, chiari e glaciali nell’oscurità in cui ormai si trovava ad essere immersa a seguito dello spegnimento della torcia, osservando con cura la propria controparte, nel cercare di recuperare dalla propria memoria informazioni riguardo a quel nome, a quel volto, senza ritrovare successo sebbene non apparisse completamente estranea al di lei sguardo, alla di lei mente: doveva aver già sentito quell’appellativo, forse addirittura già incontrato quella donna, per quanto in quel momento non riuscisse a ricordare nulla a tal riguardo.

« Dove sono i cerberi? » chiese, storcendo le labbra verso il basso in segno di disapprovazione verso se stessa per la mancata identificazione della potenziale avversaria.

La sconosciuta, a quella domanda, ritrasse le mani inutilmente tese verso di lei fino a quel momento, per voltarsi e compiere un paio di passi ad allontanarsi dalla soglia, invitandola in ciò, con un gesto della mancina, ad avanzare, indicando nel contempo qualcosa al di fuori del di lei attuale campo visivo: in un simile movimento, la schiena di ella venne concessa alla donna guerriero, che fra lunghi capelli scuri ondeggianti stretti in un’alta coda poté ammirarne la vellutata pelle scoperta ed un tatuaggio inciso all’altezza delle scapole, rappresentante due ali piumate poste a riposo, come se esse fossero parte di lei e come se da quel delicato punto potessero dischiudersi per concederle la possibilità di spiccare il volo. Fu quel particolare a scuotere la memoria di Midda, facendole rimembrare chi fosse colei presentatasi come Carsa: quel nome, che sapeva non esserle ignoto, era quello di una mercenaria abbastanza famosa, una donna guerriero esperta al punto da essere ottimamente valutata dai mecenati kofreyoti. Per quanto le fosse dato di conoscere, ella non si proponeva ai propri livelli, alle proprie quotazioni, ma nonostante questo non risultava neppure essere una principiante, sicuramente di abilità e destrezza superiori al molti altri combattenti nell’essere ancora in vita dato il proprio lavoro, lo stile di vita scelto per se stessa, nei propri limiti e nelle scarse speranze che esso offriva verso il futuro.
Per quanto sospettosa, nel riconoscere la propria interlocutrice e nel vedersi così invitata ad avanzare, la mercenaria mosse piccoli passi in avanti, fino a giungere sul confine di quell’ingresso, fino a porsi in posizione utile a gettare il proprio sguardo all’interno della sala che già aveva attraversato e che ricordava con non sufficiente positività, spinta dalla curiosità di comprendere di più su cosa stesse accadendo: ben diverso, però, si propose alla vista quell’ambiente noto rispetto a quanto ricordato, presentando uno spettacolo del tutto inatteso e, per certi versi, stupefacente.

« Thyres… » sussurrò a denti stretti.

Oltre a Carsa, due uomini erano presenti all’interno della sala, tranquillamente seduti al centro della stessa, apparentemente distratti da ciò che accadeva attorno a loro nell’impegno posto in una disputa a dadi: premio di quella partita d’azzardo, valuta adoperata in pagamento reciproco per le proprie sconfitte, erano i resti mutilati delle cinque creature precedentemente poste a guardia di quel complesso carcerario, forse fin dalla notte dei tempi idealmente situate lì per restare in eterno a custodia delle scelte della giustizia kofreyota che in quel luogo trovavano esecuzione. Quelle bestie mitologiche, possenti, indomabili, feroci erano state abbattute e ridotte a brandelli, ritrovando la propria carne, tranciata similmente all’opera di un macellaio su un bovino, utilizzata cinicamente dai loro presumibili uccisori senza alcun riguardo, quasi fosse la cosa più ovvia da fare, la scelta più normale del mondo. Midda, avendo avuto in passato possibilità di confrontarsi con tali animali, era conscia della loro mortalità, dell’umana possibilità di porre fine alle loro esistenze al di là di ciò che imponevano le leggende, ma nonostante tutto non reputava tale eventualità come banale, come banalmente scontata: i cerberi erano, similmente ad altre creature loro pari, meritevoli di ogni rispetto, non di timore, di terrore, ma sicuramente di ammirazione guerriera. Ed il pensiero che quel gruppetto ristretto, quel trio di combattenti, quali essi si proponevano, avessero abbattuto l’intera assemblea li presente non poté che lasciare nuovamente stupita la mercenaria: chiunque fossero, qualsiasi potessero essere le loro intenzioni, essi non sarebbero potuti essere considerati come normali avversari, semplici sfidanti con i quali, magari, intrattenersi anche volentieri in un combattimento mortale nella certezza della conclusione. Non erano molte le persone al mondo che avrebbero potuto tener testa ad un cerbero solitario, unici pertanto risultavano essere indubbiamente gli individui che avrebbero potuto abbatterne cinque contemporaneamente.

« Chi siete? » domandò nuovamente, mantenendo ora più che mai la posizione di guardia, conscia del pericolo che avrebbe potuto presentarsi su di lei « Cosa volete? »
« Siamo mercenari, esattamente come te. » spiegò tranquilla l’unica interlocutrice con cui aveva dialogato fino a quel momento, la sola del gruppo che sembrava offrirle interesse, tornando a voltarsi nella sua direzione « Probabilmente non ai tuoi livelli, sicuramente meno famosi, ma comunque siamo tutti stati capaci di costruirci una certa fama nel nostro ambiente… »
« Lo so. Non subito, ma ti ho riconosciuta… » confermò la prima, restando immobile ed attenta ad ogni minima evoluzione della situazione in corso, controllando con la coda dell’occhio anche i due uomini per quanto apparentemente distratti, cercando nel contempo di identificarli.
« Questo non può che rendermi orgogliosa! » ammise la seconda, mostrando un aperto sorriso « Comunque, siamo stati mandati qui da una conoscenza comune: lady Lavero. » continuò, sorridendole ancora tranquilla, come se stesse parlando con una cara vecchia amica d’infanzia « Ella aveva previsto che tu non avresti accettato l’ultimatum imposto con le quarantotto ore e ci ha inviato qui in attesa della tua evasione: del resto nessuno dubitava che ciò sarebbe avvenuto. »
Il silenzio Midda restò ad ascoltare quelle informazioni, cercando di mascherare dietro un’espressione fredda e controllata ogni emozione a quelle rivelazioni.
« Anzi, come mai ci hai messo tanto? » aggiunse Carsa, con evidente curiosità nella voce.
« Ho già detto a lady Lavero che ora non ho tempo da dedicare alle sue questioni… » rispose la donna, ignorando quell’ultima domanda « Credo che il vostro viaggio sia stato del tutto inutile. »
« Lady Lavero, invece, ritiene di avere qualcosa di interessante da offrirti, oltre a quanto già promesso, in cambio dei tuoi servigi. » replicò la controparte, sorniona verso di lei « Riguarda la Jol’Ange: la conosci vero? »
Cercando di mantenere l’assoluta freddezza impostasi fino a quel momento di fronte a quel riferimento esplicito nei riguardi della nave da lei ricercata, la Figlia di Marr’Mahew guardò con maggiore sospetto l’altra e mantenne di nuovo il silenzio, in un tacito consenso quale replica.
« La nostra nuova mecenate ha mobilitato le proprie risorse per entrare in possesso delle informazioni che cerchi in merito a quella goletta ed al suo equipaggio, le stesse per le quali ti sei fatta rinchiudere in questo luogo. » riprese a spiegare l’altra « Complimenti per l’audacia del piano, fra l’altro: personalmente non credo mi sarei mai spinta fino a questo punto per puro interesse personale. » aggiunse poi, apparendo nuovamente sincera in quell’ammirazione.

Midda restò ancora muta di fronte a quelle rivelazioni, che confermarono le impressioni avute in merito a lady Lavero al loro primo ed unico incontro: quella donna sapeva gestire le proprie risorse ed i propri affari in maniera non meno esperta di come lei stessa gestiva quotidianamente i propri, per quanto i relativi campi d’azione fossero diversi. Invero, quindi, esse sembravano proporsi quali due facce di una sola medaglia: così come la mercenaria riusciva a giostrare in guerra con agilità ed intelligenza, la mecenate appariva in grado di muovere la politica con simile bravura, con medesima mano ferma e mente concentrata. Ora, probabilmente in conseguenza di non semplici indagini, la nuova signora di Kirsnya non solo aveva compreso ogni mossa da lei attuata ma era stata forse in grado di ottenere quanto da lei desiderato e non raggiunto, nonostante l’incontro con Tamos, ed ovviamente, in quello che era il normale rapporto fra mecenate e mercenaria, per entrare in possesso di simili informazioni avrebbe dovuto accettare la missione per cui ella l’aveva cercata. Pur vero restava l’ipotesi di impegnarsi in altre vie per ottenere lo stesso scopo, provando a ricostruire autonomamente i dati in merito all’ubicazione della goletta, ma imprevedibile sarebbe stato il tempo e la fatica richiesta in un tale sforzo, in contrasto alla certezza altrimenti proposta dalla giovane nobildonna.

« Se non si può avere una persona con le cattive, perché non provare con le buone? » commentò in conclusione a tale pensiero, scuotendo il capo e rilassando finalmente il proprio corpo, in tacita resa.
A quelle parole, a simile decisione, per quanto scontata potesse probabilmente apparire, Carsa tese nuovamente le braccia verso di lei, tentando nuovamente di accoglierla con fiducia come aveva già fatto poco prima: « Benvenuta in squadra, sorellona. »

2 commenti:

coubert ha detto...

Carsa mi sta già simpatica! xD

E Lady Lavero si conferma un avversario temibilissimo. Ma anche -onestamente- la persona più adatta a trovare le informazioni che Midda cerca.

Poteva risparmiarsi il viaggio in prigione, Midda xD

Sean MacMalcom ha detto...

In merito a Carsa: dovresti vedere il disegno di lei che ho fatto un mesetto fa durante una riunione di lavoro! :D
Senza veli, seduta di spalle... diciamo che in molti hanno approvato ciò che vedevano! :D
Alla prossima avventura migliori dettagli sul di lei aspetto fisico!

In merito a Lavero: come avevo accennato, Lavero è un personaggio destinato a durare a lungo. Non vi sarà sempre, ma di certo si potrà annoverare fra i personaggi ricorsivi della saga! ;)

In merito a Midda: in effetti! :D Però questa avventura non è stata assolutamente inutile: abbiamo infatti visto l'incontro con Lavero, abbiamo conosciuto El'Abeb e sua figlia Sa-Chi, abbiamo reincontrato il guercio tranitha ed abbiamo scoperto la fine di Tamos. Inoltre molti altri personaggi sono stati introdotti... e chissà che non tornino in circolazione! ;)

Grazie per tutti i tuoi commenti e per l'interesse che dimostri verso questa mia modesta opera! :)