11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2925, inizia oggi una nuova avventura della nostra serie regolare, la cinquantasettesima, dal titolo "Un bagliore di speranza"!

Questa avventura, oltre a ricollegarsi a "Il tempo del sogno", tornerà, nella propria ambientazione iniziale e in diversi, necessari riferimenti, alla seconda avventura della serie
"Reimaging Midda".
Ergo, per chi dovesse avere piacere ad approfondire i retroscena, l'invito non può che essere a recuperare "Camminando sui vetri rotti".

Per tutti gli altri, come di consueto... buona lettura!

Sean, 29 maggio 2019

mercoledì 27 marzo 2019

2862


« Ricordo di averti chiesto di occuparti della madre di Pidar… di quella sorta di zombie… » sancì alfine, abbracciando proprio malgrado l’evidenza di quanto, dietro a quell’interrogativo, avrebbe avuto a doversi considerare un riferimento non tanto a Maddie, quanto a Midda, e agli eventi occorsi su quel lontano satellite perduto ai confini della galassia « … nel mentre in cui, in verità, la mia preoccupazione era allor rivolta a Desmair e a Reel Bannihil. » ammise, non cercando ormai di mistificare la realtà del proprio errore, e di quell’errore in conseguenza al quale tutto quanto era poi avvenuto, qualunque avesse a doversi effettivamente a riconoscere la dinamica di quegli eventi.
« E ricordo come, nel mentre in cui tu risolvevi al meglio la questione con Pidar e sua madre, arrivando a offrire per la prima volta da sempre luce attorno all’arcano esistente dietro al degenero intellettuale di coloro infettati dalla nanotecnologia di Reel Bannihil, e, in ciò, dietro a tutti i membri della famigerata Sezione I; io detti il mio consenso a Desmair, al fine di garantirgli impunità nell’impossessarsi del corpo di Reel, lasciando finalmente libero il tuo. » continuò ella, ancora con assoluta sincerità e trasparenza, riconoscendo quanto così compiuto per la prima volta, ad alta voce, innanzi al proprio amato, avendolo ovviamente tenuto all’oscuro, a quell’epoca, nel merito dei propri piani, laddove fondamentalmente certa di quanto egli non avrebbe potuto approvare, e non a torto, una simile decisione « E ciò è avvenuto. Ed è avvenuto in termini decisamente più prepotenti di quanto non sia mai stato in grado di dimostrarsi con te: Desmair è entrato nel corpo di Reel, e la coscienza di Reel Bannihil è stata completamente soppiantata da quella di Desmair. » scosse il capo, riconoscendo quanto, necessariamente, tutto ciò fosse occorso al di fuori del proprio controllo, sebbene colpevolmente con il proprio consenso « E poi… »
« … e poi? » la incalzò l’uomo, non desiderando in tutto ciò riservarsi opportunità per dimostrarsi critico nei suoi riguardi per quanto occorso, avendo, del resto, già avuto lunghi mesi per scendere a patti con l’ennesimo errore idiota commesso dalla donna da lui amata, in termini tali per cui, in quel momento, non avrebbe potuto volersi veramente riservare qualche per umana, pur comprensibile e giustificabile ragione di recriminazione a suo discapito, in sua opposizione.
« … e poi Desmair, oramai nel corpo di Reel, mi ha invitata a risvegliarmi. E ha schioccato le dita, lasciando scomparire il mondo attorno a me in un’esplosione di luce. » rievocò ella, in quello che avrebbe quindi avuto a doversi considerare qual, effettivamente, l’ultimo suo ricordo nelle vesti della Figlia di Marr’Mahew, prima di riaprire gli occhi e riaprirli in quel mondo, a confronto con il volto di suo padre e di sua sorella, e quei volti da lei tanto amati e ai quali, egoisticamente, mai avrebbe voluto rinunciare.

Purtroppo, al di là di quanto, in tutto ciò, Maddie non avrebbe potuto voler rinunciare a sua sorella, a suo padre, e a tutta la splendida vita che lì le era stata concessa, difficile, irrazionale, sarebbe stato, purtroppo, rinunciare a cogliere l’evidenza della verità per così come lì a lei offerta. E di una verità volta a scardinare il senso stesso della realtà sin nelle sue più profonde radici.
Una verità alla quale, autonomamente, ormai ella era tragicamente giunta, nel mentre in cui, del mondo prima presente attorno a loro non era rimasta più traccia, vedendoli lì sostanzialmente in statica sospensione nel mezzo del nulla, quasi fossero avvolti da una fitta nebbia tale da renderli persino incapaci a cogliere il terreno sotto i propri piedi…

« Desmair mi ha intrappolata nel mio stesso corpo. » dichiarò quindi, non con tono interrogativo, non in termini tali da cercare conferma, quanto e piuttosto con quieta rassegnazione nel confronto con un’evidenza ormai palese « Avrei dovuto capirlo… avrei dovuto accorgermene. »
« Se ti può consolare, ha ammesso che non è stato facile vincerti… » intervenne l’altro, accennando un lieve sorriso, ora quasi imbarazzato, dispiaciuto per la situazione nella quale la propria amata non avrebbe potuto ovviare a ritrovarsi, psicologicamente, in quel momento « … è dovuto intervenire lui stesso a manipolare il corso degli eventi, per farcela. »
« … Desmond. » sgranò gli occhi la donna, sbiancando di colpo, per quanto difficile ciò sarebbe potuto apparire nel confronto con la sua pelle già straordinariamente chiara « Thyres… quanto sono stata stupida! Non l’ho riconosciuto… non ho riconosciuto il corpo di Reel Bannihil: e dire che non ha avuto neppure la decenza di dissimulare il proprio vero nome… “Des”. » argomentò, mutando improvvisamente stato d’animo e colorazione del volto, nell’avvampare, ora, di rabbia « Quindi per tutto questo tempo egli è rimasto al mio fianco, divertendosi a giocare al marito affettuoso?! »
« No… no… » escluse l’uomo, ora cercando di calmarla « Desmond non era Desmair. Non del tutto, quantomeno. » spiegò, nel dimostrare maggiore confidenza con le dinamiche di quel mondo rispetto a quanto l’altra non avrebbe potuto attendersi da parte sua « Desmair ha creato Desmond partendo dalle fattezze di Reel, e prendendo spunto… beh… da me per il suo carattere, nella certezza di quanto, in tal modo, sarebbe riuscito a farti innamorare di lui e a donarti una realtà sufficientemente piacevole da spingerti, poi, ad alimentare autonomamente questa stessa prigione onirica nella quale ti ha precipitata. »

Se per Maddie non era stato facile accettare che Midda e il suo mondo non fossero veri, per Midda non ebbe a dover essere riconosciuto molto più semplice ipotizzare di affrontare il cammino inverso. E per quanto, allora, tutto quello non avrebbe potuto ovviare ad apparire quanto di più ovvio, di più logico, di più sensato possibile, ancora troppi interrogativi, ancora troppe domande non avrebbero potuto mancare di animarla per cercare di completare quell’immagine di fondo, quel quadro d’insieme nel rapporto con il quale, ancora, non avrebbe potuto vantare una confidenza adeguata… non, quantomeno, nello stesso ordine di misura che sembrava contraddistinguere, in quel momento, il proprio interlocutore: Be’Sihl.
In ciò, quindi, un interrogativo non avrebbe potuto ovviare ad anticipare qualunque altro, per riuscire a dare un senso a quanto lì stava accadendo. Un interrogativo che, pertanto, ella non ebbe a posticipare neppure di un fugace istante nella propria formulazione…

« Come fai a sapere tutto questo…? E, soprattutto, se questa è la mia mente… come puoi essere qui? » domandò, scuotendo appena il capo « Sei veramente tu o, piuttosto, sei soltanto un bizzarro costrutto di una qualche remota parte del mio inconscio, atta a permettermi di scendere a patti con la realtà…?! »
« Sono io, amore mio. Sono io… » annuì lo shar’tiagho, accennando un lieve sorriso, allor carico di infinita dolcezza nel confronto con quella che comprendeva essere la sua giustificabile confusione « Vorrei poterti spiegare tutto in questo momento… ma, in questi ultimi nove mesi, sono successe così tante cose che, francamente, mi servirebbero almeno altri nove mesi per poterti aggiornare. E, francamente, non sono neppure certo di quanto ulteriore tempo sia trascorso da quando Desmair mi ha aiutato a entrare nella tua mente, per cercare di aiutarti a liberarti da tutto questo. »
« … Desmair?! » esclamò ella, corrucciandosi immediatamente a confronto con quel nome e già preparandosi a reagire malamente all’idea di una qualche nuova, insana alleanza fra Be’Sihl e il semidio.
« Ferma! » levò una mano egli, con tono serio e inarcando un sopracciglio a confronto con quello che ebbe a riconoscere immediatamente qual un tono di possibile rimprovero « Vale lo stesso discorso già fatto per il taglio di capelli: considerando quanto questo dannato impiccio è stato sol conseguenza di un tuo accordo con Desmair, da parte tua non voglio assolutamente accettare alcun genere di rimprovero nel merito di una qualche nostra obbligata collaborazione con lui per poterti salvare! »

Ineccepibile argomentazione, quella che egli ebbe così a muovere preventivamente nei riguardi della donna, a confronto con la quale ella non poté ovviare a incassare il colpo, riconoscendo quanto, da parte propria, non avrebbe potuto esservi alcun genere di supposta superiorità morale atta a permetterle di muovere la benché minima critica a tal riguardo.

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