11 gennaio 2008 - 11 gennaio 2018: dieci anni con Midda's Chronicles!

Midda Bontor: donna guerriero per vocazione, mercenaria per professione.
In una realtà dove l'abilità nell'uso di un'arma può segnare la differenza fra la vita e la morte
e dove il valore di una persona si misura sul numero dei propri avversari uccisi,
ella vaga cercando sempre nuove sfide per offrire un senso alla propria esistenza.


Dall'11 gennaio 2008, ogni giorno un nuovo episodio,
un nuovo tassello ad ampliare il mosaico di un sempre più vasto universo fantastico...
... in ogni propria accezione!

Scopri subito le Cronache di Midda!

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Con l'episodio 2500 (che già dovrebbe essere ragione di festeggiamenti), si conclude Come ai vecchi tempi, quarantanovesima avventura della saga "regolare".
Da domani, con l'episodio 2501, avrà inizio la 50° avventura della lunga corsa di Midda's Chronicles, dal titolo Il tempo del sogno.

Buona lettura!... e, come sempre, grazie!

Sean, 29 marzo 2018

sabato 4 maggio 2013

1930


Al termine della tempesta, in tal contesto identificabile persino con un nome certo qual quello di primo-fra-tre, per gli abitanti della piccola e pacifica Licsia non poté restare altro da compiere se non la conta dei danni, in vista della necessaria ricostruzione.
Fortunatamente, comunque, benché la minaccia rappresentata dal vicario dell’Oscura Mietitrice avrebbe potuto rappresentare, per tutti loro, nulla di meno che lo sterminio totale, un genocidio che avrebbe tutti, uomini, donne e bambini, proposto in gloria agli dei senza la pur minima possibilità di appello; i danni conseguenti alla sua offensiva, alla sua terrificante imposizione sull’intera isola in misura tale da negare loro persino la speranza di poter perscrutare le stelle o la luna in cielo, si presentarono estremamente ridotti, addirittura minimali e tali da non privare alcuno fra gli abitanti di quel sereno angolo di mondo di proseguire con quella stessa festa già inizialmente programmata, quel banchetto i preparativi per il quale avevano assorbito, nel corso della giornata, tempo e impegno da parte di molti, e che, in quell’occasione, assunse un nuovo significato, nel non essere più semplicemente atto a festeggiare il ritorno a casa della donna guerriero, della figlia perduta di Licsia, e le sue annunciate nozze, quanto e soprattutto atto a festeggiare il trionfo da lei conquistato nel confronto con un tanto temibile avversario e, ancora, la vita e il domani che tutti loro aveva garantito, malgrado ogni annuncio in senso contrario, malgrado ogni minaccia loro dedicata dalla crudeltà di quello spietato mostro, di quella creatura aliena a ogni concetto di umanità. Quanto purtroppo alcuno avrebbe potuto immaginare, nel riprendere la propria quieta esistenza per così come estemporaneamente interrotta in conseguenza alla comparsa di quell’abominio, sarebbe stata la più completa assenza di desiderio di festeggiamento proprio in colei nel nome della quale tanto entusiasmo stava allora venendo legittimamente speso in quegli stessi preparativi, colei per condurre in trionfo la quale tutto quello stava venendo compiuto e che pur, dal proprio personale punto di vista, ove direttamente interrogata a tal riguardo, non avrebbe saputo offrire altra risposta al di fuori della sola che alcuno avrebbe allora apprezzato ascoltare da parte sua…
… quella stessa risposta che, in separata sede, non volle negarsi di condividere quantomeno con il proprio amato Be’Sihl e suo padre Nivre, in un fugace momento di quieto incontro che parve voler riprendere quel dialogo pocanzi interrotto nel dover riservare obbligata attenzione a nemico su tutti loro sopraggiunto.

« A costo di apparire antipatica, sinceramente non credo vi sia molto da festeggiare… » confidò la Figlia di Marr’Mahew, la Campionessa di Kriarya, Midda Bontor, nell’osservare, attraverso una finestra, numerose lampade venir accese e disposte in maniera regolare a illuminare il banchetto, nelle ultime fasi del proprio allestimento, la tavolata in suo onore, ormai praticamente pronta.
« Bambina mia… » replicò l’anziano pescatore, con tono che si sforzò di non apparire sorpreso, quasi scandalizzato da quell’intervento, nel farsi carico di esprimere quella che sola sarebbe stata la reazione emotiva di tutti i suoi parenti, di tutti gli abitanti dell’isola, ove eventualmente posti a confronto con quelle stesse parole a lei lì appena scandite « A costo di voler apparire stolido, sinceramente non credo che tu possa comprendere quale miracolo per noi abbia rappresentato ciò a cui abbiamo assistito oggi. Forse, agli occhi tuoi e dei tuoi compagni di viaggio, quello che tu hai compiuto ha da considerarsi del tutto consueto, regolare, quasi banale nella propria occorrenza… ma qui siamo a Licsia, piccola mia, e nelle tue memorie dovrebbe essere ancora il ricordo di qual genere di mirabolanti accadimenti sono soliti costellare le nostre giornate. » sorrise, non desiderando apparir condiscendente, e pur non potendo evitare, allora, di esserlo, nel confronto con l’insoddisfazione allora tanto palesemente proclamata dalla propria erede per quanto da lei stessa compiuto, pur straordinario.

E se, in un primo momento, ella fu sul punto di replicare in direzione del genitore, pronta a esprimere tutte le proprie perplessità per così come egli, proprio malgrado, non sarebbe potuto essere in grado di cogliere e apprezzare, contraddistinto da una confidenza ancora troppo superficiale con tutti quegli eventi per poter essere colpevolizzato per la propria ingenuità; dopo un momento di riflessione nel merito di quanto ancora avrebbe avuto da spiegargli e quanto, in tutto quello, avrebbe avuto ragione di deluderlo, la donna dagli occhi color ghiaccio votò in favore di una diversa soluzione, gettando uno sguardo in direzione del proprio amato e, nel suo animo, cogliendo quel disagio trasparente della consapevolezza in lui di certo presente nel merito di quanto, purtroppo, soltanto avrebbe dovuto essere interpretato dietro al miracolo della propria inattesa e straordinaria… resurrezione.

« … Be’Sihl?! » lo invitò, pertanto, a prendere voce in sua vece, condividendo le ragioni dietro all’assenza di entusiasmo da parte sua a tal riguardo, a simile pur positivo proposito.

Così interpellato, il locandiere shar’tiagho inspirò profondamente aria nei propri polmoni e la trattenne per un lungo istante, quasi avesse a prepararsi per un, per lui inevitabilmente spiacevole, tuffo in mare, o, forse, quasi a riservarsi, in tal gesto, in simile scelta, un fuggevole momento utile a riflettere, a cercare le parole più opportune con le quali condividere con il padre della propria amata quel pur non semplice concetto, quella pur non gradevole verità. Quando, alfine, si convinse a rilasciare l’aria sino a quel momento trattenuta in ostaggio, egli iniziò a parlare, non contento per il compito attribuitogli e, ciò nonostante, del tutto privo di qualunque brama di rimprovero a discapito di colei che a lui l’aveva assegnato, negandoselo.
Dopotutto, dietro a quella stessa verità, si avrebbe avuto a riconoscere, per lei, e in parte per entrambi, soltanto ragione di pena, nel riproporsi e nel procrastinarsi di colpe passate superficialmente credute qual assolte e che pur, altresì, stavano lì apparendo qual ben distanti dal potersi considerare tali.

« Nivre… rammenti, vero, quanto Midda ha narrato nel merito del proprio primo matrimonio? Di quelle maledette nozze che l’hanno veduta unirsi in sposa a un semidio immortale di nome Desmair? » rievocò, nell’offrire in ciò riferimento a uno dei tanti, forse troppi, resoconti di quella giornata, di quelle ultime ore nelle quali la mercenaria aveva cercato di condensare, a favore del padre, le avventure di una vita intera.
« Certo… » confermò questi, annuendo quietamente, nell’offrirsi assolutamente ben disposto ad ascoltare la voce del compagno della propria bambina non di meno rispetto a quella della sua stessa figliuola, a maggior ragione dopo gli ultimi eventi in grazia ai quali egli si era guadagnato a pieno diritto il suo rispetto, la sua stima, per così come aveva saputo gestire la situazione di crisi all’avvento del vicario « Rammento anche l’accenno al fatto che egli è recentemente morto, motivo per il quale, per inciso, il vostro matrimonio potrebbe finalmente essere celebrato innanzi agli dei senza che Midda abbia a tradire i propri precedenti voti, purtroppo e comunque vincolanti a prescindere dalle ragioni che avevano contraddistinto la celebrazione di quel terribile rito. » soggiunse, non volendo rinunciare a offrire un accenno all’idea delle loro imminenti nozze, e alla felicità che, per questo, entrambi avrebbero dovuto allora vivere, giustificando ogni volontà di festeggiare e di festeggiare con l’intera isola che tanto si stava industriando a tal fine.
« Precisamente… » annuì Be’Sihl, con un nuovo, più fugace e pur non meno profondo, sospiro, atto a palesare, forse, una certa nostalgia per quel pensiero purtroppo ormai relegato al passato, a un passato estremamente prossimo, quello di solo poche ore prima, nel quale tutto sembrava essere possibile, e pur, comunque e spiacevolmente, passato « Il caso vuole che Desmair fosse… sia… il figlio della stessa regina Anmel, l’Oscura Mietitrice, colei a cui anche primo-fra-tre fa riferimento nel proprio operato, nelle proprie letali gesta. E in conseguenza a un qualche vincolo da lei evidentemente imposto al potere del proprio vicario, in occasione del primo scontro fra Midda e questi, tua figlia aveva già avuto miracolosamente salva la vita nel confronto diretto con una sfera di energia da lui scagliatale contro proprio e soltanto in quanto moglie del figlio della sua signora, immune, per diritto di matrimonio, al suo malefico potere. »


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