11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Dopo la conclusione della 52° avventura di Midda, che ci ha accompagnato negli ultimi due mesi con il titolo L'uomo incacape a morire, inizia oggi la 53° avventura della nostra ex-mercenaria preferita: un'avventura, vi renderete presto conto, molto particolare, e che, nostro malgrado, potrebbe scoprirsi essere qual l'incredibile e disturbante conclusione di un viaggio durato più di dieci anni!
Non aggiungo altro, e vi lascio all'episodio 2700 della serie regolare dal titolo... Il risveglio.

Buona lettura!... e grazie a tutti!

Sean, 16 ottobre 2018

sabato 14 luglio 2012

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« P
er Tarth! » esclamò capitan Noal, alle parole appena scandite dalla mercenaria « Si può sapere che diavolo ti viene in mente, Midda?! » esplicitò il proprio pensiero, ove nell'invocazione al signore dei mari non fosse stato sufficientemente chiaro nella propria accezione « Credi forse che qualche arma in particolare, fra quelle, possa esserci più utile di tre persone in più al nostro fianco? Io preferisco che Ifra, Seem e te restiate con noi a combattere per la Jol'Ange, piuttosto che ve ne gironzoliate per l'isola allo scopo di recuperare qualche vecchia lama usata. »
« Le nostre non sono vecchie lame usate! » protestò la donna guerriero, negando quanto da lui così non semplicemente suggerito, ma esplicitamente asserito, in aperta offesa ai sentimenti suoi… e probabilmente anche di qualcun altro in quel gruppo « Forse te lo sei scordato, ma la lancia di Av'Fahr apparteneva a sua sorella Ja'Nihr. E dal momento che Nissa gli ha già sottratto violentemente l'amore di sua sorella sotto i miei stessi occhi, non permetterò che lo privi anche di tale prezioso ricordo… » esplicitò, seria nel proprio tono di voce « Né, parimenti, la lascerò libera di separarmi dalla mia spada, che, sinceramente, rispetto al pari di un'amica, la migliore fra tutte le mie amiche: l'unica che, a oggi, non ha ancora avuto ragione di rivoltarsi in mio contrasto. Nissa mi ha già tolto tanto… troppo, e non le concederò di privarmi anche di questo. » negò e si ripeté, scuotendo il capo con energia a enfatizzare in misura maggiore il concetto esposto.
« Midda, per carità divina… ti stai ascoltando? » replicò il capitano della Jol'Ange, rifiutando quanto da lei proposto quale proprio personale piano d'azione, quale propria irrinunciabile necessità « Stai anteponendo il possesso della tua lama, per quanto splendida, alla vita tua, e di quei due ragazzi. E io non te lo posso permettere… non quale capitano di questo equipaggio e primo responsabile della loro incolumità! »
« Ifra è sotto i tuoi ordini, hai ragione. » annuì la Figlia di Marr'Mahew « Ma Seem è il mio scudiero e deve rispondere soltanto a me. Sarà lui ad accompagnarmi. Lui e nessun altro, allora. » sancì, iniziando ad avviarsi verso l'uscita da quel corridoio e da quell'edificio, afferrando con la mancina il braccio del giovane in questione e trascinandolo con sé, a porre in essere le proprie parole e l'intento alla loro base « Se non ci vedrete arrivare entro un quarto d'ora, partite pure senza di noi: in un modo o nell'altro ce la caveremo. »
« No! » esclamarono contemporaneamente Be'Sihl, Howe, Be'Wahr e Av'Fahr, dichiarandosi per nulla concordi con quella prospettiva.
« Non vai da nessuna parte senza di me. » proseguì la voce di Be'Sihl, sovrapponendosi alle altre, nel mentre in cui questi, tuttavia, non perse cognizione dell'importanza fondamentale di liberare coloro ancora prigionieri, ragione per la quale proseguì nell'operato di Midda esattamente come da lei comandatogli.
« Neppure noi siamo dei marinai. E vogliamo stare con te, fino alla fine! » definì Howe, parlando anche in nome del fratello che, dal canto proprio, si limitò a farsi avanti, picchiando contro la porta ancora chiusa con energia tale che, per un attimo, fu prossima a scardinarsi e, in ciò, ad aprirsi innanzi a lui.
« Quella è la lancia di mia sorella, come hai giustamente ricordato. Ed è giusto che ci sia io con te, a recuperarla. » propose Av'Fahr, in disordinato coro con gli altri, non desiderando concederle l'opportunità di concludere, da sola, quella storia… non dopo averla persino seguita a Kriarya, pur di restarle vicino.

In un momento di trasparente pericolo qual quello, il tempo necessario alla liberazione dei due fratelli e di Masva, ancora bloccati all'interno delle proprie celle, sembrò poter essere impiegato unicamente in quello stupido e pericoloso litigio, per quanto più che giustificato nella propria esistenza.
Stupido, sicuramente, era sprecare tempo utile a pianificare le operazioni dell'immediato futuro in quella competizione trasparentemente priva di possibilità di conclusione, ove le parti in giuoco non avrebbero potute essere considerate d'indole cedevole alla sconfitta. Pericoloso, ancora, era gestire in tale malo modo le proprie voci, e la loro irruenza, ove l'eccessivo frastuono così generato avrebbe troppo facilmente potuto attirare attenzioni sgradite ancor prima dell'arrivo degli ordini della regina di Rogautt qual conseguenza all'incursione di Midda nelle sue stanze personali. E tuttavia giustificato, infine, era pur tale confronto là dove Noal, nel rispetto del proprio incarico, non avrebbe potuto tollerare in questo silenzio, in serena arrendevolezza, quella scelta: non ove ciò avrebbe significato porre in pericolo la sopravvivenza del proprio equipaggio, sia di coloro che, abitualmente, ne erano parte, sia di coloro aggregatisi solo ed esclusivamente in quest'ultima, particolare occasione.

« Fermatevi tutti un momento! » impose la Campionessa di Kriarya, arrestandosi sulla soglia e levando entrambe le mani a pretendere un momento di silenzio « Noal ha perfettamente ragione e sono certa che più numeroso e coeso sarà il gruppo diretto alla Jol'Ange, e più possibilità avrete di giungervi e sopravvivere. »
« Anche se per voi, probabilmente, la mia spada è un semplice pezzo di metallo privo di valore, questa digressione desidero compierla per ragioni meramente personali, per rispetto verso me stessa e per rispetto verso la memoria di Ja'Nihr, con la quale avrei avuto piacere di intrattenermi ben più a lungo del poco tempo concessoci. » spiegò, proseguendo e ora non cercando di riservare a quella decisione maggior valore o importanza di quella che realmente avesse, poco più di un capriccio da parte sua « Quindi, Seem viene con me, per aiutarmi a portarne via il maggior numero possibile. E voi altri fate quello che Noal vi comanderà di fare, come è stato sino a oggi. »

Interessante, per chiunque nel gruppo, sarebbe stato notare come, ormai, la presenza di Seem accanto a lei fosse stata ridotta a un ruolo di mero supporto fisico; laddove le medesime informazioni che sarebbero potute esserle fornite dal giovane scudiero, le sarebbero potute pervenire, e le erano, in verità, già pervenute, in egual misura da parte dell'invisibile, ma onnipresente, immagine di Desmair nella sua mente, impalpabile e inascoltabile presenza, per chiunque, e pur attento e interessato osservatore, per motivi non meglio chiariti, dell'evolversi del mondo in quel piccolo, particolare e preciso punto estraneo alla maggior parte delle mappe.
Ovviamente, fatta eccezione per quella sottile puntualizzazione che solo il subconscio di Midda avrebbe potuto rivolgere alla medesima, nessun altro ebbe sufficiente malizia per cogliere tale dettaglio. Né, in verità, avrebbe avuto ragioni per riservar propria una tale malizia, in assenza di apparenti motivazioni in tal senso.

« Al di là del fatto che ti ringrazio per avermi dato ragione… come pensi che possa impedire al tuo bello, e ai tuoi due compagni di merende, di seguirti non appena avrai messo piede fuori di qui? » domandò Noal, affrontando, a sua volta, la questione con quieta oggettività, ove compromettente sarebbe stato perdersi in inutili enfasi « Se credi che io abbia qualche autorità su di loro, non ti sei resa conto che se mi hanno ubbidito è stato solo perché tu lo volevi... »
« E io lo voglio ancora. » annuì ella, sorridendo innocentemente, quasi la sua affermazione fosse stata quella di una bambina di fronte alla prospettiva di poter ripetere un gioco più che gradito « Perché non mi posso permettere di preoccuparmi per alcun'altra al di fuori di me stessa. E di Seem, che comunque è estremamente maneggevole da condurre con sé. » ridacchiò, al pensiero del proprio scudiero quale quello di una bisaccia o poco più « Quindi, voi tre… » additò l'amato e i due fratelli, proprio in quel momento liberati dalla loro cella « … ascoltatemi bene e non fatemi arrabbiare: dovrete seguire gli ordini di Noal esattamente come avete fatto fino a ora. Perché se non lo farete, sarà come dichiarare che non avete più fiducia in me. E ciò non mi farebbe piacere. Nella maniera più assoluta. »
« Ma… » tentò di obiettare Howe, nel mentre in cui, al contrario Be'Sihl e Be'Wahr non vollero neppure ipotizzare di opporsi, vanamente, a quelle parole.
« Niente "ma", "però" o "tuttavia"... » negò ella, levando la destra, in metallo, innanzi a sé, quale scudo in contrasto a tutto quello « Siamo in territorio nemico, e l'esitazione non è ammessa. Fai come dico, o se sopravvivrai a Nissa, ti darò io il resto! » minacciò, con tono ambiguamente freddo ma apparentemente scherzoso, tale da non permettere di comprendere se tutto in ciò avesse da intendersi qual seria o no.

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