11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

www.seanmacmalcom.org
presenta

www.middaschronicles.com
il Diario - l'Arte
l'Enciclopedia

News & Comunicazioni

Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

sabato 30 maggio 2009

505


P
er quanto il terrore derivante da quella situazione sarebbe stato lontano da ogni dubbio, la stessa esagerazione del medesimo mi spinse, nel confronto con il mostro, ad una sorta di assuefazione, tale da non impormi alcuna inibizione come altresì sarebbe dovuto accadere.
Non per un ritrovato coraggio, pertanto, riuscii a proseguire in quel dialogo, mantenendomi fedele alla strategia elaborata dalla mercenaria, quanto piuttosto perché condotta forzatamente da un sentimento che sarebbe potuto essere tranquillamente accostato alla follia. In ciò non potei che ritenere reale quanto si suol dire nel merito di quelle particolari e tremende circostanze in cui nulla si può perdere in più di quanto non si sia già perduto: rimasta proprietaria unicamente della mia vita, ed ancora evidentemente per poco, qualsiasi azione avessi compiuto non avrebbe potuto condurmi ad un risultato peggiore di quello a cui già ero stata indirizzata, benché contro la mia volontà. Dove già la morte appariva al mio fianco, il rischio di perire non avrebbe mai potuto essermi di ostacolo in quella mia personale missione, dato che quest'ultima, al contrario, si proponeva volta a restituirmi la speranza di un futuro.

« E, quindi? » domandò egli, nell'invitarmi a proseguire l'esposizione della mia ambasciata.
« La mia signora e tua futura sposa desidera potersi presentare innanzi a te ed agli dei tutti nel costume per lei divenuto proprio quale conclusione di lunghi anni di educazione religiosa, integralista, secondo i dettami che dominano la maggior parte del regno di Y'Shalf come, sicuramente, tu non ignorerai. » proseguii, allora, non lasciando alcuna parola all'improvvisazione.
« Ella desidera forse indossare un burqa? » replicò, offrendo segno d'intendimento per quell'ultima affermazione, aggrottando però la fronte con fare dubbioso « E perché dovrebbe, di grazia? Non mi sembra che lo avesse indosso al momento del vostro ingresso entro i confini della mia fortezza… non è forse insolito per una devozione religiosa tanto radicata quale quella che ora vorrebbe dimostrare? »
« Assolutamente no, mio signore. » negai con assoluta convinzione.

Comprendendo di essere giunta, ormai, al momento fondamentale di quel dialogo, richiamai a me ogni energia, tutta la mia concentrazione, per non perdere il controllo, nel non voler non rischiare di concedere alle mie emozioni l'occasione di cogliermi impreparata e riprendere a dominarmi. Avrei dovuto dimostrarmi degna complice della Figlia di Marr'Mahew, proponendo la sua stessa freddezza d'animo, il suo stesso gelo interiore nel confronto anche con la peggiore delle ipotesi. E dove tutto quello che stava accadendo era stato ampiamente anticipato dall'analisi compiuta dalla medesima nell'elaborazione di quel piano, non avrei potuto difendermi, neppure intimamente, dietro la scusa di un imprevisto colpo di scena per un mio eventuale fallimento in quel senso.

« Sono successi diversi fatti, negli ultimi giorni, che hanno spinto la principessa a cercare il proprio destino altrove. E per riportare successo in tal senso, per non fallire miseramente nel corso di un viaggio, in verità, troppo aspro, è stato necessario, tanto per lei quanto per me, spogliarci delle vesti che eravamo solite indossare, ubbidendo in ciò ai consigli della nostra guida. »

Nella mia spiegazione, ancora tutt'altro che improvvisata, posi un sapiente connubio fra verità e menzogne, fra fatti totalmente svelati ed altri assolutamente omessi, al fine di proporre una realtà assolutamente verosimile per quanto non completamente sovrapposta a quella altresì considerabile assoluta.
Ovviamente se mi fosse stato assolutamente richiesto dagli eventi di incedere in nuove strade, in percorsi alternativi a quelli studiati, non avrei mancato di agire con prontezza ed abilità, o almeno così mi piace sperare. Fortunatamente, però, come i fatti dimostrarono, non mi venne richiesta tale prova…

« Ciò nonostante quel velo, per noi, rappresenta una seconda pelle, è capace di donarci un senso di completezza altrimenti mancante. » cercai di spiegargli, con assoluta quiete, almeno esteriormente.
« Comprendo. » annuì egli, accarezzandosi lentamente il mento con la mano destra, nell'osservarmi, nel giudicarmi.
« Se tale abito non rientra nei tuoi gusti, nei tuoi desideri, la mia signora è assolutamente disposta ad impegnarsi in tal senso, assumendo qualsiasi costume tu riterrai per lei più opportuno. » sottolineai, con una voluta enfasi nel dimostrare assoluto desiderio di collaborazione da parte della principessa nei suoi riguardi « Ciò nonostante, ella ti prega di volerle concedere la possibilità di convolare a nozze così come per anni ha sognato di poter fare, fosse anche indossando il burqa per un'ultima volta. »

La mia porzione di pezzi era stata disposta sulla scacchiera ed, ora, qualsiasi decisione sarebbe spettata unicamente al mio interlocutore, il quale avrebbe potuto riconoscere o negare il desiderio propostogli: un azzardo, pertanto, il nostro, ma come in ogni gioco un rischio necessario per giungere alla vittoria sperata.
Il mostro, simile ad un doccione grottesco, restò a lungo assolutamente immobile nel fissarmi, nel mantenere il proprio sguardo su di me, quasi stesse cercando, in tal modo, di spingersi verso la parte più profonda del mio animo, a cercare in essa una chiave di interpretazione per quanto riferito. Non so, non credo che quegli occhi avessero realmene un simile dono, dove effettivamente gli eventi successivi negarono tale possibilità: considerando tutto questo, comunque, non posso negare come quelli che trascorsero allora siano stati alcuni fra gli istanti più intensi, più lunghi della mia vita, lasciandomi temere in molteplici occasioni di aver fallito del mio compito, di non essere stata adeguatamente convincente nel presentare le richieste postegli.

« Non vedo ragione per la quale rifiutare alla mia sposa questo capriccio. » riprese voce il colosso, annuendo ancora, ora con chiara volontà di conferma sulla richiesta propostagli « Se così non fosse, del resto, negherei quanto poc'anzi ribadito con decisione: dove simile è la sua volontà, che essa sia compiuta senza alcun tergiversare. »
« Ti ringrazio, mio signore. » sorrisi dimostrandomi anche fin troppo sinceramente felice per quella notizia, chinandomi appena in avanti quale segno di rispetto e sottomissione « Anche a nome della principessa che non potrà evitare di accogliere con gioia assoluta questa occasione… »
« Manderò un gruppo di sarte da voi, affinché tutto possa essere predisposto al meglio per la celebrazione. » proseguì allora, offrendo l'ennesima riprova in quelle parole di un'organizzazione assolutamente totalitaria e completa non solo sul proprio castello ma, anche, sugli spettri lì racchiusi, quale si poneva facilmente intuibile essere la natura di questi ultimi servitori citati, in accordo con tutti quelli già presentatici « Vi è altro per il quale sarebbe utile io fossi informato? Ulteriori richieste da parte della festeggiata? »
« Null'altro. » conclusi, con un secondo inchino « La principessa sarà più che compiaciuta già dal favore forse ritenuto fin troppo semplice ma, altresì, fondamentale, riconosciutole… »

Con simili parole, pertanto, presi congedo da lui, a mia volta soddisfatta, in maniera più che assoluta, per quanto ottenuto. Sebbene l'apparenza dei fatti potesse indurre a pensare l'esatto opposto, infatti, avevo appena avuto chiara manifestazione di come quel mostro non fosse onnisciente, non potesse avere il controllo di ogni cosa attorno a sé, arrivando addirittura a lasciarsi ingannare anche da una ragazza semplice quale, indubbiamente, avrei potuto, e posso ancora, considerarmi, io stessa, lontana dalle abilità di un'altra donna più confidente con me nell'arte dell'inganno, della menzogna.
In tale risultato, quindi, le speranze per le quali il piano di Midda avrebbe potuto avere successo si erano ritrovate, improvvisamente, decuplicate, mostrandomi nuovamente un raggio di luce in un mondo da troppo tempo divenuto eccessivamente tenebroso e contrario, in ciò, al concetto stesso di vita. Solo inseguendo con tutte le proprie energie quel sottile bagliore, ero già conscia, ci sarebbe stata concessa l'opportunità di avere salve non solo le nostre vite ma anche le nostre anime.
Una responsabilità enorme, quella assunta da una sola donna, di fronte alla quale non avrei mai potuto offrire alcuna invidia.

Nessun commento: