11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

lunedì 8 luglio 2013

1995


Non mera provocazione avrebbe dovuto essere intesa alla base di quella richiesta, di quell’invito da parte della Figlia di Marr’Mahew, la quale, realmente, non desiderava potersi concentrare sul pensiero costituito dall’immagine della propria gemella e di quell’orrido mostro, nel confronto con il quale, a ben vedere, suo figlio Desmair, già agghiacciante, avrebbe potuto essere riconosciuto persino accattivante.
Indubbio, del resto, avrebbe avuto a doversi considerare come, da parte della stessa Nissa, o, più precisamente, di Anmel Mal Toise, difficilmente tale scelta, simile decisione, avrebbe potuto essere riconosciuta qual derivante da una qualche appassionata motivazione, da una qualche lussuriosa ispirazione, nel risultare, diversamente e piuttosto, certa conseguenza della ricerca di un profitto personale, nell’accrescimento del proprio potere secondo logiche, comunque, del tutto inintelligibili, nel ricadere in un campo, in un contesto, entro il quale mai la mercenaria aveva bramato di sospingere i propri passi, aveva desiderato impegnarsi in esplorazione. Una ritrosia, la sua, motivata non tanto nel timore di quanto lì avrebbe potuto trovare ad attenderla, quanto e piuttosto per un semplice, e pur convinto, disinteresse a qualunque investimento in tal senso, preferendo trovare nella forza dei propri gesti, nell’energia delle proprie membra e nella fermezza del proprio intento, la magia utile a permetterle di essere la straordinaria eroina che era divenuta; in ciò coadiuvata, se necessario, dalla consapevolezza di quanto, mai, una scorciatoia in opposizione al proprio fato naturale, qual quella offerta da negromanzia e stregoneria, avrebbe potuto essere considerata priva di conseguenze… e non di certo in termini sì lievi da poter risultare paragonabili a quelli che pur, egualmente, le sarebbero stati comunque domandati.
Ma ove, pur, provocazione la sua non aveva desiderato suggerirsi essere, reciprocamente e indubbiamente provocatoria volle altresì imporsi la replica della sua triplice interlocutrice, la quale, allora, non si negò di cogliere l’occasione di porla a disagio, nell’intervenire esattamente nella direzione nella quale, altresì, l’altra l’aveva pregata di desistere, in termini che, ancora una volta, poterono essere facilmente intesi qual derivanti dalla brama di un qualche guadagno personale, in quel particolare frangente derivante dal dispiacimento della gemella, ancor prima che frutto di una qualche effettiva brama di appassionata tutela delle proprie scelte o dei propri sentimenti, oggettivamente del tutto assenti nei riguardi di Kah, per la morte del quale non avrebbe mai versato una singola lacrima…

« E’ strano che proprio tu voglia offrire critica alle nostre scelte in fatto di compagni di letto… » incalzò pertanto, inarcando appena un sopracciglio, il destro, a evidenziare una reazione di scetticismo a simile intervento, a tale presa di posizione « Non vorremmo ricordar male… ma non ci è offerta memoria del fatto che tu, in effetti, ti sia fatta mai mancare un qualche amante, ove desiderato anche per una sola notte. » si concesse occasione di puntualizzare, a negare qualunque possibilità, da parte della gemella, di celarsi dietro a una qualche ipotetica superiorità di ordine morale, tale da farla passare per una prostituta o poco più « E, per quello che può valere, ti assicuriamo che Kah, per quanto spiacevole alla vista, compensava tale mancanza di fascino con un ben altro genere di abbondanza… » soggiunse, allora, per la prima volta, concedendosi occasione di sorridere, e di sorridere con fare particolarmente sornione, che nulla avrebbe potuto lasciar fraintendere nel merito di qual genere di abbondanza potesse contraddistinguere quel particolare genere di dio.
« Thyres… non voglio credere a quello che stai dicendo. » reagì la Figlia di Marr’Mahew, storcendo le labbra verso il basso con aria profondamente disgustata, non per un qualche particolare senso del pudore, quanto e piuttosto per l’idea derivante da quel non sì implicito riferimento a tale dettaglio « Cioè… posso comprendere che, non avendo affrontato insieme gli anni della fanciullezza, non ci sia stata offerta la possibilità di confrontarci sulle dimensioni dei membri maschili. Ma, per carità, smettila di parlare di quell’oscenità come se avesse a doversi considerare umano e, soprattutto, interessante sotto un qualunque genere di profilo sessuale… »
« Sei anche diventata una vergine del tempio, ora…?! » la derise Nissa, conscendendosi quell’ultimo cedimento alle passioni umane prima di ritornare a imporsi fredda e controllata innanzi a lei e al suo sguardo « O, forse, ad animarti, è l’ipocrita pretesa che nessuno, al di fuori di te, possa cedere ai piaceri della carne, possa vivere un momento di estenuante passione?... »
« Dubito che tu sappia realmente cosa significa cedere ai piaceri della carne, sorella! » obiettò, qual immediata risposta, la stessa mercenaria in tal modo accusata di falsità, e di falsità psicologica, qual solo avrebbe potuto offrire ragione alla bigotteria paventata dalla propria gemella qual presente ad animare il suoi interventi e i suoi commenti « Perché per quanto lunga e larga avrebbe potuto essere la virilità di quell’abominio che era conosciuto con il nome di Kah, essa non sarebbe mai stata sufficiente a colmare il vuoto che hai dentro… non, soprattutto, laddove hai scelto di trascinarlo nel tuo letto non per un qualche desiderio verso di lui, quanto e solo per brama nei riguardi del potere che da lui sarebbe potuto derivare per te, fosse anche, e soltanto, nell’eliminazione di Desmair… »

Se nelle parole di Nissa, implicita era stata l’accusa da lei rivolta in contrasto a comportamenti eccessivamente libertini da parte della propria gemella; nelle parole allora scelte da parte di Midda, tale accusa avrebbe dovuto essere considerata indubbiamente esplicita, e volta a definire la propria interlocutrice, e in quel momento carceriera, qual nulla di più e nulla di meno rispetto a una prostituta. E forse, addirittura, maggiore rispetto da parte sua sarebbe potuto essere rivolto nella direzione di una reale prostituta, laddove, quantomeno, consapevole della propria professione, condotta sicuramente con una perizia e un’integrità che pur mai né Nissa, né, soprattutto, Anmel dietro di lei, avrebbero potuto immaginare, così come dimostrato da quella loro difesa a oltranza del rapporto mantenuto per secoli interi con quella bestiale e grottesca figura.
Un’accusa audace, un’accusa pericolosa, quella che la Campionessa di Kriarya non si risparmiò, e che pur, ancora una volta, sembrò incapace di trovare occasione di leva sull’animo della propria controparte, un animo che, triplicato in quell’insana alleanza, si stava allora imponendo particolarmente controllato, in misura tale, quantomeno, da non concedersi occasione di facile cedimento innanzi agli inganni di lei. Avrebbe dovuto essere considerato davvero possibile che, all’interno di quell’unico corpo, il concilio in quel momento dominante fosse in tale sintonia, in tale armonia, da vedere placata l’agitazione di una o addirittura due delle proprie componenti in grazia all’intervento della terza? Era davvero possibile che l’influenza dell’Oscura Mietitrice potesse imporre calma tanto su Nissa quanto su Anmel, anche nel momento in cui entrambe, probabilmente, avrebbero avuto più che ragionevoli motivazioni per ricercare possibilità di lite con la loro prigioniera, così come, dopotutto, si stava tanto impegnando per ottenere?
Forse. Probabile. Ma se ciò avesse dovuto essere riconosciuto qual vero, se ciò avesse dovuto essere accolto qual certo, straordinariamente decimate avrebbero dovuto essere valutate le speranze di successo della stessa Midda Bontor, laddove, privata di una qualsivoglia supremazia psicologica, non avrebbe potuto ovviare al mero scontro fisico… scontro dal quale, proprio malgrado, non si sarebbe potuta considerare certa di uscire vincitrice.

« Puoi insistere quanto vuoi con la tua ridicola supponenza, sorella cara. » l’autorizzò la sovrana dei pirati dei mari del sud, in quieta replica a quell’ultimo tentativo, purtroppo miseramente fallito « Puoi continuare a tentare di distrarci, di confonderci, di dividerci. Puoi insultarci e accusarci. Ma nulla di tutto questo, non una parola, non un grido, saranno utili a permetterti di ovviare alla condanna che presto, molto presto, calerà su di te e su tutti coloro che si dichiarano tuoi amici, tuoi alleati. » annunciò, inspirando ed espirando profondamente aria dai propri polmoni, in un gesto che volle dimostrarsi utile ad assaporare al meglio quel momento, quella particolare occasione « Perché ormai è giunto il momento in cui la musica tace, le danze si fermano e tutti, attoniti, si domandano come faranno le proprie esistenze a proseguire senza più l’inebriante piacere di cui si è goduti sino ad allora. E’ giunto il momento di dirsi addio… »



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